marzo 6, 2015

Non è una passeggiata, a cura di PassoBarbasso

Sobrietà

Dal latino sobriĕtas -atis, derivato di sobrius ‘sobrio’.

Sostantivo femminile.

Qualità di chi o di ciò che è sobrio: uomo di grande sobrietà; sobrietà di costumi; anche in senso figurato: sobrietà di stile; effetti ottenuti con grande sobrietà di mezzi.

Sòbrio

Dal latino sobrĭu(m), composto di sē-, con valore negativo, ed ebrĭus ‘ubriaco’.

Aggettivo.

1. Moderato e controllato nel mangiare e nel bere; parco, frugale: persona, vita sobria.

2. Non alterato dagli effetti dell’alcol; lucido: rimanere sobrio pur bevendo molto.

3. Semplice, misurato, alieno da eccessi e superfluità: vestire in modo sobrio; arredamento sobrio; pasto, cibo sobrio.

Che non eccede in artifici retorici, che rifugge da ornamenti e da idee estrose: discorso sobrio, decorazione sobria.

Il 15 gennaio il quotidiano Repubblica intitolava in prima pagina “9 anni di sobrietudine”, articolo a firma di Filippo Ceccarelli sulle dimissioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il titolo non era uno strafalcione linguistico, ma una raffinata citazione del romanzo di Garcia Marquez “cento anni di solitudine”.

Camminare è un esercizio di sobrietà, come può confermare chiunque abbia preparato uno zaino da portare in spalla.

Passeggiate di dire

Per aspera ad astra

Durante le escursioni in montagna capita a volte che qualcuno, vinto dalla durezza della salita, si fermi sconsolato abbandonandosi a gravi pensieri. La frase giusta in frangenti del genere è: “Coraggio amico, per aspera ad astra”.

Questo detto latino letteralmente significa “la via per le stelle è piena di asperità”, ovvero in senso lato “la via che porta ai grandi risultati è piena di ostacoli”. Più prosaicamente gli inglesi dicono “no pain, no gain”, oppure “no gain without pain”, con analogo significato.

Frasi, non futilità

Sono un po’ stanchino. Credo che tornerò a casa ora.

Forrest Gump, nel film omonimo, dopo aver corso per tutti gli Stati Uniti.

Per un pugno di conchiglie

Ventunesimo libro, quinto indizio

Il protagonista, che a questo punto ha deciso di sposare una delle due donne, viene abbandonato da questa proprio prima dell’ingresso in chiesa. La promessa sposa viene poi uccisa da colui con cui era fuggita, l’eterno rivale del protagonista. Per questo il nostro buon principe, sì, il protagonista è un principe, ha una ricaduta del proprio malanno, vi ricordate, quello del primo indizio? e torna in clinica a curarsi. Ah, e poi il titolo: guardate che non è da considerare offensivo verso il protagonista, eh?

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