Posts Tagged ‘haiku’

TERRAZZO, TERRAZZA, BALCONE; Monouso; Haiku; Nulla1

dicembre 9, 2008

Parole a confronto

Terràzzo
Latino volgare terraceu(m), derivato del latino classico terra ‘terra’.
Sostantivo maschile.
1. Ripiano sporgente o rientrante rispetto al muro esterno di un edificio, cinto da balaustrata o ringhiera e sul quale si aprono una o più porte-finestre.
In talune regioni è usato come sinonimo di terrazza nel significato 1.
2. (geografia) Ripiano orizzontale di natura rocciosa o costituito dall’accumulo di materiali detritici, a una quota più elevata rispetto a quella del terreno circostante; è dovuto per lo più a fenomeni di erosione glaciale, fluviale o marina.
3. Tratto spianato di terreno in una zona a forte pendenza, destinato alla coltivazione o a essere edificato.
Coltivazione a terrazzi: su un terreno spianato a terrazzi.
4. (militare) Terrapieno che veniva costruito dagli assedianti per dare l’assalto a città e mura fortificate.
5. Nell’alpinismo, spazio pianeggiante che interrompe la parete rocciosa, su cui è possibile sostare o bivaccare durante la scalata.
6. (edilizia) Tipo di pavimentazione eseguita con pezzetti di marmo disposti a mosaico.

Terràzza
Da terrazzo.
Sostantivo femminile.
1. Superficie praticabile pavimentata e scoperta alla sommità, nel corpo o a piano terra di un edificio, recinta da parapetto o balaustrata, adatta al soggiorno.
In talune regioni è usato come sinonimo di terrazzo nel significato 1.
2. Terrazzo, nei significati 2 e 3.

Balcóne
Dal longobardo balk.
Sostantivo maschile.
1. Ripiano generalmente di pietra o cemento armato, chiuso da una balaustra o una ringhiera, che sporge dal muro esterno di un edificio in corrispondenza di una porta-finestra.
(estensione) Finestra grande, asperta fino al pavimento, con balaustra o ringhiera.
2. Palco.

Parole monouso

Marchiàno
Propriamente ‘della Marca di Ancona’ cioè ‘marchigiano’, detto originariamente di una qualità di ciliegie molto grosse.
Aggettivo.
Grosso, eccessivo.

Marchiano si usa solo per indicare un errore enorme.
Ci propone questa parola pressoché inutile Maurizio Codogno. Che mette pure in dubbio la sua associazione etimologica con le ciliege, concludendo "a meno che gli erroracci, come le ciliegie, si trovino sempre in coppia".

Haiku

La Parolata

Della letteratura
è un lungo bacio
fra pagine inedite

È Serena Macagni, la nostra produttrice ufficiale di haiku, che ne confeziona uno specifico per la Parolata. Grazie.

Molti libri per nulla

Quarantesimo libro per nulla, rispondono nell’ordine Giovanna Giordano al primo indizio (10 punti a lei), Vizi Coloniali al secondo (8 punti) con il generale Specifico (7 punti), Maria Rita Pepe (6 punti), Giovanni Fracasso (5 punti), Marco Marcon e Massimo Chiappone (4 punti), Berilio Luzcech indovina al terzo indizio (3 punti).
Due risposte sbagliate.

Classifica e soluzione alla pagina del sito. Nel frattempo iniziamo col quarantunesimo libro, che consisterà di quattro indizi.

Primo indizio
Personaggi
Lei è giovane, bella, frivola, dolce, ingenua, sregolata, mondana, cinica.
Lui è non giovane, non bello, colto, innamorato, serio, lavoratore.
L’altro è il marito di lei, abbandonato.

Annunci

ESPUNGERE, BOWLE; Uomini; Haiku; Nulla5

dicembre 5, 2008

Espùngere
Dal latino expungere, comp. di ex- ‘via da’ e pungere ‘pungere’; propriamente ‘segnare, cancellare con punti (sottoposti o sovrapposti)’.
Verbo transitivo [coniugato come pungere].
1. (filologia) Nella prassi filologica medievale o umanistica, eliminare dal testo di un manoscritto lettere o parole considerate spurie, contrassegnandole con un puntino posto sotto o sopra.
Nella moderna critica testuale, eliminare da un testo i brani interpolati o qualunque elemento abusivamente inseritosi.
2. (estensione) Sopprimere parole o frasi da uno scritto o da uno stampato.
3. (figurato) Allontanare, eliminare, cancellare: per espungere dall’animo il più cattivo dei pensieri (Pirandello).
(raro) Sopprimere da un ruolo: espungere giudici dal numero.

