R- Lavacro, Deo gratias; Paesi; Appunto; Perle

luglio 18, 2017

Lavàcro
Dal latino tardo lavacru(m), derivato di lavare ‘lavare’.
Sostantivo maschile (letterario).
1. Recipiente, bacino per lavarsi.
2. Il lavare, il lavarsi, specialmente come rito purificatorio; per estensione, purificazione.
Santo lavacro: il battesimo; anche, il fonte battesimale.
Lavacro di sangue: martirio.
3. (estensione) Acqua pura che scorre.
(poetico) Fiume, corso d’acqua limpidissimo: pe’ lavacri / che da’ suoi gioghi a te versa Apennino (Foscolo).

Una (parola) giapponese a Roma

Deo gratias [‘dEo’grattsjas]
Locuzione latina; propriamente ‘(rendiamo) grazie a Dio’.
Locuzione interiettiva.
1. (liturgia) Formula, di origine paolina, usata a conclusione di alcune parti della messa in latino come espressione di ringraziamento a Dio.
2. (familiare) esclamazione di gioia o sollievo: Deo gratias, abbiamo finito!.

Nomi di paesi, la parola

Spagnolèsco
Derivato di spagnolo, da Spagna.
Aggettivo.
(spregiativo) Da spagnolo; conforme a modi altezzosi e boriosi che si consideravano propri degli spagnoli.

Saturnìno
Dal latino Saturninu(m), derivato di Saturnus ‘Saturno’; nel significato 2, per gli influssi nefasti che si credeva esercitasse il pianeta Saturno; nel significato 3, derivato di saturno ‘piombo’.
Aggettivo.
1. (non comune) Del pianeta Saturno.
2. (antico) Malinconico, triste.
3. (medicina) Relativo al piombo: intossicazione saturnina.

Spagnolesco di Mauro Cociglio e saturnino di Giovanni Fracasso.

L’appunto

Plurali di parole terminanti in -cia e -gia che mantengono la i al plurale:
il plurale di grigia è grigie.

Perle dai porci

"Pretty Bra
Il reggiseno che esulta le tue forme."

Una pubblicità.
Dagli archivi di Maidirepigigierre.


R- Carpione, Urbi et orbi; Paesi; Appunto; Perle

luglio 17, 2017

Carpiòne
Derivato di carpa.
Sostantivo maschile.
Pesce teleosteo di lago simile alla trota, di colore grigio argenteo picchiettato di rosso (ordine Clupeiformi).
Cucinare in carpione: nel modo in cui solitamente si cucina il carpione, friggendolo e mettendolo poi sotto aceto con aromi diversi.

Una (parola) giapponese a Roma

Urbi et orbi [‘urbie’tOrbi]
Locuzione latina; propriamente ‘alla città (urbi) e al mondo (orbi)’.
Locuzione avverbiale e aggettivale.
Si dice della solenne benedizione papale impartita ai fedeli di Roma e del mondo.
(scherzoso) Si dice di cosa detta a tutti, pubblicamente: ha sbandierato la notizia urbi et orbi.

Nomi di paesi, la parola

Arabésca
Da Arabia.
Anche arabesco (maschile).
Sostantivo femminile.
(musica) Breve ed elegante composizione di andamento sinuoso e ritmo irregolare.

Argentìna
Da argentino ‘dell’Argentina’.
Sostantivo femminile.
Maglia chiusa, senza colletto e con maniche lunghe.

Arabesca e argentina sono di Mauro Cociglio

L’appunto

Plurali di parole terminanti in -cia e -gia che mantengono la i al plurale:
il plurale di fiducia è fiducie.

Perle dai porci

"Ti farebbe bene fare un po’ di trekking autogeno."

In ufficio.
Dagli archivi di Maidirepigigierre.


R- Fernet, In folio; Paesi; Appunto; La sai!; Frasi; Perle

luglio 14, 2017

Fernèt
Sostantivo maschile.
Marchio registrato. Liquore amaro digestivo a base di sostanze vegetali macerate in alcol; il nome commerciale gli fu dato dal suo inventore, B. Branca, agli inizi dell’Ottocento.

