Archive for marzo, 2016

Capestro; Maccheronico: Share

marzo 23, 2016

Capèstro
Latino capistrum ‘cavezza’.
Sostantivo maschile.
1. Fune grossa usata per legare per la testa buoi, vacche, cavalli ecc.; cavezza: mettere il capestro,
Rompere il capestro: (anche figurato) liberarsi da ogni soggezione.
Porre il capestro a qualcuno: sottometterlo alla propria volontà.
2. La corda usata per impiccare.
(estensione) La forca stessa: condannare, mandare al capestro.
3. Motivo ineluttabile di costrizione o asservimento.
(figurato, aggettivo invariabile) Che impone condizioni molto dure: legge, contratto capestro.
4. (antico) Il cordiglio dei francescani: quel capestro Che solea fare i suoi cinti più macri (Dante).

Giapponese maccheronico

Nella lingua italiana la definizione è la seguente.

Share [SEr]
Voce inglese; propriamente ‘parte, quota, porzione’.
Sostantivo maschile invariante.
Nelle rilevazioni degli ascolti televisivi, la percentuale di spettatori sintonizzati su un canale in una determinata fascia oraria.

In inglese, invece, significa:

Share
Sostantivo.
1. Parte, porzione, quota.
2 (finanza) Azione, titolo azionario.

Grazie a Marco Marcon.

Panafricano, Dom, Don; Lettori

marzo 22, 2016

Panafricàno
Composto di pan- ‘tutto’ e africano.
Aggettivo.
Che riguarda tutti i popoli dell’Africa, con riferimento soprattutto al panafricanismo: conferenze panafricane.

Panafricanìsmo
Derivato di panafricano.
Sostantivo maschile.
Movimento ideale nato alla fine del secolo XIX e trasformatosi in movimento politico nella seconda metà del Novecento, soprattutto dopo la decolonizzazione dell’Africa, col proposito di operare per la realizzazione dell’unità politica del continente africano, nel rispetto delle tradizioni e delle autonomie locali e sulla base delle affinità culturali e storiche tra i vari stati.

Una (parola) giapponese a Roma

Dom
Voce francese, dal latino tardo domnus ‘padrone, signore’, variante di dominus.
Sostantivo maschile invariabile.
(ecclesiastico) Variante francese e spagnola di don, titolo dato in Francia e in Spagna, e sul loro esempio talora anche in Italia, ad alcuni religiosi, soprattutto benedettini e certosini.

Don
Forma tronca dell’antico donno.
Sostantivo maschile invariabile.
Predicato d’onore che si antepone al nome e al cognome di ecclesiastici secolari, e al nome di battesimo dei componenti le famiglie insignite di titoli di principe e di duca o dell’alta aristocrazia della Spagna e del Portogallo, uso estesosi poi in Italia.
Nell’Italia meridionale, titolo di rispetto che si premette di solito al nome proprio di ogni persona di riguardo, non necessariamente nobile, con uso analogo a quello di signore: Mastro don Gesualdo. In quest’accezione la voce femminile è donna.

I lettori ci scrivono

Mesi fa sulla Parolata pubblicammo la parola cafòne con la seguente etimologia:
Dal nome di un centurione romano (Cafo, I sec. a. C.), a cui sarebbero stati elargiti dei fondi nell’agro campano.
Ci scrisse Mario Cacciari a riguardo, pubblichiamo ora il suo intervento.

— Quando, per motivi di lavoro, ho per qualche anno abitato nel casertano, da alcuni napoletani mi fu riferita questa diversa interpretazione dell’etimologia della parola cafone, (dialettalmente cafùne). Pare che a Napoli in tempi remoti i contadini, e particolarmente i bovari, venissero definiti popolarmente chille c’a fune (quelli con la fune) per la caratteristica abitudine di portare spesso in ispalla un rotolo di corda che serviva per legare animali che intendessero vendere o comperare.
Sarà? Queste etimologie, in genere meno colte di quelle ufficiali, mi hanno sempre attratto… —

