Ossequio, Rigveda; Burosauro; Dizionario

giugno 28, 2016

Ossèquio
Dal latino obsequium, derivato di obsequi ‘secondare, obbedire, accondiscendere’.
Sostantivo maschile.
Sentimento di profondo rispetto e di riverenza verso persona di alto grado o di alti meriti: ho sempre avuto molto ossequio per lui.
Più spesso indica la manifestazione esteriore di tale sentimento (sincera o anche solo convenzionale): fare, rendere, mostrare, prestare ossequio a qualcuno; dimostrazioni, atti, parole di ossequio.
Anche al plurale, generalmente quando si riferisce soprattutto alle parole: gradisca i miei rispettosi (o umili, profondi, doverosi) ossequi.
(disusato) Riverente saluto, a voce o nella chiusa delle lettere: i miei ossequi; presenti i miei ossequi alla signora.
In (o per) ossequio a qualcuno: per tener fede al rispetto dovutogli: lo faccio solo in ossequio a tuo padre.
In ossequio al vero: (figurato) per il rispetto dovuto alla verità.

Una (parola) giapponese a Roma

Rigveda [rig’veda]
Voce sanscrita, propriamente ‘veda degli inni’.
Sostantivo maschile invariabile.
(religione, storia) Uno dei quattro veda, consistente in una raccolta di 1028 inni composti in epoche diverse e riflettenti la credenza degli antichi popoli ariani in un politeismo naturalistico.

I burosauri

In ossequio alla legge, alle disposizioni e simili: (burocratico) in obbedienza, in conformità a esse.

Dizionario gastronomico regionale-italiano

Nientemeno che Alberto Cacciari ci scrive un contributo gastronomico.

— Contrariamente a quanto avviene nel resto del Paese, in Romagna, ma anche nel Bolognese, il termine "minestra" viene usato per indicare anche la pasta asciutta, cioè qualunque "primo", non necessariamente brodoso. All’occorrenza, infatti, si distingue tra minestra asciutta e minestra in brodo.
A difesa di questa abitudine citerò nientemeno che il grande Artusi, che, nel suo "La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene", dedica appunto un capitolo alle Minestre in brodo ed uno alle Minestra asciutte e di magro. Va detto che l’Artusi era di Forlimpopoli, in piena Romagna, ma non dimentichiamoci che in giovane età si trasferì a Firenze, proprio là dove scorre un certo Arno in cui, in passato, si era soliti sciacquare i propri panni…
Il De Mauro ammette questo significato onnicomprensivo in frasi come: "Io non mangio la minestra, prendo solo il secondo".
L’altrettanto autorevole Battaglia, invece, dà ragione in pieno ai Romagnoli/Bolognesi, precisando esplicitamente che si deve distinguere tra minestra asciutta e minestra in brodo.
Resta il fatto che un forestiero, di passaggio in questi luoghi, resta sempre stupefatto quando gli si chiede se la minestra la preferisce al ragù o al pomodoro! —

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