Posts Tagged ‘animali’

Distopia, Roaming; Animali; Rovinata

giugno 6, 2017

Parole a confronto

Distopìa
Composto di dis- ‘malformato’ e greco topos ‘luogo’.
Sostantivo femminile.
(medicina) Dislocazione di un viscere o di un tessuto dalla sua normale sede, in genere per malformazione congenita.

Distopìa
Composto di dis- ‘malformato’ e (u)topia.
Sostantivo femminile.
Previsione, descrizione o rappresentazione di uno stato di cose futuro, con cui, contrariamente all’utopia e per lo più in aperta polemica con tendenze avvertite nel presente, si prefigurano situazioni, sviluppi, assetti politico-sociali e tecnologici altamente negativi, equivale quindi a utopia negativa: la distopia del romanzo 1984.

Una (parola) giapponese a Roma

Roaming [‘roming]
Voce inglese, propriamente ‘vagabondaggio’.
Sostantivo maschile invariabile.
(telefonia) Accordo raggiunto tra società di telefonia mobile cellulare che permette ai propri clienti di utilizzare la rete delle telecomunicazioni di altre società, per esempio quando si è all’estero.

Animali di parole

Dìndio
Da (pollo) d’India.
Anche dìndo.
Sostantivo maschile.
(regionale). Tacchino, usato specialmente in Veneto, Romagna e Marche.

La parola rovinata

MARAMAICO
Spiritoso dialetto semitico.

Di Pietro Scalzo.

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Occhio di falco, Mentoring; Yokopoko; Paesidapersone

maggio 10, 2017

Occhio di falco
Traduzione di Hawk-eye, nome originale inglese del sistema.
Locuzione sostantivale maschile.
In diversi sport come come il tennis, la pallavolo, il cricket e altri, sistema di controllo computerizzato delle immagini che permette di valutare la posizione della palla rispetto alle linee del campo, per decidere la regolarità oppure no di una giocata.

Una (parola) giapponese a Roma

Mentoring [‘mentoring]
Voce inglese, derivato di mentor ‘mentore’.
Sostantivo maschile invariabile.
(amministrazione aziendale) Tipo di formazione aziendale in cui persone più esperte vengono affiancate ai nuovi assunti.

Yokopoko Mayoko

Il sistema Hawk-eye si chiama così perché è stato sviluppato dall’inglese Paul Hawkins per la Hawk-Eye Innovations Ltd. Una parola derivata da marchio, da uomo, da animale e Yokopoko nel medesimo tempo, forse un record mondiale!

Paesi da persone

Il paese di Alfonsine (in provincia di Ravenna) prende il nome da Alfonso Calcagnini che nel cinquecento iniziò la bonifica di quelle terre. Ce lo disse nel 2010 Vizi Coloniali, ma dopo tanto tempo probabilmente non se lo ricorda più.

Animali: Cincilla, Qenie; Canzone

febbraio 2, 2017

Animali di parole

Cincillà
Dallo spagnolo chinchilla, voce di origine aymará (lingua del ceppo linguistico andino affine al quechua) oppure diminutivo dello spagnolo chinche ‘cimice’ per l’odore sgradevole emanato dall’animale.
Anche, meno comune, cincìlla o cincìglia.
Sostantivo maschile e femminile (detto alla francese cincillà, solo maschile) (plurale invariabile, i cincillà, oppure le cincille).
1. Genere di roditori della famiglia cincillidi, che comprende due specie viventi sulle Ande. La pelliccia, sericea, di color grigio cenere, è molto ricercata; il grande cincilla (Chinchilla brevicaudata), noto in pellicceria come «cincillà reale», con riflessi grigio argento, è divenuto rarissimo; il piccolo cincillà o cincillà bastardo è meno pregiato.
2. Razza di conigli domestici, così chiamati per il colore grigio del pelo somigliante a quello dei cincillà e usato in pellicceria.

