Archive for the 'Newsletter' Category

Galletta, Rond-point; Monouso; Rovinata

ottobre 17, 2017

Parole a confronto

Gallétta
Dal francese galette, derivato di galet, antico gal ‘ciottolo’.
Sostantivo femminile.
1. Tipo di pane biscottato a lunga conservazione, a base di farina di frumento, poco lievito e poca acqua, confezionato in sottili forme rotonde o quadrate o rettangolari, usato per lo più come alimento di riserva per militari e marinai e, in forme più piccole a pasta più fina (salata o dolce), per uso dietetico o per dessert.
2. Nell’attrezzatura navale, pomo di legno o di metallo, rotondo e piatto, che termina e copre l’estremità degli alberi e delle aste di bandiera, sinonimo di formaggetta.
Nella pésca, sinonimo di nattello.
3. Nell’industria chimica, prodotto della gelatinizzazione del cotone collodio per mezzo della nitroglicerina: è uno stadio intermedio nella fabbricazione delle polveri infumi.

Gallétta
Derivato di gallo, per la somiglianza dei chicchi con i granelli del gallo.
Aggettivo e sostantivo femminile.
1. Uva galletta, o semplicemente galletta, nome toscano d’una sorta d’uva coi chicchi di forma allungata e ricurva, in romanesco è il pizzutello.
2. Erba galletta, o semplicemente galletta, erba perenne delle leguminose, comune nei prati e nei boschi d’Europa, adatta come foraggio per cavalli e ovini, ma non per i bovini, a causa dei suoi principi amari.

Gallétta
Diminutivo di galla, per somiglianza di forma con le galle o cecidi delle piante.
Sostantivo femminile.
(veneto e lombardo) Il bozzolo dei bachi da seta.

Una (parola) giapponese a Roma

Rond-point [rond’pwen]
Voce francese, propriamente ‘punto rotondo’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. In urbanistica, tipo di piazzale, molto in voga nei tracciati stradali ottocenteschi delle città francesi, caratterizzato dalla forma circolare e dalla disposizione stellare delle arterie in esso convergenti.
2. Piattaforma rialzata rispetto al piano stradale, non destinata al transito, attorno alla quale i veicoli devono girare per immettersi in una corrente di traffico.

Parole monouso

Di riffa o di raffa
La locuzione singifica raggiungere uno scopo in un modo o nell’altro, comunque sia, anche con mezzi non leciti.
La riffa è la prepotenza, la raffa è l’aferesi di arraffare, quindi entrambi i termini rimandano a un comportamento non corretto. In ogni caso, si tratta di due parole monouso in una sola frase.

La parola rovinata

PRENDERE IL GIRO
Abituarsi alla derisione.

Da Pietro Scalzo.

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Sciroppo, Cailcedra; Canzone

ottobre 16, 2017

Sciròppo
Latino medievale sirupus, dall’arabo sharab ‘bibita’.
Anche, regionale siròppo e antico scilòppo.
Sostantivo maschile.
Soluzione concentrata di zucchero in acqua, usata per conservare frutta fresca (ad esempio pesche allo sciroppo) o, in unione a sostanze aromatizzanti o a succhi di frutta, per preparare bibite (ad esempio sciroppo di tamarindo); nella tecnica farmaceutica viene usato per mascherare il sapore sgradevole di alcuni preparati e mantenerne inalterate le proprietà farmaceutiche (ad esempio sciroppo per la tosse).
Nella tecnica saccarifera, soluzione saccarifera concentrata, ma non satura, in circolo nelle varie fasi della lavorazione.

Sciroppàre
Derivato di sciroppo.
Anche, regionale siroppàre e antico sciloppàre.
Verbo transitivo (io sciròppo ecc.).
1. Preparare la frutta per la conservazione immergendo i singoli frutti in uno sciroppo dopo averli puliti o sbucciati ed eventualmente tagliati a metà o in più pezzi: sciroppare le pere.
2. (figurato, familiare, scherzoso) Con la particella pronominale, sopportare con pazienza persone o cose noiose, antipatiche, o comunque non gradite: ieri sera mi sono dovuto sciroppare i suoceri; non ho nessuna intenzione di sciropparmi anche oggi le sue raccomandazioni.

