Posts Tagged ‘animali’

Animali: Cincilla, Qenie; Canzone

febbraio 2, 2017

Animali di parole

Cincillà
Dallo spagnolo chinchilla, voce di origine aymará (lingua del ceppo linguistico andino affine al quechua) oppure diminutivo dello spagnolo chinche ‘cimice’ per l’odore sgradevole emanato dall’animale.
Anche, meno comune, cincìlla o cincìglia.
Sostantivo maschile e femminile (detto alla francese cincillà, solo maschile) (plurale invariabile, i cincillà, oppure le cincille).
1. Genere di roditori della famiglia cincillidi, che comprende due specie viventi sulle Ande. La pelliccia, sericea, di color grigio cenere, è molto ricercata; il grande cincilla (Chinchilla brevicaudata), noto in pellicceria come «cincillà reale», con riflessi grigio argento, è divenuto rarissimo; il piccolo cincillà o cincillà bastardo è meno pregiato.
2. Razza di conigli domestici, così chiamati per il colore grigio del pelo somigliante a quello dei cincillà e usato in pellicceria.

Una (parola) giapponese a Roma

Qeniè [ke’nje]
Dal ge῾ez qĕniē ‘canto’.
Sostantivo maschile invariabile.
(letteratura) Composizione rimata in lingua ge῾ez che si canta durante le funzioni della Chiesa etiopica ed è considerata la più alta espressione d’arte letteraria, di cui si tramandano e apprendono i canoni in speciali scuole tradizionali; la materia del contenuto è costantemente derivata dalla tradizione cristiana, ma è rivolta a trattare sia argomenti strettamente di fede sia argomenti di carattere profano, poiché spesso il qeniè serve a celebrare o a colpire persone e fatti della vita sociale, e può avere anche carattere e tono burlesco.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Tempo scaduto per rispondere alla ventitreesima canzone. A voi indizio e soluzione.

Vitelli (5 5 6)

Figli delle stalle, e poi Figli delle stelle, di Alan Sorrenti.

Divellere, Clan; Animali: Eonistica; Lettori

gennaio 25, 2017

Divèllere
Dal latino divellĕre, composto di di(s)- ‘rovesciamento’ e vellĕre ‘strappare’.
Verbo transitivo (passato remoto divèlsi, divellésti ecc.; participio passato divèlto; meno comune le forme divùlsi ecc., divulso).
1. (letterario) Strappare con forza, estirpare: abbattendo e divellendo alberi (Villani); pianta divelta con le radici; ogni fusto divulso (D’Annunzio); anche in senso figurato: questa lettera divelse ogni sospetto dal cuor de’ legati (Pallavicino); con significato estensivo: Prima divelte, in mar precipitando, Spente nell’imo strideran le stelle (Leopardi).
Nella forma riflessiva, allontanarsi, staccarsi con impeto o con sforzo: poi che con fatica dalla cucina e dalla Nuta si fu divelto (Boccaccio).
2. (letterario, antico) Scassare, dissodare la terra: in un suo pezzo di terra divelta fece porre i detti magliuoli (Sacchetti).

Una (parola) giapponese a Roma

Clan [klan]
Voce inglese, adattamento del gaelico clann ‘discendenza, famiglia, tribù’, che è dal latino planta ‘pianta’.
Anche, antico, clàno.
Sostantivo maschile invariabile (plurale antico clani.
1. Fra i popoli di lingua gaelica, il gruppo familiare composto dai discendenti generalmente in linea maschile ma anche femminile da un comune progenitore, in base a un’organizzazione gentilizia le cui tracce si sono conservate, specialmente in Scozia, fino ai tempi moderni.
(etnologia) Gruppo sociale intermedio tra la famiglia in senso ampio e la tribù, il cui carattere fondamentale è dato dall’esogamia, e l’appartenenza al quale si acquista, a seconda dei varî popoli, per discendenza paterna o materna; i membri del clan si considerano discendenti da un comune progenitore che ha per lo più carattere mitico, e di conseguenza seguono regole di comportamento sociale simili a quelle in uso fra consanguinei.
2. (estensione) Gruppo chiuso ed esclusivo di persone legate da comuni interessi non sempre leciti e che per lo più tendono ad escludere gli estranei; consorteria: un clan di affaristi; i clan artistici e culturali della capitale.
Nel linguaggio comune e giornalistico, gruppo appartenente a organizzazioni malavitose, soprattutto in riferimento alla camorra o alla mafia: l’organizzazione criminale coincide direttamente con l’economia, la dialettica commerciale è l’ossatura del clan (Saviano).

