Archive for the 'Newsletter' Category

R- Pabulo, Pascere, Alfana; Uomini; Appunto; Yokopoko

agosto 22, 2018

Parole a confronto

Pàbulo
Voce dotta, latino pabulu(m) ‘pascolo’, dalla stessa radice di pascere ‘pascere’.
Sostantivo maschile.
1. (letterario, raro) Pascolo, foraggio.
2. (letterario, raro) Cibo, alimento (anche figurato).

Pàscere
Dal latino pascere ‘pascolare’.
Verbo transitivo (presente io pasco, tu pasci ecc. ; passato remoto io pascètti o pascéi, tu pascésti ecc. ; participio passato pasciuto).
1. Mangiare, cibarsi (detto di animali al pascolo): pascere l’erba.
(assoluto) Pascolare, essere al pascolo: fuor le pecorelle a pascer caccia (Dante).
2. Condurre al pascolo: pascere le mucche.
Nutrire, alimentare (specialmente figurato): pascere la mente di cognizioni; pascere gli occhi, appagarli con la vista di qualcosa di bello.

Pascersi
Verbo riflessivo.
Nutrirsi (anche figurato): pascersi d’erba, di biada; pascersi di illusioni, di speranze.

Una (parola) giapponese a Roma

Alfàna
Probabilmente spagnolo alfana, dall’arabo al-faras ‘cavallo’.
Sostantivo femminile invariabile.
1. Cavallo arabo forte e generoso.
2. (estensione, letterario) Cavalcatura.

Uomini e parole

Zannichèllia
Dal nome del naturalista italiano G. G. Zannichelli.
Sostantivo femminile.
Pianta della famiglia delle Potamogetonacee, comune nelle acque dolci come erba sommersa (Zannichellia palustris).

L’appunto

Plurali.
Per il plurale delle parole formate col sostantivo ‘capo’ non esiste un aregola precisa, e comunque anche sui dizionari sono riportate regole in contrasto tra di loro.

Yokopoko Mayoko

Cari lettori,
vi ricordate di Antonio Manganelli, attuale vice capo della polizia e scovato dal notevole Marco Marcon? Ebbene, è stato involontario precursore della rubrica che prenderà oggi ufficialmente inizio, rubrica quanto mai saltuaria.
Tratterà di persone reali che sono dal proprio nome identificate anche per ciò che riguarda l’attività svolta nella vita.
Al solito ci attendiamo entusiasti contributi da tutti voi.
Possiamo iniziare con la prima proposta del solito Marcon:

Il vice-sindaco di Milano, con delega all’arredo urbano, si chiama Riccardo De Corato.

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R- Alamaro, Passamano, Passamaneria, Browning; Appunto; Perle

agosto 21, 2018

Parole a confronto

Alamàro
Spagnolo alamar, forse dall’arabo al-amara ‘laccio’.
Sostantivo maschile.
1. Tipica allacciatura per abiti femminili o per uniformi militari, in passamaneria di seta o di fili metallici ripiegata a forma di cappio entro cui è fatto passare un bottone.
2. Mostrina speciale dei carabinieri, dei granatieri e degli ufficiali di stato maggiore.

Passamàno
Francese passement, da passer ‘passare’, per i fili che passano, cioè ‘si intrecciano’.
Sostantivo maschile.
Pizzo, merletto, spighetta, nastro, cordone, treccia per guarnizioni di abiti, tappezzerie, tendaggi e simili. Sinonimo: passafino.

Passamanerìa
Francese passamenteria, da passement ‘passamano’.
Anche passamanterìa o passamenterìa.
Sostantivo femminile.
1. Complesso dei vari passamani.
2. Fabbrica o negozio di passamani.

Una (parola) giapponese a Roma

Browning [‘braunin]
Dal nome del disegnatore di vari tipi di armi, lo statunitense J. M. Browning (1855-1926); marchio registrato.
Sostantivo femminile invariabile.
Denominazione di vari tipi di armi automatiche e semiautomatiche.
(antonomasia) Pistola semiautomatica di dimensioni ridotte.

L’appunto

Plurali.
Il plurale di pomodoro si può dire indifferentemente pomodori, pomidoro o pomidori.

Perle dai porci

"Il bilancio definitivo è ancora provvisorio."
La nostra vecchia conoscenza A. Spiezie, alla televisione.

R- Salterio, Zither; Appunto: Posapiano; Perle

agosto 20, 2018

Saltèrio
Dal latino psalteriu(m), che è dal greco psaltérion, derivato di psállein ‘cantare con l’accompagnamento della cetra’; nel secondo significato, in quanto il canto dei salmi era accompagnato da questo strumento.
Anche, anticamente, saltero, psalterio, psaltero.
Sostantivo maschile.
1. (musica) Strumento di origine ebraica, costituito da numerose corde tese su una cassa triangolare o trapezoidale che si mettevano in vibrazione direttamente con le dita o con un plettro.
2. (religione) Il libro biblico dei salmi.
3. (antico) Nell’abito monastico femminile, velo che copriva il capo.