Una (parola) giapponese da Perilli

Bowle [pronuncia bowl]
Voce tedesca, dall’inglese bowl ‘scodella’.
Sostantivo femminile invariabile.
Bevanda alcolica tipica dei paesi germanici costituita da vino bianco zuccherato in cui si lasciano in infusione pezzi di frutta. Anche Maitrank.

Uomini e parole

Marsìlia
Dal latino scientifico Marsilea, dal nome del conte L. F. Marsili (1658-1730).
Anche marsìlea.
Sostantivo femminile.
Pianta erbacea con foglie dal lungo peduncolo composte di quattro foglioline; è detta anche quadrifoglio acquatico, poiché è diffusa nelle zone paludose (famiglia Marsiliacee).

Già, non c’entra niente con Marsiglia.

Haiku

Il caldo

Oasi d’Africa
che mi conduce
a bere di te.

Di Serena Macagni.

Molti libri per nulla

Quinto indizio
Penso ancora al mio amico, il mio amico, penso ancora al mio amico. Che vita, che vita.

GLISSARE, COVER GIRL, COVER STORY; Haiku; Nulla1

dicembre 1, 2008

Glissàre
Dal francese glisser ‘scivolare’, dall’antico francese glier, di origine germanica (glidan), con sovrapposizione di glacer, dal latino glaciare, l’uno e l’altro con l’antico significato di ‘scivolare’.
Verbo intransitivo [ausiliare avere].
1. (musica) Produrre l’effetto del glissando.
2. (figurato) Tralasciare di approfondire un argomento, sorvolarlo: ha glissato sull’accaduto.

Glissàndo
Propriamente gerundio di glissare.
Sostsntivo maschile.
(musica) Effetto particolare che si ottiene facendo strisciare rapidamente la mano o altro sulla tastiera o sulle corde di uno strumento.

Una (parola) giapponese a Roma

Cover girl [pronuncia kover’gerl]
Locuzione inglese; propriamente ‘ragazza (girl) di copertina (cover)’.
Locuzione sostantivale femminile invariabile.
Ragazza che posa come modella per copertine di rotocalchi, riviste e simili.

Cover story [pronuncia kover’stori]
Locuzione inglese; propriamente ‘storia (story) di copertina (cover)’.
Locuzione sostantivale femminile invariabile.
Articolo su argomenti di particolare interesse, annunciato al lettore sulla copertina della rivista.

Haiku

La polizza

Rca, altri rami e vita
perfeziono e incasso
per lunga copertura.

Serena Macagni ha prodotto per noi questo haiku.

Molti libri per nulla

Il vostro curatore e produttore di indizi è riuscito a fare un caos tale che pochi hanno indovinato il libro, anche se questo raccontava una delle storie più famosi del mondo. Faccio personalmente i complimenti al vostro curatore.
Servono infatti ben tre indizi a Maria Rita Pepe per indovinare per prima il libro (8 punti), e cinque indizi a Vizi Coloniali (5 punti), a Giovanna Giordano (4 punti) e a MT (3 punti).

Ora tutti a leggere la soluzione, poi si comincia con il quarantesimo libro.

Primo indizio
Cioè, perché lammusica, sai, io mi faccio dimmusica, a me mi piace lammusica. Dai, passa anche a me ‘sta bottiglia.

BROCCA, BROCCO, ISTLE; Antonomasia; Haiku; Nulla5

ottobre 31, 2008

Parole a confronto

Bròcca
Probabilmente dal greco próchous ‘recipiente per versare acqua’, incrociato con il latino broccus ‘brocco’.
Sostantivo femminile.
Vaso di terracotta, vetro o metallo, con manico e beccuccio, usato per attingere o mescere acqua o altri liquidi.
(estensione) Quantità di liquido in contenuto in una brocca.

Bròcca
Da broccu(m), vedi brocco.
Sostantivo femminile.
1. Piccolo chiodo da calzolaio, a testa strettissima; bulletta.
2. (regionale) Piccolo ramo spoglio; getto di una pianta, germoglio.
3. (regionale) Canna divisa in cima in due o ppiù punte, usata per cogliere fichi o altra frutta.
4. (antico) Borchia di metallo che si applicava per ornamento sui libri rilegati o lungo l’orlo di stoffa o di pelle dei mobili imbottiti.
5. (antico) Bersaglio, centro del bersaglio.
Dare in brocca: colpire nel segno (anche figurato).

