Posts Tagged ‘monouso’

Calcagno, Vide-pots, Vuotavasi; Monouso; Rovinata

maggio 21, 2018

Calcàgno
Latino tardo calcaneum, derivato di calx calcis ‘tallone’.
Sostantivo maschile (plurale calcagni o, antico, plurale femminile calcagna o calcagne).
1. Nel linguaggio comune, la parte posteriore del piede, cioè il tallone dell’anatomia topografica.
Nella nomenclatura anatomica, l’osso più voluminoso del tarso, di cui costituisce la parte postero-inferiore: avere male a un calcagno. Avere la testa nei calcagni: non avere giudizio, agire senza fare attenzione.
Lavorare con le calcagna, lavoro fatto con le calcagna: lavorare male, senza cura.
Avere qualcuno alle calcagna: che insegue da vicino correndo o, in senso figurato, che cerca in modo insistente di ottenere qualcosa.
Mettere qualcuno alle calcagna: che spii o sorvegli.
Stare alle calcagna: sempre dietro a vigilare o molestare.
Mostrare, voltare, alzare, menare, battere le calcagna, darsi alla fuga; avevan quasi appena alzati i calcagni, quando scoccò la campana (Manzoni).
Dare delle calcagne: (antico) spronare: Per la puntura de la rimembranza, Che solo a’ più dà de le calcagne (Dante).
2. Parte posteriore della calza o della scarpa che ricopre il calcagno del piede: calzini coi calcagni bucati.

Una (parola) giapponese a Roma

Vide-pots [vid’po]
Voce francese, composto di vider ‘vuotare’ e pot ‘vaso’.
Sostantivo maschile invariabile.
Nell’industria tessile, termine corrispondente a vuotavasi.

Vuotavàsi
Composto di vuotare e vaso.
Aggettivo e sostantivo femminile.
Macchina vuotavasi, o semplicemente vuotavasi, nell’industria tessile è la macchina di preparazione alla filatura impiegata nel ciclo di lavorazione della lana pettinata, per trasformare la confezione dello stoppino da vaso in bobina.

Parole monouso

Calcagna è una parola monouso, in quanto si usa solo nelle locuzione "essere, stare alle calcagna di qualcuno" o "avere qualcuno alle calcagna", per significare seguire qualcuno o essere seguito da qualcuno: a proposito, che ci fate qui?, una scommessa, avevate i creditori alle calcagna (Alessandro Baricco). Il tallone, invece, è il calcagno, e i talloni sono i calcagni.

La parola rovinata

MARTIN L’OTERO
Il più grande ballerino protestante delle Belle Époque.

Di Pietro Scalzo.

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Galletta, Rond-point; Monouso; Rovinata

ottobre 17, 2017

Parole a confronto

Gallétta
Dal francese galette, derivato di galet, antico gal ‘ciottolo’.
Sostantivo femminile.
1. Tipo di pane biscottato a lunga conservazione, a base di farina di frumento, poco lievito e poca acqua, confezionato in sottili forme rotonde o quadrate o rettangolari, usato per lo più come alimento di riserva per militari e marinai e, in forme più piccole a pasta più fina (salata o dolce), per uso dietetico o per dessert.
2. Nell’attrezzatura navale, pomo di legno o di metallo, rotondo e piatto, che termina e copre l’estremità degli alberi e delle aste di bandiera, sinonimo di formaggetta.
Nella pésca, sinonimo di nattello.
3. Nell’industria chimica, prodotto della gelatinizzazione del cotone collodio per mezzo della nitroglicerina: è uno stadio intermedio nella fabbricazione delle polveri infumi.

Gallétta
Derivato di gallo, per la somiglianza dei chicchi con i granelli del gallo.
Aggettivo e sostantivo femminile.
1. Uva galletta, o semplicemente galletta, nome toscano d’una sorta d’uva coi chicchi di forma allungata e ricurva, in romanesco è il pizzutello.
2. Erba galletta, o semplicemente galletta, erba perenne delle leguminose, comune nei prati e nei boschi d’Europa, adatta come foraggio per cavalli e ovini, ma non per i bovini, a causa dei suoi principi amari.

Gallétta
Diminutivo di galla, per somiglianza di forma con le galle o cecidi delle piante.
Sostantivo femminile.
(veneto e lombardo) Il bozzolo dei bachi da seta.

Una (parola) giapponese a Roma

Rond-point [rond’pwen]
Voce francese, propriamente ‘punto rotondo’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. In urbanistica, tipo di piazzale, molto in voga nei tracciati stradali ottocenteschi delle città francesi, caratterizzato dalla forma circolare e dalla disposizione stellare delle arterie in esso convergenti.
2. Piattaforma rialzata rispetto al piano stradale, non destinata al transito, attorno alla quale i veicoli devono girare per immettersi in una corrente di traffico.

Parole monouso

Di riffa o di raffa
La locuzione singifica raggiungere uno scopo in un modo o nell’altro, comunque sia, anche con mezzi non leciti.
La riffa è la prepotenza, la raffa è l’aferesi di arraffare, quindi entrambi i termini rimandano a un comportamento non corretto. In ogni caso, si tratta di due parole monouso in una sola frase.

La parola rovinata

PRENDERE IL GIRO
Abituarsi alla derisione.

Da Pietro Scalzo.

