Posts Tagged ‘lettori’

Parecchio, Whishbone; Lettori; Eufemismo; Rovinata

novembre 16, 2020

Parécchio
Latino pariculus, derivato del latino classico par ‘pari, simile’.
Aggettivo, pronome e avverbio.
1. (antico) Pari, simile, uguale: Salendo su per lo modo parecchio A quel che scende (Dante).
2. In numero o in quantità notevole, un po’ meno che molto.
Come aggettivo: ho parecchie cose da fare; mi ha dato parecchio fastidi; c’era parecchia gente; ci vuole ancora parecchio tempo; anticamente si usava “parecchi” anche per il femminile plurale: parecchi belle e care gioie (Boccaccio). Usato talora anche con riferimento all’intensità, alla forza: tirava parecchio vento; oggi fa parecchio freddo.
Come pronome, usato al plurale: siamo in parecchi a volerlo; parecchie di noi erano assenti; al singolare, con valore neutro, sottintendendo un sostantivo di facile intuizione, per esempio denaro, tempo, spazio o cammino: ho camminato parecchio; è da parecchio che aspetto; è costato parecchio.
Come avverbio: oggi sto parecchio meglio; l’ho trovato parecchio in ansia.

Una (parola) giapponese a Roma

Wishbone [uiS’boun]
Voce inglese, composto di wish ‘desiderio’ e bone ‘osso’; propriamente ‘osso del desiderio’.
Sostantivo maschile invariabile.
Nome con cui viene familiarmente chiamata la forcella dello sterno del pollo che suole essere tirata da due persone con l’intesa che quella a cui resterà in mano il pezzo più lungo vedrà esaudito un proprio desiderio.
(figurato, marina) Nell’attrezzatura delle imbarcazioni e dei natanti a vela, tipo particolare di picco doppio, formato da due aste incurvate e congiunte alle estremità; anche, il doppio boma che permette di governare il windsurf mantenendo la vela concava nei confronti del vento.

I lettori ci scrivono e L’eufemismo

Ci scrive Mauro Rattazzi per dirci:

— il termine “sintomo” è anche usato popolarmente per indicare l’ictus cerebrale, almeno in alcune zone del Piemonte: ha avuto un sintomo. —

Mauro contribuisce quindi anche alla nostra rubrica di eufemismi.

La parola rovinata

LÌNGUINE AL PESTO
Ricercato e succulento piatto molto apprezzato da Hannibal Lecter.

Di Franco Palazzi.

R- Puglia; Animali; Poule, Pied-de-poule; Lettori; Rovinata

novembre 12, 2020

Newsletter originale del 28/10/2005

Pùglia
Dallo spagnolo polla, propriamente ‘gallina’, forse per allusione al cesto dove la gallina depone le uova.
Sostantivo femminile.
Nel gioco delle carte, e specialmente nel poker, l’insieme dei gettoni di cui dispone un giocatore; anche, il gettone o i gettoni che un giocatore punta.

Animali di parole

Poule [pul]
Voce francese; propriamente ‘gallina’, forse con allusione al cesto nel quale depone le uova.
Sostantivo femminile invariabile.
1. Nel gioco, somma puntata da un giocatore o l’insieme delle somme puntate dai vari giocatori partecipanti.
(estensione) Gioco il cui premio è costituito dall’insieme delle varie puntate.
2. Tipo di gioco al biliardo in cui si utilizzano le buche ma non i birilli.
3. In una gara a eliminazione, girone.

Pied-de-poule [pjed’pul]
Voce francese; propriamente ‘zampa di gallina’.
Sostantivo maschile invariabile.
Disegno a piccoli riquadri irregolari di due o più colori che ricordano la forma della zampa di gallina; è tipico di alcuni tessuti per abbigliamento sportivo.
Stoffa con tale disegno.

Poule e pied-de-poule sono di Alessandro Rigallo, che con le sue galline si guadagna due sonanti punti.

I lettori ci scrivono

Diego Buffa ci scrive riguardo all’etimologia di tifone.

— Vi segnalo che non tutti fanno derivare tifone dal greco, stranamente infatti in cinese esiste la parola xy (x daaih=grande, y fung=vento). Raro caso di convergenza linguistica o semplice influenza? Per inciso, l’ideogramma y è presente anche nel giapponese (dove si pronuncia kaze), ed è lo stesso carattere usato in kamikaze. —

Ringraziamo Diego e chiediamo perdono per gli ideogrammi: non abbiamo nemmeno tentato di scriverli.

Animali rovinati

MERLETTO
Particolare tipo di uccello amante della siesta tra lenzuola ricamate.

