Maneggiare, Maneggione, Qapudan; Lettori; Canzone

giugno 12, 2017

Maneggiàre
Derivato di mano.
Verbo transitivo (io manéggio ecc.).
1. Lavorare, trattare con le mani, soprattutto materie cedevoli e plastiche: maneggiare la creta.
Tastare, palpeggiare parti del corpo, soprattutto di animali.
Tenere e muovere tra le mani un oggetto: sono strumenti delicati, che non vanno troppo maneggiati; un’arma da maneggiare con grande precauzione.
Con riferimento a utensìli, arnesi, strumenti, apparecchi vari, servirsene, farli funzionare facendo uso delle mani: maneggiare la frusta; imparare a maneggiare l’aspirapolvere; quindi, saper maneggiare, saper usare con abilità, con disinvoltura, e per estensione essere esperto in un’arte, in un mestiere, in un’attività: saper maneggiare la spada, il pennello.
2. Maneggiare denaro, il denaro: (figurato) averne continuamente tra le mani, e quindi esercitare un’attività proficua, soprattutto di natura commerciale o finanziaria.
(figurato, antico) Reggere, governare: quanti allora la repubblica maneggiavano … tutti sotto nome di ben pubblico la propria privata ambizione coonestavano (Alfieri).
Riferito a persona, guidarla dominandole la volontà soprattutto al fine di trarne vantaggio, di servirsene per il proprio interesse: ha un carattere debole, e ognuno può maneggiarlo come vuole.
3. In equitazione, addestrare i cavalli alle varie andature o alle arie di alta scuola.
(marina) Manovrare.

Verbo intransitivo pronominale.
Maneggiarsi: comportarsi con arrendevolezza o astuzia e con senso di opportunità: è un furbone, e sa maneggiarsi bene.

Maneggióne
Derivato di maneggiare.
Sostantivo maschile.
Persona che ha molti affari, anche loschi, per le mani; per lo più in senso spregiativo, faccendone, intrigante.

Una (parola) giapponese a Roma

Qapudan
Voce turca, dal greco bizantino kat’epano ‘supervisore, comandante’, incorciato con capitano.
Sostantivo maschile invariabile.
Capitano, comandante di una nave.
Qapudan pascià: titolo che si dava al comandante in capo delle forze marittime dell’Impero ottomano, titolo sostituito nella prima metà del secolo XIX da quello di «ministro della Marina» (baḥriyye nāzirī).

I lettori ci scrivono

Sull’impiallacciatura Mario Cacciari ha cose interessanti da dire.

L’impiallacciatura (che il buon falegnametto di famiglia, oggi pressoché sparito, chiamava impellicciatura) oggidì, e da almeno una centoventina di anni, ha questo nome solamente se il foglio di trancia applicato sopra il legno più vile, ha spessore non superiore ad 1/1,5 mm.
Spesso capita di trovare, nei mobili di epoca fino alla metà del secolo XIX circa, rivestimenti eseguiti con “lastroni” di spessore tra i 2,5 ed i 3,5 mm. Tale lavorazione, ovviamente molto pregiata, ma anche un po’ difficile da eseguire a quei tempi, a causa della scarsità di presse adatte e dell’inesistenza di collanti non a base acquosa, ed anche per la tendenza del materale ad imbarcarsi e deformarsi nel corso dell’opera, viene comunemente detta lastronatura. —

La Canzone Settimanale Enigmistica

La settimana scorsa abbiamo giocato con la quarantesima canzone, ed ecco i risultati: Fermassimo (5+5), BettyBlu (5+4), Alby (5+3), Maurizio Codogno (5+2), Giuly (5+1), Piero Fabbri, M.Fisk, Michele, Alberto Cacciari, Marco Marcon, Nando Tomassoni (5).

Quarantunesima canzone in gioco fino a mercoledì 14 giugno.

Morte di Achille (2 7 2 7)

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