Posts Tagged ‘ribollite’

R- Dispiegare, Shogun; Marchi: Lego; Perle; Ribollite

novembre 11, 2019

Newsletter originale del 10/2/2005

Dispiegàre
Da spiegare, con sostituzione di prefisso.
Verbo transitivo [io dispiègo, tu dispièghi ecc.] (letterario)
1. Distendere, allargare, spiegare: dispiegare le vele al vento.
2. (figurato) Manifestare: La divina bontà… /… sfavilla / sì che dispiega le bellezze etterne (Dante).

Dispiegàrsi
Verbo intransitivo pronominale (letterario)
1. Svilupparsi, diffondersi: il canto si dispiegò nell’aria.
2. Sgorgare, scaturire: che acqua è questa che qui si dispiega (Dante).

Una (parola) giapponese a Roma

Shogun [‘Sogun]
Voce giapponese di origine cinese, propriamente ‘generale’.
Sostantivo maschile invariabile.
Titolo che nell’antico Giappone era conferito al capo di una spedizione militare.
Nel Giappone dal XIII al XIX secolo, titolo ereditario del governatori del Paese.
(estensione, figurato) Personaggio autoritario e dispotico o capo che esercita il potere in modo tirannico.

Marchi, non parole

Lègo
Marchio registrato, composto delle voci danesi leg (imperativo del verbo lege ‘giocare’) e go(dt) (avverbio dell’aggettivo god ‘buono’), quindi propriamente ‘gioca bene’.
Sostantivo maschile invariabile.
Gioco di costruzioni in plastica costituito da piccoli pezzi di forma geometrica a incastro, tali da permettere una grande quantità di combinazioni.

Grande Mauro Palma.

Perle dai porci

"La patch [soluzione software che deve essere installata per risolvere un problema in un programma, N.d.C.] è stata dispiegata a Firenze."

Perla fornita da Pino De Noia, letta sulla posta elettronica.

Storie ribollite

Presto, andate sul sito, potrete così leggere la quattordicesima storia ribollita: l’ha scritta Piero Fabbri.
Oppure potete leggerla qui di seguito.

Quattordicesima storia ribollita.

Gli è, come al solito, che tutto dipende dai punti di vista. No, non è che si voglia scimmiottare Rashomon di Akira Kurosawa, che lì la storia è volutamente pirandelliana, con la verità inconoscibile per definizione. È proprio che tutto cambia a seconda dei punti di vista.
Dal punto di vista della moglie, c’è una pazienza che Giobbe manco se la sogna, col marito che fa il figo in giro, sciupa femmine di qua e semina figli di là, spettacolari tocchi di gnocca che manco le veline o quelle che fanno i calendari, tutte lì che sembrano solo aspettare lui per cedere e concedere. E invece lei lì, a fare sempre la casalinga, anche quando l’unico figlio piglia e parte pure lui, a lavorare come serva, che alle femministe gli piglia un coccolone solo a pensarci.
Dal punto di vista del Tour Operator, non si capisce se sia un trionfo o una tragedia: diamine, una vera "avventura nel mondo", sicuro, con l’esplorazione delle terre e dei mari dell’ovest, come no, e con una serie di incontri che ancora se ne parla. Certo però, che dal punto di vista della sicurezza, beh, e come imbarcare un centinaio di persone su un jet supersonico alla Malpensa e vedere ritornare un solo turista a piedi, e malconcio anzichenò.
Dal punto di vista della trama, niente da dire. Ci sono i buoni e i cattivi, e pure i grandi buoni e i grandi cattivi. Tutta gente del jet-set, mica palle, un olimpo di gente importante che segue e partecipa, incasinando o aiutando il protagonista. Che mantiene il ruolo con un aplomb marlowiano, alternando fegato da eroe del far-west e bassi trucchi di mestiere, e insomma regge la scena, il ragazzo, non è certo un signor nessuno, si vede che ha stoffa, stoffa regale.
E pure la sarabanda finale, con le armi segrete e lo scannamento metodico delle serpi in seno, ci può stare, lo so, ma anche qui, far finire la storia con tutta una becera questione d’arredamento, sposta sto mobile qua, lascialo lì, rimettilo là, cavolo. Ma non gliel’ha insegnata nessuno la tecnica del vero happy-ending, all’autore?

R- Incinta; Marchi: Alcantara; Appunto; Ribollite

ottobre 25, 2019

Newsletter originale del 2/2/2005

Incìnta
Latino medievale incincta(m), alterazione per etimologia popolare del classico inciente(m) ‘gravida’, il termine fu poi inteso come composto di in- e cincta, participio passato femminile di cingere ‘cingere’, cioè ‘non cinta, senza cintura’.
Aggettivo femminile.
Si dice di donna in stato di gravidanza: essere incinta, rimanere incinta.
(scherzoso) Talvolta al maschile, a proposito di una vistosa pinguedine: sembri incinto.
Anche, raramente, sostantivo femminile: Quale una incinta, su cui scende… (Carducci).

