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QUESTORE, RING; Abita; Sondaggio; Tommaso

novembre 23, 2011

Questóre
Dal latino quaestore(m), derivato di quaerere ‘domandare, interrogare’; nel secondo significato, attraverso il francese questeur.
Sostantivo maschile.
1. Funzionario di polizia preposto a una questura.
2. Parlamentare che collabora col presidente dell’assemblea nel mantenere l’ordine durante le sedute, e si occupa inoltre del buon funzionamento dei servizi relativi all’assemblea stessa.
3. Nella Roma antica, ciascuno dei magistrati che amministravano l’erario pubblico.

Questùra
Dal latino quaestura(m), derivato di quaestor -oris ‘questore’.
Sostantivo femminile.
1. Ufficio dell’amministrazione statale che in ogni provincia svolge compiti di pubblica sicurezza.
2. La sede degli uffici della questura: sporgere denunzia in questura.
3. Nell’antica Roma, ufficio, dignità di questore.

Una (parola) giapponese a Roma

Ring [riNg]
Voce inglese; propriamente ‘anello’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. (sport) Palco di forma quadrata cinto da un triplice ordine di corde, sul quale si disputano gli incontri di pugilato e di lotta.
I campioni del ring: del pugilato.
2. (sport) Recinto posto all’interno dell’ippodromo, in prossimità della tribuna centrale, nel quale vengono esibiti, e talora venduti, i cavalli dopo la corsa.
3. (economia) Accordo tra imprese per intercettare una materia prima o un prodotto, determinando un calo dell’offerta e un conseguente aumento di prezzo, per venderlo poi gradatamente speculando sulla differenza fra il nuovo e il vecchio prezzo.
4. Nell’industria tessile, filatoio continuo per il cotone e la lana; propriamente l’anello attraverso il quale passa il lucignolo di questo filatoio.

Abita come mangi

Gli abitanti di Lu, in provincia di Alessandria, si chiamano luesi.

Sondaggio

A proposito delle manifestazioni di disinteresse, ci scrive Mauro.

— Mi è tornata in mente un’espressione che usavo, e che probabilmente avevo letto o sentito da qualche parte (non credo di averla partorita io):"Ci sono sicuramente cose di cui mi importa di meno, ma al momento non me ne viene in mente nessuna."
Ho smesso di usarla perché la capiva uno su dodici. —

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Terzo indizio
Il lieto fine è d’obbligo, anche se in questo caso la parola "fine" è da intendersi in senso temporaneo.

PATACCA, CARBONADO; Lettori; Sondaggio; Tommaso

novembre 16, 2011

Patàcca
Etimo incerto
Sostantivo femminile.
1. Moneta di grande formato, ma di scarsissimo valore.
2. (figurato) Cosa o persona di nessun pregio;
Oggetto falso e privo di valore venduto come antico o di valore.
3. (scherzoso) Medaglia, distintivo: ha un debole per le uniformi e le patacche.
3. (famigliare) Grossa macchia d’unto: una patacca sul vestito. Sinonimo: padella.
4. (regionale, volgare) Genitali femminili.

Pataccàro
Derivato di patacca.
Sostantivo maschile [femminile pataccara].
(romanesco) Chi vende monete o altri oggetti falsi facendoli credere rari, antichi e preziosi.
(estensione) Truffatore, imbroglione.

Una (parola) giapponese a Roma

Carbonado [karbo’nado]
Voce portoghese, propriamente ‘carbonato’, derivato di ‘carbonio’.
Sostantivo maschile.
(mineralogia) Varietà nera di diamante, impiegata nella fabbricazione di punte di utensili e altri usi industriali.

I lettori ci scrivono

— In Norvegia diciamo "otta" nel significato di albore, o di tempo antelucano. Esisteva già come antichissima parola germanica: ótta (sostantivo femminile), senza dubbio anche usata dai longobardi.
Amettiamolo pure, il significato non è (più) identico, ma non possiamo comunque ipotizzare che la nostra otta e la vostra òtta siano cugini?

A. Torp: dizionario etimologico (mia traduzione):
Otta, femminile.
1. Il primo albore. Norvegese antico: ótta; svedese antico: otta; danese otte; bornholmese ota. Etimologia: gotico: ûhtwô, anglosassone: úht; medio tedesco: úhta; tedesco antico occidentale: ûhta; alto tedesco antico: ûhta; lingua germanica: unhtwô; dal sanscrito: aktú- = raggio, buio. —

Ce lo dice Ottar Sande, che in questo caso potrebbe essere considerato uno Yokopoko, quindi attendibile. Grazie.

