Archive for giugno, 2019

R- Tirso, Pannocchia, Souffle; Lettori; Perle

giugno 28, 2019

Parole a confronto

Tìrso
Dal latino thyrsu(m), dal greco thyrsos.
Sostantivo maschile.
1. Asta attorcigliata a un’estremità da pampini e edera; era attributo di Dioniso e veniva portato dai suoi seguaci durante le feste a lui dedicate.
2. (botanica) Lo stesso che pannocchia.

Pannòcchia
Latino volgare panucula(m), per il classico panicula(m), diminutivo di panus ‘spiga di miglio’.
Sostantivo maschile.
1. (botanica) Infiorescenza composta, costituita di un grappolo i cui peduncoli fiorali sono a loro volta ramificati: la pannocchia della vite, del lillà.
2. Spiga del granturco: arrostire le pannocchie sulla brace.
3. (regionale) Canocchia, cicala di mare.

Una (parola) giapponese a Roma

Soufflé [su’fle]
Voce francese; propriamente participio passato di souffler ‘soffiare, gonfiare’.
Sostantivo maschile invariabile.
(gastronomia) Vivanda, cotta al forno, a base di alimenti diversi (generalmente verdure) legati da besciamella, tuorli e albumi d’uovo montati a neve che rendono soffice il composto.

I lettori ci scrivono

Un simpatico e insistente lettore toscano ci fa notare che trebbia ha anche i significati:
1. Trebbiatrice.
2. Trebbiatura.
3. Antico strumento di tortura.
Lo ringraziamo per il prezioso contributo.

Perle dai porci

"[Il calciatore] Oddo, con tutte le sue mattanze che fa, se riuscisse a limitarle sarebbe il migliore…"
Un allenatore di calcio alla televisione.

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R- Fernetta, Ferla, Ferula, Arak; Ribollite

giugno 27, 2019

Parole a confronto

Fernétta
Da ferla.
Sostantivo femminile.
(specialmente al plurale) Ognuna delle piccole lamelle all’interno delle serrature, o delle corrispondenti tacche della chiave.

Fèrla
Latino ferula(m) ‘canna’.
Sostantivo maschile.
Gruccia, stampella.

Fèrula.
Voce dotta, latino ferula(m), ‘canna’, di etimo incerto.
Sostantivo maschile.
1. Scudiscio in uso un tempo nelle scuole per punizioni corporali.
2. (letterario, figurato) Castigo, correzione. Critica a sfondo moraleggiante.
3. Nell’antichità classica, bastone costituente il simbolo della dignità sacerdotale.
In epoca medievale, bastone pastorale del vescovo.
4. Stecca di legno o di metallo per immobilizzare un arto fratturato.
5. Tirso.

Fèrola o fèrula
Latino ferula(m) ‘canna, bastoncello’.
Sostantivo femminile.
Pianta erbacea perenne delle ombrellifere con foglie ampie e fiori gialli in ombrelle.

Una (parola) giapponese a Roma

Àrak [‘arak]
Arabo araq.
Anche àrac o àrrak.
Sostantivo maschile invariabile.
Acquavite di succo di canne e aromi originaria dell’Indostan.

Storie ribollite

Piero Fabbri ci ha dato una grande soddisfazione, alla redazione e a chinalski, indovinando la storia ribollita.
Sul sito potrete trovare la soluzione della storia, non troverete invece una nuova ribollita per scarsità di contributi.

R- Numinoso, Kellerina; Retorica: Isocolo; Accento

giugno 26, 2019

Numinóso
Dal tedesco das Numinos, dal latino numen -minis, dove numen è derivato di nuere ‘far cenno col capo, annuire’; propriamente ‘cenno del capo, ordine’, poi ‘volontà divina operante, divinità’.
Sostantivo maschile.
(filosofia) Il senso, la coscienza del sacro, che costituirebbe il fondamento dell’esperienza religiosa dell’umanità.

Aggettivo.
(letterario) Che attiene, si riferisce alla sfera del sacro; misterioso, arcano: in questa atmosfera numinosa passavo le mie ore (Levi).

Una (parola) giapponese a Roma

Kellerìna
Dal tedesco Kellnerin, femminile di Kellner ‘cantiniere, cameriere’.
Anche chellerina.
Sostantivo femminile.
(antiquato) Cameriera che serve nelle birrerie.

