Cengia, Minette; Canzone

maggio 23, 2017

Céngia
Latino cingulum ‘cinto, cingolo’, attraverso una forma settentrinale.
Sostantivo femminile; anche céngio, sostantivo maschile.
In alpinismo, stretto risalto, sporgenza pianeggiante della roccia su parete ripida, a picco o strapiombante, che permette, alpinisticamente, un passaggio trasversale sul fianco del monte; è in genere originata dall’affiorare della testata di uno strato orizzontale formato di roccia più resistente di quella degli strati sovrastanti.

Una (parola) giapponese a Roma

Minette [mi’net]
Voce francese, diminutivo di mine ‘miniera’.
Sostantivo femminile invariabile.
1. Sedimento oolitico costituito prevalentemente da idrossidi di ferro che si forma in paludi o bacini poco profondi per precipitazione biochimica e chimica, con giacimenti particolarmente importanti nella Lorena e nel Lussemburgo.
2. Roccia eruttiva filoniana della famiglia delle sieniti, frequente nella regione dei Vosgi.

La Canzone Settimanale Enigmistica

No, ancora nessun risultato della trentasettesima canzone. Ne riparleremo uno dei prossimi giorni.


Ciano, Cianotico; Propone; Accento; Canzone

maggio 22, 2017

Antocìano
Composto di anto- e -ciano ‘azzurro’.
Sostantivo maschile.
In chimica organica, pigmenti presenti nei fiori, nei frutti o in altri organi vegetali, che assumono colorazione diversa, rosso o azzurro o violetto, a seconda della reazione, rispettivamente acida, alcalina o neutra, dei succhi cellulari in cui sono disciolti.

Cìano-
Dal greco kyanos ‘colore azzurro’; latino scientifico cyano-.
Davanti a vocali anche cian-.
Primo elemento di parole dotte e termini scientifici formati modernamente (come cianidrosi, cianoficee ecc.), che significa «azzurro»; è usato anche come secondo elemento compositivo (per esempio, antocìano) e come elemento medio (per esempio, acianoblepsia).

Cìano
Dal latino cyănus, e questo dal greco kyanos ‘azzurro, fiordaliso’.
Sostantivo maschile.
1. (letterario) Fiordaliso (latino scientifico Centaurea cyanus): Come ’l ciano seren tra ’l biondeggiante or de le spiche (Carducci).
2. Ciano persico (botanica): altro nome dell’ambretta (Amberboa moschata, sinonimo Centaurea moschata).
3. Per adattamento dell’inglese cyan, colore blu verde, in particolare quello adoperato nella composizione sottrattiva dei colori, insieme al magenta e al giallo.

Cianòtico
Derivato di cianosi.
Aggettivo (plurale maschile cianotici).
Che presenta cianosi: arto cianotico, labbra cianotiche, aspetto cianotico.

Cianòsi
Dal greco kyanosis, derivato di kyanos ‘azzurro’.
Anche, raro e alla greca, ciànosi.
Sostantivo femminile.
Nel linguaggio medico, colorazione bluastra della pelle e delle mucose dovuta a insufficiente ossigenazione del sangue a livello dell’albero respiratorio o per disturbo della circolazione locale.

La Parolata propone

Ci scrive Mauro circa la proposta di antropoide in luogo di androide, se il robot non ha caratteri espressamente maschili.

— Mi pare che il termine sia già abbastanza affollato di significati, e che non sia il caso, sull’aire del politically correct, di cercare di sostituirlo ad androide, già consolidato nell’uso quanto meno nella letteratura fantascientifica e, da quel che vedo, tecnica. —

Antropòide
Dal greco anthropoeides ‘simile all’uomo’.
Aggettivo.
Simile all’uomo nell’aspetto esteriore, con particolare riferimento alle scimmie antropomorfe.
Che riproduce, in tutto o in parte, la figura umana.
Vasi antropoidi (archeologia) quelli, per lo più funerari, che richiamano la forma del volto, o del busto, o di tutto il corpo del defunto, come per esempio, i canopi.

