Posts Tagged ‘animali’

Fregola, Mantra; Animali: Galloria

giugno 12, 2020

Frégola
Derivato di fregare, riferito in origine ai pesci, che si fregano ai sassi nel tempo di deporre le uova.
Sostantivo femminile.
1. Eccitazione sessuale degli animali che di norma si conclude con la fecondazione: essere, andare in fregola, in calore; periodo della fregola, degli amori.
(estansione, popolare) Incontenibile concupiscenza daparte dell’uomo o della donna.
2. (figurato) Voglia smaniosa, frenesia: gli è venuta la fregola di fare sport.
Vistosa manifestazione d’impazienza.

Una (parola) giapponese a Roma

Màntra
Voce sanscrita, propriamente ‘strumento del pensiero’, derivato di man- ‘pensare’ col suffisso -tra, che ha valore strumentale.
Sostantivo maschile invariabile.
Formula; nella lingua vedica significa anche inno, preghiera, ma nelle successive fasi della religiosità indiana riprende il significato, probabilmente originario, di formula magica, la cui efficacia non dipende dalla partecipazione interiore del soggetto che la pronuncia, e che viene ripetuta molte volte come pratica meditativa.

Animali di parole

Gallòria
Derivato di gallo, l’animale.
Sostantivo femminile.
(non comune) Manifestazione rumorosa d’allegria, di gioia, di soddisfazione: ella rimase faccendo sì gran galloria che… (Boccaccio).
Pomposa vanagloria.

I lettori ci scrivono

Alex Merseburger ci ricorda che nel periodo fascista il toast era il tosto, e i toast erano i tosti.

Stiva, Stivare, Stivato, Kafir; Animali: Tacchinare

giugno 10, 2020

Stìva
Derivato di stivare.
Sostantivo femminile.
1. Nella costruzione navale, la parte più bassa di una nave, specialmente mercantile, al di sotto del ponte inferiore; in particolare, ciascuno dei locali, di grandi dimensioni e senza ingombri, destinati a contenere il carico: disporre nella stiva; l’acqua entrava nella stiva da una falla dello scafo.
Il vano o il complesso dei vani di un aeromobile in cui si dispongono le merci.
2. (antico) Stivaggio: la nave è in stiva.

Stivàre
Latino stipare ‘addensare, accumulare’.
Verbo transitivo.
1. Imbarcare le merci e disporle nelle stive di navi, o anche di aeromobili: stivare un bastimento.
Nella tecnica di fonderia, comprimere la sabbia nelle forme.
2. (estensione) Stringere in breve spazio, accalcare, forma meno comune di stipare: tra la lettiera e ’l muro … eranvi sì stivati che uscire non ne poteano (Sacchetti).
(generico) Riempire, colmare: Io ti so dir che gli ha stivata l’epa In un campo di gran tanto che crepa (Poliziano).

Stivàto
Participio passato e aggettivo.
Un carico mal stivato; come forma meno comune di stipato: trasse di tasca la scatola piena stivata di tabacco (Guerrazzi).

Una (parola) giapponese a Roma

Kafir [kaìfir]
Voce araba, propriamente ‘ingrato verso Dio’.
Aggettivo e sostantivo maschile e femminile invariabile.
1. Infedele, miscredente.
2. Di popolazione che non ha accettato l’Islam.

Animali di parole

Tacchinàre
Derivato di tacchino con coniugazione -are, forse di origine piemontese.
Verbo transitivo.
(gragale) Corteggiare in modo pressante e maleducato: perché mi stai lumando come se fossi una sconosciuta da tacchinare) (Pinketts).

Tacchinàggio
Sostantivo maschile.
Corteggiamento insistente.

Proposte da Marco Marcon.

Psicostasia, Target; Animali: Ciniglia

aprile 29, 2020

Speciale museo Egizio (visto che non ci posso andare)

Psicostasìa
Dal greco psykhostasia, composto di psykhe ‘anima’ e stasis ‘pesatura’.
Anche psicòstasi.
Sostantivo femminile.
In varie religioni antiche, forma del giudizio divino in cui l’anima del morto viene pesata sopra una bilancia, per il controllo dei suoi meriti; anche come forma di assegnazione del destino a un uomo tramite pesatura della sua anima: se ne hanno testimonianze in documenti scritti e figurativi delle antiche religioni egizia, greca e cristiana, nell’ebraismo e nell’islamismo. Viene comunemente chiamata pesatura del cuore o pesatura dell’anima.

Una (parola) giapponese a Roma

Target [‘target]
Voce inglese, propriamente ‘bersaglio, obiettivo’, diminutivo di un antico targe ‘targa, scudo’, con suffisso non bene spiegato.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Termine largamente usato nel linguaggio commerciale, specialmente della pubblicità e del marketing, con varie accezioni.
Obiettivo che un’azienda si propone di raggiungere, in particolare aumento delle vendite e espansione sul mercato, espresso in termini quantitativi (target manager è il dirigente che, dotato di grande esperienza nel settore di gestione e organizzazione aziendale, viene incaricato di collaborare al raggiungimento di tale obiettivo).
Fascia dei potenziali acquirenti di un prodotto, o della clientela a cui un messaggio pubblicitario può essere indirizzato.
(estensione) Fascia di pubblico a cui un messaggio radiotelevisivo è diretto: il telegiornale si rivolge a un particolare target di persone.
2. (biologia) Organi, tessuti, componenti cellulari e cellule target, quelli che costituiscono il bersaglio dell’azione di un determinato ormone, anticorpo o sostanza attiva (farmaco, veleno ecc.).
3. (fisica) Bersaglio.
4. (elettronica) Tavoletta fotosensibile applicata al tubo di ripresa della telecamera che trasforma la luce in impulsi elettrici trasmessi al pennello elettronico e da questo convertiti in immagini.

Animali di parole

Cinìglia
Dal francese chenille, propriamente ‘bruco’, che a sua volta è il latino canicula ‘cagnetta’, applicato metaforicamente.
Sostantivo femminile.
Filo fornito di pelo che gli dà un aspetto simile a quello di un bruco; si usa come trama per tessuti particolari come velluti, tappeti e accappatoi di spugna, e in arredamento per speciali cordonetti da ricamo.
Il tessuto fabbricato con questo filato: una coperta, un maglioncino di ciniglia.

Solo Marco Marcon poteva trovare una parola derivata da un animale derivato da un altro animale.

Matricola, Lifo; Animali: Marpione; Rovinata

aprile 3, 2019

Matrìcola
Dal latino tardo matricŭla ‘registro pubblico’, diminutivo di matrix -icis ‘matrice’.
Sostantivo femminile.
1. Dal medioevo in poi, denominazione degli elenchi in cui erano iscritti gli appartenenti a un’associazione e quindi, particolarmente, gli iscritti alle corporazioni di arti e mestieri, ma anche gli appartenenti a congregazioni religiose. In seguito, il termine indicò ognuno dei registri nei quali sono iscritti gli appartenenti a speciali categorie, ordinati secondo un numero progressivo (numero di matricola), o anche alfabeticamente: matricola della gente di mare, della gente dell’aria; matricola degli studenti universitarî; libretto di matricola.
(estensione, comune) Numero di matricola o anche la persone che vi corrisponde: la mia matricola è 33705.
Nel gergo goliardico, studente iscritto per la prima volta nella matricola dell’università, e che quindi frequenta il primo anno: un gruppo di matricole di ingegneria.
Festa delle matricole: nome con cui in passato erano indicati i giorni riservati tra l’altro alle cerimonie, talora scherzose, ma qualche volta anche vessatorie, per lo più consistenti o concludentisi in un rinfresco a spese del nuovo studente (pagare la matricola), attraverso le quali egli veniva dichiarato matricola dagli studenti più anziani, e matricola, o papiro, era detto anche il relativo documento, per lo più redatto in latino maccheronico, che gli veniva rilasciato.
(estensione) Chi intraprende per la prima volta un lavoro, un’attività, l’esercizio di una professione o anche di una funzione; per esempio, nel linguaggio giornalistico, i giovani che votano per la prima volta, o i parlamentari neoeletti.
In particolare, nel linguaggio sportivo, atleta che per la prima volta prende parte a una gara, o squadra che da un girone inferiore è promossa a quello superiore: una matricola della serie A.
In tutte queste accezioni, la qualifica può essere riferita sia a uomo sia a donna.
2. Nel linguaggio militare, documento nel quale vengono minutamente registrati tutti i dati relativi al servizio prestato da ogni singolo militare.
Ufficio matricola, o assoluto matricola, è chiamato l’ufficio che controlla il movimento degli uomini di reparto in reparto e che ne compila lo stato di servizio.
3. Registro sul quale vengono iscritti determinati oggetti, sia in relazione al pagamento della relativa tassa, sia per una rapida identificazione dell’oggetto stesso e del suo proprietario: matricola delle navi, degli aeromobili, degli automezzi.
(estensione) Il numero di matricola di questi oggetti, applicato mediante targhette o punzonato sui singoli oggetti.

