Posts Tagged ‘ribollite’

R- Fernetta, Ferla, Ferula, Arak; Ribollite

giugno 27, 2019

Parole a confronto

Fernétta
Da ferla.
Sostantivo femminile.
(specialmente al plurale) Ognuna delle piccole lamelle all’interno delle serrature, o delle corrispondenti tacche della chiave.

Fèrla
Latino ferula(m) ‘canna’.
Sostantivo maschile.
Gruccia, stampella.

Fèrula.
Voce dotta, latino ferula(m), ‘canna’, di etimo incerto.
Sostantivo maschile.
1. Scudiscio in uso un tempo nelle scuole per punizioni corporali.
2. (letterario, figurato) Castigo, correzione. Critica a sfondo moraleggiante.
3. Nell’antichità classica, bastone costituente il simbolo della dignità sacerdotale.
In epoca medievale, bastone pastorale del vescovo.
4. Stecca di legno o di metallo per immobilizzare un arto fratturato.
5. Tirso.

Fèrola o fèrula
Latino ferula(m) ‘canna, bastoncello’.
Sostantivo femminile.
Pianta erbacea perenne delle ombrellifere con foglie ampie e fiori gialli in ombrelle.

Una (parola) giapponese a Roma

Àrak [‘arak]
Arabo araq.
Anche àrac o àrrak.
Sostantivo maschile invariabile.
Acquavite di succo di canne e aromi originaria dell’Indostan.

Storie ribollite

Piero Fabbri ci ha dato una grande soddisfazione, alla redazione e a chinalski, indovinando la storia ribollita.
Sul sito potrete trovare la soluzione della storia, non troverete invece una nuova ribollita per scarsità di contributi.

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R- Abnegazione, Pope; Accento; Yokopoko e Perle; Ribollite

giugno 20, 2019

Abnegàre
Dal latino abnegare, composto di ab ‘via da’ e negare ‘negare’.
Verbo transitivo [io abnégo o abnègo o àbnego, tu abnéghi o abnèghi o àbneghi ecc.].
(non comune) Rinunziare interamente a qualcosa per motivi ideali.

Abnegazióne
Dal latino tardo abnegatione(m), derivato di abnegare ‘abnegare’.
Anche, antico, annegaziòne.
Sostantivo femminile.
Totale rinuncia al piacere o all’utile per senso del dovere, per dedizione al bene altrui, per motivi religiosi, ideali o sociali.

Una (parola) giapponese a Roma

Pòpe
Dal russo pop, che è dal greco pápas ‘padre’.
Sostantivo maschile invariabile.
Appellativo (che significa ‘padre’) del sacerdote nella chiesa russa.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice sia abnégo che abnègo che àbnego: non si sbaglia mai.

Yokopoko Mayoko e/o Perle dai porci

Da un cartellone visibile a Roma, su via Cristoforo Colombo, zona Acilia.
LEGNAMI AMORE
Probabilmente è un’azienda che tratta legnami, ma suona anche come un’incitazione masochista.

Un bel Yokopoko e una ottima perla proposte entrambe dal nostro amico Raffaele Resta.

Storie ribollite

Termina il concorso basato sulla settima ribollita.
Il risultato della manche è:
tre punti per Piero Fabbri, propositore;
due punti per Mauro Cociglio, primo a indovinare la storia;
un punto per Libero Zucchelli, secondo a indovinare.

Sul sito potete leggere la soluzione e l’ottava storia ribollita da chinalski, che riposrtiamo qui di seguito.