Sostantivo maschile.
1. Scimmia antropomorfa della famiglia dei pongidi.
(figurato) Uomo che, per rozzezza d’aspetto e d’intelligenza, ricorda più una scimmia antropomorfa che un uomo, come gli analoghi usi figurati di gorilla, orangutan, scimmione.
3. Genere di uccelli della famiglia gruidi (latino scientifico Anthropoides), la cui specie più caratteristica è la «damigella di Numidia» (Anthropoides virgo), lunga quasi un metro, con gambe alte e sottili, d’aspetto molto elegante, di tinta cinerina tranne il capo, la gola e il collo che sono di colore nero, e un ciuffo bianco dietro l’occhio.

L’accento, questo sconosciuto

Si può dire cianòsi oppure, più raramente e assumendo un atteggiamento greco, ciànosi.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Trentottesima canzone in gioco, fino a mercoledì 24 maggio. I risultati della trentasettesima canzone verranno pubblicati domani.

Bolle (7)


Chiavica, Chiovina, Tell-card; Paesidapersone; Lettori

maggio 19, 2017

Chiàvica
Latino popolare clavica, rifacimento di clavaca, clovaca, per il latino classico cloaca.
Sostantivo femminile.
1. Fogna, cloaca, anche cper gli usi figurati di fogna.
2. Nelle costruzioni idrauliche, opera in muratura che interrompe gli argini di un fiume, creando negli argini medesimi un varco attraverso cui le acque di scolo provenienti dalle campagne si scaricano nel fiume in periodi di magra; nei periodi di piena le paratoie della chiavica impediscono l’accesso delle acque fluviali alle campagne contigue poste a quota inferiore al livello di piena.
3. Chiavica maestra: in vallicoltura, la chiavica principale della valle arginata, con luce maggiore delle altre, o anche a più luci, la quale adempie al compito della montata del pesce.

Chiòvina
Rifacimento del latino cloaca; con le forme umbro-toscane chiòca, chiòcana e simili.
Sostantivo femminile.
(toscano, antico) Chiavica, fogna: Immonda chiovina (Giusti).

Una (parola) giapponese a Roma

Tell-card [‘tellkard]
Voce inglese, propriamente composto di (in)tell(igent) ‘intelligente’ e card ‘carta’.
Sostantivo femminile invariabile.
(banca) Sorta di carta di credito su cui sono registrati in codice i dati relativi al proprietario e alla situazione del suo conto corrente, che consente di effettuare pagamenti trasferendo automaticamente l’importo dovuto dal conto del titolare della tessera a quello del fornitore, senza bisogno di altre operazioni bancarie.

Paesi da persone

Il comune di Chiaramonte Gulfi (provincia: Ragusa) prende nome dal conte Manfredi Chiaramonte che ne fu il fondatore. Grazie a Vizi Coloniali che ce lo comunica.

I lettori ci scrivono

Ci scrive Mauro per approfondire l’argomento "La bellezza dell’asino", già argomento di un errore di dire sulla Parolata.

— Si dice di chi va fiero della propria bellezza ma in tutto il resto è piuttosto carente.
Qualcuno lo spiega dicendo che anche gli asini da cuccioli sono belli, ma da adulti diventeranno… asini, o da un improbabile equivoco tra il francese age e âne, che però hanno pronunce ben diverse. Probabilmente invece l’origine del detto passa per il genovese il piemontese, e finalmente all’italiano.
Nel porto di Genova si incontravano portuali di tutte le nazioni, e i francesi usavano dire "il a la beaut‚ de l’age", la bellezza dell’età, per definire chi aveva l’effimera freschezza della gioventù e non altre doti, sottintendendo "ma non dura".
Il suono della parola "age" è molto simile a quella del genovese "aze", asino, e un po’ per errore di interpretazione, un po’ per malizia, i camalli tradussero il modo di dire in "la bellessa de l’aze", la bellezza dell’asino, e lo adottarono per prendere in giro chi ha la bellezza ma magari poco cervello.
Grazie ai continui contatti con la Liguria il modo di dire venne importato in Piemonte tradotto come "la blëssa dl’azu", da cui in italiano l’inspiegabile "la bellezza dell’asino". —

Grazie a Mauro. Ho dovuto rimaneggiare un po’ le lettere con accenti strani perché nella mail erano scomparse, spero di non avere introdotto troppi errori.