Piaga, Stockpiling; Antonomasia

marzo 21, 2016

Piaga
Latino plaga, propriamente ‘percossa’ e figurato ‘piaga, ferita’, dal greco plege ‘colpo, percossa’.
Sostantivo femminile.
1. Ferita, lesione, lacerazione prodotta da un trauma di varia natura o, più spesso, determinata da un processo patologico, e che si presenta su una parte del corpo umano o animale come una interruzione dei tegumenti esterni, coperta di tessuto di granulazione e spesso con secrezione di pus: avere una piaga sulla spalla; il suo volto era tutto una piaga; un ronzino vecchio e malandato, pieno di piaghe.
(letterario) Ferita, specialmente se prodotta da un’arma: el disse «Or vedi»; E mostrommi una piaga a sommo ’l petto (Dante); i greci eroi, … A poco a poco vinti dalle piaghe, L’un sopra l’altro cade (Leopardi).
Le piaghe di Cristo: i segni della passione, quelli cioè lasciati dai chiodi sulle mani e sui piedi di Gesù e la ferita nel costato.
2. (figurato) Dolore ancora vivo e inconsolabile, motivo di profonda afflizione, o anche affanno amoroso: avere una piaga nell’animo.
Mettere il dito sulla piaga: toccare un argomento doloroso, delicato, scottante.
Grave danno, flagello, calamità: la piaga della grandine.
Fenomeno sociale di particolare gravità, problema collettivo che affligge e preoccupa perché di difficile soluzione: la piaga della corruzione; la piaga della fame nel terzo mondo.
Con riferimento al racconto biblico dell’Esodo, le piaghe d’Egitto: la serie delle dieci calamità che per volere divino si abbatterono sugli Egiziani a causa del rifiuto opposto dal faraone alla partenza degli Ebrei; talora assunte come termine di paragone o di similitudine per indicare, anche con iperbole scherzosa, eventi calamitosi o persone che siano fonte di guai, seccature, fastidî: quello che dicono queste piaghe d’Egitto che sono i giornali (Pascoli).
Con lo stesso significato e con riferimento a persone, anche il semplice piaga: quell’uomo è stato una vera piaga per la città. Anche usato in frasi o in esclamazioni di impazienza verso chi si mostra particolarmente fastidioso, noioso o lamentoso: è proprio una piaga, non fa che lamentarsi dei suoi guai.

Una (parola) giapponese a Roma

Stockpiling [stok’piling]
Voce inglese, composto di stock ‘scorta, riserva’ e piling, derivato di (to) pile ‘accumulare’.
Sostantivo maschile invariabile.
(storia) Dopo la seconda guerra mondiale, massiccio accaparramento di materie prime da parte degli Stati Uniti a scopo cautelare.

Antonomasie religiose

Le cinque piaghe, per antonomasia, sono le piaghe di Cristo.

Neup- Yoga; Zonzo: Yoga walking; Long way

marzo 18, 2016

Non è una passeggiata, a cura di PassoBarbasso

Yoga
Con il sostantivo maschile sanscrito Yoga nella terminologia delle religioni originarie dell’India si indicano le pratiche ascetiche e meditative. Non specifico di alcuna particolare tradizione hindu, lo Yoga è stato principalmente inteso come mezzo di realizzazione e salvezza spirituale, quindi variamente interpretato e disciplinato a seconda della scuola.
Nel linguaggio corrente con "yoga" si intende il più delle volte un variegato insieme di attività che spesso poco hanno a che fare con lo Yoga tradizionale, attività che comprendono ginnastiche del corpo e della respirazione, discipline psicofisiche finalizzate alla meditazione o al rilassamento.

A zonzo tra le parole

Yoga walking
La pratica dello Yoga accoppiata con quella del camminare ha recentemente dato vita in Europa del Nord allo Yoga Walking.
Si tratta di un’attività sportiva che si pratica con l’ausilio dei tipici bastoncini utilizzati nella tradizionale nordic walking in Finlandia, ma a questa disciplina europea si uniscono i principi della medicina ayurvedica e dello yoga, con le sue posizioni (asana) che favoriscono il benessere di mente e corpo e la respirazione.

It’s a long way

Shake a leg
Gli inglesi usano questa espressione con il significato di darsi una mossa, affrettarsi.
Shake e leg è anche una canzone degli AC/DC, presente nell’album Back in Black del 1980.
Potete ascoltarla qui, su Youtube.

Colazione, Petit-grain; Uomini: Neroli

marzo 17, 2016

Colazióne
Dal francese colation, usato dai monaci come termine tecnico per il pasto, dal latino collatio -onis ‘il mettere insieme’, e nel latino tardo ‘riunione, conversazione’ in quanto originariamente era il pasto che i monaci prendevano dopo la riunione della sera.
Anche, antico o popolare, colezióne.
Sostantivo femminile.
1. Il primo, leggero pasto del mattino.
Colazione all’inglese: con tè, pane tostato, burro, marmellata, uova.
Colazione alla (antico a o in) forchetta: con cibi solidi.
2. (arcaico) Leggera refezione serale dopo una giornata di digiuno.
3. (estensione) Il pasto del mezzogiorno, soprattutto se leggero, ma anche (improprio) il pranzo vero e proprio, detti talora seconda colazione per distinguerli dalla prima colazione del mattino.
Colazione di lavoro: pranzo leggero e rapido che interrompe solo brevemente una riunione di lavoro e durante il quale spesso si continuano a trattare i problemi in discussione.

Una (parola) giapponese a Roma

Petit-grain [peti’gren]
Voce francese, composto di petit ‘piccolo’ e grain ‘grano’.
Sostantivo maschile invariabile.
(botanica) Olio essenziale che si ottiene distillando con vapore le foglie e i ramoscelli dell’arancio amaro; liquido giallo con odore molto simile a quello dell’essenza di neroli. Si usa in profumeria, e a volte serve a sofisticare l’olio di neroli.

Uomini e parole

Nèroli
Da Anna Maria de la Tremoïlle de Noirmoutier, moglie di Flavio Orsini duca di Bracciano e principe di Nerola, che l’introdusse in Francia nel secolo XVII.
Sostantivo maschile.
(botanica) Essenza estratta per distillazione dei fiori d’arancio amaro largamente impiegata in profumeria.