Posts Tagged ‘la sai!’

R- Merluzzo, Baccala, Stoccafisso, Nasello; La sai!

luglio 26, 2019

Parole a confronto

Merlùzzo
Dal provenzale merlus, che è dal latino merula(m), nome di un pesce di mare.
Sostantivo maschile.
1. Grosso pesce di mare diffuso nell’Atlantico settentrionale, di colore grigio verdastro a macchie gialle, con tre pinne dorsali e un bargiglio sotto la mascella inferiore (ordine Gadiformi); lo si consuma fresco, seccato (stoccafisso), seccato e salato (baccalà); dal fegato si estrae un olio impiegato in farmacia come ricostituente (olio di fegato di merluzzo).
2. Nome popolare del nasello e di altre specie affini.
3. (figurato) Persona goffa, impacciata.

Baccalà
Dallo spagnolo bacalao, e questo dal fiammingo kabeljauw.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Merluzzo essiccato e conservato sotto sale: baccalà in umido.
2. (figurato) Persona molto magra, asciutta.
Persona stupida, maldestra: far la figura del baccalà, passare per sciocco.

Stoccafìsso
Dall’olandese antico stokvisch ‘pesce a bastone’ oppure ‘seccato sui bastoni’, probabilmente attraverso lo spagnolo estocafis.
Sostantivo maschile.
1. Merluzzo non salato, seccato all’aria dopo essere stato decapitato ed eviscerato.
2. (figurato familiare) Persona molto magra.

Nasèllo
Latino asellu(m) ‘asinello’, per sovrapposizione di naso.
Sostantivo maschile.
Pesce di mare commestibile, affine al merluzzo, ma più piccolo e di carni più delicate e digeribili; bruno sul dorso e bianco argenteo sul ventre, ha due sole pinne dorsali e bocca ampia fornita di denti robusti; è detto anche merluzzo del Mediterraneo (ordine Gadiformi).

La sai l’ultima!

Un genovese vede un nero in mare nudo e dice "che bigolo!" e il nero "è bigolo berghé è bagnato".

La redazione propone questa raffinatissima barzelletta.

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R- Venale, Venatorio, Vena; La sai!

luglio 22, 2019

Parole a confronto

Venàle
Dal latino venale(m), derivato di vìnum ‘vendita’, della stessa radice di vendere ‘vendere’ e venire ‘essere venduto’.
Aggettivo.
1. Di, della vendita: prezzo venale.
Che si vende, che si può vendere: merce venale.
Edizione non venale: fuori commercio.
2. (spregiativo) Fatto per denaro, a fine di lucro, detto di ciò che per sua natura non dovrebbe essere comprato e venduto: arte venale; amore venale.
3. (figurato) Si dice di persona che agisce per lucro, che si lascia corrompere per denaro o che ne è molto avida: gente venale; un funzionario, un artista venale.

Venatòrio
Dal latino venatoriu(m), derivato di venari ‘andare a caccia’.
Aggettivo.
Di, relativo alla caccia o ai cacciatori: arte venatoria; concorso venatorio.

Véna
Latino vìna(m).
Sostantivo femminile.
1. (anatomia) Vaso o canale membranoso che porta il sangue dalla periferia al cuore.
(estensione) Vaso sanguigno in genere: vena giugulare, cefalica, femorale, porta.
Non avere sangue nelle vene: (figurato) essere fiacco, apatico.
Non avere più sangue nelle vene: (figurato) sentirsi mancare per l’emozione o per un forte spavento.
Sentirsi ribollire il sangue nelle vene: (figurato) sentirsi scosso ed eccitato per sdegno, ira o altra passione.
2. Venatura: le vene della pietra, del marmo, del legno.
3. Rigagnolo sotterraneo di acqua sorgiva: acqua di vena, di sorgente.
4. Filone sotterraneo di un minerale: una vena di rame.
Trovare una vena d’oro: (figurato) una fonte di facile guadagno.
5. (figurato) Traccia, sfumatura: c’è una vena di malinconia nelle sue parole.
6. (figurato) Felice disposizione a fare qualcosa: essere, sentirsi in vena; non essere in vena di lavorare, di scherzi; fare qualcosa di vena: di buon grado, assai volentieri.
Ispirazione creativa; estro: vena poetica, musicale; un artista la cui vena si è inaridita.

La sai l’ultima!

Un genovese va alla redazione del Secolo XIX per pubblicare un necrologio per la moglie Paola, appena morta.
– Per favore, scriva: morta Paola stop.
L’impiegato gli dice – Guardi che può scrivere fino a cinque parole allo stesso prezzo di due – e il genovese – Allora scriva: morta Paola stop vendo panda blu stop.