Ottava storia ribollita

Riportiamo una intervista pubblicata su un quotidiano. Ci perdonerete se omettiamo il nome della giornalista, del quotidiano, la data di pubblicazione e vari nomi riportati all’interno dell’articolo al fine di non facilitare eccessivamente la soluzione della storia.
Il signor … si presenta puntuale all’appuntamento, ha un vestito non ricercato ma elegante di un indefinibile grigio azzurro, cravatta e fazzolettino blu, una camicia immacolata. Ha una figura maestosa, un bel viso pulito e serio, barba rasata di fresco e occhi che ti scavano nello stomaco. Apparentemente non ci sa fare con le donne, anche se ha un comportamento in un certo qual modo galante.
[…]
Ci sediamo a un tavolino sulla strada, lui prende un whisky liscio, si accende la pipa, accavalla le gambe e mi dice – a lei la prima domanda.
– Lei è salito alla ribalta con la storia che tutti abbiamo seguito nelle cronache dei giornali, ora i lettori del nostro giornale vorrebbero conoscere qualcosa di più di lei, della sua vita. Ad esempio, lei ha un modo di indagare molto diverso da quello che normalmente ci si aspetta da un investigatore: sembra che non abbia un’idea precisa di dove voglia arrivare, si muove a tentoni, fa dei tentativi, tende delle trappole e magari arriva alla soluzione per caso. Lavora sempre in questo modo?
– Grazie per il quadretto apologetico che ha dipinto di me, lo inserirò sul biglietto da visita. Credo che solo nei romanzi l’investigatore possa indovinare tutto alla prima occhiata, come Sherlock Holmes. Nella vita reale si devono fare delle ipotesi su cosa è potuto accadere e le ipotesi devono poi essere verificate, ciò comporta spesso il dovere ammettere di aver preso la strada sbagliata.
[…]
– Il suo fascino le permette di avere una grande influenza sulle donne che incontra, pensa che ciò le sia di aiuto nel suo lavoro?
– Lei dice che ho fascino? Io so solo che se avessi fascino le donne non scapperebbero da me. Forse ho fascino su donne che non mi interessano, o forse ce l’ho su donne a cui non interesso, fatto sta che una che mi voglia sposare non l’ho ancora trovata. Riguardo al mio lavoro penso che i vantaggi che posso avere da questo supposto fascino siano almeno pareggiati dagli svantaggi che mi procura. Insomma, questa storia mi sembra una trovata giornalistica.
– Lei ha spesso clienti importanti, come il generale …, probabilmente con la pubblicità ottenuta da questa indagine avrà la possibilità di migliorare il suo tenore di vita, potrà finalmente sistemarsi economicamente. Come pensa che investirà i suoi guadagni?
– La mia tariffa rimane di … al giorno, più le spese, non vedo come la pubblicità possa aumentare i miei guadagni.
– Si fa tanto parlare di alcune foto che sarebbero state scattate alla figlia del generale in pose, diciamo così, discinte, lei ce ne può confermare l’esistenza? Sono state consegnate alla polizia?
– Credo di avere capito il modo in cui la pubblicità possa migliorare il mio tenore di vita. Sono desolato di comunicarle quindi che l’intervista termina in questo preciso istante, arrivederci.
Il signor … si alza dal tavolo, si avvia alla cassa del bar nonostante il mio tentativo di fermarlo ("Una donna non dovrebbe mai pagare il conto di un bar, a meno che non possieda pozzi di petrolio in quantità."), paga le consumazioni, torna al tavolo, mi sfiora la mano con le labbra e si allontana, le mani in tasca, la pipa in bocca e il cappello in testa.
Di uomini così non ne nascono più.

R- Staffa, Staffile, Nagaica; Perle; Ribollite

giugno 13, 2019

Stàffa
Dal longobardo staffa.
Sostantivo femminile.
1. Ciascuno dei due grossi anelli metallici a fondo piatto, appesi con corregge di cuoio ai lati della sella, in cui il cavaliere infila e appoggia i piedi.
Perdere le staffe: (figurato) perdere il controllo di sé, abbandonarsi all’ira.
Essere con il piede nella staffa: (figurato) pronto a partire.
Tenere il piede in due staffe: (figurato) barcamenarsi fra due partiti opposti per non compromettersi, fare il doppio gioco.
Il bicchiere della staffa: (figurato) l’ultimo che si beve, prima della partenza.
2. Nome di oggetti o parti di oggetti in cui si inserisce o s’appoggia il piede: la staffa della vanga, staffale; la staffa della calza: la parte che sta tra il calcagno e il pedule, e anche quella che copre la parte superiore del piede; la staffa del calzone, della ghetta: la striscia di tessuto o di cuoio che passando sotto il piede tiene in tensione il calzone o la ghetta.
Predellino della carrozza.
Nell’alpinismo: appoggio artificiale per un piede costituito generalmente da un anello di corda che si assicura alla parete mediante un moschettone fissato a un chiodo.
3. (tecnica) Elemento metallico, generalmente d’acciaio, piegato a U e fissato per le due estremità a un elemento diritto o a una superficie piatta, usato come rinforzo o ancoraggio di tubi, pali ecc. o come sostegno di elementi sospesi.
Per estensione, qualsiasi elemento o dispositivo generico di attacco, sostegno o appoggio.
Staffa per fonderia: telaio metallico in cui viene costipata la sabbia di una formatura.
4. (anatomia) Uno dei tre ossicini dell’orecchio medio a forma di staffa.
5. (banca) Prospetto per il calcolo in forma scalare degli interessi sui conti correnti bancari.

