Archive for novembre, 2010

Avviso; SILURO, DJELLABA; Animali; Frasi

novembre 30, 2010

Avviso

Se vi ha interessato la recensione di chinalski del romanzo ipertestuale Chi ha ucciso David Crane?, forse potrebbe interessarvi anche la risposta dell’autore sul suo blog.

Parole a confronto

Silùro
Dal latino siluru(m), dal greco solouros, composto di sil- ‘ripiegato’ e ourá ‘coda’, propriamente ‘pesce che dimena la coda’.
Sostantivo maschile.
Siluro d’Europa: (zoologia) grosso pesce commestibile d’acqua dolce, vorace, con corpo allungato, pelle nuda e viscida, testa grandissima con grosse labbra e sei lunghi bargigli.

Silùro
Dal latino siluru(m), che è dal greco sílouros, nome di un pesce; il primo significato è per la somiglianza della forma.
Sostantivo maschile.
1. Grosso proiettile subacqueo autopropulso e generalmente autoguidato, a forma di cilindro affusolato, contenente una grossa carica di esplosivo e munita di eliche e timoni nella coda; viene lanciata da navi, sommergibili e aerei contro obiettivi subacquei o in superficie.
Siluro aereo: atto a essere lanciato da un aeromobile.
Siluro umano: nel primo e nel secondo conflitto mondiale, combattente volontario che in immorsione o in superficie dirigeva, su un siluro da lui stesso guidato, una carica esplosiva contro la nave nemica.
2. (figurato) Azione, intrigo nascosto che mira, specialmente in modo improvviso, a danneggiare o screditare chi ricopre un incarico di responsabilità, di prestigio o anche un’iniziativa, un’impresa, un’attività ecc: l’opposizione ha lanciato un siluro contro il governo.

Una (parola) giapponese a Roma

Djellaba [dzel’laba]
Voce francese, dall’arabo dialettale jellaba, variante di jallaba.
Sostantivo femminile.
(abbigliamento) ampia e lunga veste in lana o in cotone, con maniche e cappuccio, tipica dei popoli magrebini.

Animali di parole

È Berilio Luzcech che ha trovato un animale di parola ancora non presente sul sito.

Frasi, non futilità

Un pessimista è un uomo che guarda entrambi i lati della strada prima di attraversare in un senso unico.
Octavio Paz

LEMMA, DAIMIO; Monouso: SOLFA

novembre 29, 2010

Lèmma
Dal latino lêmma ‘soggetto, componimento’, che è dal greco lêmma ‘premessa, argomento’, derivato di lambánein ‘prendere’, di etimologia incerta.
Sostantivo maschile [plurale lemmi].
1. (filosofia) Proposizione che si assume preliminarmente come premessa per dimostrare un’altra proposizione.
Proposizione che una scienza assume senza dimostrazione ricavandola da un’altra scienza.
2. (matematica) Teorema, solitamente d’impostanza secondaria, che si premette a un altro teorema e serve a dimostrarlo.
3. (linguistica) La parola, il nome o la locuzione di cui tratta ciascun articolo di un dizionario o di un’enciclopedia e che figura all’inizio dell’articolo stesso. Sinonimi: esponente, entrata.
4. (antiquato) Premessa, argomento, sommario di un capitolo o di una parte d’opera letteraria o scientifica.

Una (parola) giapponese a Roma

Daimio [‘dajmio]
Voce giapponese.
Anche daimyo.
Sostantivo maschile invariabile.
(storico) Nell’antico Giappone, signore feudale e capo militare.

Parole monouso

Sòlfa
Composto dei nomi delle note musicali sol e fa.
Anche, popolare o toscano, zòlfa.
Sostantivo femminile.
1. (antiquato) Solfeggio: cantare la solfa.
2. (figurato) Suono insistente e noioso; discorso o vicenda che si ripete fino alla noia: è sempre la solita solfa.
Battere la solfa: (figurato) ripetere qualcosa insistentemente.

Vi ricordo in cosa consiste la rubrica Parole monouso. Si tratta di parole desuete che per qualche strano motivo sopravvivono in detti, frasi fatte o locuzioni particolari, ma che nessuno penserebbe mai di utilizzare nel normale linguaggio.

PRITANO, BULE; Animali di dire; Burosauri

novembre 26, 2010

Parole a confronto

Prìtano o pritàno
Dal latino prytani(n), che è dal greco prytanis ‘capo, signore’ di origine indeuropea.
Anche prìtane o pritàne.
Sostantivo maschile.
(specialmente al plurale) Nell’antico diritto greco, ciascuno dei cinquanta consiglieri della bulè facente parte della tribù al potere, che duravano in carica per un periodo corrispondente alla decima parte dell’anno.

Aggettivo.
Nell’antico diritto greco, detto di tribù al potere nella bulè.