Animali di parole

Eonìstica
Dal greco oionistike (tekhne), derivato di oionos ‘uccello’.
Sostantivo femminile.
Arte degli àuguri antichi che traevano la divinazione dal volo e dal grido degli uccelli, cioè praticavano l’ornitomanzia.

I lettori ci scrivono

Ci scrive Vizi Coloniali.

— Non so se possa rientrare in qualche rubrica di Parolata, ma mi ha colpito il nome dell’avvocato che ha chiesto al giudice di dichiarare la nullità dell’elezione della Raggi.
Il suddetto si chiama Venerando Monello. Un ossimoro a due gambe. Per inciso, da un punto di vista prettamente giuridico, la sua è una monelleria che di venerando ha ben poco, come ha ritenuto anche il giudice chiamato a pronunciarsi. —

Clamore, Marron glace; Animali: Ornitomanzia; Fuoritempo

gennaio 24, 2017

Clamóre
Dal latino clamor -oris, derivato di clamare ‘gridare’.
Sostantivo maschile.
1. Il gridare di più persone insieme, rumore confuso di voci: Il clamor delle turbe vittrici Copre i lai del tapino che mor (Manzoni).
(estensione) Schiamazzo di animali: il clamore delle oche salvò il Campidoglio.
(estensione, raro) Rumore di cose, come acque ecc.
Chiasso, rumore, in frasi quali suscitar clamore, sollevar clamore, di fatto che desti largo interesse.
2. Lagnanza, rimostranza, grido collettivo di protesta: suscitare i clamori della folla; rinnovandosi, con clamori grandi di quel popolo, la ignominia delle artiglierie (Guicciardini).
3. (antico) Preghiera, implorazione: li figliuoli nostri hanno fatto clamori e fervori a Dio, iubili e canti (Savonarola).

Clamoróso
Dal latino tardo clamorosus.
Aggettivo.
1. Che è fatto con clamore, rumoroso, chiassoso: applausi clamorosi; lo scompiglio di quella notte era stato tanto clamoroso (Manzoni).
2. Che solleva clamore, che fa molto parlar di sé, soprattutto nel linguaggio giornalistico: uno scandalo clamoroso; l’episodio ha avuto sviluppi clamorosi; Per estensione, una clamorosa sconfitta, grave, netta, schiacciante.
Che suscita discordanti e vivacissime reazioni o registra consensi al di là di ogni previsione.

Una (parola) giapponese da Perilli

Marron glacé [ma’ron gla’se]
Locuzione francese, propriamente ‘marrone glassato’.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
(gastronomia) Marrone candito.

Animali di parole

Ornitomanzìa
Dal greco ornithomanteia, composto di ornis -ithos ‘uccello’ e manteia ‘divinazione’.
Sostantivo femminile.
Arte divinatoria fondata sull’osservazione del volo, o raramente anche del canto, degli uccelli, che ebbe importanza fondamentale nel culto pubblico dell’antica Roma.

Parole fuori tempo massimo

L’ultima parola fuori tempo massimo pubblicata è stata Gerovital, e ci ha scritto Fabrizio Bianucci per aggiungere qualche notizia a riguardo.

— A proposito del Gerovital io, ormai verso i 63 anni, ricordo bene la pubblicità in TV e su alcuni quotidiani della rumena inventrice dottoressa Ana Aslan, che morì poi a 90anni, senza diventare neanche tanto una arzilla vecchietta tipo "Cocoon" nonostante l’uso del suo para-rimedio, poi fuori legge. Certo che fece la fortuna per un certo tempo del governo dittatoriale rumeno, attirando clienti da tutta Europa e avviando lucrose cliniche per il dimagrimento con l’imprimatur di Ceasescu.
Ma già che ci sono, mi piace anche ricordarvi la nostra avvenente partenopea dottoressa Alma Tirone (deceduta relativamente ancor giovane in circostanze misteriose e mai chiarite), che spopolò sulle prime tv commerciali (e anche Rai) con i suoi preparati "miracolosi" per i "grassottelli" (affermava testualmente) seguendo l’indirizzo tracciato dal Gerovital-Aslan. Finì anche lei plurindagata, una Wanda Marchi ante litteram, e forse la fecero sparire anche per questo motivo. Un cold case! —

Ghiotto, Sans facon; Animali; Idiota: Tarpano; Accento

gennaio 20, 2017

Ghiótto
Latino tardo glŭttus, affine a gluttire ‘inghiottire’.
Aggettivo.
1. Avido di cibi gustosi, di bevande piacevoli: una donna ghiotta di dolci; le capre sono ghiotte di sale.
(figurato) Bramoso, desideroso: essere ghiotto di pettegolezzi, di novità, di letture piacevoli, di film gialli; Vinse paura la mia buona voglia Che di loro abbracciar mi facea ghiotto (Dante).
2. Di cibo, che solletica la gola, prelibato, appetitoso: un boccone ghiotto.
(figurato) Che desta vivo interesse, che suscita curiosità: libro, lettura, notizia ghiotta.