Salone del libro; Dieresi; Maccheronico: Jolly; Canzone

maggio 18, 2017

Salone del Libro

Amiche, amici, inizia oggi il Salone del Libro di Torino, appuntamento classico del vostro curatore che se lo gode il più possibile. Se foste in zona, e vi facesse piacere, potete scrivermi per incontrarci al Lingotto.
E, per concludere le notizie sui Rudi Matematici, mi fa piacere comunicarvi che presenteranno il loro ultimo libro al Salone domenica 21, alle ore 17:00, nello Spazio Archimede, giustamente. Bene, ora sapete dove trovarmi a quell’ora di quel giorno.

Parole

Dièreṡi
Dal latino tardo diaeresis, greco diairesis, propriamente ‘divisione, separazione’.
Sostantivo femminile.
1. In fonetica, la divisione di un gruppo vocalico nel corpo di una stessa parola, in modo che le due vocali non formino dittongo ma appartengano a due sillabe diverse (per esempio pa-ù-ra).
Il segno diacritico con cui si segna tale divisione quando ritenuto necessario, formato di due punti disposti orizzontalmente sulla vocale più debole del gruppo: rëale, atrïo (per inciso, dieresi dovrebbe essere scritto con la dïèresi). In latino, nel tradizionale uso scolastico e tipografico, e in francese tale segno indica che ambedue le vocali mantengono il proprio suono: ad esempio ‘poëta’ e ‘naïf’, che si leggono come in italiano, diversamente da ‘poena’ e ‘mai’ che si leggono ‘pèna’ e ‘mè’. Lo stesso segno ricorre in tedesco, dove però serve a indicare l’Umlaut.
2. Nella metrica classica, pausa del verso che si verifica quando la fine di un metro coincide con fine di parola; per esempio, nell’esametro dei poeti bucolici si trova spesso la dieresi (detta perciò «bucolica») fra il 4° metro (di regola un dattilo) e il 5°, sempre preceduta da una cesura.
3. (filosofia) Secondo l’originario significato greco del termine, l’operazione logica mediante la quale si divide un concetto generale in quelli più particolari che ne costituiscono l’estensione; in particolare, nel sistema platonico, la divisione di ogni idea nelle due idee inferiori che la compongono, fino a giungere all’idea da definire.
4. (medicina) Soluzione di continuità di tessuti normalmente uniti; anche come secondo elemento di parole composte, per esempio cheilodieresi.
(chirurgia) Sezione dei tessuti, praticata con strumenti taglienti come il bisturi, con strumenti smussi come le pinze, oppure con il termocauterio e la diatermocoagulazione.

Giapponese maccheronico

Jolly [‘dZolli]
Dall’aggettivo inglese jolly ‘allegro, giovanile’, nella locuzione jolly joker ‘allegro buffone’; la voce inglese è dall’antico francese jolif (dal modello joli) ‘gioioso’, poi ‘amabile, gentile’, probabilmente voce di origine scandinnava.
Sostantivo maschile invariabile.
Carta che si aggiunge in alcuni mazzi di 52 carte, e alla quale il giocatore può dare, in vari giochi, il valore che più gli è utile, Sinonimo: matta.
(estensione) Persona o cosa che può svolgere più funzioni: fare da jolly; e in funzione appositiva, un giocatore jolly, usato specialmente per giochi di squadra per chi è in grado di ricoprire efficacemente più ruoli; nel vestiario, un capo jolly può essere abbinato ad altri pezzi di abbigliamento anche molto diversi tra loro.
Trovare il jolly, pescare il jolly: (figurato) avere un colpo di fortuna.