R- Catroneria, Castrare; La sai!

luglio 15, 2019

Parole a confronto

Castronerìa
Derivato di castrone nel significato di uomo stupido.
Sostantivo femminile.
(popolare) Sciocchezza, errore grossolano: fare, dire una castroneria.

Castróne
Derivato di castrare.
Sostantivo maschile.
1. Il maschio castrato degli animali.
2. (figurato popolare) Uomo stupido o di grossolana ignoranza.

Castràre
Latino castrare.
Verbo transitivo.
1. Rendere incapace alla riproduzione privando delle gonadi o della loro efficienza: castrare un maiale.
Castrare le castagne: inciderne la buccia per evitare che scoppino quando si fanno arrosto.
2. (figurato) Soffocare, isterilire le facoltà, le potenzialità di una persona, impedendole di manifestarle; anche, renderla innocua, inoffensiva.
3. (antico) Censurare (uno scritto, uno spettacolo e simili).

La sai l’ultima!

Una donna, passeggiando in un bosco, improvvisamente inciampa in qualcosa che, ad una più attenta analisi, si rivela essere un’antica lampada a olio.
Come lei inizia a strofinarla, immediatamente appare il Genio:
– Posso avere i miei tre desideri, allora? – chiede lei.
– No, risponde il genio. A causa dei cattivi tempi, della recessione, della globalizzazione, dell’inflazione eccetera, oggi come oggi posso offrirti un solo desiderio da esaudire. Dunque cosa vorresti?
Lei prende una cartina geografica e dice:
– In tal caso, vorrei la pace in Medio Oriente. Vedi la cartina? Vorrei che questi Paesi la smettessero di farsi la guerra!
Il Genio butta un occhio alla cartina e sbotta:
– Ma accidenti, questi paesi sono in guerra da tempi lontanissimi! Non credo di poterci fare niente, sono potente ma non così tanto! Devi chiedermi qualcos’altro.
La donna ci pensa un po’ su, e poi dice:
– Non sono mai riuscita a trovare l’uomo giusto: un uomo sensibile e affettuoso, capace di rispettare le donne, che sappia cucinare e farsi carico della metà dei lavori domestici, che sia un bravo amante e non passi tutto il tempo a guardare lo sport in tv, che si ricordi degli anniversari e che non mi tradisca.
Il Genio rimane zitto e poi sospirando dice:
– Fammi rivedere un po’ quella cartina.

Proposta dall’ottima Emanuela Gastaldi.

R- Cascame, Bearnese; La sai!

luglio 8, 2019

Cascàme
Da cascare.
Sostantivo maschile, specialmente al plurale.
1. Residuo, scarto o sottoprodotto della lavorazione di vari prodotti industriali, specialmente di fibre tessili: cascami di seta, di lana, di cotone.
2. (figurato) Aspetto o propaggine di scarso valore in un fenomeno culturale, un’ideologia e simili: i cascami della pittura astrattista.

Una (parola) giapponese da Perilli

Bearnése
Del Béarn, regione storica della Francia.
Aggettivo.
(per antonomasia) Il bearnese, Enrico IV di Francia.
Salsa bearnese: salsa a base di rosso d’uovo, cipolla, burro fuso, aceto, sale e pepe, particolarmente adatta ad accompagnare carne o pesce alla griglia.

La sai l’ultima!

Uno va dall’indovino e bussa: toc toc.
"Chi è?"
"Ma va a quel paese!"

Questa è proprio bella.

R- Salmistrare, Salmi; La sai!

luglio 3, 2019

Salmistràre
Dal veneto salmistrar, derivato di salmistro ‘salnitro’.
Verbo transitivo.
(gastronomia) Trattare la lingua di bue con sale e salnitro, lasciandola poi alcuni giorni a marinare in una salamoia con varie droghe e infine lessandola in modo da assicurarle una lunga conservazione: lingua salmistrata.

Una (parola) giapponese da Perilli

Salmì
Dal francese salmis, forma abbreviata del più antico salmigondis ‘ragù’, dall’italiano salami conditi. Sostantivo maschile invariabile.
(gastronomia) Modo di cucinare la selvaggina (soprattutto la lepre) tagliandone la carne a pezzetti, facendola marinare in vino, verdure e aromi e infine cuocendola lentamente con lo stesso infuso passato al setaccio.

La sai l’ultima!

Un genovese vede un nero in mare nudo e dice "che bigolo!" e il nero "è bigolo berghé è bagnato".

Come se fosse proposta da Gianluca Griffa.