Una (parola) giapponese a Roma

Cailcèdra
Dal francese cailcédra(t), composto di una voce sudanese, khaye, e del francese cédrat ‘cedro’.
Sostantivo femminile.
(botanica) Grande albero della famiglia meliacee dell’Africa tropicale; fornisce una sorta di mogano, e la corteccia, amara, è usata come tonico e febbrifugo.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Risultati quarantottesima canzone: Giuly (5+5), BettyBlu (5+4), Alberto Cacciari (5+3), Mario Cacciari (5+2), Maurizio Codogno (5+1), Fermassimo, Piero Fabbri, Alby, M.Fisk, Francesco Caiazzo, Babette (5).

Il vostro curatore aveva detto che non si trattava propriamente di una canzone, ma si sbagliava: egli pensava alla colonna sonora di Nicola Piovani, ma sembra che ci sia una canzone di Claudio Villa che si intitola proprio La vita è bella, quindi tutto regolare anche in questo caso. Massimo Cacciari e BettyBlu hanno corretto la situazione.

Quarantanocesima canzone, rispondete entro mercoledì 18 ottobre.

Il padre napoletano al figlio capellone (1 2 6 4)

Collera, Styling; Paesi; Frasi

ottobre 13, 2017

Còllera
Latino cholera, dal greco kholera ‘bile’.
Anche, antico, còllora.
Sostantivo femminile.
1. (antico) Umore bilioso.
2. Improvviso sentimento di ira, di breve o lunga durata, insorto per reazione a un torto subìto o a una grave mancanza altrui, e che si manifesta con atti e parole o in un prolungato, tacito sdegno verso il colpevole: andare, montare in collera con uno o contro uno; essere in collera con qualcuno, essere sdegnato con lui.
(figurato) Di forze naturali che si scatenino con furia e violenza: la collera del vento, del mare, degli elementi naturali.

Una (parola) giapponese a Roma

Styling [‘stailin]
Voce inglese, derivato di (to) style ‘disegnare, modellare, dare una linea’.
Sostantivo maschile invariabile.
Nel disegno industriale, e di creazioni della moda, la progettazione della linea che viene conferita a un prodotto o a una serie omogenea di prodotti, e la linea stessa: lo styling elegante dei nuovi modelli di primavera; un’autovettura di serie che ha uno styling troppo squadrato.

Nomi di paesi, la parola

Pubblicammo tempo fa la seguente definizione:

Fustàgno
Dal latino medievale fustaneum, derivato di fustis ‘fusto’, calco sul greco ksylinon ‘ligneo’.
Anche, arcaico e regionale, frustàgno, o arcaico fustno.
Sostantivo maschile.
Tessuto di scarso pregio morbido e robusto, di cotone o di lana, vellutato da un lato e spigato o liscio sull’altro lato.

Marco Marcon ce ne propone una diversa per la medesima parola.

— Dall’arabo al-Fusṭāṭ, sobborgo del Cairo donde in origine questo tessuto veniva importato.
C’è da dire che è una etimologia dubbia, svariati dizionari indicano "incerto" o altro. La Treccani lo fa risalire a una parola latina nella sezione Vocabolario e alla città di cui sopra nella sezione enciclopedia… —

Frasi, non futilità

I roghi non illuminano le tenebre.
Stanisław Lec

Dettaglio, Sampan; Yokopoko; Rovinata; Canzone

ottobre 12, 2017

Dettàglio
Dal francese détail, derivato di détailler.
Sostantivo maschile.
1. Circostanza minuta, ma non sempre trascurabile, dato o elemento particolare: esporre tutti i dettagli di un fatto; entrare nei dettagli, nei particolari, nelle minuzie.
(estensione) Particolare (di un’opera d’arte, letteraria ecc.): i dettagli di un quadro; in cinematografia, inquadratura di un particolare che occupa tutto o quasi lo schermo.
Come locuzione avverbiale, in dettaglio, minutamente, nei particolari: esporre, narrare, esaminare in dettaglio.
Vendere, vendita al dettaglio: al minuto, in piccole quantità, contrario di all’ingrosso.
2. Nella marina militare italiana, l’insieme dei servizî necessari alla vita dell’equipaggio e all’ordinato svolgersi dei lavori di bordo, che sono affidati agli ufficiali detti, appunto, al dettaglio, posti alle dirette dipendenze del comandante in seconda.

Dettagliàre
Dal francese détailler, derivato di tailler ‘tagliare’; propriamente ‘tagliare in pezzi’.
Verbo transitivo (io dettàglio ecc.).
1. Particolareggiare; dire, esporre minutamente, in tutti i particolari.
2. (non comune) Vendere al minuto.