Staffìle
Da staffa.
Sostantivo maschile.
1. Sferza, specialmente formata da una striscia di cuoio.
2. Striscia di cuoio a cui sta appesa la staffa, nella bardatura del cavallo.

Una (parola) giapponese a Roma

Nagàica [na’gaika]
Dal russo nagajka.
Anche nagàika.
Sostantivo femminile invariabile.
Staffile cosacco fatto con una correggia di cuoio attaccata a un breve manico.

Perle dai porci

"Facendo così, si sono dati la zampata sui piedi."
Sentita in una conversazione e proposta da Roberto Giai Meniet e da Emanuela Gastaldi, una coppia molto propositiva.

Storie ribollite

Mauro Cociglio ha indovinato la ribollita della settimana scorsa, e anche Piero Fabbri, subito dopo.
Ecco il punteggio al momento:
Piero Fabbri 9, Mauro Cociglio 7, chinalski 7, Giovanni Fracasso 4, Marco Marcon 2.

Sul sito in questa pagina, e qui di seguito, potete leggere la settima sotria ribollita proposta dal produttivissimo Piero Fabbri.

Settima storia ribollita

È che diventa rossa, lei. Non ci avevo mai fatto caso, ma lei arrossisce di continuo: e io trovavo la cosa scema e noiosa, finché un mio mio amico mi ha fatto notare che arrossisce quando è eccitata. Eroticamente eccitata, diceva. "Ma sei scemo?" – ribattevo – "Quella l’erotismo non sa manco dove sta di casa…" – e lui che invece sorrideva, e mi diceva che ero io a non saper leggere: "Leggi il libro pensando a quel che ti ho detto, e vedrai."
E aveva ragione, per la miseria. Il tizio che si accompagna con lei è scemo, d’accordo: ma lei è proprio un’acqua cheta. Tutta casa e chiesa, e però manda fuori di testa l’altro tizio, quello coi baffi, che poi non lo so se aveva davvero i baffi. Prima me lo figuravo vecchio e laido, dopo ho cominciato a figurarmelo giovane e belloccio. E assatanato. E a lei la cosa non dispiaceva, infatti eccola, che diventa sempre rossa. Vestita di tutto punto, costume tradizionale e acconciatura acconcia, lui la guarda e lei diventa rossa. Mica come l’altra che si incontra avanti nella storia, che ad una prima lettura sembra una supermaiala e invece, stringi stringi, è solo una sfigata.
Tutto ruota intorno a lei, che sembra sempre sullo sfondo e invece si accaparra metà del titolo. E intorno la gente si dà da fare, si mobilita, poi muore, persino. Minacce e paure, e poi il gran casino finale che la spagnola del 1918, al confronto, era una mezza passeggiata. E lei sempre pudica e santa, alla prima lettura. Ma quello coi baffi l’aveva capita, e infatti non rinuncia, ci prova, ci prova, fino a schiattare. Schiatta, povero tizio, e lei non glie l’ha poi neanche data. Se la prende lo scemo, sembra. Ma solo fin dove arriva il libro, secondo me. Perchè poi, ci giurerei, anche dopo sposata, quella tizia continua a diventare rossa. Rossa di fuoco passionale, e allora sai che travagli per il marito

R- Siltite, Loess; Yokopoko; Ribollite

giugno 5, 2019

Siltìte
Composto dell’inglese silt ‘materiale detritico’, di area germanica e origine scandinava, e -ite.
Sostantivo femminile.
(geologia) Roccia clastica costituita specialmente da quarzo, minerali argillosi, miche e altri silicati, a granuli angolosi minutissimi e con struttura compatta o laminata.