Conserto, Panning; Monouso; Canzone

settembre 14, 2017

Parole monouso

Consèrto
Dal latino consertus, participio passato di conserere ‘annodare, congiungere’, composto di con- e serere ‘intrecciare’.
Aggettivo.
1. Intrecciato, congiunto; comune solo nella locuzione braccia conserte: incrociate.
2. (antico) Avviluppato, intricato: Tali, e più inestricabili, conserte Son queste vie (Tasso).
Fitto (in corrispondenza dell’intrico dei rami): E ‘l montanaro all’ombra più conserta (Poliziano).

Consèrto
Uso sostantivato dell’aggettivo precedente.
Sostantivo maschile.
1. (antico) Concerto, consonanza di voci e di suoni.
2. Accordo, consentimento; è in uso solo nella locuzione avverbiale, poco comune, di conserto, di comune accordo, unitamente, insieme: agire, muoversi di conserto.

Se ne deduce che conserto si usa unicamente per indicare alle braccia intrecciate.

Una (parola) giapponese a Roma

Panning [‘panning]
Voce inglese, derivato di (to) pan ‘ruotare, fare una panoramica’., da panoramic ‘panoramica’.
Sostantivo maschile invariabile.
(fotografia) Ripresa di un paesaggio ampio con grande profondità di campo, specialmente con un obiettivo quadrangolare.

La Canzone Settimanale Enigmistica

A voi la soluzione della quarantaquattresima canzone.

Serata danzante a Vienna durante la trasferta aziendale (2 6 5 7)

La canzone era Il valzer degli sposati, dell’orchestra Casadei, passando per Il valzer degli spesati.

Lituo, Scoop; Monouso: Traveggole

gennaio 27, 2017

Lìtuo
Dal latino lituus.
Sostantivo maschile.
1. Bastone arcuato all’estremità superiore, usato dagli antichi auguri etruschi per la delimitazione dello spazio sacro entro cui osservare il volo degli uccelli. In origine fu forse uno strumento di carattere magico, e poi divenne, presso gli Italici, un’insegna del potere dei magistrati e dei sacerdoti; la forma arcuata del manico si accentuò dal secolo II a.C. fino a divenire, alla fine del secolo I a.C., una spirale a triplice giro, forma passata poi al pastorale vescovile.
2. (musica) Antico strumento musicale a forma di tromba dal suono acuto e stridente, con l’estremità terminale incurvata e allargata, usato dagli Etruschi, dai Celti e dai Romani come strumento militare specialmente per comandare la cavalleria.

Una (parola) giapponese a Roma

Scoop [s’kuup]
Voce inglese di origine incerta.
Sostantivo maschile invariabile.
Notizia sensazionale che un giornalista riesce ad avere e un giornale a pubblicare in esclusiva precedendo la concorrenza, colpo giornalistico: fare uno scoop; forse avevo peccato per qualche imprecisione e qualche forzatura, ma quella cronaca clandestina mi pareva uno scoop giornalistico (Gorresio).
Anche usato per le notizie televisive o per fotografie giornalistiche.

Parole monouso

Travéggole
Derivato di travedere, con g- delle forme veggo e simili.
Sostantivo femminile plurale.
Usato solo nelle locuzioni avere le traveggole, col significato di travedere, vedere una cosa per un’altra, anche figurato col significato di ingannarsi nel giudicare, nel credere; e far venir le traveggole, cioè far travedere, appannare la vista: «Non fu così; tu menti per la gola; tu hai le traveggole» (Boccaccio); nella fine dissono che ’l banditore ave’ aùto le traveggole (Sacchetti).

Esedra, Dock; Monouso: Ghingheri; Canzone

ottobre 27, 2016

Esèdra
Dal latino exedra, greco eksédra, derivato di hédra ‘sedile, dimora’.
Anche, alla latina, èsedra.
Sostantivo femminile.
1. Nella casa greca e romana signorile, ambiente posto davanti o vicino all’atrio, completamente aperto sul lato verso il peristilio, munito di sedili mobili per servire da sala di ritrovo; negli edifici pubblici, aveva per lo più forma di emiciclo, con sedile fisso di pietra o di marmo lungo tutta la parete.
2. Nell’architettura moderna, disposizione a semicerchio, spesso usata per sistemazioni urbanistiche di carattere monumentale e per giardini.

Una (parola) giapponese a Roma

Dock [dok]
Voce inglese di origine bassotedesca o olandese media.
Sostantivo maschile invariabile o con plurale docks.
Zona del porto sistemata a banchina, attrezzata per l’attracco dove le navi da carico o da passeggeri possono accostarsi a terra e compiere direttamente ogni operazione di carico e scarico.
(estensione) Analoga zona di carico e scarico delle stazioni o degli scali ferroviari.

Parole monouso

Ghìngheri
Voce onomatopeica.
Sostantivo maschile plurale.
(familiare, scherzoso) Solo nella locuzione avverbiale in ghingheri, riferita a persona vestita con ricercata e vistosa eleganza, in gala, in fronzoli: andare, mettersi in ghingheri; l’ho vista a passeggio tutta in ghingheri. Anche figurato: buffo spettacolo d’un medio evo rimesso in ghingheri (Carducci).

La Canzone Settimanale Enigmistica

Abbiamo terminato di giocare con la quattordicesima canzone, l’indizio era:

Inter-Roma (4 1 3 4)

La soluzione: Luci a San Siro, passando per Lupi a San Siro. Un’ottima giocata da parte di Omero. Lo sapete, vero, che Lupi è il soprannome della squadra di calcio della Roma?