Posts Tagged ‘lettori’

Scippare, Scippo, Niqab; Lettori; Rovinata

settembre 19, 2017

Scippàre
Voce napoletana, di origine incerta, propriamente ‘strappare’.
Verbo transitivo.
Rubare o derubare mediante scippo: gli hanno scippato la valigia in stazione.
(figurato) Defraudare, privare qualcuno di cosa che gli spetta di diritto, o che meriterebbe di avere; ottenere qualcosa con la forza o con l’astuzia, quasi strappandola: scippare la vittoria all’avversario; grazie a una raccomandazione, ha scippato il posto a concorrenti più meritevoli.

Scìppo
Voce napoletana, derivato di scippare ‘strappare’, quindi ‘furto con scippo’.
Sostantivo maschile.
Forma di furto aggravato compiuto, generalmente in strada o in luogo pubblico, strappando di mano o di dosso a una persona un oggetto (borse, gioielli, orologi ecc.) con violenza e destrezza e con estrema rapidità, spesso in corsa a bordo di veicoli a motore: gli autori dello scippo erano a bordo di un motorino.

Una (parola) giapponese a Roma

Niqab [ni’kab]
Voce araba, propriamente ‘mantello’.
Sostantivo maschile invariabile.
Velo, solitamente di colore nero, usato dalle donne musulmane per coprire il capo, il viso e il corpo, lasciando una fessura all’altezza degli occhi. È diffuso in Medio Oriente, nell’Africa settentrionale, nel Sud-Est asiatico e nel sub-continente indiano.

I lettori ci scrivono

Ci scrive Ambra per dirci:

— A esser precisi, frésa, non frèsa, è la prima volta che sento dire "frèse", e faccio esattamente frese per legno. Fra i clienti di tutta Italia e le fiere annesse e connesse non ho mai sentito dire una sola volta "frèse" né da falegnami né da concorrenti. Per curiosità, mi sono messa a cercare su Youtube e i video trovati continuano a dire "frése" comprese le frese per denti (ovviamente, non li posso guardare tutti!) —

Sembra che i dizionari, almeno il Devoto Oli, il De Mauro e la Treccani, siano lontani dalla lingua comune in questo caso, visto che tutti e tre riportano l’accentazione proposta dalla Parolata: "frèsa".

La parola rovinata

SBELLICARSI
Disarmarsi.

Made in Pietro Scalzo.

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Fresatrice, Fresa, Taxon; Lettori; Canzone

settembre 18, 2017

Fresatrice
Derivato di fresa.
Sostantivo femminile.
1. Macchina utensile per la lavorazione dei metalli e di altri materiali, che imprime il moto di lavoro, rotatorio intorno al proprio asse, alla fresa e il moto di avanzamento, in genere rettilineo, all’oggetto in lavorazione.
Fresatrice universale: tipo di fresa che si presta a eseguire una grandissima varietà di lavori.
2. Macchina usata nelle miniere e nei cantieri per l’abbattimento di minerali, costituita da una robusta incastellatura, che scorre parallelamente al fronte di scavo e che porta, montate su assi perpendicolari al fronte stesso, un certo numero di frese a disco che mordono la roccia mineralizzata riducendola in piccoli pezzi.

Frèsa
Dal francese fraise.
Sostantivo femminile.
Utensile per la lavorazione di metalli, legnami o altri materiali, costituito da un solido di rotazione sulla cui superficie sono simmetricamente distribuiti due o più taglienti e che viene applicato al mandrino di una fresatrice. Ruotando la fresa uniformemente intorno al proprio asse, i taglienti vengono a contatto con il pezzo in lavorazione, asportando materiale sotto forma di trucioli. Frese di piccole dimensioni vengono adoperate anche al di fuori del campo delle lavorazioni meccaniche, per esempio in odontoiatria, applicate al trapano che le mette in rotazione. Nelle miniere e nei cantieri, si adoperano grosse frese, costituite da dischi muniti di punte, per l’abbattimento di minerali da ridurre in piccoli grani.

