Posts Tagged ‘monouso’

Speziale, Bitter; Monouso: Spiano

giugno 3, 2020

Speziàle
Derivato di spezie.
Sostantivo maschile.
Venditore di spezie, di erbe medicinali; farmacista: non celle di frati, ma botteghe di speziali o d’unguentarii appaiono più tosto a’ riguardanti (Boccaccio); l’arte dei medici e speziali, una delle sette arti maggiori, nell’ordinamento corporativo di Firenze nell’ultimo medioevo.
(antico, popolare, regionale) Farmacista, droghiere, semplicista.

Una (parola) giapponese a Roma

Bìtter
Dall’olandese bitter ‘amaro’.
Sostantivo maschile invariabile.
Bevanda amara a non alta gradazione alcolica o analcolica usata come aperitivo, di solito allungata con acqua; è l’equivalente dell’italiano amaro, che però indica per lo più un liquore digestivo, a base di erbe.

Parole monouso

Spiàno
Derivato di spianare.
Sostantivo maschile.
1. (antico, raro) L’azione, il lavoro di spianare.
In senso concreto, spianata, spiazzo.
2. Nella Firenze antica, la quantità di grano che veniva assegnata a ciascun fornaio dal magistrato dell’abbondanza per fare il pane di ogni forno o cottura: mezzo spiano, tutto siano, a seconda che l’assegnazione fosse dimezzata o intera; quindi, lavorare a tutto spiano, dei fornai, svolgere il massimo di lavoro. Da questo uso deriva la locuzione avverbiale tuttora utilizzata "a tutto spiano", con il significato di il più possibile, senza interruzione, al massimo e simili: mangiare, spendere, divertirsi a tutto spiano.

Imbalsamare, Ankh; Monouso: Ritrito

maggio 5, 2020

Speciale museo Egizio (visto che non ci posso andare)

Imbalsamàre
Derivato di balsamo.
Varbo transitivo (io imbàlsamo ecc.).
1. Sottoporre il cadavere d’un uomo o d’un animale o qualche loro organo a opportuno trattamento che lo preservi dalla decomposizione organica, mantenendone intatta la forma.
Preparare opportunamente e imbottire di paglia o di stoppa la pelle di animali morti per conservarne immutata la forma.
2. (figurato) Bloccare in schemi fissi, sclerotizzare: imbalsamare una dottrina, un’ideologia.
3. (letterario) Profumare, aromatizzare, rendere balsamico: c’è una pineta che imbalsama l’aria del paese; i Greci e gli abitatori tutti di quelle felici contrade sono avvezzi a respirare l’aria del Peloponeso imbalsamata dagli aranci (Verri).

Una (parola) giapponese a Roma

Ankh [ank]
Voce egizia antica.
Sostantivo maschile invariabile.
Simbolo tra i più importanti per gli antichi egizi, legato al mistero della vita. Non è noto il suo significato preciso, le interpretazioni moderne lo associano al grembo materno, quindi era associato alla fertilità; oppure al disco solare che sorge, quindi con un concetto di vita più ampio; o ancora ancora al nodo di un sandalo, in quanto gli egizi vedevano la vita come una strada da percorrere. Il geroglifico significa quindi vita, talvolta nel senso di vita eterna, e sotto forma di amuleto veniva posato sulla fronte del defunto per assicurargli un sicuro passaggio nell’aldilà, oppure era usato per ottenere energia vitale, rinnovamento e salute. Viene anche indicato come Chiave della vita o Croce ansata.

Parole monouso

Trito è una parola.

Trìto
Dal latino tritu(m), participio passato di terere ‘tritare’.
Aggettivo.
1. Tritato, ridotto in pezzi minuti: carne, verdura trita.
2. (antico) Trebbiato: Quando l’una paglia è trita (Dante).
3. (antico) Di cammino, battuto, frequentato: Grifone il bianco ed Aquilante il nero / pigliar con gli altri duo la via più trita (Ariosto).
Di passo, frequente, rapido: videro lo scolare fare su per la neve una carola trita al suon d’un batter di denti (Boccaccio).
4. (non comune) Logoro, consumato dal lungo uso, detto specialmente di indumenti.
(figurato) Troppo usato, troppo spesso ripetuto,

Sostantivo maschile.
(gastronomia) Lo stesso che battuto: un trito di cipolle.

Ritrito è un’altra parola, ma è monouso.

Ritrìto
Composto di ri- e trito.
Aggettivo.
Propriamente, trito, tritato più volte. Si usa soltanto come rafforzativo di trito nella sua quarta definizione, in senso figurato, nella locuzione trito e ritrito: idee trite e ritrite, ripetute fino alla noia; argomento trito e ritrito, trattato o discusso fin troppe volte.

Tutto ciò ci viene proposto da Alex Merseburger.

Ureo, Serdab; Monouso: Menadito; Rovinata

aprile 14, 2020

Speciale museo Egizio (visto che non ci posso andare)

Urèo
Voce greca ouraeos, latinizzata in uraeus, che significa coda di serpente, adattamento dell’egizio iarit ‘cobra nell’atto di assalire’.
Sostantivo maschile.
(storia) Nome del serpente sacro, simbolo della dea Uadjet, effigiato spesso nei monumenti figurati egizi sul copricapo di divinità e di faraoni come emblema del supremo potere, a volte associato allo sparviero a sua volta simbolo della dea Nekhbet.

