Posts Tagged ‘la sai!’

R- Polacca, Robot; Paesi; Appunto; La sai!; Rovinata; Canzone

aprile 18, 2017

Parole a confronto

Polàcca
Detta così perché di origine polacca.
Sostantivo femminile.
1. Antica danza polacca, moderata e ternaria, d’uso prima popolare e poi anche aristocratico, che si trasformò in forma musicale stilizzata e prosperò nel pianismo romantico: le 19 polacche di Chopin.
2. Stivaletto femminile, allacciato con stringhe.
3. Giacca con alamari e bordure di pelliccia, in uso nell’ottocento.

Polácca
Etimologia discussa: latino (navem) pelagica(m) ‘nave di alto mare’, da pelagus ‘mare’.
Sostantivo femminile.
Veliero mediterraneo in uso nel secolo XIX, simile al pinco, ma usato solo come mercantile.

Una (parola) giapponese a Roma

Robót
Dal ceco ròbota ‘lavoro’: il nome fu coniato dallo scrittore ceco K. Capek (1890-1938) per gli automi che agivano nel suo dramma ‘R. U. R’.
Sostantivo maschile.
1. Dispositivo meccanico che riproduce i movimenti, e generalmente l’aspetto esterno, dell’uomo e degli animali.
In cibernetica, apparecchio automatico programmabile, destinato a sostituire autonomamento l’uomo in alcune attività manuali, specialmente quelle faticose, pericolose o costose, di alcuni settori dell’industria e della ricerca scientifica.
2. (estensione, figurato) Cha agisce e si muove in modo meccanico, senza rendersi conto dei propri atti.

Nomi di paesi, la parola

Persiàna
Francese persienne, sostantivo di persien ‘persiano’, perché ritenuta originaria della Persia.
Sostantivo femminile.
Imposta esterna di finestra, formata da stecche intelaiate trasversalmente e inclinate in modo da lasciar passare l’aria e difendere dalla luce troppo forte.

La polacca, nella prima accezione, e la persiana portano quattro punti a Piero Fabbri.

L’appunto

Si dice chiacchiera e non chiacchera.

La sai l’ultima!

Un bambino nero desidera ardentemente diventare bianco e lo chiede tutte le notti durante le preghiere. Un mattino si sveglia e vede che ha la pelle bianca. Pieno di gioia corre dalla mamma che sta cucinando e dice – Mamma, mamma, guardami! – e la mamma – lasciami stare, che mi si scuoce il cibo.
Allora corre dal papà – Papa, guarda cosa mi è successo.- Il papà è sotto l’auto che ripara un guasto – Per favore, vai a giocare con i fratellini che non posso guardarti ora.
Il bambino quindi corre dal nonno: – Nonno, nonno, guardami – e il nonno – Lasciami stare, non vedi che gioco a carte?
Allora il bambino si allontana sconsolato dicendo: sono solo tre minuti che sono bianco e questi negri già non li sopporto più.

Marco Marcon ha riesumato questo pezzo da museo.

La parola rovinata

CHIODO
Quale persona sento battere col martello?

Di Riccardo Lancioni.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Trentatreesima canzone, rispondono correttamente: Pietro Scalzo (5+5), BettyBlu (5+4), Simona Gavagni (5+3), Alberto Cacciari (5+2), Giuly (5+1), Maurizio Codogno, Fermassimo, Marco Marcon, Francesco Caiazzo, M.Fisk, Michele, Nando Tomassoni, Piero Fabbri, Giuseppe Digennaro, Paolo de Vivo (5).

Giochiamo questa settimana con la trentaquattresima canzone, in gioco fino a giovedì 20 aprile. La settimana prossima il concorso sarà in pausa, riprenderà martedì 2 maggio.

Battaglia vinta, ma con molte perdite (2 6 2 5)

R- Romanico, Oaks; Paesi; Accento; La sai!; Rovinata

aprile 11, 2017

Romànico
Dal latino Romanicu(m) ‘proveniente da Roma’; l’arte fu così detta perché presenta caratteri sostanzialmente unitari in tutti i territori romanizzati dell’Europa occidentale.
Aggettivo e sostantivo maschile [plurale romanici].
Termine che definisce l’arte dell’Europa occidentale dalla fine del secolo X all’inizio del XIII, soprattutto in riferimento all’architettura e alla scultura; sue caratteristiche sono la complessa organizzazione delle masse e degli spazi e un senso di robustezza e di grandiosa severità: la basilica di Sant’Ambrogio a Milano è un esempio di architettura romanica; nell’arte europea al romanico seguì il gotico.

