Archive for dicembre, 2014

Tomba, Sepolcro; Lettori; Religiose; Conchiglie

dicembre 22, 2014

Parole a confronto

Tómba
Latino tardo tŭmba, che è dal greco tymbos ‘tumulo, sepolcro’.
Sostantivo femminile.
1. Luogo, ambiente naturale o artificiale, struttura o complesso architettonico talvolta costruito con particolari intenti di monumentalità, in cui vengono deposti i resti mortali (cadavere, ossa, ceneri) di una o più persone.
2. (figurato) Simbolo della morte: dalla culla alla morte; avere un piede nella tomba.
(iperbolico) Con allusioni al silenzio in attestazioni di riservatezza: essere muto come una tomba.
3. (figurato) Abitazione, stanza o altro ambiente eccessivamente chiuso, buio, tetro, basso: abita in una tomba.
(antico) Caverna, grotta sotterranea, canale sotterraneo a volta: una tomba, nella quale alcun lume non si vedea e che per prigione de’ monaci che fallissero era stata fatta (Boccaccio); Batista non essendo stato a tempo a fuggire, né i nemici ad ammazzarlo, drento alle sue case in una tomba fatta per conservare frumento si nascose (Machiavelli).

Sepólcro
Dal latino sepulcrum, derivato del tema di sepelire ‘seppellire’.
Anche, antico, sepùlcro.
Sostantivo maschile.
1. Sinonimo più elevato e solenne di tomba, adoperato soprattutto per indicare unavsepoltura illustre per la fama della persona sepolta, per la grandiosità delle sue dimensioni o per l’interesse artistico o storico delle sue forme.
(figurato) Simbolo della morte; condurre uno al sepolcro: provocarne o affrettarne la morte; sepolcri imbiancati: locuzione evangelica rivolta in senso spregiativo da Gesù agli scribi e ai farisei, estesa per indicare gli ipocriti.
(raro) Sepoltura: né chi mi cuopra Gli occhi sarà, né chi sepolcro dia (Ariosto).
2. Nella liturgia cattolica, denominazione impropria del repositorio, mobile in cui l’Eucaristia, al termine della messa vespertina in memoria della cena del Signore del giovedì santo, viene riposta, e conservata fino alla solenne funzione liturgica del venerdì santo, nella quale si commemora la morte di Gesù.
Visita ai Sepolcri: pia tradizione cattolica per la quale i fedeli sogliono fare una breve adorazione innanzi al repositorio in più chiese: visitare i Sepolcri, o popolarmente fare i Sepolcri.

Una (parola) giapponese a Roma

Coutil [ku’ti]
Voce francese, derivato dall’antico coute ‘materasso’.
Sostantivo maschile invariabile.
Tessuto robusto di lino o cotone a trama fitta usato per la confezione di busti.

I lettori ci scrivono

A proposito di calcagni, Tommaso Mazzoni ci propone anche il termine "scalcagnato".

Scalcagnàto
Participio passato di scalcagnato.
Aggettivo.
Consumato o rotto nei calcagni: calze scalcagnate.
(estensione) Di persona male in arnese o di cosa logora e mal ridotta: un dottore scalcagnato, una bicicletta scalcagnata.

Antonomasie religiose

Il Santo Sepolcro, o anche solo il Sepolcro, per antonomasia è il luogo della sepoltura di Gesù Cristo, a Gerusalemme.

Per un pugno di conchiglie

Il dodicesimo libro era l’ultimo dell’anno, e chiudiamo con tante risposte esatte: al primo indizio indovinano Patrizia Franceschini (5+5), Marco Marcon (5+4), Cristina (5+3) e Alex Merseburger (5+2); al secondo indovinano Vizi Coloniali (4+1), Paola Zucchi e Michele, entrambi per 4 punti; al quarto indizio rispondono correttamente, e guadagnano 2 punti, LucaBoh, Cinzia Agostinetto, Elena Baldino, Lucia Costantini, djzero00, Piero Fabbri, Shazzer, Maurizio Codogno; infine al quinto indizio, per un punto, rispondono: Mario Cacciari, MT, Paola Bernardi e Omero Mazzesi.
Le risposte sbagliate sono state quattro.

Al solito la classifica e la soluzione sono alla pagina sul sito, e rimarranno invariate fino a mercoledì 7 gennaio, quando riprenderà il concorso dopo la pausa natalizia con una serie di libri monoindizio.

Auguri

Buon Natale e buone feste a tutti dalla redazione della vostra amata newsletter.

