Archive for the 'Newsletter' Category

Edicola, Au-dessus de la melee; Abita; Rovinata

febbraio 20, 2019

Edìcola
Dal latino aedicŭla ‘tempietto’, diminutivo di aedes ‘tempio’.
Sostantivo femminile.
1. Tempietto o cappellina con dentro, nel mezzo, una statua.
Piccolo organismo architettonico, costituito per lo più da due colonne con sovrapposto un frontone, spesso annesso a un edificio maggiore, per servire da ornamento e protezione a immagini sacre, raffigurazioni celebrative, epigrafi, o a nicchie e finestre.
2. Costruzione in ferro, in legno o in muratura, collocata sul suolo di una strada o piazza pubblica, nell’atrio di una stazione o altrove, e destinata alla vendita di giornali, periodici e altre pubblicazioni.

Parole d’arte

Au-dessus de la mêlée [o dsu d la me’le]
Locuzione francese che significa ‘al di sopra della mischia’, diffusasi con il titolo di un libro di R. Rolland (1915) in cui sono raccolti articoli sulla guerra, vista nella sua cruda realtà al di là di ogni sentimento nazionalistico.
Locuzione avverbiale.
Atteggiamento di imparzialità e serenità di giudizio nello studio di un conflitto militare.
Con significato più generico, in frasi come mettersi, essere, trovarsi, restare au-dessus de la mêlée: tenersi fuori della lotta o dei litigi, delle competizioni, giudicare con serena obiettività una controversia, assumere una posizione assolutamente imparziale e disinteressata.

Abita come mangi

Gli abitanti di Carrù, in provincia di Cuneo, si chiamano carrucesi. Qualcuno scrive e dice carruccese, ma non dovrebbe essere la dizione esatta.

La parola rovinata

Speciale filosofia.

POPPER
Antesignano del rapper.

Di Pietro Scalzo.

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Sermo, Pediment; Schiele; Rovinata

febbraio 19, 2019

Sèrmo
Latino, propriamente ‘discorso, linguaggio’.
Sostantivo maschile.
Termine usato talvolta anche in contesti italiani, con l’aggiunta di particolari determinazioni, soprattutto in linguistica dove si parla di sermo urbanus, sermo rusticus, sermo vulgaris, sermo plebeius, con riferimento alle varietà cittadina, rustica, popolare o plebea del latino parlato.

Una (parola) giapponese a Roma

Pediment [‘pediment]
Voce inglese, propriamente ‘frontone’, dal latino pedementum ‘palo’.
Sostantivo maschile invariabile.
(geologia) Superficie di spianamento e debole inclinazione posta ai piedi di una montagna o di una catena montuosa, con la quale si raccorda attraverso un angolo pedemontano. Il pediment costituisce in sostanza la zona di transizione tra i versanti montuosi e i fondovalle o le pianure alluvionali o costiere. Si tratta di una superficie di erosione in roccia che nel tempo si amplia verso monte, via via che, col procedere dell’erosione dei versanti, i detriti formatisi non si accumulano alla loro base ma vengono allontanati dalle acque dilavanti provenienti dalle stesse aree montagnose, ed è tipica dei un ambiente desertico.

Come si dice Schiele?

Privacy in inglese britannico si pronuncia [‘prIv@si], mentre in inglese statunitense si pronuncia [‘praIv@si].
In italiano è usata in prevalenza la pronuncia statunitense.
Grazie a Mario Cacciari che ce lo segnala.

La parola rovinata

MARRACASH
Bella città nordafricana che ha proibito ogni genere di pagamento dilazionato

Di Mario Cacciari.

