R- Varechina, Candeggina, Varecchi, Yo-yo; Ribollite

ottobre 15, 2019

Newsletter originale del 28/1/2005

Varechìna
Derivato di varecchi, nome delle ceneri da cui in origine veniva estratta.
Anche varecchina, regionale varichina.
Sostantivo femminile.
Soluzione diluita di ipoclorito sodico usata in lavanderia per il suo potere sbiancante e antisettico.

Candeggìna
Sostantivo femminile.
(regionale) Soluzione di ipocloriti alcalini usata per detergere e candeggiare i tessuti; varechina.

Varècchi
Dal francese varech, propriamente ‘ciò che è stato depositato sulla spiaggia’, derivato dell’inglese antico wraec (moderno wreck) ‘relitto di naufragio’.
Anche varec, varech.
Sostantivo maschile plurale.
Ceneri delle alghe fuco usate come fertilizzante.

Candéggio
Derivato di candeggiare, dal latino volgare candidiare, derivato di candidius, comparativo neutro di candidus ‘candido’.
Sostantivo maschile.
Operazione a cui vengono sottoposte le fibre tessili per eliminarne la colorazione naturale e dar loro un colore bianco; anche, l’operazione domestica dell’imbiancare la biancheria con sostanze candeggianti o con l’esposizione al sole.

Marchi, non parole

Yo-yo [jO’jO]
Voce inglese, di origine filippina.
Anche iò-iò.
Sostantivo maschile invariabile.
Marchio registrato, giocattolo costituito da un disco di legno o di plastica con una profonda scanalatura, entro cui si avvolge una cordicella che si tiene in mano al capo estremo in modo che, lasciando cadere il disco, questo rotola lungo la cordicella che si svolge, e per inerzia continua a rotolare anche quando la cordicella si è svolta tutta, riavvolgendosi quindi all’insù.

Marco Marcon ha scovato yo-yo.

Storie ribollite

È Piero Fabbri che indovina la storia odierna e si guadagna due punti, facendone vincere tre a chinalski

Piero Fabbri 17
chinalski 13
Mauro Cociglio 11
Marco Marcon 5
Giovanni Fracasso 4
Berilio Luzcech 2

Giochiamo ora con la tredicesima storia ribollita, di chinalski, che potete leggere anche sul sito alla pagina dedicata.

Tredicesima ribollita, di chinalski.

C’era una volta…
– Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori.
No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un insetto.
Non era un insetto di lusso, ma un semplice insetto immondo, di quelli che d’estate escono dalle crepe dei muri e dei pavimenti e che si cerca di mettere sotto le scarpe e se si riesce si mettono nelle stufe e nei caminetti nel fuoco. Però enorme.
Non so come andasse, ma il fatto gli è che un bel giorno a un commesso viaggiatore gli capitò di diventare un insetto, il commesso aveva nome ***, se non che tutti lo chiamavano signor Fatutto, per via del suo modo di lavorare, perché era sempre indaffarato e di corsa, come se fosse l’unico a portare avanti il mondo.
Appena la sorella ebbe sentito la voce dell’insetto, si rattristò tutta e dandosi una asciugata agli occhi, dietro la porta, gemette a mezza voce:
– Fratello, apri, te ne scongiuro.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: