Archive for marzo, 2015

Effigie, Liner; Personedapersone; Antonomasia; Conchiglie

marzo 31, 2015

Effìgie
Dal latino effigĭe(m), derivato di effingĕre ‘rappresentare, riprodurre in rilievo’, composto di ĕx- ‘fuori’ e fingĕre ‘modellare, plasmare’.
Anche effìge
Sostantivo femminile (plurale effigi o effìgie).
1. Figura, immagine, specialmente di persona, dipinta, disegnata, scolpita o incisa: effigie marmorea.
Impiccagione in effigie: quella che durante il medioevo e oltre si eseguiva simbolicamente contro il condannato contumace o morto.
2. (non comune) Aspetto, sembianza, apparenza: nel dipinto il diavolo è rappresentato in effigie di spaventoso cane nero.

Una (parola) giapponese a Roma

Liner [‘lajner]
Voce inglese, derivato di line ‘linea’.
Sostantivo maschile invariable.
1. (marina) Nave mercantile per servizi di linea, usata per il trasporto di merci o di passeggeri.
2. (aeronautica) Aereo di linea dell’aviazione civile.

Persone da persone

Marc Bolan, musicista e poeta, cantante dei T.Rex, era nato come Mark Feld. Creò il proprio nome d’arte dalla contrazione di Bo(b Dy)lan.

L’antonomasia e il soprannome

Antonio Beccadelli è il Panormita, cioè palermitano, per antonomasia. E chi è Antonio Beccadelli? È, era, un poeta, scrittore e scrittore del XV secolo nato a Palermo. Si chiama panormita dal nome latino di Palermo: Panormus.

Per un pugno di conchiglie

Venticinquesimo libro, secondo indizio

Poi certo, c’è anche il racconto, ad esempio quello di chi si era trovato in difficoltà, assediato e senza via di fuga, insieme a compagni irriducibili. E che riuscì con uno stratagemma a sopravvivere e ad avere salva la vita, nonostante la situazione fosse apparentemente senza via di uscita. Certo, non fece proprio la figura della persona integerrima.

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Budello, Budellone, Gosplan; Conchiglie

marzo 30, 2015

Budèllo
Dal latino botĕllus, diminutivo di botŭlus ‘salsiccia’.
Sostantivo maschile (plurale femminile nel significato 1: le budella o meno comunemente le budelle; nei significati 2, 3 e 4 al maschile: i budelli.
1. Tratto del tubo intestinale; al plurale si intende l’intestino intero: le budella del maiale, del pollo. Si dice per lo più degli animali, riferito all’uomo viene usato solo in locuzioni volgari.
Riempirsi le budella: mangiare a sazietà.
Cavare le budella di corpo a qualcuno: ammazzarlo ferendolo al ventre.
Sentirsi cascare le budella: perdersi d’animo.
Gli tremavano le budella: aveva una gran paura.
Sentirsi rimescolare o torcere le bbudella, o sentirsi venire le budella in gola: essere in grande agitazione.
2. Tratto di budello animale usato specialmente per insaccare salumi.
3. (figurato) Tubo sottile e in genere cosa lunga e stretta: un budella di gomma.
Passaggio angusto; vicolo lungo e stretto: un budello sotterraneo collega le due grotte; passeggiare per i budelli di Genova.
4. (botanica) Budello (o tubetto) pollinico: il sottile tubolino che esce dal granello di polline caduto sullo stimma (o sull’ovulo nelle gimnosperme) e che si allunga facendosi strada nei tessuti dello stilo e dell’ovario, fino a raggiungere l’oosfera; nella fecondazione serve a trasportare i due nuclei spermatici.

Budellóne
Accrescitivo di budello.
Sostantivo maschile (femminile budellona, oppure viene spesso usato al maschile anche se riferito a donna).
(spregiativo) Persona ingorda, mangiatore vorace e insaziabile.

Una (parola) giapponese a Roma

Gosplan [gos’plan]
Voce russa, acronimo di Gosudartsvennyi planovyj komitet ‘Comitato statale per la pianificazione’.
Sostantivo maschile invariabile.
(storia) Nell’Unione Sovietica, organo di governo che si occupava della pianificazione economica.

Per un pugno di conchiglie

Il ventiquattresimo libro di conchiglie si conclude con il seguente risultato: al terzo indizio indovinano M.Fisk (5+3 punti), Cinzia Agostinetto (4+3), Omero Mazzesi (3+3), Cristina (2+3), Mariamarea (1+3) e Michele (3); al quarto indizio Vizi Coloniali (2); al quinto indizio Mario Cacciari.
Le risposte errate sono state quattro.

