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R- Scaloppa, Cincin; Marchi: Brugola; Ribollite

ottobre 4, 2019

Scalòppa
Dal francese escalope, probabilmente dall’inglese scallop, risalente, attraverso l’antico francese escalope ‘guscio’, al medio olandese scholpe.
Sostantivo femminile.
Scaloppina.

Scaloppìna
Da scaloppa.
Sostantivo femminile.
Fettina di carne di vitello, cotta a fuoco vivo talora con aggiunta di vino: scaloppine al marsala.

Una (parola) giapponese a Roma

Cincìn
Inglese chin-chin, dal cinese ching-ching ‘prego, prego’.
Anche cin cin.
Interiezione.
Si usa come espressione augurale nei brindisi mentre si accostano i bicchieri, con lo stesso significato di ‘alla salute’.

Marchi, non parole

Brùgola
Dal nome di Egidio Brugola, che per primo l’ha prodotta.
Sostantivo femminile.
(tecnologia) Nome commerciale, chiave maschio esagonale per viti a testa cava.
Vite a brugola: la vite corrispondente.

Un marchio e un uomo proposti da Paola Cinato.

Storie ribollite

Finisce il periodo per indovinare la storia ribollita dal buon Berilio Luzcech senza risultati apprezzabili, verrà quindi assegnato un punto all’autore.
La classifica attuale è la seguente:
Piero Fabbri 15
Mauro Cociglio 11
chinalski 10
Marco Marcon 5
Giovanni Fracasso 4
Berilio Luzcech 2

Giocheremo ora con la dodicesima storia ribollita, di chinalski, che potete leggere qui di seguito o alla pagina del sito.

Dodicesima ribollita

Egli, svegliandosi una mattina da sogni agitati, si trovò trasformato, nel suo letto, in un animale immondo. Riposava sulla schiena, mobile e flessibile come un lombrico, e sollevando un poco il capo vedeva il suo ventre morbido, rosa e collinoso, in cima a cui la coperta da letto, come aderente, non tendeva a scivolare. Le guance, soffici e grasse da fare ribrezzo, rispetto alla sua corporatura normale, poteva vederle in un confuso luccichio dinanzi ai suoi occhi calati.
Cosa m’è avvenuto? pensò. Non era un sogno. La sua camera, una stanzetta di giuste proporzioni, soltanto un po’ piccola, se ne stava tranquilla fra le quattro ben note pareti. Sulla tavola, un insieme disfatto di trucioli – egli era figlio di falegname – e sopra, appeso alla parete, un disegno, fatto da lui – non era molto – su un foglio ingiallito e messo dietro una povera cornice di cartone: raffigurava una donna seduta, ma ben dritta sul busto, con un cappello e una mantella turchina; essa levava incontro a chi guardava una bacchetta, mostrando tutto l’avambraccio nudo.