Neup- Marciare; Long way; Grandi marce

luglio 1, 2016

Non è una passeggiata, a cura di PassoBarbasso

Marciàre
Dal francese marcher ‘calpestare, camminare’, che è il latino tardo marcare, probabilmente di origine germanica.
Verbo intransitivo (io màrcio ecc.; aus. avere).
1. Procedere a passo di marcia, riferito soprattutto a reparti militari, ma anche a persone che procedono ordinatamente inquadrate: marciare in colonna.
Nelle esercitazioni militari o in operazioni belliche, avanzare per reparti verso un obiettivo: un plotone marciò sulla capitale.
(estensione) Anche in riferimento a reparti motorizzati, corazzati e simili, in azione: la divisione di carri armati marciava contro le difese nemiche.
In atletica, eseguire una gara o un allenamento nella specialità della marcia, con particolare riferimento allo stile e alla velocità.
2. (estensione) Camminare, andare, di solito con andatura regolare e spedita, riferito anche a persona singola, in frasi scherzose o ironiche: che fai qui? marcia!, vattene!
Far marciare qualcuno: farlo rigare diritto, obbligarlo a lavorare, a rendere: lo faccio m. io, vedrai!
(non comune) Avere un determinato tenore di vita: aveva delle pietre al sole, e marciava da pari a pari coi meglio del paese (Verga).
(familiare, regionale) Ci marcia: di persona che sfrutta a proprio vantaggio e senza scrupoli una situazione.
3. Riferito a veicoli, procedere, avanzare: l’automobile marciava a velocità sostenuta.
Di motori o macchine in genere, funzionare: il motore ora marcia a meraviglia.
4. (figurato) Procedere in modo positivo: gli affari cominciano finalmente a marciare.

It’s a long way

When the Saints Go Marching In, spesso abbreviato in The Saints è un gospel tradizionale statunitense.
Oggi la canzone, sebbene fosse stata concepita come uno spiritual, è maggiormente nota in versioni eseguite da gruppi jazz (un esempio su tutti la versione di Louis Armstrong). Originariamente la canzone era utilizzata come marcia funebre, in particolare nella zona di New Orleans, Lousiana, dove vi era una diffusa tradizione dei cosiddetti "funerali jazz".
La canzone è dunque particolarmente associata alla città di New Orleans, tanto che la squadra di football americano venne nominata New Orleans Saints.
La canzone riprende molte delle sue immagini dall’Apocalisse di Giovanni: infatti la tromba (dell’Arcangelo Gabriele) è il modo con il quale viene annunciato il giudizio universale. L’inno esprime anche il desiderio di recarsi in Paradiso, insieme alla schiera di tutti i santi.
Il brano fu ripreso anche da moltissimi artisti, sia in forma vocale che strumentale, tra i quali Louis Armstrong negli anni ’30, Danny Kaye, Fats Domino e Bill Haley & His Comets in versione rock and roll, Elvis Presley, James Brown, Jerry Lee Lewis e Bruce Springsteen. Di questo famoso standard, vi proponiamo un divertente arrangiamento ad opera dei pianisti Eyran Katsenelenbogen and Tal Zilber in dieci stili diversi.
www.youtube.com/watch?v=O_n5YAolWVM

Le grande marce

In questa rubrica, nuova di pacca, si riferirà di marce famose.

La Marcia del Sale (in inglese Salt Satyagraha o Salt March, in hindi दांडी मार्च) fu una manifestazione non-violenta che si svolse dal 12 marzo al 5 aprile 1930 in India ad opera del Mahatma Gandhi, nell’ambito della Satyagraha.
La manifestazione si svolse contro la tassa sul sale, su cui vigeva un assoluto monopolio imperiale, imposta dal governo britannico a tutti i sudditi dell’India, residenti europei compresi. Consistette in una marcia di oltre duecento miglia (320 km) a piedi da Ahmedabad a Dandi, nello stato del Gujarat, sull’Oceano Indiano, con lo scopo di raccogliere una manciata di sale dalle saline, rivendicando simbolicamente il possesso di questa risorsa al popolo indiano.
La sera prima della partenza, Gandhi parlò di fronte a migliaia di persone invitando, anche se quella probabilmente sarebbe stata l’ultima sua preghiera, a continuare a lottare senza mai ricorrere alla violenza. La marcia a piedi si svolse per 24 giorni, arrivando alle saline del Butan con migliaia di persone. Gandhi raccolse una manciata di sale direttamente sulla spiaggia indiana. La polizia era presente sul posto per sedare la rivolta e si oppose all’avanzata dei manifestanti con duri colpi di sfollagente, ma i manifestanti continuarono ad andarle incontro, subendo i colpi senza reagire, subito sostituiti da altri quando cadevano. L’episodio molto più simbolico che deleterio per il monopolio britannico sul sale ebbe molto scalpore in tutto l’Impero indiano, e perfino i giornali britannici ne diedero notizia.

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