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Monarchia, Montjoie; Mode; Antonomasia

febbraio 24, 2016

Monarchìa
Dal latino tardo monarchia, dal greco monarkhia, composto di monos ‘solo’ e del tema di arkho ‘comandare’.
Sostantivo femminile.
1. Forma di governo in cui i supremi poteri dello stato sono accentrati in una sola persona (re, sovrano, monarca), la cui carica non è elettiva e che può essere anche affiancata da altre istituzioni.
Monarchia assoluta: in cui il supremo governo statale è concentrato nel monarca.
Monarchia limitata o costituzionale: quando, accanto al monarca, vi sono altre istituzioni sovrane quali il parlamento e il governo che ne controllino il potere in base a una costituzione: si distingue la monarchia costituzionale parlamentare dalla monarchia costituzionale pura secondo che sia o no in vigore il principio parlamentare, ossia della necessità di un rapporto di fiducia fra esecutivo e legislativo.
Stato o regime monarchico: le grandi monarchie medievali.
2. Monarchia di Dio, monarchia divina: (figurato) espressioni che possono trovarsi riferite all’unicità di Dio nelle concezioni monoteistiche, alla prevalenza del Padre nella Trinità in alcune correnti di pensiero del cristianesimo delle origini, o anche, più raramente, alla supremazia di una divinità in un sistema politeistico.

Una (parola) giapponese a Roma

Montjoie [mondZu’a]
Voce francese, di etimologia incerta.
Interiezione.
(storia) Grido di guerra dei soldati di Carlo Magno e successivamente nel medioevo dei soldati del regno di Francia. Dal secolo XII fu esteso a Montjoie Saint Denis, perché la bandiera di guerra era custodita nella basilica di Saint Denis, a nord di Parigi.

Mode di dire

Cerchio magico.
Si tratta di un antichissimo rituale pagano che consiste nella tracciatura di un cerchio sul terreno intorno a chi compie il rito, tale cerchio dovrebbe tenere al di fuori le forze negative e concentrare nel contempo le forze positive al suo interno.
La locuzione è diventata nel gergo politico e giornalistico italiano sinonimo di ristretto gruppo di fedelissimi di un dirigente politico, che lo supporta e ne condivide o condiziona le scelte. Il primo utilizzo di tale immagine potrebbe essere stato nel 2010 da parte del giornale Il Foglio Quotidiano, in riferimento al gruppo dirigente occulto della Lega Nord.

L’antonomasia e il soprannome

Luigi XIV di Francia era il Re Sole, ma anche Luigi il Grande.

CAMBRA, GRAPPA, CLAPOTIS; Word!; Mode

febbraio 11, 2014

Parole a confronto

Càmbra
Dal francese cambre ‘curvatura ad arco, piegato verso l’interno’, voce normanno-piccarda derivato del latino cămur ‘ricurvo, arcuato’.
Sostantivo femminile.
Grappa metallica a due punte con cui si tengono uniti elementi di costruzioni in legno.
(tecnologia) Cavallotto.

Gràppa
Gotico krappa ‘uncino’.
Sostantivo femminile.
Anche, nei significati 2 e 3, gràffa.
1. Pezzo di ferro, di svariate forme, per collegare fra loro conci in lavori di muratura, parti di costruzione, legnami e simili. Sinonimo: zanca.
2. Piccola lamina metallica, curvata a forma di U, usata per l’unione stabile di due parti di un imballaggio o altro.
3. (antico) Artiglio.

Una (parola) giapponese a Roma

Clapotis [ klapo’ti]
Voce francese, derivato di clapoter ‘sciabordare’.
Sostantivo maschile invariabile.
(marina) Onda di interferenza caratterizzata da un regolare moto di innalzamento e di un abbassamento del livello marino, in prossimità dell’ostacolo senza risacca.

The word, revealed!

Sui bus GTT (l’azienda di trasporti pubblici di Torino e dintorni, N.d.C) stanno cambiando l’annuncio della stazione ferroviaria in inglese: da railway station a train station. Il motivo sarebbe legato alla poca chiarezza dell’annuncio in inglese. In ogni caso, a parte la difficoltà di pronuncia non c’è differenza di significato.

Railway station is used in UK, it’s British English and train station is used in US, it’s American English. Other than that there is no difference between them.
(Railway station è usato nel Regno Unito, è inglese britannico mentre train station è usato negli Stati Uniti, è inglese americano. A parte ciò non ci sono differenza tra di loro.)

Andy the Y

Mode di dire

Ci scrive Maurizio Codogno relativamente alla moda di chiamare -poli uno scandalo.

— Immagino che uno scandalo al Politecnico di Torino verrebbe battezzato "politopoli" ("polipoli" mi sembra troppo, anche se uno scandalo sui tre politecnici italiani potrebbe essere "polipolipoli"). —

STOFFA, INDOOR, OUTDOOR; Mode

febbraio 7, 2014

Stòffa
Dal francese antico estophe, moderno étoffe ‘panno’, derivato di étoffer ‘imbottire’, dal francoce stopfon ‘imbottire’.
Sostantivo femminile.
1. Tessuto consistente a struttura piana usato per fare abiti, accessori, pupazzi ecc.: una stoffa buona, scadente; commerciare in stoffe.
Nell’uso comune, qualsiasi tessuto.
2. (figurato, familiare) Attitudine, disposizione naturale, dote per un comportamento o un’attività: avere la stoffa del musicista, dell’attore.
(assoluto) Capacità, attitudine: quel bambino ha della stoffa.

Una (parola) giapponese a Roma

Indoor
Voce inglese; propriamente ‘dentro (in) la porta (door)’, quindi ‘in casa, al coperto’.
Aggettivo invariabile.
(sport) Si dice di gara, specialmente di atletica leggera, che si svolge in ambienti coperti.
Record indoor: conseguito in uno stadio coperto.