Pritanìa
Dal greco prytanéia, derivato di prytáneis ‘pritani’
Sostantivo femminile.
Nell’antica Atene, il periodo di tempo corrispondente alla decima parte dell’anno, durante il quale durava in carica ciascuna delle dieci tribù attiche che esercitavano il potere nella bulè.

Pritanèo
Dal latino prytanêu(m), che è dal greco prytanêion, derivato di prytáneis ‘pritani’.
Sostantivo maschile.
Nell’antica Grecia, edificio pubblico nel quale si custodiva il fuoco sacro di Estia e si facevano sacrifici solenni; in esso risiedevano i pritani, si accoglievano gli ambasciatori e si ospitavano a spese dello stato i cittadini più degni.

Bulè
Dal greco boulé ‘consiglio’.
Anche, meno comune, bùle.
Sostantivo femminile.
Nell’antica Grecia, il consiglio degli anziani che assisteva il re.
In seguito, il consiglio dei rappresentanti della polis: la bulè degli ateniesi.

Animali di dire

Fare di un topolino una montagna
Significa ingrandire e drammatizzare un problema fino a renderlo enorme.

La montagna ha partorito un topolino
Si dice quando c’è una evidente sproporzione tra il grande sforzo profuso e il deludente risultato ottenuto.

I burosauri

Emoluménto
Dal latino emolumentu(m); propriamente ‘somma pagata per la macinatura’, derivato di emolere ‘macinare completamente’, composto di ex- e molere ‘macinare’.
Sostantivo maschile.
1. (specialmente al plurale) Somma corrisposta per compensare una prestazione, specialmente di carattere professionale, continuativa o saltuaria: la patente di Console non parlava di emolumenti (Goldoni).
(raro) Compenso incerto oltre allo stipendio.
2. (antico) Profitto, guadagno.

Emolumento è un bel burosauro per evitare di dire compenso.

BOFONCHIO, STRANNIKI; Animali; Parole di animali;Perle

novembre 25, 2010

Bofónchio
Latino volgare bufunculu(m), derivato di bubo bubonis ‘gufo’,
Sostantivo maschile.
(toscano) Calabrone.

Bofonchiàre
Derivato di bofonchio, per il ronzio forte e sordo che produce il calabrone.
Anche, antichi, bifonchiàre, bufonchiàre, sbofonchiàre, sbufonchiàre.
Verbo intransitivo e intransitivo [io bofónchio ecc.; ausiliare avere].
Brontolare, borbottare sbuffando: se ne andò bofonchiando qualcosa.

Una (parola) giapponese a Roma

Stranniki [‘stranniki]
Voce russa, propriamente ‘pellegrino’.
Aggettivo invariabile e sostantivo maschile invariabile.
Che, chi apparteneva agli Stranniki.

Sostantivo maschile plurale.
(specialmente con iniziale maiuscola) Setta ereticale sorta in Russia alla fine del secolo XVIII caratterizzata da atteggiamenti fortemente polemici verso l’organizzazione ecclesiastica e il potere politico.

Animali di parole

Se bofonchio è un animale di parola, bofonchiare lo è doppiamente.

Parole di animali

Grugàre
Dall’onomatopea gru-gru.
Verbi intransitivo [io grugo, tu grughi ecc.; ausiliare avere].
(non comune) Verso del piccione e della tortora, tubare.

Perle dai porci

"Ho avuto un lampus."
Allo sportello di un ufficio.

Proposta da MT.

MENESTRELLO, MISE EN ABIME; Obbligatoria; Perle

novembre 24, 2010

Menestrèllo
Dal francese ménestrel, che è dal latino tardo ministeriale(m), propriamente ‘incaricato di un servizio (ministerium)’.
Anche, antico, minestrèllo, ministrèllo.
Sostantivo maschile.
1. Nel medioevo, giullare che, soprattutto nelle corti feudali, cantava poesie e canzoni, accompagnando con la musica le composizioni poetiche di trovatori o proprie.
2. (estensione, scherzoso) Chi canta canzoni e serenate con accompagnamento specialmente di mandolini o di chitarre; cantante o poeta da strapazzo.

Una (parola) giapponese a Roma

Mise en abîme [miz an a’bim]
Locuzione francese, propriamente ‘messa al centro (dello scudo)’.
Locuzione sostantivale femminile invariabile.
1. (araldica) Rappresentazione di uno scudo al centro di un altro, con possibile effetto di prospettiva all’infinito.
2. (arte, letterario) Inserimento in un’opera di un personaggio o di un particolare che rappresenta l’attività dell’autore o dello spettatore.
3. (televisione) Effetto di schermi concentrici a spirale che un tempo si otteneva puntando una telecamera sull’obiettivo di un’altra telecamera, oggi realizzato mediante un generatore elettronico.

Battuta obbligatoria

Quando qualcuno parte in treno o, ancora meglio, in aereo, è necessario salutare dicendo – Mi raccomando, vai piano.

Perle dai porci

Un governo così non penso che servi alle persone
Casini al TG1.

Grazie a Paolo Campia.