Brocco
Latino broccu(m) ‘con i denti in fuori’, quindi ‘sporgente, aguzzo’, forse di origine celtica.
Sostantivo maschile [plurale brocchi].
1. Stecco spinoso di una pianta.
(estensione) Spuntone di ramo residuo dopo la potatura.
(antico) Germoglio: i brocchi del melo.
2. Punta di ferro, chiodo; in particolare, punta al centro di uno scudo o di un bersaglio.
Dar nel brocco: (antiquato ) colpire il bersaglio; (figurato ) indovinare, azzeccare, imbroccare.
3. Filo in rilievo a forma di nodo o di anello nella tessutura di un broccato.
4. Cavallo di poco pregio, ronzino.
5. (estensione)  Persona incapace, di scarso valore; atleta scadente.

Una (parola) giapponese a Roma

Istle [pronuncia ‘istli]
Voce inglese, dal nahuatl ichtli.
Anche ixtle.
Sostantivo maschile invariabile.
Fibra tessile ricavata da varie specie di piante del genere Agave.

L’antonomasia e il soprannome

Il giovedì nero, per antonomasia, è giovedì 24 ottobre 1929, giorno del crollo della borsa di New York.

Haiku

A Janis Joplin, di serena Macagni.

frizzante/dolce
vita ubriacata
per un drink.

Molti libri per nulla

Quinto indizio
è davvero impazzito, che paura, come possiamo fermarlo io e mamma? Riccardo, Riccardo, vieni a salvarci, o papà ci ucciderà. Eccolo, sento un rumore fuori, mamma, Riccardo è venuto a salvarci, scappa, corri, dobbiamo uscire. Riccardo, meno male che mi hai sentito, grazie, grazie Riccardo. Sì, ora ce ne andiamo, scappiamo, dobbiamo scappare da papà, dobbiamo lasciarlo qui.

MELICA, MELOMANIA, MELODRAMMA; Accento; Perle; Haiku; Nulla2

ottobre 28, 2008

Parole a confronto

Mèlica
Dal latino melica(m), che è dal greco meliké (póiìsis) ‘(poesia) lirica’.
Sostantivo femminile.
Presso gli antichi greci e in altre letterature più recenti, la poesia lirica composta per il canto: melica monodica, corale.

Mèlico
Dal latino melicu(m), che è dal greco melikós, derivato di mélos ‘canto, melodia’, di etimologia incerta.
Aggettivo [plurale maschile melici].
1. Si dice della poesia destinata al canto, specialmente con riferimento alla Grecia antica; anche, di autore di tale poesia: poesia melica, poeta melico.
2. Melodioso, musicale, lirico.

Sostantivo maschile.
Poeta melico: i melici greci.

Melo-
Primo elemento di parole composte, di origine greca o di formazione moderna, dal greco mélos ‘musica’; significa ‘canto, melodia, musica’.

Melomanìa
Composto di melo- e -mania.
Sostantivo femminile.
Passione esagerata per la musica, mania musicale.

Melodràmma
Composto di melo- e dramma, dal greco drama -atos ‘azione’, quindi ‘rappresentazione scenica’.
Sostantivo maschile [plurale drammi].
Genere musicale consistente nella rappresentazione per voci solistiche, coro e orchestra di un testo poetico d’argomento cavalleresco, mitologico, storico, fantastico o comico.
Anche, il solo testo: Metastasio fu autore di melodrammi.
Da melodramma: di chi o di ciò che si compiace di atteggiamenti enfatici, di espressioni esagerate.

Melodrammàtico
Aggettivo [plurale maschile melodrammatici].
1. Proprio del melodramma.
2. (estensione) Esagerato, enfatico, teatrale: gesto, tono melodrammatico.

L’accento, questo sconosciuto

Si dice mèlico e mèlica, e non melìco e melìca.

Perle dai porci

Mi hanno dovuto togliere un neo sul glutine.

Sentita e proposta da Franca Cinato.

Haiku

Un haiku da Roma, di Serena Macagni.

Rubano monetine
i monelli romani
In fontane d’autore

Molti libri per nulla

Il vostro curatore ha ritrovato la risposta al libro precedente che gli mancava: si tratta di quella di Piero Fabbri, che è giunta seconda tra quelle che hanno indovinato il libro, quindi i punteggi aggiornati sono: Riccardo Lancioni 7 punti, Piero Fabbri 6 e Maria Rita Pepe 5 punti.

Secondo indizio
finalmente finire il suo lavoro, che avrà tutto il tempo e la tranquillità che gli serve. Qui ci hanno lasciati soli, anche il mio amico, Riccardo, è andato via, peccato, perché stavo bene con lui, lui sì che mi capiva. Meno male che però…