Classifica e risposte sul sito. E venticinquesimo libro in gioco fino a venerdì 3 aprile.

Venticinquesimo libro, primo indizio

Simboli, interpretazioni, miti, analisi, storia, e tanto altro si trova in questo libro. Ad esempio, grande importanza hanno l’acqua, il fuoco, la terra, l’aria, la foresta, il raccolto. Ma anche le partite di calcio e i morti.

Neup- Viandante; Zonzo: Viandanza; Frasi; Conchiglie

marzo 27, 2015

Non è una passeggiata, a cura di PassoBarbasso

Viandànte
Composto di via e andante, participio presente di andare.
Sostantivo maschile e femminile.
Chi va per via, in particolare chi passa per vie fuori di città, viaggiando a piedi, per raggiungere luoghi anche lontani: Viandante alla ventura, L’ardue nevi del Cenisio Un estranio superò (Berchet); lungo la strada s’incontravano rari viandanti.
(botanica) Albero del viandante: lo stesso che albero del viaggiatore: pianta della famiglia delle musacee, originaria del Madagascar, con stipite alto fino a 10 m, terminato da numerose foglie con lungo picciolo, lamina bislunga e grande guaina concava, entro cui si accumula acqua che può essere utilizzata dai viaggiatori.
Nel linguaggio ascetico, lo stesso che viatore.

Viatóre
Dal latino viator-oris, derivato di viare ‘viaggiare’, a sua volta derivato di via ‘via’.
Sostantivo maschile (femminile viatrice).
1. (letterario) Viandante: ascolta il viatore ed a le bionde / chiome che amò ripensa (Carducci); Te viatrice in questo arido suolo Io mi pensai (Leopardi).
Nel linguaggio ascetico, la parola è usata talora con riferimento all’uomo, considerato come un viandante che nella vita terrena cammina per raggiungere il cielo.
2. Nella Roma antica, messo o cursore alle dipendenze di diversi magistrati e di sacerdoti, con funzioni analoghe a quelle dei littori: dovevano comunicare ai senatori la convocazione del senato, eseguire citazioni giudiziarie, sequestri e arresti ecc.

Parole a zonzo

Viandànza
Sebbene non compaia ancora in nessun vocabolario, si va affermando nella comunità dei camminatori il termine ‘viandanza’, riferito all’attività del viandante. Luigi Nacci, nel suo libro ‘Alzati e cammina’ usa parole di grande poesia per definire la viandanza.

"La differenza tra escursionista e viandante è insita nella storia di queste due parole. Nell’escursione prevalgono il ‘correre’ e l’ex, il ‘fuori’: esci da te, dai confini della tua proprietà, della tua patria, lo fai di fretta, come se stessi scappando, o ti stessi fiondando contro il nemico. Il soldato compie delle escursioni, il viandante semplicemente va per la via. La parola ‘viandanza’ è bella, è talmente bella da essere stata dimenticata. Ti fa immaginare una creatura che si muove in uno spazio danzando. Ti fa immaginare, anche, che sia la via a danzare, come se fosse felice di ricevere chi la attraversa."

A Monteriggioni (Siena), sulla Via Francigena, si tiene ormai da tre anni il Festival della Viandanza.

Frasi, non futilità

"Il viandante avanza nella sera, ogni passo lo inoltra nel tramonto e lo conduce oltre la striscia infuocata che si spegne […]. Il cammino è lungo, anche se ci si sposta soltanto dalla cucina alla stanza che guarda verso occidente e sui vetri della quale s’incendia l’orizzonte, perché la casa è un regno vasto e sconosciuto e una vita non basta per l’odissea fra la camera dell’infanzia, quella da letto, il corridoio in cui si rincorrono i figli,
la tavola da pranzo sulla quale i tappi delle bottiglie sparano a salve come un picchetto d’onore e lo scrittoio con alcuni libri e alcune carte, che cercano di dire il significato di questo andirivieni fra la cucina e il tinello, fra Troia ed Itaca."
Claudio Magris, Danubio.

Per un pugno di conchiglie

Ventiquattresimo libro, quinto indizio

Poi qualcosa succede: un breve ritorno all’amata tappa precedente della prigionia, un altrettanto breve ritorno alla ancora più amata casa, in permesso per la morte di un parente, e poi la liberazione con due anni di anticipo dalla prigionia. Nel frattempo qualcosa è successo, dentro e fuori dello scrittore: gli incontri con le persone durante la sua prigionia lo hanno cambiato profondamente, e la nazione è diventata un impero.