Una (parola) giapponese a Roma

Tàxon [‘takson]
Dal greco taksis ‘ordine’.
Sostantivo maschile (plurale taxa).
Nella sistematica biologica e botanica, termine che indica una categoria sistematica non meglio circoscritta e definita (può essere di qualsiasi grado: specie, genere, famiglia ecc.); corrisponde a entità, raggruppamento sistematico.

I lettori ci scrivono

Michelangelo Ferragatta ci fa notare che nella definizione di "panning" abbiamo detto che viene spesso utilizzata con un "obiettivo quadrangolare". No, non si tratta di un nuovo tipo di obiettivo, ma di una svista della Parolata (causata a sua volta da una svista del più autorevole dizionario Garzanti), avremmo dovuto scrivere "obiettivo grandangolare".

La Canzone Settimanale Enigmistica

Risultati della quarantaquattresima canzone: Maurizio Codogno (5+5), Fermassimo (5+4), BettyBlu (5+3), Alberto Cacciari (5+2), Giuly (5+1).

Possiamo procedere con l’indizio della quarantacinquesima canzone, un altro colpo magistrale da parte di Omero.

Una rotonda sul mare (8 3 5)

Discettare, Stunt-man; Lettori; Arte; Canzone

settembre 7, 2017

Discettàre
Dal latino disceptare ‘disputare’, propriamente ‘ricercare, investigare’, composto di dis- e captare ‘cercare di prendere’.
Verbo transitivo e intransitivo (io discètto ecc.; ausiliare avere).
(letterario, non comune) Disputare, discutere, trattare a lungo di un argomento, a volte usato con leggero senso spregiativo.
(antico) Vincere contrastando, sopraffare: Come sùbito lampo che discetti Li spiriti visivi (Dante).

Una (parola) giapponese a Roma

Stunt-man [‘stantmen]
Voce inglese, composto di stunt ‘acrobazia, numero pericoloso’ e man ‘uomo’.
Anche stuntman.
Sostantivo maschile invariabile, femminile stunt-woman.
(cinema) In cinematografia, comparsa cui sono affidate parti in azioni caratterizzate da elevata pericolosità; sinonimo italiano: cascatore.

Stunt-car [‘stantcar]
Voce inglese, composto di stunt ‘acrobazia, numero pericoloso’ e car ‘automobile’.
Anche stuntcar.
Sostantivo femminile invariabile.
(cinema) Automobile usata par girare scene cinematografiche che prevedono scontri, salti, incendi e simili.

I lettori ci scrivono e Parole d’arte

Abbiamo pubblicato qualche tempo fa due definizioni della parola "alessandrino" ma ne abbiamo dimenticata una terza, per fortuna Mario Cacciari veglia su di noi e colma la lacuna.

Alessandrìno
Dal francese alexandrin, dal titolo del Roman d’Alexandre, poema francese del secolo XII su Alessandro Magno dove venne usato per la prima volta il verso.
Aggettivo e sostantivo maschile.
Verso risultante di due emistichi di sei sillabe ciascuno, tipico della poesia classica francese; fu imitato in italiano dal poeta bolognese Pier Iacopo Martello (1665-1727) con il settenario doppio o martelliano.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Fine del tempo per rispondere alla quarantatreesima canzone, ecco la soluzione.

Griffe (4 5)
Alta marca, poi Alta marea, di Antonello Venditti.

Traina, Stim; Lettori; Perle

settembre 6, 2017

Parole a confronto

Tràina
Derivato da trainare.
Sostantivo femminile.
1. Corda che serve per trainare.
Funicella alla quale si legano i falconi impiegati nella falconeria (detta anche lunga).
2. L’operazione di trainare.
Alla traina (o al rimorchio): locuzione usata un tempo nel linguaggio marinaresco per definire uno speciale e primitivo modo di lavare la biancheria dell’equipaggio rimorchiandola immersa nell’acqua dietro la nave.
Pesca alla traina, o più brevemente traina: tipo di pesca che si pratica rimorchiando, dalla poppa di un’imbarcazione in lento movimento, una o più lenze innescate con esca: la traina di superficie è praticata o con lenza a mano oppure con una canna armata di mulinello; nella traina di fondo l’esca, anziché essere trascinata a fior d’acqua o appena sommersa, si fa scendere a mezz’acqua o in prossimità del fondo piombando la lenza o con l’aiuto di altri attrezzi.
3. Nell’ippica, andatura irregolare per la quale il cavallo galoppa con le zampe anteriori e trotta con le posteriori.