Una (parola) giapponese a Roma

Oaks
Voce inglese, da The Oaks, nome di una località presso Epsom, nel Surrey.
Sostantivo femminile plurale.
Nell’ippica italiana, corsa al galoppo sulla distanza di 2400 metri, riservata alle femmine di tre anni.

Nomi di paesi, la parola

Romanico è di Piero Fabbri, oaks di Berilio Luzcech.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice scandinàvi, e non scandìnavi.

La sai l’ultima!

Papà, papà, è ancora lontana l’America?
Zitto, e nuota.

La redazione condivide questo vecchissimo gioiello.

Nomi di paesi, la rovina

Luridiana
Zona degli Stati Uniti non molto pulita.

Un lettore senza nome propose.

R- Utile; Idiosincrasia, Sine die; Paesi; La sai!; Rovinata

aprile 4, 2017

Link utile

Per un singola rubrica torniamo nel 2017, e vi comunichiamo che un nuovo link utile si va ad aggiungere alla lista della Parolata. Si tratta di un utile corso sulla corretta pronuncia delle vocali e delle consonanti in italiano, tenuto dalla nostra nuova amica Cristiana Raggi. Da oggi potrete quindi andare a studiare dizione tramite i video di Corsi Bologna, sul canale youtube del corso. Buon divertimento.

Parole

Idiosincrasìa
Dal greco idiosynkrasía ‘temperamento particolare’, composto di ídios ‘particolare’ e synkrasis ‘mescolanza (di umori)’, poi ‘costituzione, temperamento’.
Sostantivo femminile.
1 (medicina) Intolleranza organica verso particolari sostanze alimentari o medicinali.
2. (figurato) Avversione profonda: avere un’idiosincrasia per la matematica.

Una (parola) giapponese a Roma

Sine die [sine’die]
Locuzione del latino moderno; propriamente ‘senza giorno (stabilito)’.
Locuzione avverbiale.
A tempo indeterminato, senza che sia stato fissato un termine, una scadenza: la riunione è stata rinviata sine die.

Nomi di paesi, la parola

Canarìno
Dal nome delle isole Canarie, di cui l’uccellino è originario.
Anche, regionale, canerìno.
Sostantivo maschile.
1. Uccellino canoro con piumaggio verde variegato di grigio e giallo; la varietà con piumaggio giallo è una mutazione ottenuta dall’allevamento in gabbia (ordine Passeriformi).
Mangiare come un canarino: (figurato) pochissimo.
2. (gergale) Chi dice ciò che sa, o confessa quando è interrogato dalla polizia.

In funzione di aggettivo indica un colore giallo chiaro simile a quello di alcune razze di canarini.

Prussiàno
Della Prussia.
Aggettivo.
Che dimostra una rigidezza, un autoritarismo intransigente: mentalità prussiana.

Canarino e prussiano sono proposte dal nuovo concorrente Giuseppe Sisto.

L’appunto

Per andare a capo con parole con l’apostrofo esistono più possibilità corrette:
ovviamente possono essere divise le singole parole prima e dopo l’apostrofo, quindi: del-l’amico, dell’a-mico;
è inoltre corretto andare a capo successivamente all’apostrofo: dall’-amico.
È invece sbagliato reintegrare la vocale eliminata e andare a capo tra le parole: è errato quindi scrivere dello- amico.

La sai l’ultima!

Il gallo va dal leone e gli chiede: "Come mai nel tuo regno tutto funziona così bene?". "È semplice", risponde il leone, "siamo tutti animali molto intelligenti. Ne vuoi una dimostrazione?". A quel punto il leone telefona al rinoceronte e gli fa un indovinello: "È figlio di tuo padre e di tua madre, non è tuo fratello e non è tua sorella, chi è?" "Sono io", risponde il rinoceronte.
Il gallo decide di telefonare al pollo e gli domanda: "Senti, pollo, è figlio di tuo padre e di tua madre, non è tuo fratello e non è tua sorella, chi è?". Il pollo non sa rispondere allora decide di telefonare alla gallina: "Senti, gallina, ti faccio un indovinello: è figlio di tuo padre e di tua madre, non è tuo fratello e non è tua sorella, chi è?" "Sono io", risponde la gallina. Il pollo richiama il gallo e gli dice: "Ho la risposta al tuo indovinello: è la gallina!".
"Sbagliato", risponde il gallo, "è il rinoceronte!".

Una bellissima barzelletta che tutti abbiamo apprezzato da bambini, offerta da Piero Mozzone.

La parola rovinata

LODO
Donna di facili costumi rivela la sua propensione a pratiche amatorie non ortodosse.

Di Riccardo Lancioni.