Una (parola) giapponese a Roma

Loess [los]
Anche Löss.
Etimologia discussa: forse dal tedesco dialettale lösch ‘(terreno) instabile’.
Sostantivo maschile invariabile.
(geologia) Siltite poco coerente, di color giallo chiaro, porosa e tenera, costituita da frammenti finissimi di quarzo, calcite, idrossidi di ferro e sostanze argillose, che il vento ha trasportato e accumulato su vaste regioni peridesertiche (per esempio, il bacino del Fiume Giallo, nella Cina settentrionale o le pampas in Argentina).

Yokopoko Mayoko

Dottor Indelicato
Ginecologo con studio in via Cibrario, Torino.

Proposto da Emanuela Gastaldi.

Storie ribollite

Dopo lunga pausa torna il vostro concorso prediletto [in ristampa, potete giocare ma non potete vincere i premi in palio o contribuire con nuovi racconti, N.d.C.]. In attesa dei prossimi molteplici contributi ci pregiamo di pubblicare il raccontino dell’ottimo chinalski. Potete leggerlo anche sul sito.

Sesta storia ribollita, di chinalski

Trasferimento verso il mar del Giappone, vento rafficato da est-sud-est, velocità 12 nodi. Si addensano nubi minacciose a est, probabilmente in cinque ore saremo colpiti da una violenta tempesta.
L’equipaggio non sembra preoccuparsene, o meglio, probabilmente non lo prevedono; solo il secondo, il migliore uomo di mare della nave, ne è avvertito e, senza darci troppo peso, ha fatto cazzare dai marinai il sartiame.
Sono oramai .. giorni che non avvistiamo nulla, gli uomini si stanno rilassando eccessivamente, non vorrei che calasse la tensione dell’equipaggio. Hanno bisogno di una sferzata, serve tutta la concentrazione possibile per il compito che ci è stato assegnato, devono di nuovo sentire l’odore acre del nemico, tastarne la pelle lurida, assaporarne il sangue.
La tempesta sarà elettrica, sarà il momento per ricompattare a me gli uomini. Un segnale di Dio ci sarà stanotte: siamo nel giusto, il nostro destino è di estirpare il male dagli oceani, dal mondo e Dio ci deve dare un segnale della sua benevolenza. Sicuramente ci indicherà che siamo il Suo strumento, gli uomini capiranno che sono parte di un disegno grande che non potrà fallire, e non avranno più dubbi, come non li ho io, che andremo fino in fondo, che faremo ciò che l’uomo non è mai riuscito a fare. Sarà dai tempi di Sodoma e Gomorra che non si vedeva a una tale sconfitta del male di fronte al bene: il mio nome verrà ricordato dai posteri come il martello con cui Dio ha schiacciato il mare.

R- Oblazione, Oblato, Estere; Ribollite

maggio 15, 2019

Oblazióne
Dal latino tardo oblatione(m), derivato di oblatus, participio passato di offerre ‘offrire’.
Sostantivo femminile.
1. Offerta di denaro per opere di beneficenza.
2. L’offerta dei doni alla divinità nel sacrificio.
(liturgia) L’offerta del pane e del vino nella messa.
3. (diritto) Pagamento volontario di una somma di denaro che determina l’estinzione di una contravvenzione.

Oblàto
Dal latino oblatu(m) ‘offerto (a Dio)’, participio passato di offerre ‘offrire’, composto di ob ‘verso, davanti a’ e ferre ‘portare’.
Aggettivo e sostantivo maschile.
Nel medioevo, si diceva di laico che si dedicava al servizio di un monastero o di un’opera religiosa.
Oggi, si dice di chi vive in un monastero seguendone la regola pur senza pronunciare i voti.
Anche, appartenente ad alcune congregazioni religiose: gli Oblati di Maria Immacolata.

Una (parola) giapponese a Roma

Èstere
Dal tedesco Ester, termine coniato dal chimico tedesco L. Gmelin (1788-1853) per contrazione di Essigather ‘etere acetico’, composto di Essig ‘aceto’ e Äther ‘etere’.
Sostantivo maschile (plurale esteri).
(chimica) Composto in cui l’idrogeno di un acido organico (esteri organici) o inorganico (esteri inorganici) è sostituito con un radicale organico.

Storie ribollite

Sembra che nessuno abbia indovinato la storia ribollita della settimana: il chinalski è preoccupato per le sue
capacità culinarie.
La soluzione la trovate comunque sul sito.