Ripudio, Ginn; Abita; Rovinata

novembre 10, 2017

Ripudiàre
Dal latino repudiare, derivato di repudium ‘ripudio’.
Anche, meno comune, repudiàre.
Verbo transitivo (io ripùdio ecc.).
1. Respingere una persona che abbia con noi un legame sociale o affettivo, non volendo più riconoscere come giuridicamente o sentimentalmente valido tale legame: ripudiare il marito; ripudiare un compagno di lotta politica.
2. Rifiutare, non riconoscere più come proprio qualcosa che pur è nostro o lo era fino a quel momento: ripudiare un quadro, dichiarare di non volerlo riconoscere come propria opera; ripudiare la propria fede.
(estensione) Con valore più generico, respingere decisamente: Galileo ripudiò il principio d’autorità.
Ripudiare il mondo: nel linguaggio ascetico, rinnegarlo.

Ripùdio
Dal latino repudium, probabilmente connesso con pes pedis ‘piede’, propriamente, l’atto di respingere con il piede.
Sostantivo maschile.
1. L’azione, l’atto e il fatto di ripudiare chi è legato a noi affettivamente o socialmente: ripudio di un’amicizia.
In particolare, nel diritto matrimoniale di alcuni popoli (nell’Antico Testamento, nel diritto romano, nella legge sacra musulmana e altri), la dichiarazione che un coniuge (il marito) fa all’altro coniuge, con o senza formalità, di volere rompere il vincolo coniugale: è una forma di divorzio unilaterale.
2. Rifiuto di ammettere, riconoscere, conservare come proprio qualche cosa che ci appartiene: ripudio di un romanzo di cui si è autore; ripudio dell’eredità.
Ripudio del debito pubblico: esplicita dichiarazione di uno stato di non volere riconoscere il debito complessivo o alcuni debiti contratti da precedenti governi.
(estensione) Rifiuto deciso, netta opposizione ad accettare qualche cosa: ripudio di ogni compromesso, di ogni forma d’imposizione.

Una (parola) giapponese a Roma

Ginn [dZin]
Voce araba.
Sostantivo maschile invariabile.
(antropologia) Nelle antiche credenze arabe, spiriti che popolano la natura e il cui influsso benefico o malefico si esercita continuamente sulla vita umana.

Abita come mangi

Gli abitanti di Badia Pavese, in provincia di Pavia, si chiamano incredibilmente casellesi.

La parola rovinata

Miami
Città florida e passionale.

Di Pietro Scalzo.

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Stoviglie, Stiglio, Crepe; Perle; Rovinata; Canzone

novembre 9, 2017

Speciale cucina

Stovìglie
Incrocio del latino medievale usitilia con usibilia ‘materiali d’uso’, derivato di usus, participio passato di uti ‘usare’.
Anche, antico, stovìgli, maschile plurale.
Sostantivo femminile plurale.
L’insieme del vasellame (piatti, bicchieri, tazze ecc.) per uso di tavola e di cucina: una povera feminetta per ventura suoi stovigli con la rena e con l’acqua salsa lavava e facea belli (Boccaccio); una nobile donna … posta a lavar suoi stovigli nel rigagnolo della via pubblica (Della Casa).
Non comune il singolare una stoviglia, per indicare un singolo pezzo.

Stìglio
Latino tardo usitilium, da cui anche il francese antico ustil, poi outil, alterazione del latino classico utensilia.
Sostantivo maschile.
(regionale) Termine generico, in genere usato al plurale, che indica il mobilio fisso di locali destinati alla conservazione e alla vendita di mercanzie di vario genere, come dispense, depositi, botteghe, ristoranti, bar ecc.

Una (parola) giapponese da Perilli

Crêpe [krep]
Voce francese, dal latino crispus ‘arricciato’.
Sostantivo femminile invariabile.
(gastronomia) Frittella sottile che può essere farcita con un ripieno dolce o salato.

Crêpe suzette [krep su’zet]
Locuzione francese, probabilmente il nome deriva dall’attrice Suzanne Reichenberg (1853-1924), che aveva nome d’arte Suzette.
Locuzione sostantivale femminile invariabile.
(gastronomia) Crêpe zuccherata, aromatizzata con limone o liquore, spesso servita flambé.

Perle linguistiche

"[…] rende la tecnologia abilitante alla comunità e non fine a se stante."
Letta su una mail di lavoro da un lettore o una lettrice anonimi.

La parola rovinata

Picchio
Battibecco.

Un sinonimo rovinato da Pietro Scalzo.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Si trattava della cinquantunesima e penultima canzone del concorso, non ultima come scritto lunedì.

Pianura sconfinata (9 1 7)

Paesaggio a livello, cioè la canzone Passaggio a livello, di Enzo Jannacci e poi anche di Luigi Tenco.


Aceto, Moussaka; Abita; Schiele; Rovinata

novembre 8, 2017

Speciale cucina

Acéto
Latino acetum, affine ad acer ‘acre’.
Sostantivo maschile.
1. Prodotto della fermentazione di alcuni liquidi a bassa gradazione alcolica, come vino, vinello, birra, per l’azione di batteri aerobî del genere acetobatterio.
In particolare quello ottenuto da vino o vinello, che viene usato come condimento e per la conservazione di prodotti alimentari: condire l’insalata con olio e aceto; mettere sott’aceto dei fagiolini per conservarli.
Prendere d’aceto: del vino che comincia a inacetire.
Aceto balsamico: tipo di aceto molto pregiato, prodotto nelle zone di Modena e di Reggio nell’Emilia per fermentazione di mosto di uva cotto e lasciato maturare per almeno cinque anni in botti di legni diversi, da cui trae l’aroma e il colore.
2. In chimica, nome di alcuni derivati dell’acido acetico.
Aceto ammoniacale: l’acetato di ammonio.
Aceto calibeato: l’acetato ferrico.
Aceto di saturno o saturnino: antica denominazione dell’acetato basico di piombo.
3. Aceti medicinali: (farmaceutica) soluzioni in aceto di sostanze medicamentose.
Aceto dei sette (o dei quattro) ladri (o ladroni): antico farmaco che avrebbe preso il nome, secondo la tradizione, da un gruppo di ladroni, spogliatori di appestati ma immuni dal contagio per virtù del farmaco di cui furono costretti a rivelare il segreto per avere salva la vita; sarebbe stato composto di aceto, essenza d’aglio, ruta e canfora.
4. (figurato, letterario) Spirito mordace: l’aceto italico.