Outdoor
Voce inglese; propriamente ‘fuori (out) dalla porta (door)’.
Aggettivo invariabile.
1. (sport) Si dice di gara, specialmente di atletica leggera, che si svolge all’aperto.
Qualsiasi attività sportiva svolta all’aperto.
2. (abbigliamento) Nel linguaggio della moda, di abbigliamento adatto alla vita all’aria aperta.

Mode di dire

Tangentopoli e simili fanno un po’ coppia con Watergate. Quest’ultimo è stato uno scandalo politico del 1972 negli Stati Uniti, che si concluse con le dimissioni di Richard Nixon, allora presidente degli Stati Uniti. Il nome gli deriva dal complesso di edifici Watergate e dal Watergate Hotel, a Washington, dove furono effettuate delle intercettazioni abusive a danno dei politici del partito democratico.
Da allora negli Stati Uniti e nel mondo il suffisso "-gate" significa scandalo, tanto che esiste una pagina su Wikipedia che elenca tutti gli scandali che terminano in "-gate" a livello mondiale.
In Italia il "-gate" non ha attecchito molto, sovrastato dal più ruspante "-poli", forse l’esempio più noto è il Rubygate, relativo alle presunte prestazioni sessuali dell’allora capo del governo Silvio Berlusconi con una minorenne.

TANGENTOPOLI; Arte: PIPELET; Schiele; Mode

febbraio 6, 2014

Tangentòpoli
Composto di tangente e -poli, dal greco polis ‘città’.
Sostantivo femminile invariabile.
Nel linguaggio giornalistico e politico, il sistema economico e di potere, instauratosi in Italia soprattutto nel corso degli anni ’80 del Novecento, fondato sul pagamento di tangenti dalle imprese ai partiti politici in cambio di favori o di commesse e appalti.
Lo scandalo che ne derivò agli inizi degli anni ’90 e ogni scandalo analogo in diversi tempi e luoghi.

Parole d’arte

Pipelet [pi’ple]
Voce francese, dal nome di un personaggio del romanzo ‘Mystères de Paris’ di E. Sue.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Portinaio.
2. (non comune, scherzoso) Portiere di una squadra di calcio.

Come si dice Schiele?

Eugène Sue, scrittore francese dell’800, si pronuncia [‘2Zen su].

Mode di dire

Sanitopoli, calciopoli, bancopoli, affittopoli… sono alcune parole coniate in modo scriteriato, poiché a partire da Tangentopoli, col significato di città delle tangenti, cioè Milano, dove era scoppiato lo scandalo grazie all’inchiesta di Mani Pulite nel 1992, è stato ingiustificatamente associato al suffisso “poli” il significato di “scandalo”.

È Vizi Coloniali che ci ricorda che non avevamo ancora inserito il -poli tra le mode di dire, e intanto si chiede:

— Ma Paperopoli che cos’è? Lo scandalo dei paperi? —

PIMPANTE, SHOCK, CHOC; Propone; Mode

febbraio 19, 2013

Pimpànte
Dal francese pimpant, participio presente del francese medio pimper ‘adescare, ingannare’ e anche ‘vestire in modo ridicolo, agghindare’, di origine espressiva.
Aggettivo.
1. (familiare) Vistoso, sgargiante (detto di cosa).
2. (familiare) Vivace, allegro, baldanzoso (detto di persona): una ragazza tutta pimpante.

Una (parola) giapponese a Roma

Shock [Sok]
Voce inglese; propriamente ‘urto, colpo’, derivato di to shock ‘colpire’
Sostantivo maschile invariabile.
1. (medicina) Condizione morbosa caratterizzata da un abbassamento improvviso di tutte le facoltà vitali, vegetative e di relazione, causato da un disturbo circolatorio periferico di varia origine: shock traumatico, postoperatorio, anafilattico.
2. (estensione) Emozione improvvisa e violenta; impressione, ripercussione profonda: è ancora sotto shock; la perdita del lavoro le ha causato uno shock.
3. Riferito a cose, improvvisa e violenta modifica di condizione fisica: shock termico.

Choc [SOk]
Voce francese; propriamente ‘urto, colpo’, derivato di choquer ‘urtare’.
Sostantivo maschile invariabile.
Lo stesso che shock.

La Parolata propone

Derivati di queste parole sono choccare e shockare, che secondo la Parolata sono discretamente ridicole pur se riportate dai dizionari. Piuttosto proponiamo di usare la più italiana scioccare.

Scioccàre
Derivato di shock, con grafia adattata all’italiano,
Verbo transitivo [io sciòcco, tu sciòcchi ecc.].
Provocare uno shock; emozionare fortemente: la notizia l’ha scioccato.

In Piemonte esiste una torrefazione di caffè che ha come slogan "Che chiccheria!". Ovviamente un italiano lo legge come è scritto, senza capirne il signifcato, e solo dopo una serie di dubbi può comprendere che il significato sia "Che sciccheria!".
Le parole derivate italianizzando una parola straniera, se ascoltate la Parolata, dovreste in linea di massima scriverle con la grafia italiana.

Sciccherìa
Derivato di scicche.
Sostantivo femminile.
(familiare) Eleganza: che sciccheria!
Cosa molto elegante: questo vestito è una sciccheria.

Mode di dire

La moda di dire attuale è "choc". Crediamo che sia iniziata con la proposta di Berlusconi di restituire l’IMU a chi l’ha pagata. Da quel momento "proposta choc", "notizia choc" e simili sono all’ordine del giorno. In particolare, "proposta choc" utilizzato in campagna politica è l’eufemismo per "cretinata senza limiti".