Archive for the 'Newsletter' Category

Frasca, Tiki-tiki; Monouso: Vaglia; Commedie

novembre 14, 2019

Fràsca
Etimo incerto.
Sostantivo femminile.
1. Ramoscello con foglie: le frasche degli alberi; il destrier ch’avea lasciato Tra le più dense frasche alla fresca ombra (Ariosto); farsi un letto di frasche.
Mettere le frasche ai piselli, ai fagioli, ecc.: ficcarle in terra per appoggio ai legumi che crescono.
Saltare di palo in frasca: passare improvvisamente, e per lo più in modo sconclusionato, da un argomento all’altro: non che dicesse di no; ma eccolo di nuovo a quel suo serpeggiare, volteggiare e saltar di palo in frasca (Manzoni).
Con valore collettivo, rametti di arbusti e di alberi che si recidono per darli, freschi o secchi, in pascolo agli animali domestici, specialmente ovini e caprini, o per altri usi.
2. In similitudini e usi figurati, è spesso simbolo di instabilità, vanità, leggerezza: è mobile come una frasca al vento, di persona volubile; è una frasca, di persona, specialmente di donna: leggera, incostante, capricciosa.
(plurale) Cose vane, capricci: avere il capo alle frasche, pieno di frasche; in gioventù aveva avuto anche lui le sue frasche (Silone); anche ciance, frottole e simili: son tutte frasche.
(plurale) In senso concreto, ornamenti d’abito, fronzoli: le piace andar vestita semplicemente, senza tante frasche; con sue frasche che portate aveva, in agnolo si trasfigurò (Boccaccio).

Una (parola) giapponese a Roma

Tiki-tiki [tiki’tiki]
Sostantivo maschile e femminile invariabile.
(etnologia) Denominazione locale dei pigmei dell’Africa equatoriale.

Parole monouso

Vàglia
Derivato di valere.
Sostantivo femminile.
Valore, pregio, merito; anticamente usato con valore generico, oggi soltanto nella locuzione aggettivale di vaglia o di gran vaglia, riferito a persona: scrittore di vaglia; è un uomo di vaglia, vedete, il padre Zaccaria (Manzoni); riferito a cosa, solo anticamente: Ciascun fa paramenti di gran vaglia Per sé ornare (Boccaccio).

Commedie e tragedie

Al telegiornale, durante un servizio sull’ILVA di Taranto, il cronista ha affermato che "il presidio degli operai si è poi sciolto a causa della pioggia".
Fornita da Marco Marcon.

Suggestione, Nebeli; Piuttosto che; Insegna; Rovinata

novembre 13, 2019

Suggestióne
Dal latino suggestio -onis, propriamente ‘suggerimento’, derivato di suggerere, participio passato suggestus.
Sostantivo femminile.
1. Fenomeno della coscienza per cui un’idea, una convinzione, un desiderio, un comportamento sono imposti dall’esterno, da altre persone, o anche da fatti e situazioni valutati non obiettivamente, e da impressioni e sensazioni soggettive non vagliate in modo razionale e critico: agire in stato di suggestione.
Suggestione collettiva, e in particolare suggestione della folla in tumulto: prevista come circostanza attenuante comune dal codice penale italiano.
2. Con significato più generico e attenuato, vicino a quello di suggestività, fascino: sentire la suggestione del paesaggio; cedere alla suggestione di una scena commovente.
3. Termine usato talora impropriamente con il significato di suggerimento, per influenza dell’inglese suggestion, che ha questo come significato principale.

Una (parola) giapponese a Roma

Nebeli [ne’beli]
Voce indigena del Sudan.
Sostantivo maschile invariabile.
(etnologia) Secondo le credenze animistiche di alcune tribù sudanesi, spirito malvagio dei fiumi, che provoca gorghi e rende pericolosa la navigazione.

Piuttosto che

Alberto Tadini ci segnala l’uso scorretto del termine "suggestione" col significato di "suggerimento". Anche alla Parolata tale uso non piace e, poiché ne ha parlato l’Accademia della Crusca, vi suggerisce di leggere la loro dissertazione.

