Divellere, Clan; Animali: Eonistica; Lettori

gennaio 25, 2017

Divèllere
Dal latino divellĕre, composto di di(s)- ‘rovesciamento’ e vellĕre ‘strappare’.
Verbo transitivo (passato remoto divèlsi, divellésti ecc.; participio passato divèlto; meno comune le forme divùlsi ecc., divulso).
1. (letterario) Strappare con forza, estirpare: abbattendo e divellendo alberi (Villani); pianta divelta con le radici; ogni fusto divulso (D’Annunzio); anche in senso figurato: questa lettera divelse ogni sospetto dal cuor de’ legati (Pallavicino); con significato estensivo: Prima divelte, in mar precipitando, Spente nell’imo strideran le stelle (Leopardi).
Nella forma riflessiva, allontanarsi, staccarsi con impeto o con sforzo: poi che con fatica dalla cucina e dalla Nuta si fu divelto (Boccaccio).
2. (letterario, antico) Scassare, dissodare la terra: in un suo pezzo di terra divelta fece porre i detti magliuoli (Sacchetti).

Una (parola) giapponese a Roma

Clan [klan]
Voce inglese, adattamento del gaelico clann ‘discendenza, famiglia, tribù’, che è dal latino planta ‘pianta’.
Anche, antico, clàno.
Sostantivo maschile invariabile (plurale antico clani.
1. Fra i popoli di lingua gaelica, il gruppo familiare composto dai discendenti generalmente in linea maschile ma anche femminile da un comune progenitore, in base a un’organizzazione gentilizia le cui tracce si sono conservate, specialmente in Scozia, fino ai tempi moderni.
(etnologia) Gruppo sociale intermedio tra la famiglia in senso ampio e la tribù, il cui carattere fondamentale è dato dall’esogamia, e l’appartenenza al quale si acquista, a seconda dei varî popoli, per discendenza paterna o materna; i membri del clan si considerano discendenti da un comune progenitore che ha per lo più carattere mitico, e di conseguenza seguono regole di comportamento sociale simili a quelle in uso fra consanguinei.
2. (estensione) Gruppo chiuso ed esclusivo di persone legate da comuni interessi non sempre leciti e che per lo più tendono ad escludere gli estranei; consorteria: un clan di affaristi; i clan artistici e culturali della capitale.
Nel linguaggio comune e giornalistico, gruppo appartenente a organizzazioni malavitose, soprattutto in riferimento alla camorra o alla mafia: l’organizzazione criminale coincide direttamente con l’economia, la dialettica commerciale è l’ossatura del clan (Saviano).

Animali di parole

Eonìstica
Dal greco oionistike (tekhne), derivato di oionos ‘uccello’.
Sostantivo femminile.
Arte degli àuguri antichi che traevano la divinazione dal volo e dal grido degli uccelli, cioè praticavano l’ornitomanzia.

I lettori ci scrivono

Ci scrive Vizi Coloniali.

— Non so se possa rientrare in qualche rubrica di Parolata, ma mi ha colpito il nome dell’avvocato che ha chiesto al giudice di dichiarare la nullità dell’elezione della Raggi.
Il suddetto si chiama Venerando Monello. Un ossimoro a due gambe. Per inciso, da un punto di vista prettamente giuridico, la sua è una monelleria che di venerando ha ben poco, come ha ritenuto anche il giudice chiamato a pronunciarsi. —

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