L’uso della parola jolly, in italiano e nel suo significato esteso, è una discreta maccheronizzazione, poiché non abbiamo trovato alcuna indicazione di questo uso della parola nei dizionari inglesi. Non siamo però riusciti a trovare come viene indicato il "tuttofare" in inglese: qualcuno sa aiutarci?

La Canzone Settimanale Enigmistica

Termina il tempo per la trentasettesima canzone, ecco la soluzione.

1991, mucillaggine in Adriatico (4 3 4)

Alga sul mare, seguito da Alba sul mare, canzone degli anni ’50.


Fremere, Downsizing; Paesidapersone

maggio 17, 2017

Frèmere
Dal latino fremere, di origine onomatopeica.
Verbo intransitivo (ausiliare avere).
1. Di persona, essere agitato internamente da una forte passione o da un sentimento a mala pena contenuto: fremere di sdegno, di rabbia, d’orrore; fremere per l’ardore di combattere, per l’ansia d’incontrare l’avversario; non risposi ai suoi insulti, ma dentro di me fremevo; intanto io chieggo Quanto a viver mi resti, e qui per terra Mi getto, e grido, e fremo (Leopardi).
Tremare, palpitare per turbamento amoroso: la sentiva fremere fra le sue braccia.
(letterario) Agitarsi rumoreggiando in modo minaccioso, detto specialmente del mare in tempesta, oppure lievemente, come della selva o delle piante quando sono scosse dal vento e simili: Non freme così ’l mar quando s’adira (Petrarca); E sorridevi a lui sotto quel tiglio Ch’or con dimesse frondi va fremendo (Foscolo). Per estensione, di veicoli a motore: S’arresta un automobile fremendo e sobbalzando (Gozzano).
(antico) Di bestie feroci, emettere un suono rauco, ruggire e simili: non altrimenti fremendo che ’l lion libico (Boccaccio); Come orsa … freme in suono di pietà e di rabbia (Ariosto). Di cavalli, nitrire: S’udìa fremer cavalli e squillar trombe (Caro).
2. Con uso transitivo, nel linguaggio poetico, pretendere con impaziente ardore: Arme arme freme il forsennato (Tasso); e fremean guerra, ascoltando, Quei che operaro in Salamina il brando (Carducci); esprimere, manifestare con fremiti: e l’ossa Fremono amor di patria (Foscolo).

Fremènte
Participio presente di fremere, anche come aggettivo: essere fremente di sdegno, d’ira, d’impazienza, e assoluto essere fremente; talora anche, per estensione, ardente di desiderio, di passione: labbra, baci frementi; con mani frementi.

Fremebóndo
Dal latino fremebundus, derivato di fremere ‘fremere’.
Aggettivo.
(letterario) Fremente, per ira, sdegno, furore.

Una (parola) giapponese a Roma

Downsizing [dawnsajzing]
Voce inglese, propriamente ‘riduzione delle dimensioni’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. (informatica) Il riprogettare programmi o sistemi in modo che richiedano minori risorse.
2. (amministrazione) Riduzione del numero dei dipendenti per contenere i costi di produzione e gestione.

Paesi da persone

Vizi Coloniali molto tempo fa ci scrisse.

— Capo d’Orlando (della città metropolitana di Messina, o della provincia di Messina, boh) prende il nome dal paladino Orlando. Secondo Wikipedia perché la leggenda racconta che vi avrebbe sostato Orlando diretto in Terrasanta. Il sito del comune è più sobrio e si limita a dire che i normanni lo ribattezzarono così in onore del paladino. —

Noi aggiungiamo solo che gli abitanti si chiamano orlandini.