Una (parola) giapponese a Roma

Zither [‘tsiter]
Voce tedesca; dal latino cithara ‘cetra’.
Sostantivo maschile invariabile.
(musica) Salterio da tavolo usato nella Germania meridionale e in Tirolo.

L’appunto

Plurali.
Il plurale delle parole composte dall’accoppiamento di verbo e un avverbio è invariato:
il posapiano, i posapiano.

Posapiàno
Dalla scritta `posa piano’ che si apponeva su casse contenenti oggetti fragili, perché fossero maneggiate delicatamente.
Sostantivo maschile.
(scherzoso) Persona lenta e placida.

Perle dai porci

"Un maldestro tiro di sinistro."
Alla radio, non è tecnicamente scorretta, ma fa ridere.

R- Ecofobia, Boite; Appunto; Retorica: Frequentazione

agosto 17, 2018

Ecofobìa
Composto di eco- e -fobia.
Sostantivo femminile.
(psicologia) Timore patologico di rimanere soli in casa.

Eco-
Greco oikos ‘casa, abitazione’, di origine indeuropea.
Primo elemento in parole composte della terminologia scientifica, significa ‘casa, ambiente naturale’: ecofobia, ecologia.

Una (parola) giapponese a Roma

Boîte [bwat]
Voce francese; propriamente ‘scatola’.
Sostantivo femminile invariabile.
A Parigi, piccolo locale notturno dall’atmosfera raccolta ed elegante.

L’appunto

Plurali.
Il plurale delle parole composte dall’accoppiamento di verbo e un sostantivo femminile è invariato:
il posacenere, i posacenere.
Fa eccezione:
il battimano, i battimani.

La retorica per tutti

Frequentazióne
Voce dotta, latino freqentatione(m), da frequentare.
Sostantivo femminile.
(linguistica) Figura retorica che consiste nell’accumulare in un solo punto più cose dette sparsamente: Bene! Dunque riassumo, come uomo serio che sono. La poesia, per ciò stesso che è poesia, senz’essere poesia morale, civile, patriottica, sociale, giova alla moralità, alla civiltà, alla patria, alla società (Pascoli).

R- Ablegato, Bergere; SPQR; Appunto; La sai!

agosto 16, 2018

Ablegàto
Dal latino ab ‘da’, sul modello di delegato.
Sostantivo maschile.
Funzionario incaricato dal Pontefice di una missione particolare, specialmente quella onorifica di portare la berretta cardinalizia a un nuovo cardinale assente da Roma all’atto della nomina.

Una (parola) giapponese a Roma

Bergère [ber’Zer]
Voce francese, propriamente ‘pastora’ (forse per le rafigurazioni di scene di pastori frequenti nella tappezzeria), francese di berger, dal latino parlato vervecarius, da vervex, genitivo ververis ‘pecora’.
Sostantivo femminile invariabile.
Poltrona imbottita, ampia e profonda con orecchioni laterali.

S.P.Q.R. di Gaius Valerius Ultimus

Ed ecco il risultato del problema linguistico proposto dal nostro magister. La frase da tradurre era:
I VITELLI DEI ROMANI SONO BELLI.

Non avevamo dubbi che i nostri lettori si sarebbero mostrati preparati al compito, e in effetti Giovanna Giordano faceva pervenire all’alba delle 8,11 la sua risposta:
Va, o Vitellio, al grido di guerra del dio romano!
La frase, infatti, da considerare latina da tradurre in italiano.
Nell’ordine poi Piero Fabbri (del quale sto cercando di capire la frase latina che ha annesso alla risposta), Simona Brugnoni, Marco Marcon (che ha prediletto l’utilizzo di Google piuttosto che le conoscenze classiche), un anonimo lettore, Massimo Duchi, Giovanni Fracasso (che, buon peso, traduce anche dall’italiano al latino: "vitelli romanorum pulchri sunt") e Piero Mozzone.
Citatissima anche la frase "cane nero", che tradotta dal latino significa "canta, Nerone".
Grazie a tutti per l’impegno profuso.

L’appunto

Plurali.
Il plurale delle parole composte dall’accoppiamento di verbo e un sostantivo maschile sono realizzate mettendo al plurale il sostantivo:
parafango, parafanghi.
Fa eccezione:
il copriletto, i copriletto.

La sai l’ultima!

Sul treno la mamma di un bambino di tre anni è alla toilette quando passa il controllore.
Il bambino dice "Cacca!", il controllore gli risponde "Un attimo, piccolino, tra poco torna tua mamma".
Il bambino, di nuovo, "Cacca", e il controllore "Tranquillo, piccolo, sta per tornare tua madre".
Ad un certo punto un’enorme valigia cade sulla testa del controllore e il bambino: "Lo dicevo che caccava!"

Una barzelletta che tutti conoscono, o dovrebbero conoscere, proposta dall’ottimo Piero Mozzone.