Una (parola) giapponese a Roma

In folio [in’fOljo]
Locuzione latina; composto di in ‘in’ e l’ablativo di folium ‘foglio’; propriamente ‘in, su un foglio’.
Locuzione aggettivale.
Si dice di edizione in cui il foglio è piegato una sola volta: una cinquecentina in folio.
Formato in folio: oggi, formato di un libro di almeno 40 cm di altezza e 26 di larghezza.

Locuzione sostantivale maschile.
Libro di tale formato: un prezioso in folio.

Nomi di paesi, la parola

Tròia
Latino medievale (porcum de) Troia, propriamente ‘(maiale di) Troia’, nome ispirato al leggendario cavallo di Troia, con cui si designava il maiale arrosto con ripieno di piccoli animali.
Sostantivo femminile.
1. (popolare) La femmina del maiale; scrofa.
2. (figurato volgare) Prostituta.

Cravàtta
Dal francese cravate, adattamento del croato hrvat ‘croato’; propriamente ‘croata’, poiché designava all’origine la sciarpa portata al collo dai cavalieri croati del secolo XVII.
Sostantivo femminile.
1. Accessorio dell’abbigliamento maschile costituito da una striscia di stoffa colorata, generalmente più larga a una delle estremità, che viene fatta passare sotto il colletto della camicia e annodata in modi caratteristici sul davanti.
Cravatta a farfalla: con nodo foggiato a forma di farfalla.
Fabbricare cravatte: (figurato popolare) fare l’usuraio (con allusione al fatto che l’usura strozza).
2. (estensione) Sciarpa o altro accessorio d’abbigliamento portato avvolto intorno al collo.
3. Nastro che s’annoda in cima all’asta della bandiera.
4. In carpenteria, in idraulica e in altre tecniche, fascetta generalmente di forma cilindrica per stringere, fissare o bloccare un elemento.
5. (medicina) Apparecchio ortopedico costituito da un’intelaiatura ad anello che fascia il busto per distribuire opportunamente il peso del tratto cervicale della colonna vertebrale.
6. Nella lotta greco-romana, uno dei colpi proibiti, consistente nello stringere con un braccio il collo dell’avversario.

Troia e cravatta (parola strana) sono di Marco Marcon.

L’appunto

Plurali di parole terminanti in -cia e -gia che mantengono la i al plurale: il plurale di ciliegia è ciliegie.

La sai l’ultima!

All’inferno, Dante e Virgilio stanno visitando il girone degli omosessuali quando un diavolo afferra Dante con il forcone urlando.
– Vieni qui, vecchio finocchio, cercavi di scapparmi, eh?
– Ma, io sono Dante…
– Dante o prendente, la pena è equivalente.

Una collaborazione tra il vostro curatore e Giovanni Fracasso.

Frasi, non futilità

"Non è mai troppo tardi per avere un’infanzia felice."
Folkabbestia.

Perle dai porci

"Ma lui fa degli esempi che non stanno nè in piedi nè in terra."

In ufficio.
Dagli archivi di Maidirepigigierre.


R- Squinzia, Ictus; Uomini; Paesi; Appunto; Sbagliati; Perle

luglio 13, 2017

Squinzia
Probabilmente da Donna Squinzia, personaggio di una commedia di C. M. Maggi (1630-1691).
Sostantivo femminile.
(regionale) Ragazza smorfiosa e saccente, dai modi leziosi e affettati.

Una (parola) giapponese a Roma

Ìctus
Latino ictus ‘battuta’ e ‘colpo’ (anche in senso medico), derivato di icere ‘colpire’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Nella metrica classica, e poi anche in quella moderna, la battuta, l’accento che marca alcune sillabe nella struttura del verso; anche, il segno con cui convenzionalmente lo si indica, uguale a quello dell’accento acuto.
2. (medicina) Denominazione generica di alcune sindromi che si manifestano improvvisamente: ictus cerebrale, apoplessia.
Ictus labirintico: sindrome caratterizzata da vertigine rotatoria, vomito, nistagmo.

Uomini e parole

Squinzia è una donna e parola.

Nomi di paesi, la parola

Caporétto
Dal nome di Caporetto, dove nel 1917 le truppe austro-tedesche sfondarono il fronte italiano.
Sostantivo maschile.
Sconfitta disastrosa, disfatta (specialmente scherzoso): gli esami sono stati una caporetto.