Sondaggio

Ci scrive Roberto Vittorioso a proposito del disinteressarsi completamente di qualcosa.

— La più carina fu del Quartetto Cetra in una parodia dei Promessi Sposi:
Frà Cristoforo: Questo è un sacrilegio!
Don Rodrigo: Padre, me ne fregio!
sulle note di "Zingara". —

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Lo so, ci siamo dimenticati di scrivere sulla newsletter (ma wsul sito c’era) la soluzione dell’ultimo libro: si trattava di Eugénie Grandet, di Honoré de Balzac.

Terzo indizio
Già il gruppo è piccolo, ma poi ne scompaiono pure, di giovani donne. E chi non scompare, magari, esce di testa.

OTTA, NONJUROR; Lettori; Sondaggio; Tommaso

novembre 8, 2011

Òtta
Etimo incerto
Sostantivo femminile.
1. (antico) Ora: s’addormenta per le taverne e poscia torna a quest’otta (Boccaccio).
2. (antico) Tempo, momento particolare.
Alcun’otta: qualche volta.
A otta: a tempo, in tempo.
A un’otta: nel tempo stesso.
A bell’otta: proprio al tempo giusto.
A buon’otta: alla buon’ora; in breve tempo, rapidamente.
A otta a otta: di quando in quando.
Ogni otta: ogni volta.
Otta per vicenda: ogni tanto.
A pazz’otta, a pazz’otte: secondo il capriccio: E’ sordo a pazz’otte e quand’e’ vuole (Fagiuoli).

Una (parola) giapponese a Roma

Nonjuror [non’dzuror]
Voce inglese, composto di non- ‘non’ e juror ‘giurato’.
Sostantivo maschile invariabile.
(storia) Ciascuno dei vescovi e dei sacerdoti della Chiesa d’Inghilterra e della Chiesa Episcopale Scozzese che rifiutarono di accettare con giuramento le norme religiose deliberate nel 1689 dal parlamento inglese.

I lettori ci scrivono

Ci scrive Ezio Chiocchetti per lamentarsi degli errati ingredienti segnalati per il bourbon. Avevamo indicato che era ottenuto da
"distillazione di grano, segale e malto d’orzo", dimenticando il mais che ne è l’ingrediente principale: da disciplinare la miscela di cereali deve avere almeno il 51% di mais.

Sondaggio

Parliamo sempre del “non me ne pò fregà de meno”.

Smallfountains ci informa che
— i sedicenni (a Belluno) dicono "quando vuoi…" oppure "c’è chi è morto". —

Ci scrive anche Francesco Caiazzo.
— Mi viene in mente un luogo comune, in voga dalle mie parti (alto casertano… Capua per l’esattezza), che recita "e chi se ne stropiccia", che non ritengo abbia a fondamento un qualche testo letterario più o meno noto, ma che derivi piuttosto da quelle filastrocche infantili (con qualche doppio senso, a volte) nelle quali si lascia intendere qualcosa dicendo altro, sul genere "mi hanno dato un sacco di botte… e chi se ne stropiccia".
Per fare qualche esempio maggiormente noto, possiamo ricordare la filastrocca: "sopra la spiaggia di capracotta / ci son tre figli di una… signora / stanno sempre a far schiamazzo / stanno sempre a rompe… l’anima", oppure "ho mangiato un maiale nostrano / che strano, che strano / l’ho acquistato per poche lire da un bonzo / che strano, che strano". —

Lo sappiamo tutti che ci sono un certo numero di altre locuzioni equivalenti, più o meno volgari e particolarmente utilizzate, ma la Parolata tratterà solo di esempi letterari o di alto contenuto culturale.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Secondo indizio
Stiamo parlando di una storia famigliare, dei rapporti tra un padre, la figlia, la moglie e il nipote, figlio del fratello caduto in disgrazia e presto defunto.

CENOBIO, BOURBON; Paesi; Sondaggio; Perle; Tommaso

novembre 3, 2011

Cenòbio
Dal latino tardo coenobiu(m), dal greco koinóbion, composto di koinós ‘comune’ e bíos ‘vita’.
Sostantivo maschile.
1. (letterario) Monastero in cui i religiosi vivono in comunità.
2. (zoologia) Colonia di organismi unicellulari.

Una (parola) giapponese a Roma e Nomi di paesi, la parola

Bourbon [‘bN6rb@n]
Voce inglese d’America; dal nome della contea di Bourbon, nello stato del Kentucky e luogo d’origine della bevanda.
Sostantivo maschile invariabile.
Varietà americana di whisky, ottenuto per fermentazione e distillazione di grano, segale e malto d’orzo.