Sermone, Pedrero; Rovinata

febbraio 18, 2019

Sermóne
Dal latino sermo -onis ‘lingua, parlata; conversazione, discorso’, derivato di serĕre ‘intrecciare, legare insieme (parole)’.
Anche, letterario antico, sèrmo.
Sostantivo maschile.
1. (antico) Lingua, linguaggio: un mio lavor … Tra lo stil de’ moderni e ’l sermon prisco (Petrarca); Misere labbra, che temprar non sanno Con le galliche grazie il sermon nostro (Parini).
2. L’atto del parlare, del discorrere; le parole proferite: chi fosti, che per tante punte Soffi con sangue doloroso sermo? (Dante); E venne con Grifon, con Aquilante, … A cheti passi e senza alcun sermone (Ariosto).
(letterario) Orazione, discorso di argomento sacro; predica: Ma voi torcete alla religïone Tal che fia nato a cingersi la spada, E fate re di tal ch’è da sermone (Dante), che sarebbe più adatto a predicare in chiesa; ci fosse qui tra noi un predicatore vero, ne caverebbe un sermone sulla vanità delle imprese umane (Ernesto Ferrero).
Il sermone della montagna: forma meno comune con cui viene indicato il discorso della montagna nel quale Gesù enuncia le beatitudini.
In particolare, nella liturgia della messa, il discorso con cui il celebrante illustra il Vangelo del giorno: i sermoni di sant’Agostino.
(scherzoso, ironico) Lungo rimprovero, predica, paternale: gli ho fatto tanti sermoni a quel discolo, ma non sono valsi a nulla
(spregiativo) Discorso prolisso, noioso e pretenzioso: non ho nessuna voglia di ascoltare un altro sermone di due ore!
3. (letterario) Componimento poetico di carattere moralistico e didascalico, di tono discorsivo e semplice, sull’esempio di Orazio che chiamò sermones le sue Satire e le Epistole, quasi discorsi alla buona, conversazioni prosastiche, in contrapposizione alla poesia di più alto impegno: i Sermoni del Pindemonte.

Sermoncìno
Diminutivo di sermone.
Sostantivo maschile.
In passato spec. nel senso scherzoso di predicozzo, paternale: ho dovuto fare un sermoncino ai miei ragazzi.
Breve poesia che, durante la festa di Natale, si soleva far recitare ai bambini davanti al presepio.

Una (parola) giapponese a Roma

Pedrero [pe’drero]
Voce spagnola, derivato di pedra ‘pietra’.
Sostantivo maschile invariabile.
(militare) Mortaio di grosso calibro per lanciare pietre, usato fino al secolo XVII. Anche usato come aggettivo: cannone pedrero.

La parola rovinata

BRONTOLOSAURO
Gigantesco nano un po’ rompiscatole.

Di Franco Palazzi.

Comporto, Comportare, Seedling; Schiele, Personedapaesi e Antonomasia

febbraio 15, 2019

Compòrto
Derivato di comportare.
Sostantivo maschile.
1. Tempo d’indugio consentito, rispetto alla data o al momento fissato, perché abbia inizio o compimento un atto, perché sia mantenuto un impegno assunto, perché sia soddisfatto un debito e simili: l’inizio della lezione è fissato alle 10, ma c’è un comporto di cinque minuti; per il rinnovo della polizza è solitamente accordato un comporto di quindici giorni dalla data di scadenza.
In ferrovia, tempo massimo di sosta di un treno per attendere la coincidenza con altro treno.
2. Periodo di comporto: quello, la cui durata è stabilita dalla legge, dai contratti collettivi, dagli usi o secondo equità, durante il quale, in caso di assenza del lavoratore per infortunio, malattia, gravidanza o puerperio, il datore di lavoro non può validamente esercitare il suo diritto di recedere dal contratto.
3. (arcaico) Abbuono concesso all’acquirente per il prevedibile calo della merce.
Diminuzione legalmente considerata e consentita del peso delle monete.