La creatività insegna

"Manzo Criminale"
Si tratta di una bisteccheria a Pomezia, e ce la segnala Maria Francesca Vecchione.

La parola rovinata

GLABBRO
Assolutamente senza baffi.

Di Franco Palazzi.

R- Amaricante, Flipper; Marchi: Folletto

novembre 12, 2019

Newsletter originale del 11/2/2005

Amaricàre
Dal latino tardo amaricare, derivato di amarus ‘amaro’.
Verbo transitivo [io amàrico, tu amàrichi ecc.].
(antico) Rendere amaro.
(figurato) Amareggiare, angosciare.

Amaricànte
Propriamente participio presente di amaricare.
Aggettivo.
Si dice di sostanza amara o che rende amaro; in particolare di additivo che dà sapore amaro o amarognolo, usato specialmente nella preparazione di bevande e liquori.
Usato anche come sostantivo maschile: bere un amaricante come digestivo.

Una (parola) giapponese a Roma

Flipper [‘flipper]
Voce inglese; derivato di to flip, propriamente ‘dare un colpo, fare scattare’, oppure da flipper ‘pinna’.
Sostantivo maschile invariabile.
Biliardino a funzionamento elettrico, con dispositivo per il conteggio automatico dei punti, forse così detto perché i pistoni a molla che danno la spinta alle palline hanno forma di pinne.

Marchi, non parole

Follètto
Marchio registrato.
Sostantivo maschile.
Marchio di aspirapolvere leggero con cinghia per il trasporto a spalla.
(estensione) Qualsiasi aspirapolvere di questo tipo.

Folletto permette a Mauro Palma di avvicinarsi ulteriormente al gruppetto di testa.

R- Dispiegare, Shogun; Marchi: Lego; Perle; Ribollite

novembre 11, 2019

Newsletter originale del 10/2/2005

Dispiegàre
Da spiegare, con sostituzione di prefisso.
Verbo transitivo [io dispiègo, tu dispièghi ecc.] (letterario)
1. Distendere, allargare, spiegare: dispiegare le vele al vento.
2. (figurato) Manifestare: La divina bontà… /… sfavilla / sì che dispiega le bellezze etterne (Dante).

Dispiegàrsi
Verbo intransitivo pronominale (letterario)
1. Svilupparsi, diffondersi: il canto si dispiegò nell’aria.
2. Sgorgare, scaturire: che acqua è questa che qui si dispiega (Dante).

Una (parola) giapponese a Roma

Shogun [‘Sogun]
Voce giapponese di origine cinese, propriamente ‘generale’.
Sostantivo maschile invariabile.
Titolo che nell’antico Giappone era conferito al capo di una spedizione militare.
Nel Giappone dal XIII al XIX secolo, titolo ereditario del governatori del Paese.
(estensione, figurato) Personaggio autoritario e dispotico o capo che esercita il potere in modo tirannico.

Marchi, non parole

Lègo
Marchio registrato, composto delle voci danesi leg (imperativo del verbo lege ‘giocare’) e go(dt) (avverbio dell’aggettivo god ‘buono’), quindi propriamente ‘gioca bene’.
Sostantivo maschile invariabile.
Gioco di costruzioni in plastica costituito da piccoli pezzi di forma geometrica a incastro, tali da permettere una grande quantità di combinazioni.

Grande Mauro Palma.

Perle dai porci

"La patch [soluzione software che deve essere installata per risolvere un problema in un programma, N.d.C.] è stata dispiegata a Firenze."

Perla fornita da Pino De Noia, letta sulla posta elettronica.

Storie ribollite

Presto, andate sul sito, potrete così leggere la quattordicesima storia ribollita: l’ha scritta Piero Fabbri.
Oppure potete leggerla qui di seguito.

Quattordicesima storia ribollita.

