Posts Tagged ‘errori’

CATENACCIO, BORE; Giuoco; Errori

ottobre 11, 2012

Catenàccio
Derivato di catìna ‘catena’, perché anticamente le porte si chiudevano con catene.
Sostasntivo maschile.
1. Sbarra di ferro che scorre in anelli infissi nei battenti della porta per chiuderla: mettere il catenaccio; chiudere con il catenaccio. Sinonimi: chiavistello, paletto.
(estensione) La parte scorrevole della serratura.
2. (sport) Nel calcio, tattica di gioco esasperatamente difensiva: fare, applicare il catenaccio.
3. (figurato, scherzoso) Automobile vecchia e malridotta; macchina, oggetto in cattivo stato.
4. Nel gergo giornalistico, scritta che si dispone sotto il titolo e il sommario di un articolo per illustrarne qualche particolare.
5. (antico) Grande cicatrice sul viso.

Aggettivo invariabile.
Che chiude, che blocca.
Asame catenaccio: nel linguaggio studentesco esame che, se non viene superato, impedisce la prosecuzione del corso di studi.
Decreto catenaccio: quello che, avendo finalità fiscali, viene emanato in modo da impedire manovre preventive tese a neutralizzarne l’efficacia.

Una (parola) giapponese a Roma

Bore [bor]
Voce inglese, in questa accezione forse dallo scandinavo antico bara ‘onda’.
Sostantivo maschile invariabile.
(geografia) Ondata che risale un fiume durante l’alta marea, tipica del Tamigi e di altri fiumi inglesi.

Frasi per giuoco

Fare catenaccio
Frase derivata dal calcio, indica l’adozione diun atteggiamento eccessivamente difensivo e volto unicamente a bloccare le azioni dell’avversario.

Errori di dire

Non ti curar di lor, ma guarda e passa
Citazione errata dalla Divina Commedia, anche nella versione "Non parliam di lor, ma guarda e passa", e diventata oramai luogo comune.
La versione corretta è "Non ragioniam di lor ma guarda e passa".
Ha assunto il significato di non perdere tempo con persone per le quali non vale nemmeno la pena di spendere parole di biasimo.

Ce l’ha segnalato Adalia.

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LIPPA, LIPPO, LISEUSE; Errori; Tommaso

giugno 16, 2011

Parole a confronto

Lìppa
Forse voce di origine infantile.
Sostantivo femminile.
Gioco di ragazzi consistente nel far saltare un bastoncino affusolato percuotendolo con un bastone su un’estremità, e nel riprenderlo al volo con questo per scagliarlo il più possibile lontano.
Anche, il bastoncino usato per il gioco.

Lìppo
Dal latino lippu(m).
Aggettivo e sostantivo maschile.
(antico, letterario) Cisposo.
(estensione) Che ha la vista offuscata, corta: l’ira cieco del tutto, non pur lippo, / fatto avea Silla (Petrarca).

Una (parola) giapponese a Roma

Liseuse [li’zøz]
Voce francese; propriamente femminile di liseur ‘lettore’, cioè ‘(mantellina di) colei che legge (a letto)’.
Sostantivo femminile invariabile.
1. Giacchettina o mantellina da donna specialmente di maglia di lana, da indossare a letto sopra la camicia da notte.
2. (arredamento) Tavolino per libri, specialmente girevole, del Settecento francese.

Errori di dire

Andare a Patrasso
Significa, scherzosamente, morire. Inondare a Patrasso, invece, significa uccidere.
Questo antico modo di dire deriva dalla corruzione della frase biblica della Genesi "ire ad patres", che significa andare dai padri, dagli antenati, e quindi morire.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Quarto indizio
– Ma io non voglio sposarlo, e poi sono già sposata, proprio lei l’ha fatto.
– Sì, lo so. E c’è un’unica soluzione. Bevi qui, e fidati di me.

– Come morta? Non è possibile. Devo subito tornare, devo rivederla

SUPPONENTE, COUP-DE-POING; Lettori; Errori; Tommaso

aprile 15, 2011

Suppórre
Dal latino supponere, composto di sub- ‘sub-‘ e ponere ‘porre’.
Verbo transitivo [coniugato come porre].
1. Ammettere provvisoriamente, in via di ipotesi, che una cosa sia o possa accadere in un dato modo; ipotizzare: supporre l’esistenza di qualcosa; spesso mi sono ingannato supponendo nella gente sentimenti troppo delicati (De Sanctis).
Presumere, immaginare: supporre rischi inesistenti; suppongo che tu abbia appetito.
Supposto che…: ammesso, stabilito che.
2. (antico) Porre sotto, sottoporre.
3. (antico) Sostituire, scambiare una cosa o una persona con un’altra.