Questo animale è stato rovinato da Flavia Spirito.

R- Bratto, Battola; Animali: Colubrina; Lettori; Paroledianimali: Chiurlo

ottobre 1, 2020

Newsletter originale del 16/9/2005

Bràtto
Voce napoletana; forse dal latino battulu°(m) ‘battola’.
Sostantivo maschile.
(marina) Modo di vogare con un remo solo posto in una incavatura della falchetta e manovrato con mezzi giri a destra e a sinistra: remo da bratto.

Bàttola
Derivato di battere.
Sostantivo femminile.
1. Tavoletta di legno con maniglie mobili di ferro che, per il rumore che produce, è usata nelle funzioni religiose della settimana santa quando è proibito l’uso delle campane; crepitacolo.
2. Arnese simile al precedente, usato dai cacciatori per stanare la selvaggina.
3. (figurato) Persona molto loquace, ciarliera; anche, l’eccesso di chiacchiera, il ciarlare.
4. (edilizia) Utensile per spianare la superficie dei getti di cemento; in fonderia, attrezzo per costipare e livellare la sabbia nelle forme.
5. (plurale) Pettorine o davantini inamidati di tela bianca sulla toga di avvocati, magistrati e uomini di culto.

Animali di parole

Colubrìna
Dal provenzale colobrìna, derivato del latino coluber -bri ‘serpente’, per la forma allungata.
Anche, anticamente, colobrìna.
Sostantivo femminile.
Antico pezzo di artiglieria a canna lunga e sottile.

Mauro Cociglio inizia di gran carriera e si aggiudica tre punti su
tre.

I lettori ci scrivono

Il nostro affezionato lettore Piero Fabbri, tra le tante altre cose, ci scrive relativamente alle citazioni bibliografiche, argomento di un “appunto” di qualche tempo fa (quando gli autori sono più di tre, la citazione viene fatta citando unicamente il primo con l’aggiunta
della formula “(et al.)”, che corrisponde al latino “et alii”, cioè
“e altri”). Riportiamo volentieri il suo contributo.

— Già. Certe volte, però, se si è in due si può tendere a diventare tre, specie se i tre nomi degli autori suonano bene insieme.
Una delle più famose teorie stava per essere pubblicata dai fisici George Gamow e il suo collega Alpher: l’assonanza con le prime lettere dell’alfabeto greco e il fatto che uno dei maggiori cosmologi del tempo si chiamasse Hans Bethe indusse i nostri eroi a contattarlo e a proporgli di diventare coautore. Bethe lesse il documento, approvò, aiutò a mettere a posto alcuni formalismi, e il documento venne pubblicato con i nomi Alpher-Bethe-Gamow. Siccome è una teoria molto nota e importante, si fa riferimento ad essa come la “Teoria Alfabetica” (o anche semplicemente come “Alfa Beta Gamma”), ancora oggi. Però non furono tutte rose e fiori: all’inizio sembrava ci fossero dei problemi grossi, al punto che Bethe confessò di aver pensato per un istante di cambiare il suo nome in Zacharias. —

Un grazie a Piero.

Parole di animali

Chiurlàre
Verbo intransitivo [ausiliare avere].
Emettere un suono sonoro e inarticolato, fare chiù, detto del chiurlo, dell’assiolo e di altri uccelli. Imitare il verso di tali uccelli.

Chiùrlo
Voce onomatopeica.
Sostantivo maschile.

  1. Uccello terricolo con becco lungo e sottile leggermente arcuato, piumaggio bruno sul dorso e chiaro sul ventre (ordine Caradriformi).
  2. Il grido di questo uccello.
  3. [femminile chiurla] (figurato toscano) Persona sciocca.

R- Madreperla, Fathom; Lettori

settembre 22, 2020

Newsletter originale del 7/9/2005

Madrepèrla
Composto di madre e perla, perché si riteneva che generazze le perle.
Sostantivo femminile.
Parte interna della conchiglia di alcuni Lamellibranchi, iridescente, bianca, impiegata nella fabbricazione di svariati oggetti: fibbie, bottoni, manico di madreperla.

Una (parola) giapponese a Roma

Fathom [‘fEtOm]
Voce inglese; derivato dell’inglese antico faethm ‘apertura delle braccia’.
Sostantivo maschile invariabile.
Unità di misura di lunghezza anglosassone equivalente a 6 piedi (m 1,8 circa); è usata per la misurazione delle profondità marine.

