R- Marmellata ecc., Torpedo; Uomini; La sai!; Rovinata

dicembre 10, 2015

Parole a confronto

Marmellàta
Dal portoghese marmelada, da marmelo ‘cotogna’, dal latino melimelu(m) dal greco melimelon, composta di meli ‘miele’e melon ‘mela’.
Sostantivo femminile.
Nella classificazione merceologica, conserva di agrumi lasciati cuocere, con aggiunta di molto zucchero, fino ad ottenere una buona consistenza.
Nel linguaggio comune, confettura di frutta: mamellata di ciliege.

Confettùra
Latino confectura(m) ‘preparazione’, da confectus, probabilmente attraverso il francese confiture.
Sostantivo femminile.
1. (raro) Insieme di confetti.
2. Conserva di una o più specie di frutta lasciata cuocere, con aggiunta di zucchero, fino ad ottenere una buona consistenza: confettura di fragole.

Gelatìna
Da gelare.
Sostantivo femminile.
Tra gli altri significati:
Gelatina di frutta: confettura che si ottiene facendo bollire la frutta con lo zucchero, filtrando il succo e lasciando che si rapprenda.

Una (parola) giapponese a Roma

Torpèdo
Voce spagnola, propriamente ‘torpedine, siluro’con estensione del senso per il suo aspetto fusiforme.
Sostantivo maschile.
Automobile aperta a quattro o più posti, diffusa nei primi decenni del Novecento.

Uomini e parole

Satànico, dal greco satanikós, da Satan, ‘Satana’ aggettivo col significato: di Satana e, figurato, che rivela perfidia, malignità, disumanità.
Assatanàto, aggettivo col significato di indemoniato e, per estensione, di eccitato sessualmente.

Due punti per Mauro Cociglio.

Satanàsso, dal larino tardo ecclesiastico satanas, varianta di satan ‘Satana’.
Sostantivo maschile.
1. (popolare) Satana. Darsi a satanasso: disperarsi.
2. (estensione) Persona violenta, furiosa: gridare come un satanasso. Persona irrequieta, sempre in attività. Ragazzo molto vivace.
Anche: scimmia con barba lunghissima e lunga coda non prensile (ordine dei Primati).

Un punto per Martina Ferro.

Ci troviamo costretti ad annullare il punto per l’uomo e parola asclepiadeo proposto da Libero poichè siamo stati
sommersi da montagne di termini della poesia assolutamente ingestibili.

La sai l’ultima!

Un gruppo di pendolari si ritrova tutte le mattine e i pomeriggi in treno nello stesso scompartimento. Una mattina entra nello scompartimento anche un nuovo passeggero, dopo qualche minuto uno dei pendolari abituali dice "25" e tutti gli altri si sbellicano dalle risate, poi un altro urla "Sentite questa: 16" e tutti a ridere come pazzi. Poi uno dice "3" e giù un tripudio di risate. A questo punto il nuovo passeggero chiede: "Scusate, potete dirmi cosa state facendo?" e uno gli spiega: "Poichè prendiamo sempre lo stesso treno tutti i giorni, e oramai le barzellette che ci raccontiamo le conosciamo tutti, per fare prima abbiamo numerato le barzellette e ce le raccontiamo dicendo solo il numero". E subito dopo "46!" e risate. Si alza quindi uno dei pendolari e dice "E questa, e questa: 32", silenzio. Uno degli altri dice: "Sei sempre il solito, tu proprio non le sai raccontare le barzellette".

Da parte di Carlo Cinato.

Uomini e parole rovinate

CINCINATO
Chi, dopo aver partecipato ad importanti concorsi letterari, si ritira modestamente a curare una rubrica lessicale.

Di Riccardo Lancioni.

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