Una (parola) giapponese a Roma

Stim [stim]
Voce di origine svedese: propriamente ‘moltitudine, quantità’ o anche ‘rumore, frastuono’.
Sostantivo maschile invariabile.
(marina) Attrezzo usato nella pesca in mare con traina da fondo: simile a un piccolo scafo, costruito in materiale resistente per poter passare rasente il fondo marino, sostituisce la zavorra di piombo per affondare la traina; la profondità d’uso può essere variata spostando i moschettoni di attacco o variando la lunghezza della traina o la velocità del battello da pesca.

I lettori ci scrivono

Qualche Parolata ristampata fa pubblicammo la definizione della parola “argo. Ci ha scritto Michelangelo Ferragatta per aggiungere qualcosa.

— A proposito di argo, gas nobile di numero atomico 18 e simbolo Ar, noi chimici lo associamo a “pigro”. Così come per altri gas nobili diamo i significati elio (He): sole; neon (Ne): nuovo; cripto (Kr): nascosto; xeno (Xe): straniero. —

Perle linguistiche

In un negozio di scarpe nel centro di Torino, per pubblicizzare gli sconti proposti, è stato affisso un cartello con la scritta: “IMPOSSIBILE MA VERO!!!”.
Lasciamo ai lettori più filosofi della Parolata il compito di discettare sui concetti di “impossibilità” e “verità”, nel frattempo inseriamo la frase tra le perle.

Recrudescenza, Metteur en scene; Lettori; Accento; Perle

settembre 5, 2017

Recrudescènza
Derivato del latino recrudescere ‘inasprirsi, ridivenire crudo’, derivato di crudus ‘crudo’, incrociato con i tipi crescenza e convalescenza.
Sostantivo femminile.
1. Notevole aggravamento, ripresa preoccupante di un male fisico, morale o sociale, susseguente a una fse di stasi o di attenuazione: dopo qualche giorno di tregua si ebbe una violenta recrudescenza della malattia; periodica recrudescenza dei conflitti interetnici; purtroppo c’è da constatare una recrudescenza del terrorismo.
Più raramente utilizzato con riferimento a fenomeni o condizioni naturali (per cui è più comune rincrudimento): c’è stata una recrudescenza della siccità.
2. (botanica) Fenomeno teratologico per il quale l’asse di un’infiorescenza, dopo la maturazione dei frutti, riprende attività e dà origine a un asse foglifero o fiorifero.

Una (parola) giapponese a Roma

Metteur en scene [met’t2r an Sen]
Voce francese, propriamente ‘chi mette in scena’.
Sostantivo maschile e femminile invariabile.
(teatro, cinema, non comune) Regista.

I lettori ci scrivono

Fabrizio Bianucci ci scrive a proposito di telemark.

— Vale forse la pena di ricordare, purtroppo e tristemente, che la regione del Telemark fu anche la "location" (diremmo oggi, anche per sdrammatizzare) delle fabbriche di "acqua pesante", necessarie per la produzione di ordigni nucleari, installate dai nazisti durante l’occupazione della Norvegia, peraltro immortalata, la regione, da un famoso film di guerra (un classico da oratorio anni ’60, con Pepsi e stringa gommata di liquirizia) con R. Harris e il vecchio Douglas sr. dal titolo "Gli eroi di Telemark". —

Perle linguistiche e L’accento, questo sconosciuto

Roberto Vittorioso ci segnala che la nota giornalista di gossip Candida Morvillo pronuncia in tv "idillìo". E noi ne approfittiamo per dire che:

Si dice idìllio, e non idillìo.