Finocchio, Munza; Monouso: Acchito; Idiota

aprile 5, 2016

Finòcchio
Latino fenuculum, variante di feniculum o foeniculum,
Sostantivo maschile.
1. Erba delle Ombrellifere, bienne o perenne se spontanea, annua se coltivata, alta fino a 2 m, con steli eretti, scanalati e carnosi, foglie alterne pennatosette, abbraccianti il fusto con guaine dilatate carnose, che costituiscono il caratteristico corpo, o gromulo, la parte cioè che viene comunemente consumata come ortaggio, fiori piccoli, gialli, in ombrelle, frutti a diachenio, con semi aromatici.
Il germoglio bulboso del finocchio usato come ortaggio. Si distinguono, nell’uso corrente, un finocchio maschio, rotondeggiante, tenero e poco filamentoso, che si mangia soprattutto crudo, in insalata o in pinzimonio, e un finocchio femmina, di dimensioni minori, più schiacciato e allungato, meno aromatico, preferito per la cottura.
Il seme, e più spesso, con valore collettivo, i semi del finocchio: condire i fegatelli col finocchio.
2. Nome di piante appartenenti alle Ombrellifere.
Finocchio acquatico: il fellandrio.
Finocchio alpino, detto anche finocchiana o finocchiella: erba perenne che cresce nei prati e pascoli delle Alpi e di altri monti d’Europa, le cui radici vengono usate come tonico, digestivo e carminativo.
Finocchio d’alpe o alpino: erba dei pascoli alpini che fiorisce verso la fine dell’estate.
Finocchio fetido: altro nome dell’aneto.
Finocchio marino, detto anche cretamo o critmo o bacicci o baciglia: erba perenne che cresce su rocce presso il mare nel Mediterraneo e lungo le coste europee dell’Atlantico, con foglie carnose, glauche, che si possono usare come i capperi, mentre le radici e i frutti sono diuretici, depurativi e aperitivi.
Finocchio porcino: erba perenne dell’Eurasia, non rara nei prati e nei boschi dell’Italia continentale, le cui radici sono usate come medicinali.
3. (figurato, volgare) Omosessuale maschio.
(antico) Uomo inetto, babbeo.

Aggiungiamo che Finocchio, usato come nome proprio, è il primo zanni della Commedia dell’arte.

Infinocchiàre
Derivato di finocchio; l’origine del secondo significato è tuttora incerta.
Verbo transitivo.
1. (non comune) Condire con semi di finocchio.
2. (familiare) Ingannare, imbrogliare, raggirare dando a intendere cosa non vera: raccapezzandosi finalmente ch’era stata infinocchiata (Manzoni).

Una (parola) giapponese a Roma

Munza [‘muntsa]
Dalla voce greca moderna mountza ‘insulto’.
Anche mountza.
Sostantivo femminile invariabile.
Nella Grecia moderna, gesto di origine apotropaica consistente nel protendere la mano o le mani aperte con le palme rivolte al destinatario, diventato oggetto di grandissima offesa.

Parole monouso

Tempo fa pubblicammo la parola acchito come parola derivata da giuochi. Ora viene promossa a parola monouso perché, al di fuori del biliardo, viene utilizzata solo nella locuzione "di primo acchito".

Acchìto
Dal francese acquit, derivato di acquitter, a sua volta

derivato di quitte ‘libero’, dal latino quiìtu(m) ‘quieto’. .
Sostantivo maschile.
Nel gioco del biliardo, la mossa con cui un giocatore acchita la palla; anche, la posizione della palla o del pallino all’inizio del gioco.
D’acchito, di primo acchito: (figurato) al primo tentativo, subito.

L’idiota

Finocchio era usato anticamente per indicare un idiota, quindi entra nella nostra storica rubrica di insulti.

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