Una (parola) giapponese a Roma

Qeniè [ke’nje]
Dal ge῾ez qĕniē ‘canto’.
Sostantivo maschile invariabile.
(letteratura) Composizione rimata in lingua ge῾ez che si canta durante le funzioni della Chiesa etiopica ed è considerata la più alta espressione d’arte letteraria, di cui si tramandano e apprendono i canoni in speciali scuole tradizionali; la materia del contenuto è costantemente derivata dalla tradizione cristiana, ma è rivolta a trattare sia argomenti strettamente di fede sia argomenti di carattere profano, poiché spesso il qeniè serve a celebrare o a colpire persone e fatti della vita sociale, e può avere anche carattere e tono burlesco.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Tempo scaduto per rispondere alla ventitreesima canzone. A voi indizio e soluzione.

Vitelli (5 5 6)

Figli delle stalle, e poi Figli delle stelle, di Alan Sorrenti.

Divellere, Clan; Animali: Eonistica; Lettori

gennaio 25, 2017

Divèllere
Dal latino divellĕre, composto di di(s)- ‘rovesciamento’ e vellĕre ‘strappare’.
Verbo transitivo (passato remoto divèlsi, divellésti ecc.; participio passato divèlto; meno comune le forme divùlsi ecc., divulso).
1. (letterario) Strappare con forza, estirpare: abbattendo e divellendo alberi (Villani); pianta divelta con le radici; ogni fusto divulso (D’Annunzio); anche in senso figurato: questa lettera divelse ogni sospetto dal cuor de’ legati (Pallavicino); con significato estensivo: Prima divelte, in mar precipitando, Spente nell’imo strideran le stelle (Leopardi).
Nella forma riflessiva, allontanarsi, staccarsi con impeto o con sforzo: poi che con fatica dalla cucina e dalla Nuta si fu divelto (Boccaccio).
2. (letterario, antico) Scassare, dissodare la terra: in un suo pezzo di terra divelta fece porre i detti magliuoli (Sacchetti).

Una (parola) giapponese a Roma

Clan [klan]
Voce inglese, adattamento del gaelico clann ‘discendenza, famiglia, tribù’, che è dal latino planta ‘pianta’.
Anche, antico, clàno.
Sostantivo maschile invariabile (plurale antico clani.
1. Fra i popoli di lingua gaelica, il gruppo familiare composto dai discendenti generalmente in linea maschile ma anche femminile da un comune progenitore, in base a un’organizzazione gentilizia le cui tracce si sono conservate, specialmente in Scozia, fino ai tempi moderni.
(etnologia) Gruppo sociale intermedio tra la famiglia in senso ampio e la tribù, il cui carattere fondamentale è dato dall’esogamia, e l’appartenenza al quale si acquista, a seconda dei varî popoli, per discendenza paterna o materna; i membri del clan si considerano discendenti da un comune progenitore che ha per lo più carattere mitico, e di conseguenza seguono regole di comportamento sociale simili a quelle in uso fra consanguinei.
2. (estensione) Gruppo chiuso ed esclusivo di persone legate da comuni interessi non sempre leciti e che per lo più tendono ad escludere gli estranei; consorteria: un clan di affaristi; i clan artistici e culturali della capitale.
Nel linguaggio comune e giornalistico, gruppo appartenente a organizzazioni malavitose, soprattutto in riferimento alla camorra o alla mafia: l’organizzazione criminale coincide direttamente con l’economia, la dialettica commerciale è l’ossatura del clan (Saviano).

Animali di parole

Eonìstica
Dal greco oionistike (tekhne), derivato di oionos ‘uccello’.
Sostantivo femminile.
Arte degli àuguri antichi che traevano la divinazione dal volo e dal grido degli uccelli, cioè praticavano l’ornitomanzia.

I lettori ci scrivono

Ci scrive Vizi Coloniali.