R- Lodo, Bordeaux; Paesi; Accento; La sai!; Perle

marzo 28, 2017

Lòdo
Dal latino medievale laudu(m), derivato di laudare ‘lodare’.
Sostantivo maschile.
(diritto) Decisione emessa collegialmente e per iscritto dagli arbitri di una vertenza, che diventa esecutiva per decreto del pretore.

Una (parola) giapponese a Roma

Bordeaux [bor’do]
Sostantivo maschile invariabile.
Vino rosso o bianco prodotto in Francia, nella regione di Bordeaux.

Aggettivo.
Di colore rosso scuro: un maglione bordeaux.

Nomi di paesi, la parola

Gallerìa
Dal francese galerie, da alterazione del latino medievale galilea ‘portico di una chiesa’, dal nome della regione palestinese con un passaggio semantico non chiaro.
Sostantivo maschile.
In senso generico, ambiente di forma allungata e di rilevanti dimensioni, destinato, oltre che a particolari funzioni, a servire di comunicazione fra ambienti contigui. Il resto della definizione per ora ve la risparmiamo.

Galleria è una parola strana di Berilio Luzcech, anche bordeaux è sua.

Dobbiamo tristemente annunciare che la parola gioviale, di Giovanni Fracasso, deve essere annullata come da regolamento perchè già accettata durante il concorso "Uomini e parole".

L’accento, questo sconosciuto

Si dice sutùra, e non sùtura.

La sai l’ultima!

Su di un’auto stanno viaggiando tre persone: un ingegnere meccanico, un ingegnere elettronico ed un ingegnere informatico. Ad un certo punto e senza alcuna apparente ragione, l’automobile perde potenza e si ferma. I tre allibiti si guardano e, con il fare sapiente dell’ingegnere che prima di affrontare un problema lo valuta dal punto di vista teorico, si pronunciano: l’ingegnere meccanico afferma: "Sarà il sistema di distribuzione della pompa di iniezione!" Ribatte l’ingegnere elettronico: "Per me potrebbe essere la centralina elettronica!" A sua volta l’ingegnere informatico: "E se provassimo a scendere tutti e risalire? Magari riparte!"

Marco Marcon ha proposto.

Perle dai porci

Parlando di figli, nei corridoi di una nota azienda di telecomunicazioni: "E sì, perché dipende dal livello di monitoraggio del bambino."

R- Zelo, Deficit; Paesi; Accento; La sai!; Rovinata

marzo 21, 2017

Zèlo
Dal latino tardo zìlu(m), che è dal greco zêlos ‘ardore, spirito di emulazione’.
Sostantivo maschile.
1. Impegno assiduo e diligente che si pone nell’operare, nell’agire, nel perseguire un fine: attendere con zelo ai propri doveri; lavorare con il massimo zelo.
(ironico) Impegno eccessivo, ostentato: troppo zelo!
2. Entusiasmo, fervore con cui si segue un’idea o ci si adopera per una causa: zelo religioso, apostolico, patriottico.

Una (parola) giapponese a Roma

Deficit [‘dEfitSit]
Voce latina diffusasi in italiano attraverso il modello francese déficit; propriamente terza persona singolare presente indicativo di deficere ‘mancare’.
Sostantivo maschile invaraibile.
1. (finanza) In un bilancio, eccedenza del passivo sull’attivo: essere in deficit.
2. (figurato) Deficienza, carenza, insufficienza: deficit mentale, culturale.

Nomi di paesi, la parola

Marziàno
Dal francese martien, derivato di Mars ‘Marte’.
Aggettivo.
(astronomia) Relativo al pianeta Marte: equatore marziano.

Sostantivo maschile.
1. Ipotetico abitante del pianeta Marte; per estensione, extraterrestre.
2. (figurato famigliare) Chi ha capacità o caratteristiche fuori del comune.

Gioviàle
Latino tardo ioviale(m), derivato di Iovis, genitivo di Iuppiter ‘Giove’.
Aggettivo.
1. (antico, letterario) Del dio Giove. Del pianeta Giove: Io vidi in quella giovial facella / lo sfavillar dell’amor che lì era (Dante).
2. (estensione, raro) Che è sotto il benevolo influsso astronomico del pianeta Giove.
3. (figurato) Che è o si dimostra abitualmente allegro, affabile, cordiale: una persona gioviale; carattere, viso gioviale.

Marziano e gioviale sono di Giovanni Fracasso.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice prosàpia, e non prosapìa.

La sai l’ultima!

Un nero entra in un bar con un pappagallo sulla spalla.
Il barista lo vede e gli dice: "Bellino! Dove lo hai preso?"
E il pappagallo: "In Africa. Ce ne sono tantissimi!"

Lancioni lanciò.

La parola rovinata

FEZ
Chi porta un berretto rosso a tronco di cono non mi sembra particolarmente intelligente.

Di Riccardo Lancioni.