Biella, Sbiellare, Ghettoblaster; Uomini

maggio 12, 2017

Bièlla
Dal francese bielle, di etimo incerto.
Sostantivo femminile.
Organo meccanico costituito da un’asta con due cerniere alle estremità per trasformare il movimento rotatorio in alternativo e viceversa; una cerniera viene chiamata testata di biella e viene collegata all’albero di rotazione, l’altra cerniera viene chiamata piede di biella ed è collegata al perno animato di moto rettilineo alternativo.
Biella madre: tipo particolare di biella adoperata nei motori alternativi stellari, avente la testa dotata di una appendice eccentrica, alla quale si articolano le biellette relative ai vari cilindri della stella.

Sbiellàre
Derivato di biella, col prefisso s- sottrattivo.
Verbo intransitivo (io sbièllo ecc.).
1. (ausiliare essere) Negli sport motoristici, e anche nella tecnica automobilistica, motociclistica ecc., di un motore a scoppio a combustione interna in cui si verifichi accidentalmente la rottura di una o più bielle (per esempio, per avere raggiunto una frequenza di rotazione superiore a quella massima).
2. (ausiliare avere) Con riferimento al guidatore, provocare o subire la rottura di una biella.
(figurato, familiare o scherzoso) Perdere il controllo di sé, dei propri nervi: mi sa che ieri sera tu abbia un po’ sbiellato.

Una (parola) giapponese a Roma

Ghettoblaster [getto’blaster]
Voce inglese, propriamente ‘esplosione di suono del ghetto’.
Sostantivo maschile invariabile.
Grosso radioregistratore portatile utilizzato all’inizio del decennio 1980 particolarmente dalla popolazione giovane nera e latina degli Stati Uniti d’America, specialmente di New York. Sinonimo: boombox.

Uomini e parole

Ci scrive Marco Marcon.

— Ho scoperto casualmente che il Grande Raccordo Anulare di Roma ha questo nome perché il progettista/fautore dell’opera era un tal ing. Eugenio Gra, all’epoca direttore generale dell’ANAS. Non so se lo classificherei come yokopoko o "parola da persona" ma è divertente. —

Sembra che sia una parola da persona, comunque noi lì lo piazziamo. Per aumentare la cacofonia, facciamo solo notare che il GRA si trova nell’Agro Romano, l’ampia area rurale in parte pianeggiante ed in parte collinare che si estende attorno alla città di Roma.

Àgro
Dal latino ager agri ‘campo’.
Sostantivo maschile.
Campagna attorno a una città, rimasto nell’uso quasi esclusivo come nome di alcune regioni di antico insediamento con proprie caratteristiche agrarie: Agro Romano, Agro Campano, Agro Pontino. Nell’età romana, l’ager era il territorio di uno stato politicamente costituito: così ager Romanus indicò il territorio di Roma nel periodo regio e anche, talora, tutto il territorio romano; ager peregrinus il territorio di stati riconosciuti da Roma; ager hosticus il territorio confiscato ai vinti.

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