Genocidio, Svayambhu; Lettori; Perle

ottobre 25, 2016

Genocìdio
Composto del grec0 génos ‘stirpe’ e -cidio: voce coniata in forma inglese (genocide) dal giurista polacco R. Lemkin nel 1944 e pubblicamente usata nel processo di Norimberga (1946).
Anche, raro, genicìdio.
Sostantivo maschile.
Grave crimine di cui possono rendersi colpevoli singoli individui oppure organismi statali, consistente nella metodica distruzione di un gruppo etnico, razziale o religioso, compiuta attraverso lo sterminio degli individui, la dissociazione e dispersione dei gruppi familiari, l’imposizione della sterilizzazione e della prevenzione delle nascite, lo scardinamento di tutte le istituzioni sociali, politiche, religiose, culturali, la distruzione di monumenti storici e di documenti d’archivio, ecc.

Una (parola) giapponese a Roma

Svayambhu [zva’jambu]
Voce sanscrita, propriamente ‘nato da sé stesso].
Aggettivo invariabile.
(religione) Nell’induismo, ciascuna delle divinità, come ad esempio Brahma, Shiva o Visnù, la cui esistenza precederebbe l’origine del cosmo e quindi considerata assoluta.

I lettori ci scrivono

Il nostro ottimo amico Francesco Caiazzo ci scrive.

— Mi permetto di segnalare, oltre ai due significati enunciati nella newsletter, un ulteriore significato che, dalle mie parti ossia nella storica Campania felix, viene attribuito al termine "fedina": la fedìna è un anello (generalmente in oro) che si scambiano i fidanzati in occasione del primo incontro "ufficiale" delle rispettive famiglie. Essa costituisce una "promessa" di reciproco rispetto, e raffigura una sorta di anticipazione del vincolo matrimoniale di cui costituisce una rappresentazione simbolica (le fedìne di fidanzamento, solitamente sottili e piatte, sono portate, come le fedi nuziali, più bombate e larghe, all’anulare della mano sinistra, a significare, in una vera e propria comunicazione urbi et orbi, che colui o colei che l’indossa è "impegnato" sentimentalmente). —

Perle di notizie

"Stop al genocidio dei cavalli salvatici negli Usa". Il governo approva l’uccisione di 45 mila esemplari
Marco Marcon si chiede: "A parte i cavalli salvatici, da quando uccidere cavalli è un genocidio?"

Si trattava di un titolo del sito della Stampa on line.

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