Comportàre
Dal latino comportare ‘portare insieme’, composto di con- e portare.
Verbo transitivo e intransitivo pronominale (io compòrto ecc.).
1. (letterario) Sopportare, tollerare: comportare le offese; un caldo da non potersi comportare; bisogna sapersi comportare a vicenda; pazientemente la sua povertà comportava (Boccaccio).
Riferito a piante, resistere senza risentir danno: l’erba non comporta quel clima (Giusti); gli olivi non comportavano tanto gelo.
Consentire come cosa possibile o accettabile: l’età non gli comporta certe fatiche; ho pazientato più di quanto comportasse la mia natura.
2. Portare con sé, richiedere come conseguenza: il viaggio comporterà molte spese; la concessione delle attenuanti comporta una riduzione di pena.
3. (intransitivo pronominale) Agire, procedere in un dato modo, soprattutto in determinate situazioni o nei rapporti con altre persone: comportarsi da galantuomo, da villano; comportarsi bene o male con i proprî colleghi; vi siete comportati male a scuola; è gente che non sa comportarsi in società; anche con riferimento al modo di assolvere un compito, di eseguire un incarico, di offrire determinate prestazioni: ti sei comportato ottimamente, egregiamente, o in modo pessimo; fino a questa ripresa, lo sfidante si è comportato meravigliosamente contro il campione in carica.
(estensione) Riferito ad animali, piante, cose materiali, offrire determinate manifestazioni, agire o reagire in determinato modo in date condizioni o situazioni: osservare il modo in cui si comportano gli animali nell’imminenza di un temporale; sostanze chimiche che si comportano come basi.
4. (riflessivo, antico) Trattenersi, frenarsi: Costui per gaudio a pena si comporta (Ariosto).

Una (parola) giapponese a Roma

Seedling [‘sidlin]
Voce inglese, derivato di seed ‘seme’, col suffisso -ling ‘che proviene da’.
Sostantivo maschile invariabile.
Pianticella nata da poco dal seme e che si trova nel primo stadio di vita, con emissione delle prime due o tre foglie; è termine d’uso tra botanici e vivaisti, cui corrisponde in italiano plantula.

Come si dice Schiele? e Persone da paesi e L’antonomasia e il soprannome

Martin de Azpilcueta, economista, filosoto e teologo spagnolo del 1500, si pronuncia [mar’tin de aspilku’eta]. È anche noto come Doctor Navarrus, perché nato in un paese della provincia della Navarra.

La parola rovinata

Speciale filosofia

NIETCHE
Il filosofo russo che rifiutò l’incontro con Ernesto Guevara.

Di Pietro Scalzo.

Priorita, Treatment; Insegna; Rovinata

febbraio 14, 2019

Priorità
Dal latino medievale prioritas -atis, derivato del latino prior -oris ‘precedente’.
Sostantivo femminile.
1. Anteriorità, antecedenza nei confronti di altro, o di altri: rivendicare la priorità di un’invenzione; rispettare l’ordine di priorità; stabilire una scala di priorità.
Diritto di priorità: diritto di essere scelto prima di altri, di essere preferito ad altri nell’attribuzione di un premio, di un’onorificenza, di un titolo e simili.
Legge della priorità: nella nomenclatura botanica e zoologica, la regola che stabilisce che il nome valido di un genere o di una specie è quello attribuito dal primo autore che ha descritto il genere o la specie.
2. Il venire prima di altro o di altri, a causa dell’importanza, del grado, della dignità; il possedere un valore fondamentale, o superiore rispetto ad altro: riconoscere, ribadire la priorità dei valori etici.
Priorità ideale o logica: in filosofia, in contrapposizione a priorità cronologica, o precedenza nel tempo, il valore che ha un principio rispetto a quanto lo presuppone e ne deriva (per esempio: priorità delle premesse rispetto alla conclusione del sillogismo).
Priorità di natura: nella filosofia scolastica, il carattere di ciò che viene avanti nell’ordine dell’essenza (per esempio: priorità dell’animale rispetto all’uomo, in quanto per essere uomo si deve essere animale, ma non viceversa).

Una (parola) giapponese a Roma

Treatment [‘tritment]
Voce inglese, dal verbo (to) treat ‘trattare’.
Sostantivo maschile invariabile.
Fase dell’elaborazione di un soggetto cinematografico intermedia tra la scaletta e la sceneggiatura finale, in cui l’intreccio viene suddiviso in scene e viene indicato il loro significato nello svolgimento dell’azione. Sinonimo: trattamento.

La creatività insegna

A Milano, in piazza 5 giornate, potete trovare il negozio Occhial House.

Un grazie a Marco Marcon per averlo individuato.

La parola rovinata

Speciale filosofia

ABELARDO
Umanista di Colonnata.

Di Pietro Scalzo.