Una (parola) giapponese a Roma

Sans façon [sanfa’Son]
Voce francese, propriamente ‘senza atto cerimonioso’.
Locuzione avverbiale.
Senza cerimonie, alla buona.
Nell’uso italiano è anche utilizzato il costrutto ibrido ‘alla sans façon’, alla buona, in modo piuttosto sciatto, senza cura: è un lavoro alla sans façon.

Animali di parole e L’idiota

Tarpàno
Etimo incerto, forse da tarpa, forma dialettale per talpa.
Aggettivo e sostantivo maschile (femminile tarpana).
Di persona rozza e ignorante, goffa e ottusa: gente tarpana!; è un tarpano; Il gran ciambellano Vi arriva da corte, E dietro un tarpano Da fare il panforte (Giusti); lo Slanà, da quel rozzo e trascurato tarpano ch’egli è, non ci avrà certo pensato (Bacchelli).

Un idiota-animale proposto da Alex Merseburger, e lo mettiamo pure nella rubrica dell’accento!

L’accento, questo sconosciuto

Se volete dare dell’idiota a qualcuno sfoggiando ampia cultura, attenzione a dire tarpàno, e non tàrpano.

Animali: Olifante; Stripping; Canzone

novembre 7, 2016

Animali di parole

Olifànte
Dal francese antico olifant, o oliphant ‘avorio, corno d’avorio’, alterazione del latino elephantus ‘elefante’ e per metonimia ‘avorio’.
Sostantivo maschile.
Corno da caccia in uso nel Medioevo, ricavato dalla zanna di un elefante.
L’olifante di Orlando: il corno che il paladino, secondo la Chanson de Roland, dopo la disfatta di Roncisvalle avrebbe suonato per richiamare Carlomagno fino a farsi scoppiare le vene delle tempie.

Una (parola) giapponese a Roma

Stripping [‘stripin]
Voce inglese, derivato di (to) strip ‘togliere via’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Reazione di stripping: (fisica nucleare) lo stesso che reazione nucleare di strappo, in cui una parte della particella si unisce al nucleo bersaglio, mentre l’altra parte prosegue all’incirca lungo la direzione d’incidenza e con il moto originale.
2. (chimica) Eliminazione di piccole quantità di sostanze volatili da un liquido poco volatile mediante insufflazione in questo, a caldo, di vapore acqueo o di altro aeriforme; l’operazione trova impiego soprattutto nella tecnologia del petrolio per innalzare il punto di infiammabilità del cherosene o del gasolio. Sinonimo: strippaggio.
(estensione) Operazioni analoghe, effettuate con tecniche varie come estrazione con solventi, elettrolisi ecc., con lo scopo di separare completamente piccole quantità di sostanza da una soluzione o da altro supporto.
3. (marina) Nelle costruzioni navali, in particolare delle navi cisterna, sistema di prosciugamento delle cisterne che si avvale di elettropompe e tubolature di diametro minore rispetto a quelle usate per lo scarico.
Anche con uso di aggettivo: azionare la pompa stripping; la tubolatura stripping di poppa è in avaria.
4. (chirurgia) Tecnica di exeresi, impiegata generalmente nell’asportazione della safena per il trattamento delle varici degli arti inferiori: consiste nell’introdurre nel lume della vena, sezionata alle due estremità, una sonda particolare (chiamata stripper) che viene fissata a una delle estremità stesse e poi ritirata dall’estremità opposta, determinando in tal modo l’asportazione del tronco venoso.
5. Coupon stripping: (finanza) negoziazione separata della quota capitale di un prestito e della rispettiva cedola.
6. (cinofilia) Eliminazione del sottopelo del cane effettuata manualmente o con apposite spazzole.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Riprende il concorso di Omero Mazzesi con il quindicesimo libro. Potete rispondere fino a mercoledì 9 novembre.

Da un articolo su un quotidiano sportivo: "Djokovic non riesce più a vincere" (2 1 6 2 4)