Matricolina, o al maschile matricolino: studente universitario iscritto al primo anno, sono entrambi ormai poco comuni, tranne che il femminile matricolina, riferito scherzosamente a giovane studentessa.

Una (parola) giapponese a Roma

LIFO
Voce inglese, acronimo di Last In First Out, propriamente ‘ultimo a entrare primo a uscire’.
Sostantivo maschile invariabile.
(amministrazione aziendale) Criterio di valutazione delle scorte di magazzino, adoperato nella redazione dei bilanci, per il quale le merci sono valutate al prezzo di acquisto più vecchio, in base al presupposto che i beni acquistati per ultimi saranno i primi a essere utilizzati o venduti.

Animali di parole

Marpióne
Dal francese morpion, propriamente ‘piattola’, composto di mords, imperativo di mordre ‘mordere’, e pion ‘soldato, fante’.
Sostantivo maschile [femminile marpiona].
(famigliare) Individuo furbo, capace di approfittare di ogni situazione favorevole senza dare nell’occhio.

Marpione era già stato pubblicato, ma non come parola derivata da animale.

La parola rovinata

FRETTATA
Piatto a base di uova preparato velocemente e con scarsa cura.

Di Franco Palazzi.

Itterizia, Ittero, Foule; Animali; Accento; Rovinata

maggio 22, 2018

Parole a confronto

Itterìzia
Dal greco ikteros, ritenuto un uso estensivo del nome dell’uccello.
Anche ìttero.
Sostantivo maschile.
1. (medicina) Colorazione gialla della cute, delle sclere e delle mucose, dovuta al patologico aumento nel sangue della bilirubina che si deposita nei tessuti.
Ittero del neonato: distinto in varie forme a seconda della causa che lo provoca, più frequente nei neonati prematuri, è di breve durata, non richiede cura e scompare senza complicazioni.
2. Ittero dei puledri neonati: (veterinaria) malattia infettiva a decorso rapido e prognosi grave che colpisce i puledri e i muletti, caratterizzata da rapida emolisi.
Ittero grave del cane: (veterinaria) forma itterica, di esito quasi sempre letale, che colpisce soprattutto i cuccioli, caratterizzata da gastroduodenite intensa con inappetenza, vomito, febbre.

Ìttero
Latino scientifico Icterus, nome di genere, dal latino icterus, greco ikteros, nome di un uccello, forse il rigogolo, la cui vista si diceva che facesse guarire dall’itterizia, oppure di un uccello dal piumaggio giallo.
Sostantivo maschile.
Nome di varie specie di uccelli passeriformi della famiglia itteridi.

Una (parola) giapponese a Roma

Foulé [fu’le]
Voce francese, propriamente participio passato di fouler ‘premere, follare’.
Sostantivo maschile invariabile.
Stoffa di lana cardata e follata, leggermente pelosa in superficie.

Animali di parole

Itterizia e ittero sono parole derivate da un animale, anche se non ben identificato.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice ìttero, e non ittèro.

La parola rovinata

MARTIN L’ITTERO
Il Riformatore delle cure per le patologie di alcune malattie del sangue.

Di Pietro Scalzo.