— Non so se possa rientrare in qualche rubrica di Parolata, ma mi ha colpito il nome dell’avvocato che ha chiesto al giudice di dichiarare la nullità dell’elezione della Raggi.
Il suddetto si chiama Venerando Monello. Un ossimoro a due gambe. Per inciso, da un punto di vista prettamente giuridico, la sua è una monelleria che di venerando ha ben poco, come ha ritenuto anche il giudice chiamato a pronunciarsi. —

Clamore, Marron glace; Animali: Ornitomanzia; Fuoritempo

gennaio 24, 2017

Clamóre
Dal latino clamor -oris, derivato di clamare ‘gridare’.
Sostantivo maschile.
1. Il gridare di più persone insieme, rumore confuso di voci: Il clamor delle turbe vittrici Copre i lai del tapino che mor (Manzoni).
(estensione) Schiamazzo di animali: il clamore delle oche salvò il Campidoglio.
(estensione, raro) Rumore di cose, come acque ecc.
Chiasso, rumore, in frasi quali suscitar clamore, sollevar clamore, di fatto che desti largo interesse.
2. Lagnanza, rimostranza, grido collettivo di protesta: suscitare i clamori della folla; rinnovandosi, con clamori grandi di quel popolo, la ignominia delle artiglierie (Guicciardini).
3. (antico) Preghiera, implorazione: li figliuoli nostri hanno fatto clamori e fervori a Dio, iubili e canti (Savonarola).

Clamoróso
Dal latino tardo clamorosus.
Aggettivo.
1. Che è fatto con clamore, rumoroso, chiassoso: applausi clamorosi; lo scompiglio di quella notte era stato tanto clamoroso (Manzoni).
2. Che solleva clamore, che fa molto parlar di sé, soprattutto nel linguaggio giornalistico: uno scandalo clamoroso; l’episodio ha avuto sviluppi clamorosi; Per estensione, una clamorosa sconfitta, grave, netta, schiacciante.
Che suscita discordanti e vivacissime reazioni o registra consensi al di là di ogni previsione.

Una (parola) giapponese da Perilli

Marron glacé [ma’ron gla’se]
Locuzione francese, propriamente ‘marrone glassato’.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
(gastronomia) Marrone candito.

Animali di parole

Ornitomanzìa
Dal greco ornithomanteia, composto di ornis -ithos ‘uccello’ e manteia ‘divinazione’.
Sostantivo femminile.
Arte divinatoria fondata sull’osservazione del volo, o raramente anche del canto, degli uccelli, che ebbe importanza fondamentale nel culto pubblico dell’antica Roma.

Parole fuori tempo massimo

L’ultima parola fuori tempo massimo pubblicata è stata Gerovital, e ci ha scritto Fabrizio Bianucci per aggiungere qualche notizia a riguardo.

— A proposito del Gerovital io, ormai verso i 63 anni, ricordo bene la pubblicità in TV e su alcuni quotidiani della rumena inventrice dottoressa Ana Aslan, che morì poi a 90anni, senza diventare neanche tanto una arzilla vecchietta tipo "Cocoon" nonostante l’uso del suo para-rimedio, poi fuori legge. Certo che fece la fortuna per un certo tempo del governo dittatoriale rumeno, attirando clienti da tutta Europa e avviando lucrose cliniche per il dimagrimento con l’imprimatur di Ceasescu.
Ma già che ci sono, mi piace anche ricordarvi la nostra avvenente partenopea dottoressa Alma Tirone (deceduta relativamente ancor giovane in circostanze misteriose e mai chiarite), che spopolò sulle prime tv commerciali (e anche Rai) con i suoi preparati "miracolosi" per i "grassottelli" (affermava testualmente) seguendo l’indirizzo tracciato dal Gerovital-Aslan. Finì anche lei plurindagata, una Wanda Marchi ante litteram, e forse la fecero sparire anche per questo motivo. Un cold case! —