La retorica per tutti

Isocòlo
Dal latino isocolo(n), che è dal greco isókolon, composto di ísos ‘uguale’ e kôlon ‘membro’; propriamente ‘formato di membri uguali’.
Sostantivo maschile.
(retorica) Uguaglianza, perfetta rispondenza di numero di vocaboli e di ritmo sintattico tra due o più membri che costituiscono un periodo.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice isocòlo e non isòcolo, l’avreste mai immaginato?

R- Fagocitare, Fagocita; Accento; Mode; La sai!

giugno 25, 2019

Fagocitàre
Verbo transitivo [io fagòcito o fagocìto ecc.].
1. (biologia) Inglobare, assorbire per fagocitosi.
2. (figurato) Incorporare, inglobare, includere nel proprio ambito; annettersi.

Fagocìta
Composto di fago- e -cito.
Anche fagocìto.
Sostantivo maschile [plurale fagocìti].
(biologia) Cellula capace di inglobare nel suo protoplasma microrganismi e altri elementi estranei.

Fago-, -fago
Primo e secondo elemento di parole composte di origine greca o di formazione moderna, dal greco -phagos ‘mangiatore’, che è da phaghêin ‘mangiare’ (fagocita, antropofago).

Cito-, -cito
Anche -cita.
Primo e secondo elemento di parole composte della terminologia scientifica moderna, dal greco kytos ‘cavità’; vale ‘cellula’ o denota relazione con essa (citoplasma, fagocito, leucocita).

L’accento, questo sconosciuto

Si dice io fagòcito, ma anche io fagocìto.

Mode di dire

Inciùcio
Dal napoletano ‘nciucià, voce onomatopeica, che significa ‘parlottare segretamente’.
Sostantivo maschile.
Nell’uso giornalistico, accordo politico non lineare, frutto di basso compromesso.

Quando è stato utilizzata per la prima volta questa parola? Ai lettori il compito di recercarlo.

La sai l’ultima!

Un tipo incontra un amico dopo anni e iniziano a parlare delle conoscenze comuni.
– E l’hai sentito di Giuseppe?
– No dimmi.
– Eh, Giuseppe è morto.
– Accidenti, e di cosa?
– Di raffreddore.
– Ah, be, allora non è grave.

Il curatore si pregia di presentarvi questa famosissima barzelletta.

R- Prifrastico, Perifrasi, Atout; Retorica

giugno 24, 2019

Perifràstico
Dal francese périphrastique, che è dal greco periphrastikós.
Aggettivo [plurale maschile perifrastici].
Costituito da una perifrasi; espresso mediante perifrasi: locuzione, espressione perifrastica.
Forma, coniugazione, costruzione perifrastica: (linguistica) costituita dall’unione di un verbo e di un ausiliare (per esempio l’italiano sono venuto).
Coniugazione perifrastica attiva: nella grammatica latina, quella formata dal participio futuro attivo e dalle forme del verbo esse ‘essere’ (per esempio venturus sum) e usata per indicare l’imminenza di un’azione, l’intenzione di compierla; coniugazione perifrastica passiva: formata dal gerundivo e dalle forme del verbo esse (per esempio laudandus sum) e usata per indicare la necessità o l’opportunità che un’azione si compia.

Perìfrasi
Dal latino periphrasis, greco perifrasis, derivato di perifrasi ‘parlare con circonlocuzioni’, composto di peri- ‘peri-‘ e frasi ‘dire’.
Sostantivo femminile.
Procedimento espressivo consistente nell’usare, anziché un termine unico, un insieme di parole che quel termine definiscono o suggeriscono, sia per chiarirlo meglio, sia per evitarlo in quanto troppo tecnico, troppo realistico o inopportuno. Sono perifrasi, per esempio, le espressioni mal francese, mal sottile, un male inguaribile o il male che non perdona, per indicare rispettivamente la sifilide, la tisi, il cancro.
Anche con il significato più generico di circonlocuzione: parlare per perifrasi; senza tante perifrasi, in modo schietto, esplicito.

Una (parola) giapponese a Roma

Atout [a’tu] Voce francese; dalla locuzione à tout, propriamente ‘a tutto’.
Sostantivo maschile invariabile.
In alcuni giochi di carte, specialmente nel bridge, il seme che domina sugli altri e perciò dà vantaggi nelle prese.
Avere degli atout: (figurato) avere buone possibilità di riuscita.

La retorica per tutti

Invenzióne
(linguistica) Parte della retorica antica che consiste nel trovare gli argomenti dell’orazione.