Ricettacolo, Ricettare; Lettori; Rovinata

maggio 3, 2021

Ricettàcolo
Dal latino receptaculum, derivato di receptare.
Anche, antico, recettàcolo.
Sostantivo maschile.
1. Luogo, spazio o anche oggetto dove si raccoglie, o è contenuto, qualcosa.
(estensione) Ricetto, rifugio: la cantina è diventata il ricettacolo dei topi; ambienti malfamati, ricettacolo di prostitute e sfruttatori.
2. (botanica) Parte del fiore, detta anche talamo, o asse fiorale, conica, piana o concava, sulla quale sono inseriti i vari organi fiorali (se il fiore è peduncolato, è la porzione superiore del peduncolo).
Ricettacolo del capolino: (botanica) la parte, di solito estesa, sulla quale sono inseriti i fiori in questo tipo di infiorescenza.
Ricettacolo dei funghi: (botanica) la parte che reca gli organi riproduttivi. Sinonimo: corpo fruttifero.
(zoologia) Nome di alcune formazioni cave destinate a raccogliere un liquido.
Ricettacolo seminale: (zoologia) annesso dell’apparato riproduttore femminile di alcuni metazoi, di solito in forma di piccola vescica, dove si raccoglie lo sperma che viene poi utilizzato per la fecondazione delle uova.
Ricettacolo chilifero: (zoologia) sinonimo di cisterna chilifera.

Ricettàre
Latino receptare, derivato di receptus, participio passato di recipere ‘accogliere’.
Anche, antico, recettàre.
Verbo transitivo (io ricètto ecc.).
1. (antico o letterario) Accogliere, ricoverare, ospitare: potrestemi voi ricettare con questi cavalli per questa sera? (Sacchetti); in usi figurati: io, che molto D’esperienza ricettai nel petto (Pindemonte).
2. Ricevere, o acquistare, occultandola, roba di provenienza illecita: ricettare oggetti rubati, merce di contrabbando.

I lettori ci scrivono

Cristina Marsi ci viene sempre in aiuto quando ci si sposta verso oriente.

— In sloveno Župnik è il parroco, mentre Župan è il sindaco. Vescovo viceversa è Škof (immagino da episcopus. La città di Škofja Loka significa letteralmente lago del vescovo). —

La parola rovinata

Speciale Rebibbia

FILIAPPESI (LETTERA AI)
“(Epafrodìto) è stato grave, infatti, e vicino alla morte. Ma Dio ha avuto misericordia di lui, e non di lui solo ma anche di me […]”. (Fil 2,7)

Di Pietro Scalzo.

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