Supponènte
Participio presente di supporre.
Aggettivo.
Che o chi, nei modi e nell’aspetto, dimostra una fierezza sdegnosa e arrogante; presuntuoso: individuo, tono supponente.

Supponènza
Derivato di supponente.
Sostantivo femminile.
Atteggiamento di sdegnosa superiorità; arroganza, presunzione.

Una (parola) giapponese a Roma

Coup-de-poing [kupde’pwen]
Locuzione francese, propriamente ‘colpo di pugno’.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
(paletnologia) Utensile tagliente, ricavato da un grosso ciottolo di forma ovale, usato specialmente nel paleolitico inferiore.

I lettori ci scrivono

Ci scrive Andrea Laganà, relativamente al fatto che ‘non cambiare una sillaba’ significhi ‘non cambiare una parola’.

— Se, come scrivi, ‘non cambiare una sillaba’ significa ‘ non cambiare una parola’, allora ne deduco che non cambiare una parola significhi non cambiare una frase, e che non cambiare una frase significhi non cambiare un periodo, e il periodo un paragrafo, e un paragrafo un intero testo. Giusto?
Ma allora mi domando: se vale anche che non cambiare una virgola significa non cambiare una lettera (un’acca per alcuni) e che non cambiare una lettera significa non cambiare una sillaba, tutto ciò vuol dire che una virgola vale quanto un intero testo? Però, la punteggiatura, quanto è importante! —

Errori di dire

Fare la cresta
L’ espressione originale era fare l’agresto, e indicava l’uva non matura (agra) che veniva rubata dai contadini al padrone nel periodo prima della vendemmia, con questa facevano un vino agro, denominato appunto agresto, che veniva usato come condimento.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Quinto indizio
I palloncini, poi. Che cosa mi rappresentano i palloncini?

ORBACE, ALBAGIO, TIRATRON; Yokopoko; Errori; Nulla4

novembre 6, 2008

Parole a confronto

Orbàce
Forma sarda corrispondente all’italiano albagio.
Sostantivo maschile.
1. Tessuto di lana non sgrassata, tradizionalmente filata e tessuta a mano, tipica della Sardegna; tinto di nero o di rosso, viene usato per i costumi regionali.
2. La giacca dell’uniforme fascista, confezionata con questo tessuto; per estensione, l’uniforme stessa: gerarchi in orbace.

Albàgio
Dall’arabo al-bazz ‘tela fine’, attraverso il latino medievale albasius.
Sostantivo maschile.
Rozzo panno di lana, spesso bianco, usato per tende, rivestimenti e simili.

Albagióso
Aggettivo.
(letterario) Pieno d’albagia.
(figurato) Borioso, superbo, vanitoso.

Marchi, non parole

Tiratrón
Dall’inglese Thyratron, marchio di fabbrica.
Sostantivo maschile.
(elettronica) Marchio registrato. Triodo a gas inerte o a vapori di mercurio, usato nei sistemi di controllo industriali, specialmente come relè di grande potenza.

Yokopoko Mayoko

Don Black è stato il leader del Ku Klux Klan alla fine degli Anni Settanta.

Errori di dire

Solo ora al vostro curatore sovviene l’utilizzatissimo errore di dire "la lira di Dio" usato al posto dell’"ira di Dio".

L’ira di Dio: il castigo divino.
Essere un’ira di Dio: (figurato) si dice di persona o cosa terribile e molesta.
Fare un’ira di Dio: (figurato) fare un’enorme confusione, un caos.

Molti libri per nulla

Quarto indizio
E succede qualcosa tra la bambinetta e il segreto? Certo che succede qualcosa. Succede che delle compagne della nostra bambinetta muoiono nol collegio, poi succede che la nostra bambinetta, non più bambinetta, diventa prima insegnante nel collegio e poi istitutrice di una ragazzina, in casa di un nobile e ricco uomo. E qui salta fuori il segreto, perché l’uomo, che a un certo punto vuole sposarla in realtà … ma se è un segreto non posso dirvelo, leggetevi il libro, se proprio volete saperlo, curiosoni.

r – BUSILLIS, CHIFFON, Errori

agosto 18, 2008

Busìllis
Voce sorta dall’errata interpretazione della locuzione latina in diebus illis ‘in quei giorni’ come in die busillis ‘nel giorno di… ‘, dove il termine busillis diventava di impossibile traduzione, per cui ci si chiedeva che cosa significasse.
Anche, popolare, busìlli.
Sostantivo maschile invariabile.
(familiare) Problema di difficile soluzione, punto critico: qui sta il busillis.

Una (parola) giapponese a Roma

Chiffon [pronuncia Si’fOn]
Voce francese; propriamente ‘cencio, tessuto sgualcito’.
Sostantivo maschile invariabile.
Tessuto trasparente e leggerissimo di seta o, successivamente, in fibre sintetiche.

Errori di dire

Busillis non è né più né meno che un errore di dire.