Sondaggio

Riguardo alla frase inflazionata "non me ne pò fregà de meno", Roberto Vittorioso ci dice che Renzo, nei Promessi Sposi, dice "me ne impipo". E a questo punto chiediamo ai lettori di inviarci altri modi letterari per esprimere il concetto di disinteresse assoluto per un argomento o una situazione.

Perle dai porci

"Non preoccupatevi, possiamo trattare: non sono condizioni sineque."

Berilio Luzcech ci propone una perla.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Finalmente sul sito sono svelati i premi per il concorso più seguito di internet. Sono due: il primo è un pregiato soprammobile in materiale biologico e cristallo di Boemia, forgiato dalla natura e dalle sapienti mani di artigiani, che verrà assegnato al concorrente che raggiungerà per primo 200 punti. Il secondo è un allegro pupazzo seduto su un mezzo di locomozione che potrà allietare le vostre serate con amici e parenti, quest’ultimo sarà assegnato tramite sorteggio tra tutti i concorrenti che hanno accumulato almeno un punto al concorso, in modo che le probabilità di vincere il premio siano proporzionali al numero dei punti. Li potete ammirare sulla pagina dei premi del concorso.

Tornando al gioco vero e proprio, il trentottesimo libro era Intervista col vampiro, di Anna Rice. Nessuno dei dodici lettori che hanno risposto ha indovinato.

Trentanovesimo libro monoindizio
Hai visto la faina? Incredibile, come possa andare in giro conciata così. E la talpa, un po’ dimessa, a volte addirittura sporca. Comunque, il migliore si conferma lui, ben vestito, curato, un bellissimo portamento, magari un po’ pungente, ma sempre impeccabile.

FOIBA; Uomini: TEDDY; Sondaggio; Tommaso

novembre 2, 2011

Fòiba
Voce di origine friulana, dal latino fovea(m) ‘fossa’.
Sostantivo femminile.
1. (geografia) Tipo di dolina sul fondo della quale si apre una profonda spaccatura che assorbe le acque.
2. Le foibe: nel periodo dell’occupazione iugoslava di Trieste, fosse comuni per le vittime di rappresaglie militari e assassini politici.
(estensione) Il fenomeno degli eccidi e delle rappresaglie stesse ad opera dei partigiani comunisti iugoslavi nell’ultima fase della seconda guerra mondiale e subito dopo.

Una (parola) giapponese a Roma e Uomini e parole

Teddy [‘teddi]
Voce inglese, da Teddy vezzeggiativo dei nomi Theodore e Edward, nel primo caso con riferimento al presidente degli USA durante la prima guerra mondiale Theodore Roosevelt.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Durante la prima guerra mondiale, nomignolo dei soldati statunitensi.
2. Orsacchiotto di stoffa o di peluche. Anche Teddy bear.

Sondaggio

Secondo voi cosa è peggio: un non romano che cerca faticosamente di dire "non me ne pò fregà de meno", oppure chi italianizza la frase e dice "non me ne può fregare di meno"?

Solo cinque lettori hanno risposto, d’altronde si trattava del primo sondaggio della Parolata. Il risultato è: tre lettori ritengono che sia peggio l’italianizzazione, due lettori ritengono peggio il finto accento romanesco.

Maria Rita Pepe ci segnala che in Brianza esiste solo la versione romanesca. Tommaso Mazzoni ci propone invece che, volendo italianizzare la frase, si potrebbero utilizzare frasi come "non me ne importa (proprio) nulla", o tutt’al più "non me ne importa un fico secco".

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Venerdì scorso è terminato il tempo per rispondere al trentasettesimo libro, e questi sono i risultati: al primo indizio hanno risposto Paola Zucchi (5+5), Vizi Coloniali (5+4), Francesco Caiazzo (5+3), Omero Mazzesi (5+2) e Piero Fabbri (5+1); al quarto indizio indovinano Francesca Mola, Andrea Laganà e Patrizia Franceschini (2); al quinto indizio indovinano Marco Marcon, Paola Bernardi, drmutt, Rosy e Massimo Chiappone (1). Sono state tre le risposte sbagliate.

Erano I tre moschettieri, di Alexandre Dumas padre.

Vista la settimana corta giocheremo nei prossimi giorni con tre libri monoindizio. Ricordiamo che in questo caso l’indizio è unicamente relativo al titolo del libro, e non ha nulla a che vedere con la trama o il contenuto del libro.

Trentottesimo libro
– E per concludere, ci può dire qual è il suo motto?
– Buon sangue, non mente.