Plagiario, Manicure, Pedicure; Albioniche; Canzone

novembre 24, 2016

Plagiàrio
Dal francese plagiaire, che è dal latino plagiarius ‘chi sottrae servi e bestiame altru’, in Marziale ‘ladro di libri’; da plagium, che è l’atto commesso dal plagiarius.
Aggettivo e sostantivo maschile.
Chi commette plagio; in particolare, in relazione al plagio letterario, chi nella sua opera si appropria, facendole passare per sue, di opere o parti di opere altrui.
(estensione) Imitatore o ripetitore pedissequo che spaccia come proprie le cose dette o innovate da altri, tacendo la fonte da cui le ha attinte.

Plàgio
Dal latino tardo plagiu(m) ‘furto di schiavi e bestiame altrui’, prestito del greco plághion ‘sotterfugio’, neutro sostantivo di plághios ‘obliquo, ingannevole’.
Sostantivo maschile.
1. Appropriazione illecita, totale o parziale, di lavoro altrui, letterario, artistico e simili, che si voglia divulgare sotto proprio nome.
(estensione) Ciò che viene spacciato per proprio: questo libro è un plagio.
2. (diritto) Nel diritto romano, comportamento criminoso di chi si impossessa dolosamente o fa commercio di un uomo libero o di uno schiavo altrui.
(diritto) Nell’ordinamento penale italiano fino al 1981, il reato consistente nell’assoggettare una persona al proprio volere in modo da annullarne l’autonomia e la personalità.

Una (parola) giapponese a Roma

Manicure [mani’kur]
Adattamento del francese manucure, attestato anche nella forma manicure, composto del latino manus ‘mano’ e tema di curare ‘curare’.
Sostantivo maschile e femminile invariabile.
1. Persona addetta alla cura delle mani, soprattutto delle unghie: andare dalla manicure.
2. L’insieme delle azioni occorrenti alla cura delle mani e delle unghie: farsi, e farsi fare, il (la) manicure.

Pedicure [pedi’kur]
Dal francese pédicure, composto del latino pes pedis ‘piede’ e del tema di curare ‘curare’.
Sostantivo maschile e femminile invariabile.
1. Chi, per professione, si occupa della cura e del trattamento estetico dei piedi, in particolare delle unghie e delle affezioni superficiali.
2. (solo maschile) Il complesso delle operazioni occorrenti alla cura dei piedi: fare, farsi il pedicure.

Curiosità albioniche

Alberto Cacciari ci aiuta a tenere in vita la nuova rubrica, facendoci anche una domanda.

—- Mi ha sempre colpito la curiosa identità tra "forgive" e "perdonare".
Una parola sembrerebbe la pedestre traduzione dell’altra: per-donare = for-give e viceversa. Che sia un puro caso? Se non lo è, quale delle due parole è la gallina e quale l’uovo? —

Dal dizionario Oxford etimologico si legge che si tratta un calco (loan-translation), cioè che è stato tradotto letteralmente nelle sue singole componenti semantiche, dal latino perdonare, inteso come per-donare, a sua volta da con-donare. Quindi dal latino perdonare sono nati l’antico sassone fargeban, l’olandese vergeven, il tedesco vergeben, il gotico fragiban, il francese pardon e l’inglese (to) forgive. Quindi no, non è un caso, e il primo è stato il latino, da cui derivano tutte le lingue in modo curiosamente pedissequo.

La Canzone Settimanale Enigmistica

Terminato di giocare con il diciassettesimo liibro, ecco indizio e soluzione.

34100 (2 3 2 7)

Il can di Trieste, di Lelio Luttazzi, con il passaggio per Il CAP di Trieste, anche nella versione dialettale El can de Trieste.

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