Bresciàna
Dal nome della città di Brescia.
Sostantivo femminile.
Pala sottile per rimuovere rena e calcinacci.

Entrambe di Berilio Luzcech.

L’appunto

Plurali di parole terminanti in -cia e -gia che mantengono la i al plurale: il plurale di camicia è camicie.

Uomini sbagliati e parole

Ketchup
Voce inglese; dal cinese ketsiap ‘salsa di pesce’, attraverso l’olandese.
Sostantivo maschile invariabile.
Salsa di pomodoro con aceto e spezie, di origine orientale ma conosciuta in Italia fin dal Settecento.

Etimologia falsa.
Ketchup, Noah circa 1680-1746. Nato nell’attuale Ohio, e quasi certamente di origine indiana Huron, è arrivato a Filadelfia circa nel 1700. Dopo essersi dedicato senza successo ad una varietà di occupazioni, come ultimo risorsa ha cominciato ad imbottigliare e vendere i condimenti eccellenti di pomodoro e funghi che la sua moglie Marth faceva per uso casalingo. La salsa ketchup entrò ben presto nella cucina delle colonie americane e dopo poco fu messa in produzione su grande scala procurando una vita agiata al suo inventore.

Rubrica curata da Marco Marcon.

Perle dai porci

"La sua capacità di preveggenza e divinazione vi stupiranno."

Pubblicità del medium Giglio.
Dagli archivi di Maidirepigigierre.


R- Circasso, Musme; Uomini; Paesi; Ritrovato; Appunto; Perle

luglio 12, 2017

Circàsso
Dal russo Cerkes.
Aggettivo.
Che si riferisce ai circassi, popolazione del Caucaso, oggi stanziata in varie regioni dell’ex URSS.

Sostantivo maschile.
1. [femminile circassa] Chi appartiene alla popolazione circassa.
2. Lingua della famiglia caucasica parlata dai circassi.

Una (parola) giapponese a Roma

Musmè [mus’me]
Giapponese, propriamente ‘fanciulla, figlia’.
Sostantivo femminile invariabile.
Giovane donna giapponese.

Uomini e parole

Renard [re’nar]
Voce francese; nome proprio della volpe che compare come personaggio in varie novelle medievali e nel «Roman de Renart», divenuto poi nome comune dell’animale.
Sostantivo maschile.
Pelle conciata di volpe.

Nomi di paesi, la parola

Meàndro
Dal latino maeandru(m), che è dal greco Máiandros, fiume dell’Asia Minore celebre per la sua tortuosità.
Sostantivo maschile.
1. Doppia ansa o serpentina formata da un fiume.
2. Tracciato, andamento tortuoso (anche figurato): perdersi in un meandro di vie; i meandri di un ragionamento, della psiche.

Veneziàna
Da veneziano.
Sostantivo femminile.
1. Dolce molto soffice, cosparso di chicchi di zucchero.
2. Serramento costituito da stecche in alluminio o plastica, variamente inclinabili a seconda della luce che si desidera all’interno.
3. (musica) Breve componimento poetico per musica, di ispirazione popolareggiante, secondo la moda iniziata a Venezia da Leonardo Giustinian (1388-1446); è detta anche giustiniana.

Meandro è una parola strana di Piero Fabbri, veneziana è meno strana ma è sempre sua, e gli vale 2 punti.

Il paese ritrovato

"Il gruppo di persone lasciava trasparire una grande inquietudine, anche se l’insieme era praticamente immobile. Gli avvenimenti degli ultimi giorni, la tensione di lavorare su argomenti delicati e pericolosi, l’ignoto che dovevano affrontare sembrava improvvisamente pesare sui protagonisti."
L’undicesimo capitolo è pubblicato sul sito.

L’appunto

L’espressione "latino di mano" significa manesco, mentre "latino di bocca" significa loquace.
Derivano in modo figurato dal significato di largo, agiato per l’aggettivo latino.

Perle dai porci

"… con gli occhiali sul tavolino si era assopito mentre dormiva."

In autobus.
Dagli archivi di Maidirepigigierre.