Gli è, come al solito, che tutto dipende dai punti di vista. No, non è che si voglia scimmiottare Rashomon di Akira Kurosawa, che lì la storia è volutamente pirandelliana, con la verità inconoscibile per definizione. È proprio che tutto cambia a seconda dei punti di vista.
Dal punto di vista della moglie, c’è una pazienza che Giobbe manco se la sogna, col marito che fa il figo in giro, sciupa femmine di qua e semina figli di là, spettacolari tocchi di gnocca che manco le veline o quelle che fanno i calendari, tutte lì che sembrano solo aspettare lui per cedere e concedere. E invece lei lì, a fare sempre la casalinga, anche quando l’unico figlio piglia e parte pure lui, a lavorare come serva, che alle femministe gli piglia un coccolone solo a pensarci.
Dal punto di vista del Tour Operator, non si capisce se sia un trionfo o una tragedia: diamine, una vera "avventura nel mondo", sicuro, con l’esplorazione delle terre e dei mari dell’ovest, come no, e con una serie di incontri che ancora se ne parla. Certo però, che dal punto di vista della sicurezza, beh, e come imbarcare un centinaio di persone su un jet supersonico alla Malpensa e vedere ritornare un solo turista a piedi, e malconcio anzichenò.
Dal punto di vista della trama, niente da dire. Ci sono i buoni e i cattivi, e pure i grandi buoni e i grandi cattivi. Tutta gente del jet-set, mica palle, un olimpo di gente importante che segue e partecipa, incasinando o aiutando il protagonista. Che mantiene il ruolo con un aplomb marlowiano, alternando fegato da eroe del far-west e bassi trucchi di mestiere, e insomma regge la scena, il ragazzo, non è certo un signor nessuno, si vede che ha stoffa, stoffa regale.
E pure la sarabanda finale, con le armi segrete e lo scannamento metodico delle serpi in seno, ci può stare, lo so, ma anche qui, far finire la storia con tutta una becera questione d’arredamento, sposta sto mobile qua, lascialo lì, rimettilo là, cavolo. Ma non gliel’ha insegnata nessuno la tecnica del vero happy-ending, all’autore?

R- Cappotto, Kaputt; Marchi: Tampax; Yokopoko

novembre 8, 2019

Newsletter originale del 10/2/2005

Cappòtto
Dal francese faire capot, di etimologia incerta.
Sostantivo maschile.
Specialmente nella locuzione fare, dare cappotto, in alcuni giochi e sport, concludere una partita senza che l’avversario abbia realizzato nemmeno un punto.
Fare cappotto: nella caccia, tornare senza preda.
Fare cappotto: capovolgersi, detto di imbarcazione, scuffia.

Una (parola) giapponese a Roma

Kaputt [ka’put]
Voce tedesca, dall’espressione francese, usata nel gioco delle carte, faire capot ‘vincere senza che l’avversario faccia punto’, di etimologia incerta.
Anche kaput.
Aggettivo e avverbio.
Rovinato, distrutto, ucciso, in malora, in rovina; l’espressione, nata in ambiente militare tedesco già durante la guerra dei trent’anni (1618-1648), si è particolarmente diffusa, anche nella grafia adottata kaput, durante la seconda guerra mondiale, sia in funzione di aggettivo (città kaputt; voi tutti kaputt!, e simili, o, con uso assoluto, kaputt!), sia, più spesso, con funzione avverbiale, nelle locuzioni fare, essere, andare kaputt; quel lavoraccio mi ha messo kaput.

Marchi, non parole

Tampax [‘tampaks]
Marchio registrato; dall’inglese tampoon ‘tampone’ nel senso di ‘assorbente igienico’.
Sostantivo maschile invariabile.
Nome commerciale di un assorbente interno.
(per antonomasia) Assorbente interno.

Mauro Palma si lancia all’inseguimento del gruppetto di testa.

Marco Marcon 17
Piero Fabbri 13
Mauro Cociglio 12
Mauro Palma 3
Paola Cinato 2
Alessandro Rigallo 2

Yokopoko Mayoko

Il signor Dino Potenza è il presidente di una associazione di consumatori della Basilicata.
Proposto da Piero Mozzone.