I lettori ci scrivono

Vi ricordate la discussione sull’etimologia di “tee”, il chiodino per tenere la pallina da golf? Ebbene, il più che produttivo Piero Fabbri ci inviò a suo tempo il seguente contributo.

— […] la mia gentile signora […] qualche tempo fa mi regalò il Webster, ciclopico dizionario (forse è il volume più voluminoso che ho in libreria), che, seppur statunitense e non britannico, è comunque utile per la storia delle parole inglesi. Ieri sera ho fatto la fatica (fisica) di tirarlo giù dallo scaffale, in un ultimo tentativo di salvare la mia “etimologia intuitiva” della parola “tee”.
Beh, non ho avuto questa soddisfazione. Diciamo che, tirata proprio al massimo, il meglio che posso dire è di aver avuto una pacca sulla spalla per le buone intenzioni, niente di più. Il sacro Webster infatti conferma per filo e per segno l’etimologia che hai riportato tu sulla Parolata, citando l’origine scozzese e antica della parola “teaz” (vado a memoria), il periodo intorno al milleseicento e rotti, e pure il fatto del mucchietto di sabbia.
La “pacca sulla spalla” che il dizionarione mi concede è quando poi parla di una possibile interferenza (dovuta ad soniglianza sia di suono che di significato, con inevitabile successiva confluenza delle parole), dell’originale “teaz” con “tee” nel senso di “T”, ovvero con la forma della lettera T; però, anche in questa tiepida soddisfazione, afferma (e credo con ragione, oltre che con autorevolezza) che la forma a “T” non si riferisce al chiodino di plastica (che poi, almeno in origine, sembra fosse esplicitamente di forma conica, più che a forma di chiodo) ma al segno tracciato per terra col gesso in molti tipi di gare per segnare il punto di partenza. Un po’ come i segni che ci sono negli studi televisi per indicare dove deve stare il povero cristo inquadrato dalla telecamera. Quegli sport popolari e quei segni per terra potrebbero aver veicolato il “tee/T” nel significato di “punto di partenza del gioco”, e trasmesso il sema anche al golf, che già per conto suo aveva un “punto di partenza” indicato dal vocabolo scozzese.
Insomma, spingendo a forza e arrampicandosi sui vetri, si può forse far comparire la lettera T e la sua forma dentro il tee; ma comunque non nella forma del supporto della pallina da golf. —

R- Manteca, Mantecare; Lettori; Errori di dire; Perle

settembre 10, 2020

Newsletter originale del 4/8/2005

Parole da Perilli

Mantèca
Dallo spagnolo manteca ‘burro’, probabilmente voce preromana.
Sostantivo femminile.
1. (letterario) Pomata per capelli.
2. (estensione) Qualsiasi impasto molto ben mescolato, omogeneo: manteca di burro e acciughe.
3. (regionale) Formaggio tenero che ha nell’interno un globo di burro; burrino.

Mantecàre
Derivato di manteca.
Verbo transitivo [io mantèco, tu mantèchi ecc].
Impastare insieme varie sostanze in modo che il composto assuma l’aspetto di una manteca.
(gastronomia) Lavorare più ingredienti in modo da ottenere un impasto ben amalgamato.

Mantecàto
Participio passato di mantecare e aggettivo nel significato del verbo.
Baccalà mantecato: baccalà lessato, sminuzzato e sbattuto con olio e latte.

Sostantivo maschile.
Tipo di gelato a grana molto fine che si serve in bicchieri: mantecato di nocciola.

I lettori ci scrivono

Roberto Giai Meniet ci fa notare:

— dopo la pubblicazione sulla Parolata della nuova vettura sponsorizzata, la Ferrari non ha potuto evitare di annunciare l’avvicendamento di Rubinho con Felipe Massa. —

Errori di dire

Tenteremo da oggi una nuova rubrica. Si tratta di raccogliere modi di dire sbagliati, o stravolti dall’uso.
Come inizio e a titolo di esempio vi riproponiamo un errore di dire già apparso sulla Parolata.
Al solito, le vostre proposte di errori di dire saranno ben accette.

Piantare in asso
La locuzione esatta è "piantare in Nasso".
Essa deriva dalla storia mitologica in cui Teseo, dopo aver ucciso il Minotauro grazie all’aiuto della sorellastra del mostro, la bella principessa Ariadne, piantò la fanciulla innamorata, mentre questa dormiva, sull’isola di Nasso. Da ciò il detto "piantare in Nasso" divenuto poi "piantare in asso".

Perle dai porci

"Maggiordonna offresi, libera da impegni familiari."

Dal sito di Secondamano, offerta da Paolo Campia.