Effervescente, Tchorba; Arte: Pasticciaccio; Conchiglie

marzo 26, 2015

Effervescènte
Dal latino effervescĕnte(m), participio presente di effervescĕre ‘bollire’, composto di ĕx-, che indica compimento, e fervescĕre, incoativo di fervēre.
Aggettivo maschile e femminile.
1. Che è in effervescenza o la produce: una bevanda effervescente; magnesia effervescente.
2. Molto vivace, ricco di brio e di estro: la storia si sostiene sulle ali di una fantasia effervescente; un oratore effervescente e spregiudicato.

Effervescènza
Derivato di effervescente.
Sostantivo femminile.
1. Rapido sviluppo, in un liquido, di gas che sale alla superficie sotto forma di bollicine.
2. Eccitazione, agitazione, fermento: a scuola quasi tutti erano in effervescenza per il ballo.

Fèrvere
Latino fervere, variante popolare e antica del classico fervìre.
Verbo intransitivo [presente io fèrvo ecc.; passato remoto io fervéi o fervètti ecc.; mancano il participio passato e i tempi composti].
1. (letterario) Essere caldo, rovente; ardere intensamente: i stanno ruminando manse / le capre… / tacite a l’ombra, mentre che ‘l sol ferve (Dante).
2. (letterario) Detto di liquido, essere in ebollizione, ribollire: il vino ferve nei tini.
Detto del mare, agitarsi fortemente.
3. (figurato) Essere nel pieno dell’ardore, dell’attività: Già ferve il gran lavoro (Parini); Te seguirò, quando l’ardor più ferva De la battaglia (Tasso).

Una (parola) giapponese da Perilli

Tchorba [‘tSorba]
Voce araba curba ‘zuppa’.
Sostantivo femminile invariabile.
(gastronomia) Minestra a base di carne di montone, pomodoro e ceci con aggiunta di pasta, tipica della cucina nordafricana.

Parole d’arte

Pasticciaccio
Dal titolo del romanzo di Carlo Emilio Gadda ‘Quer pasticciaccio brutto de via Merulana’.
Sostantivo maschile.
Situazione ingarbugliata, con risvolti misteriosi o problematici, senza via d’uscita né soluzione.

Marcon propone.

Per un pugno di conchiglie

Ventiquattresimo libro, quarto indizio

Il problema principale, tutto sommato, è come fare passare il tempo. Meno male che c’è un posto un po’ più vivo degli altri: il cimitero. E meno male che ama dipingere: avrà modo e tempo fare molti quadri, è questo è un bene per noi perché era un buon pittore.

Accomandare, Sarai; Arte: Padre padrone; Lettori; Conchiglie

marzo 25, 2015

Accomandàre
Dal provenzale acomandar, composto del latino ăd e commendāre ‘affidare’.
Verbo transitivo.
1. (antico, letterario) Affidare, raccomandare: la donna, accomandatigli a Dio, da lor si partì (Boccaccio); Bianca, se m’ami, io t’accomando i figli (Alfieri).
Anche riflessivo, accomandarsi a qualcuno: porsi sotto la sua protezione.
2. (antico, letterario) Fissare, assicurare: accomandato ben l’uno de’ capi della fune ad un forte bronco (Boccaccio).
Adattare, attaccare: Accomanda il nervo alla cocca (D’Annunzio).

Una (parola) giapponese a Roma

Sarai [sa’raj]
Voce turca saray, dal persiano saray ‘palazzo’.
Sostantivo maschile invariabile.
(storia) Presso i Turchi ottomani, palazzo.
Per antonomasia, il palazzo imperiale di Costantinopoli.

Parole d’arte

Pàdre padróne
Dal titolo del romanzo autobiografico di G. Ledda (1975).
Anche padre padrone.
Locuzione sostantivale maschile.
Personaggio tirannico e intransigente che considera e tratta i figli come oggetti di sua proprietà.

Parola derivata da opera letteraria proposta da Marco Marcon.

I lettori ci scrivono

Franco Palazzi ci corregge l’etimologia della parola ungherese verbunk, pubblicata ieri.

— Werbung in tedesco significa pubblicità. Per arruolamento ho trovato Anwerbung. —

Per un pugno di conchiglie

Ventiquattresimo libro, terzo indizio

Comunque, la storia va avanti: il nostro prigioniero conosce i notabili del posto dove è costretto, ascolta storie, risolve piccoli problemi suoi e altri alle persone del luogo. Anche problemi di salute.