Una (parola) giapponese da Perilli

Moussakà [mussa’ka]
Voce greca moderna.
Sostantivo femminile invariabile.
(gastronomia) Pasticcio a base di melanzane, patate, pomodoro, carne tritata e formaggio, tipico della cucina greca.

Abita come mangi e Come si dice Schiele?

Come si chiamano gli abitanti di Porcia, in provincia di Pordenone? Sbagliato, si chiamano purliliesi.
E come si pronuncia? Porcía.

La parola rovinata

CONDOMMINIO
Profilattico color carminio che impedisce l’ossidazione da mancato utilizzo.

Di Franco Palazzi.


Recluta, Recital; Perle

novembre 7, 2017

Rècluta
Dallo spagnolo recluta, e questo dal francese recrue, propriamente ‘ricrescita, aggiunta alle forze armate’, derivato del latino recrescere.
Anche, antico, reclùta.
Sostantivo femminile.
1. (antico) Arruolamento di nuovi soldati, o il complesso dei soldati nuovamente arruolati.
(figurato, raro) Accrescimento, integrazione.
2. Militare appena arruolato, o che è in servizio da poco tempo: le reclute della classe 1965.
(figurato) Chi è stato appena assunto in un’attività professionale, soprattutto sportiva, o svolge da poco tempo questa attività: una recluta della musica leggera; le nuove reclute di una squadra di baseball.

Reclutàre
Dallo spagnolo reclutar, e questo dal francese recruter.
Verbo transitivo (io rècluto ecc.).
1. Nel linguaggio militare, scegliere e obbligare al servizio di leva, chiamare sotto le armi per la prima volta: durante la prima guerra mondiale furono reclutati anche i giovani del 1899. Ha significato affine ad arruolare, che però è più generico e non sempre indica obbligatorietà.
2. (estensione, figurato) Assumere, ingaggiare: reclutare mano d’opera giornaliera, stagionale; nel linguaggio sportivo: reclutare un nuovo corridore automobilistico; nel linguaggio politico: reclutareun nuovo iscritto al sindacato.

Una (parola) giapponese a Roma

Recital [‘resital oppure ‘retSital]
Voce inglese, derivato di (to) recite ‘recitare’.
Sostantivo maschile invariabile.
Esibizione di un attore di prosa in monologhi, recitazione di poesie ecc.
(estensione) Più comunemente nell’uso internazionale, programma di canzoni o di musica eseguito da un solista, di solito con accompagnamento.

Perle linguistiche

"Piatto del giorno – L’inguine all’astice"

Dal menu di un ristorante di Pietra Ligure.


Cicoria, Aspic; Lettori; Canzone

novembre 6, 2017

Speciale cucina

Cicòria
Dal latino cichoria, neutro plurale di cichorium, gr. κιχόριον].
Sostantivo femminile.
Erba bienne delle composite liguliflore che cresce nei campi e luoghi erbosi dell’Europa, Asia temperata e Africa boreale; ha fusto ramoso, alto fino a 1 metro, con molti capolini di fiori azzurri, e viene coltivata per le foglie che danno ottima insalata, e per le radici che, oltre a essere consumate cotte come alimento, possono essere torrefatte per dare un surrogato del caffè. Varietà coltivate per ortaggio, dette più spesso radicchio, sono la cicoria dolce della Catalogna, più comunemente detta catalogna o anche cicoria asparagio o cicorione, che fornisce oltre alle foglie i giovani getti croccanti, dette puntarelle a Roma, il radicchio a foglie rosse o variegate, comunemente noto come radicchio di Treviso, e la barba di cappuccino, che si ottiene dalla cicoria con trattamento speciale.

Una (parola) giapponese a Roma

Aspic [asp’ik]
Voce francese, di etimo incerto.
Sostantivo maschile invariabile.
(gastronomia) Modo di preparare e presentare piatti freddi, composti di fette o filetti o pezzi di carne, cacciagione, pesci, crostacei, o anche legumi, legati con salse varie, maionese, insalata russa e simili, e disposti secondo un disegno variato e spesso artisticamente variopinto in uno stampo di gelatina (detta essa stessa aspic oppure gelatina o gelée d’aspic: un aspic di aragosta.

I lettori ci scrivono

Era il 2014 quando Cristina Marsi ci scriveva un contributo dopo che la Parolata aveva pubblicato la definizione di quatto.

— Non so se l’etimologia sia quella, ma segnalo che a Trieste il guatto (o meglio, il guato, dato che nel dialetto triestino non esistono le doppie) è un pesce, il ghiozzo. Sua caratteristica è di starsene quatto quatto rannicchiato sul fondale… beh, insomma, fermo sul fondale. So che mi divertivo a pescarli girando con maschera e pinne e, una volta individuati, calandogli la lenza con l’esca proprio davanti al muso :) —

La Canzone Settimanale Enigmistica

Se non ci sono errori dovremmo essere alla cinquantunesima e ultima canzone del concorso. Potete rispondere fino a mercoledì 8 novembre.

Pianura sconfinata (9 1 7)