Una (parola) egizia a Roma

Serdab [ser’dab]
Voce egiziana, propriamente ‘cantina’.
Sostantivo maschile invariabile.
(archeologia) Nell’antico Egitto, piccolo locale all’interno della mastaba, in cui erano poste le statue di coloro che vi erano sepolti o della divinità.

Parole monouso

Menadìto
Composto di menare e dito.
Solo nella locuzione avverbiale a menadito: benissimo, perfettamente, nelle frasi conoscere, sapere a menadito qualche cosa: quell’uomo grande, che sapeva a menadito tutte le regole della cavalleria (Manzoni).

Parola proposta da Maurizio Codogno.

La parola rovinata

CORONAVIRTUS
Riconoscimento alla bravura di chi resta a casa.

Di Alex Merseburger.

Sicomoro, Talatat; Monouso: Catinelle; Rovinata

aprile 10, 2020

Speciale museo Egizio (visto che non ci posso andare)

Sicomòro
Dal latino sycomorus e sycomorum, dal greco sykomoron, composto di sykon ‘fico’ e moron ‘mora’.
Anche, raro, sicòmoro.
Sostantivo maschile.
Albero della famiglia moracee (Ficus sycomorus), delle regioni tropicali dell’Africa e dell’Asia, dal tronco molto robusto; anche nome commerciale del suo legno, di colore chiaro e molto leggero, discretamente resistente agli insetti, ma non ai funghi, utilizzato localmente per oggetti di uso domestico e imballaggi leggeri, in particolare era adoperato dagli antichi egiziani per le casse delle mummie e altri oggetti funerari, era sacro a Nut e ad Hathor.

Una (parola) giapponese a Roma

Talatat
Voce egiziana, propriamente ‘tre palmi’, dall’arabo talata ‘tre’.
Sostantivo maschile invariabile e aggettivo.
Termine adottato dagli archeologi per indicare il mattone di pietra arenaria del periodo amarniano utilizzato per i templi costruiti da Akhenaton. Le sue dimensioni sono un cubito di larghezza per tre palmi in altezza e profondità, e tale formato rendeva più rapida ed agevole la costruzione degli apparati murari rispetto al passato. Con la damnatio del faraone eretico i suoi edifici furono abbattuti e i blocchi talatat furono destinati al riuso.

Parole monouso

Catinèlla
Diminutivo di catino.
Sostantivo femminile.
1. Recipiente più piccolo e meno profondo del catino, di terracotta, porcellana, o di metallo smaltato, d’alluminio, di materie plastiche, usato per lavarsi le mani e il viso, per lavarvi piccoli indumenti ecc.
2. La quantità di liquido che può essere contenuta in una catinella: due catinelle d’acqua.

Diciamolo, nessuno dice più "catinella" al di fuori della locuzione "piovere a catinelle", per indicare una pioggia molto forte, a dirotto. La chicca è poi il proverbio: cielo a pecorelle, acqua a catinelle.
Ringraziamo Maurizio Codogno per il contributo.

La parola rovinata

COVIP-19
Il virus che ha colpito una ventina di celebrità.

Di Pietro Scalzo.

Forastico, Probation; Monouso; Accento: Narvalo; Perle; Rovinata

dicembre 3, 2019

Foràstico
Latino tardo forasticus ‘esterno’, derivato di foras ‘fuori’.
Anche, romanesco, furàstico.
Aggettivo.
(antico, regionale) Poco socievole, selvatico, rustico.

Una (parola) giapponese a Roma

Probation [pro’beSon]
Voce inglese, dal latino probatio ‘prova’.
Sostantico maschile e femminile invariabile.
(giuridico) Nel diritto penale angloamericano, istituto giuridico consistente in una condanna alternativa alla pena detentiva che impone al condannato di osservare, sotto la supervisione di servizi addetti al controllo, deteminate condizioni idonee a facilitare il suo reinserimento nella società.

Parole monouso

Paturnie, pubblicata sulla Parolata ristampata di ieri, verrà considerata parola monouso.

L’accento, questo sconosciuto

Narvàlo
Dal francese narval, che è dal norvegese e danese narhval, di composizione non chiara.
Sostantivo maschile.
Cetaceo del sottordine odontoceti, lungo fino a 5 m, che vive nell’Atlantico settentrionale e nell’Oceano Artico; è caratteristico perché nel maschio, e raramente nella femmina, il dente incisivo sinistro è trasformato in una lunga zanna appuntita, attorcigliata a spirale, che può raggiungere i 3 m di lunghezza; vive gregario in gruppi da 6 a 20 individui, e si nutre di pesci, cefalopodi e crostacei.

Si dice narvàlo, e non nàrvalo.

Perle linguistiche

"Mi piace ascoltare tutta la musica, di tutti i generi letterari."
Giuseppe Conte durante un’intervista. Proposta da Pietro Scalzo.

La parola rovinata

SANNITARIO
Medico o infermiere operante prevalentemente nella provincia di Benevento.

Di Franco Palazzi.