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Distinguere, Stretch; Animalididire; Perle; Rovinata

febbraio 12, 2019

Distìnguere
Dal latino distinguere, composto di dis- ‘dispersione’ e stinguere ‘pungere’, affine al greco stizo ‘pungere’.
Verbo transitivo (io distìnguo ecc.; passato remoto distinsi, distinguésti ecc.; participio passato distinto).
1. Riconoscere diversi fra loro due o più oggetti, avvertendo, con i sensi e con l’intelletto, la differenza che è tra essi: distinguere il bene dal male, il verde dal turchese, i furfanti dai galantuomini.
Individuare attraverso le caratteristiche peculiari: distinguere gli odori.
Fare una distinzione, cioè rilevare e far rilevare la diversità o alterità fra due o più oggetti o modi di considerare lo stesso oggetto, soprattutto in una discussione: ‘distinguo’ è la formula con cui nella filosofia scolastica s’introduceva l’esame di un’argomentazione, e così in qualsiasi discussione o dibattito: distinguo, altro è fare una cosa e altro è avere intenzione di farla.
Discernere per mezzo della vista, riconoscere, veder bene: riuscii a stento a distinguerlo in mezzo alla folla; anche assoluto: non distinguo senza occhiali.
2. Dividere, scompartire: distinguere trattazione in tre parti, la società in classi.
Considerare particolarmente: cominciò a distinguer le parti di lei, lodando i capelli, li quali d’oro estimava, la fronte, il naso e la bocca (Boccaccio).
3. Rendere riconoscibile, contrassegnare: distinguere con un segno speciale, con una sigla ecc.; sarà bene distinguere con l’accento le due parole (qui ha anche il senso di rendere visibile, far notare la differenza di pronuncia che c’è fra esse).
Con soggetto di cosa, rendere riconoscibile fra altri: Qual fia ristoro a’ dì perduti un sasso Che distingua le mie dalle infinite Ossa che in terra e in mar semina morte? (Foscolo).
Rendere diverso o segnalato fra altri, caratterizzare: la ragione distingue l’uomo dalle bestie; la sua eccezionale statura lo distingue fra tutti; lo sprezzo del pericolo distingue i coraggiosi; e in espressioni ironiche e nell’uso familiare: con la gentilezza che lo distingue, m’ha dato uno spintone che quasi mi faceva cadere.
4. (intransitivo pronominale) Essere riconoscibile, avere uno o più elementi caratterizzanti: l’elefante africano si distingue da quello indiano per le maggiori dimensioni delle orecchie e delle zanne.
Segnalarsi fra altri per particolari doti: distinguersi per volontà, zelo; anche assoluto: si distinse nella nell’impresa dei Mille; in senso ironico: si distingue per la sua cafoneria.
Farsi distinguere: mettersi in mostra, anche per qualità o atti non buoni: mio figlio si deve sempre far distinguere.

Una (parola) giapponese a Roma

Stretch [stretS]
Voce inglese, dal verbo (to) stretch ‘tirare, distendere, allargare, allungare’, di origine germanica.
Sostantivo maschile invariabile.
Tessuto o filato che, mediante opportuno trattamento, è stato reso elastico, estensibile in senso orizzontale.
Anche in funzione di aggettivo invariabile, riferito a ciò che viene confezionato con tale tipo di tessuto o filato: una gonna stretch; un copricostume in spugna stretch.

Animali di dire

Non distingue un granchio da una balena, insieme ad altri modi di dire simili, significa non avere criterio.

Perle linguistiche

"Ti ho detto lascialo in fuorigioco! Lascialo, lascialo, voce del verbo è."

Un perla proveniente da un campo di gioco di calcio, urlata da un papà al proprio figlio e proposta da Giancarlo Marasso.

La parola rovinata

Speciale filosofia

KANT
Velleitario filosofo anglo-tedesco.

Di Pietro Scalzo.

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