Marchi, non parole

Alcantàra
Dal nome della città spagnola di Alcántara, probabilmente dall’arbo el Khantara ‘ponte’.
Sostantivo femminile invaraibile.
Marchio registrato, tessuto a base di microfibre, di aspetto simile al camoscio per consistenza e leggerezza, usato per confezionare abiti e accessori o per rivestire divani, cuscini e simili.

Mauro Cociglio si propone con alcantara.

L’appunto

Il plurale di incinta è incinte, essendo un normale aggettivo.

Storie ribollite

La tredicesima storia ribollita porta due punti a chinalski, un punto a Gloria Trevisan, neoconcorrente per le storie, e un punto a Marco Marcon.
Anche Mauro Cociglio indovina, ma troppo tardi per fare punti.

Per questa settimana non abbiamo nuove ribollite.

Piero Fabbri 17
Mauro Cociglio 11
chinalski 15
Marco Marcon 6
Giovanni Fracasso 4
Libero Zucchelli 2
Gloria Trevisan 1

R- Varechina, Candeggina, Varecchi, Yo-yo; Ribollite

ottobre 15, 2019

Newsletter originale del 28/1/2005

Varechìna
Derivato di varecchi, nome delle ceneri da cui in origine veniva estratta.
Anche varecchina, regionale varichina.
Sostantivo femminile.
Soluzione diluita di ipoclorito sodico usata in lavanderia per il suo potere sbiancante e antisettico.

Candeggìna
Sostantivo femminile.
(regionale) Soluzione di ipocloriti alcalini usata per detergere e candeggiare i tessuti; varechina.

Varècchi
Dal francese varech, propriamente ‘ciò che è stato depositato sulla spiaggia’, derivato dell’inglese antico wraec (moderno wreck) ‘relitto di naufragio’.
Anche varec, varech.
Sostantivo maschile plurale.
Ceneri delle alghe fuco usate come fertilizzante.

Candéggio
Derivato di candeggiare, dal latino volgare candidiare, derivato di candidius, comparativo neutro di candidus ‘candido’.
Sostantivo maschile.
Operazione a cui vengono sottoposte le fibre tessili per eliminarne la colorazione naturale e dar loro un colore bianco; anche, l’operazione domestica dell’imbiancare la biancheria con sostanze candeggianti o con l’esposizione al sole.

Marchi, non parole

Yo-yo [jO’jO]
Voce inglese, di origine filippina.
Anche iò-iò.
Sostantivo maschile invariabile.
Marchio registrato, giocattolo costituito da un disco di legno o di plastica con una profonda scanalatura, entro cui si avvolge una cordicella che si tiene in mano al capo estremo in modo che, lasciando cadere il disco, questo rotola lungo la cordicella che si svolge, e per inerzia continua a rotolare anche quando la cordicella si è svolta tutta, riavvolgendosi quindi all’insù.

Marco Marcon ha scovato yo-yo.

Storie ribollite

È Piero Fabbri che indovina la storia odierna e si guadagna due punti, facendone vincere tre a chinalski

Piero Fabbri 17
chinalski 13
Mauro Cociglio 11
Marco Marcon 5
Giovanni Fracasso 4
Berilio Luzcech 2

Giochiamo ora con la tredicesima storia ribollita, di chinalski, che potete leggere anche sul sito alla pagina dedicata.

Tredicesima ribollita, di chinalski.

C’era una volta…
– Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori.
No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un insetto.
Non era un insetto di lusso, ma un semplice insetto immondo, di quelli che d’estate escono dalle crepe dei muri e dei pavimenti e che si cerca di mettere sotto le scarpe e se si riesce si mettono nelle stufe e nei caminetti nel fuoco. Però enorme.
Non so come andasse, ma il fatto gli è che un bel giorno a un commesso viaggiatore gli capitò di diventare un insetto, il commesso aveva nome ***, se non che tutti lo chiamavano signor Fatutto, per via del suo modo di lavorare, perché era sempre indaffarato e di corsa, come se fosse l’unico a portare avanti il mondo.
Appena la sorella ebbe sentito la voce dell’insetto, si rattristò tutta e dandosi una asciugata agli occhi, dietro la porta, gemette a mezza voce:
– Fratello, apri, te ne scongiuro.

R- Scaloppa, Cincin; Marchi: Brugola; Ribollite

ottobre 4, 2019

Scalòppa
Dal francese escalope, probabilmente dall’inglese scallop, risalente, attraverso l’antico francese escalope ‘guscio’, al medio olandese scholpe.
Sostantivo femminile.
Scaloppina.

Scaloppìna
Da scaloppa.
Sostantivo femminile.
Fettina di carne di vitello, cotta a fuoco vivo talora con aggiunta di vino: scaloppine al marsala.