Dettagliàto
Participio passato di dettagliare.
Aggettivo.
Esaminato o esposto con ricchezza di particolari, anche minimi: una narrazione dettagliata; fare un esame dettagliato della situazione.

Una (parola) giapponese a Roma

Sampàn
Voce francese sampan, e questo dal cinese san pan, propriamente ‘tre bordi’; la forma ciampana, in uso nel secolo XVI, riproduce l’adattamento malese čampàn, lo spagnolo champán e il portoghese champana.
Anche sampàng, oppure sampàna, sostantivo femminile, plurale sampàane.
Sostantivo maschile invariabile.
Grossa imbarcazione costiera larga e piatta, con poppa rialzata, senza coperta, a remi e a vela, più piccola della giunca, in uso nei mari e nei fiumi dell’Estremo Oriente e della Malesia.

Yokopoko Mayoko

Tom Petty, musicista che si faceva accompagnare dalla band degli Heartbreakers (Rubacuori, ma anche Crepacuori o Spezzacuori), purtroppo è morto di infarto. Suggerimento di Marco Marcon.

La parola rovinata

MASERATTI
Ipotizziamo che la grande casa automobilistica sia infestata dai topi…

Sempre Pietro Scalzo.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Termina la quarantottesima canzone.

In “Gilda” (2 4 1 5)

La Rita è bella, cioè La vita è bella. Va be’, non era proprio una canzone, ma lo sapete che noi della Parolata non ci autolimitiamo.

Dispaccio, Iwan; Concorso; Lettori

ottobre 11, 2017

Dispàccio
Dallo spagnolo despacho ‘(lettera di) disbrigo’.
Sostantivo maschile.
1. (antico) Spaccio.
Disimpaccio, eliminazione di un impedimento.
2. Comunicazione fatta pervenire a mezzo di corriere o di staffetta.
Termine usato un tempo per indicare il documento attraverso il quale si svolgeva la corrispondenza fra il ministero degli Affari Esteri di uno stato e le sue rappresentanze diplomatiche all’estero; oggi indica il documento in forma epistolare inviato da tale dicastero agli uffici diplomatici e consolari all’estero, per far giungere loro istruzioni (dispacci dispositivi) o per tenerli opportunamente ragguagliati (dispacci informativi).
(generico) Nella pubblica amministrazione statale, documento epistolare redatto da un organo centrale e diretto a ente di livello gerarchico inferiore.
(estensione, antico) Lettera fra privati, specialmente quando si spediva con corriere o staffetta.
(comune) Dispaccio telegrafico, telegramma.
Dispacci reali: le disposizioni emanate durante il governo spagnolo o borbonico nell’Italia meridionale dal re o viceré, generalmente con lo scopo di dirimere questioni particolari di diritto.

Una (parola) giapponese a Roma

Iwan [‘iwan]
Voce araba, propriamente ‘curva’.
Anche liwan [‘liwan]
Sostantivo maschile invariabile.
Nell’architettura islamica, atrio con volta a sesto acuto; nello schema classico della scuola (madrasa) e della moschea sepolcrale sono presenti quattro iwan intorno a un cortile centrale, uno dei quali può essere più grande degli altri, che talvolta si riducono a semplici nicchie.

No, non è un concorso

La traduzione della frase "Firm doctors telephone poles" può essere indifferentemente una delle seguenti due:

Una compagnia ripara i pali del telefono,
oppure
Dottori risoluti telefonano ai polacchi.

La cosa curiosa è che le parole assumono significati e funzioni grammaticali diverse.
Firm è la compagnia, o azienda, (sostantivo), oppure risoluto, fermo (aggettivo).
Doctors può significare riparare (verbo) oppure dottori (sostantivo).
Telephone è il telefono (sostantivo) o il telefonare (verbo).
Poles sono i pali o i polacchi.

La frase è di David Foster Wallace, e la traduzione di Martina Testa. Quando la Parolata ha l’occasione di sbeffeggiare la lingua inglese non si tira certo indietro.

I lettori ci scrivono

M.Fisk ci scrive risvegliato dalla tanka, la pittura tibetana.

— In lingua sarda Tanca (o Tanka) è un pascolo recintato. Da cui il nome di un famoso villaggio vacanze e centro congressi, costruito nell’isola dal noto palazzinaro (sempre isolano, ma siciliano) Ligresti. —