Una (parola) giapponese a Roma

Cincìn
Inglese chin-chin, dal cinese ching-ching ‘prego, prego’.
Anche cin cin.
Interiezione.
Si usa come espressione augurale nei brindisi mentre si accostano i bicchieri, con lo stesso significato di ‘alla salute’.

Marchi, non parole

Brùgola
Dal nome di Egidio Brugola, che per primo l’ha prodotta.
Sostantivo femminile.
(tecnologia) Nome commerciale, chiave maschio esagonale per viti a testa cava.
Vite a brugola: la vite corrispondente.

Un marchio e un uomo proposti da Paola Cinato.

Storie ribollite

Finisce il periodo per indovinare la storia ribollita dal buon Berilio Luzcech senza risultati apprezzabili, verrà quindi assegnato un punto all’autore.
La classifica attuale è la seguente:
Piero Fabbri 15
Mauro Cociglio 11
chinalski 10
Marco Marcon 5
Giovanni Fracasso 4
Berilio Luzcech 2

Giocheremo ora con la dodicesima storia ribollita, di chinalski, che potete leggere qui di seguito o alla pagina del sito.

Dodicesima ribollita

Egli, svegliandosi una mattina da sogni agitati, si trovò trasformato, nel suo letto, in un animale immondo. Riposava sulla schiena, mobile e flessibile come un lombrico, e sollevando un poco il capo vedeva il suo ventre morbido, rosa e collinoso, in cima a cui la coperta da letto, come aderente, non tendeva a scivolare. Le guance, soffici e grasse da fare ribrezzo, rispetto alla sua corporatura normale, poteva vederle in un confuso luccichio dinanzi ai suoi occhi calati.
Cosa m’è avvenuto? pensò. Non era un sogno. La sua camera, una stanzetta di giuste proporzioni, soltanto un po’ piccola, se ne stava tranquilla fra le quattro ben note pareti. Sulla tavola, un insieme disfatto di trucioli – egli era figlio di falegname – e sopra, appeso alla parete, un disegno, fatto da lui – non era molto – su un foglio ingiallito e messo dietro una povera cornice di cartone: raffigurava una donna seduta, ma ben dritta sul busto, con un cappello e una mantella turchina; essa levava incontro a chi guardava una bacchetta, mostrando tutto l’avambraccio nudo.

R- Titubante; Marchi: Vespa; Accento; Perle; Ribollite

settembre 16, 2019

Titubàre
Dal latino titubare ‘vacillare’, poi ‘essere incerto’.
Verbo intransitivo [io tìtubo ecc.; ausiliare avere].
1. (raro) Vacillare, oscillare.
2. (figurato) Essere, mostrarsi incerto, dubbioso; esitare a prendere una decisione: titubare nel fare qualcosa.

Titubànte
Participio presente di titubare.
Aggettivo.
Che si mostra incerto; che esita nel prendere una decisione: una persona sempre titubante.

Marchi, non parole

Vèspa
Da vespa, l’insetto, per le piccole dimensioni, la velocità e il ronzio del motore.
Sostantivo femminile.
Motociclo carenato di fabbricazione italiana, di piccola cilindrata, con motore decentrato montato su scocca portante e con ruote di piccolo diametro.
Ora, qualsiasi motociclo con queste caratteristiche.

Vespa è di Mauro Cociglio.

A voi la classifica.
Piero Fabbri 8
Mauro Cociglio 5
Marco Marcon 7
Alessandro Rigallo 2

L’accento, questo sconosciuto

Si dice io tìtubo, e non io titùbo.

Perle dai porci

"Beh, poi tra il dire e il fare certe cose è tutto un altro andare di corpo, ho avuto certe esperienze in passato!"

Perla proposta da Paola Cinato.

Storie ribollite

La decima storia ribollita proposta dal nostro ottimo Piero Fabbri si conclude con tre punti assegnati all’autore e due punti al segugio Mauro Cociglio, l’unico che abbia indovinato la soluzione.
La classifica ad oggi:
Piero Fabbri 18
Mauro Cociglio 13
chinalski 10
Marco Marcon 5
Giovanni Fracasso 4
Berilio Luzchech 1

Berilio Luzchech si cimenta con una storia fornendoci l’undicesimo contributo.

Undicesima storia ribollita, di Berilio Luzcech

La ricetta del giorno: il minestrone.
Cucinare il minestrone è molto facile, si tratta di far bollire insieme tutte le verdure che vi piacciono, quante più ce ne sono meglio è.
Se non avete tempo per fare la spesa vanno benissimo anche i preparati surgelati che si trovano nei supermercati. In questo caso però c’è un problema: spesso le ditte che preparano i surgelati mettono qualche OGM insieme alle verdure genuine coll’intento di migliorare il sapore prodotto e ignorando il fatto che alla lunga gli OGM possono essere nocivi.
Sarà dunque compito vostro separare i prodotti genuini dagli OGM e buttare questi ultimi nella spazzatura. Attenzione però: non assaggiate gli OGM, potrebbero piacervi a tal punto da non desiderare altro!