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Neup- Calcagno, Calcagnare; Passi tardi; Conchiglie

dicembre 19, 2014

Non è una passeggiata, a cura di PassoBarbasso

Calcàgno
Latino tardo calcaneum, derivato di calx calcis ‘tallone’.
Sostantivo maschile (plurale calcagni, in alcune espressioni figurate il plurale è le calcagna, anticamente le calcagne).
1. Parte posteriore del piede, tallone.
Sedersi sui calcagni: accoccolarsi.
2. (anatomia) L’osso più voluminoso del tarso, di cui costituisce la parte postero-inferiore e che poggia direttamente sul suolo.
Avere la testa nei calcagni: non avere giudizio, lavorare senza fare attenzione.
Avere qualcuno alle calcagna: che insegue da vicino correndo o che cerca in modo pressante di ottenere qualcosa.
Mettere qualcuno alle calcagna: che spii o sorvegli.
Stare alle calcagna: essere sempre dietro a vigilare o molestare.
Mostrare, voltare, alzare, menare, battere le calcagna: darsi alla fuga.

Calcagnàre
Verbo intransitivo.
(antico) Dar di spone al cavallo per fuggire.
(figurato, antico) Batter le calcagna, darsela a gambe.

Enrica Caretta nel suo libro "Il Passadondolo" propone di adottare e riportare in uso una sessantina di parole dismesse dalle ultime edizioni del vocabolario italiano (il riferimento scelto è stato il Devoto Oli, nelle edizioni successive al 2003). Tra queste compare anche il verbo calcagnare,che proponiamo ai lettori di NEUP per una affettuosa adozione.

A passi tardi e lenti

Nelle sere azzurre d’estate andrò per i sentieri,
pizzicato dal grano, a calpestare l’erba tenera:
come in sogno ne sentirò il fresco nei piedi.
Lascerò che il vento bagni la mia testa nuda.
Non dirò nulla, non penserò a niente:
ma l’amore che non ha fine mi riempirà l’anima,
e andrò lontano, molto lontano, come un vagabondo
attraverso la Natura, felice come quando si sta con una donna.
Sensazione, Arthur Rimbaud

Il poeta maledetto è in grado di smuovere anche il cuore di un duro come Corto Maltese. Se non ci credete guardate questo video.

Per un pugno di conchiglie

Dodicesimo libro, quinto indizio

Ah, poi c’è anche una storia che si dipana per tutto il libro, tra amori di ragazzi, prepotenze di signori, codardie di preti, azioni disinteressate, azioni infami, fughe, amori inconfessabili, ricoveri, tumulti, pestilenze, e al termine il lieto fine, ma spero di non avervi rovinato la lettura dicendovi come va a concludersi.

Edonismo; Maccheronico: Twin-set; Conchiglie

dicembre 18, 2014

Edonìsmo
Derivato del graco hedone ‘piacere, godimento’.
Sostantivo maschile.
Concezione filosofica che riconosce come fine dell’azione umana il piacere; nella storia della filosofia è rappresentata soprattutto dalle dottrine dei filosofi greci Aristippo di Cirene e Epicuro.
(estensione) Qualsiasi atteggiamento del pensiero, o sistema di vita, che consideri come essenziale il conseguimento del piacere.

Giapponese maccheronico

Twin-set [twin’set]
Locuzione inglese; propriamente ‘completo (set) [di due capi] gemelli (twin)’.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
Completo da donna in due pezzi di uguale colore e tessuto, costituito da un pullover chiuso con mezze maniche e da un golf abbottonato davanti, con maniche lunghe.

Marco Marcon ci segnala che, semplicemente, non esiste la locuzione twin-set in inglese.

Per un pugno di conchiglie

Dodicesimo libro, quarto indizio

La religione non poteva mancare in un’opera così approfondita, fondendosi particolarmente con l’argomento storico, ma anche trattando dei piccoli avvenimenti che non hanno interesse storico ma che sono fondamentali per capire le scelte personali, magari anche di personaggi oscuri ma importanti per capire lo spirito religioso del tempo. E allora si parla di preti, parroci, cardinali, santi, pie donne, suore o monache, delle loro motivazioni, dei loro struggimenti interiori, delle loro azioni elevate e di quelle meno elevate.

Declamare; Chattata: Modding; Rovinata; Conchiglie

dicembre 17, 2014

Declamàre
Dal latino declamare, composto di de- e clamare ‘gridare’.
Verbo transitivo.
1. Recitare prosa o versi con intonazione solenne, talora sottolineando la frase col gesto: declamare un’ode, un monologo.
In musica, intonare la frase verbale seguendo dappresso l’interpunzione e le flessioni che essa avrebbe in un parlare oratorio o altrimenti commosso.
2. (estensione, assoluto) Parlare con tono enfatico, caricato: è un buon parlatore ma declama troppo.
(ironico o scherzoso) Gridare, protestare, sfogarsi a parole contro qualcuno o qualche cosa: declamare contro i costumi corrotti.

Declamàto
Participio passato di declamare.
Anche come aggettivo.
Nella pratica musicale, come aggettivo e sostantivo maschile, di recitativo che tende ad adempiere funzioni che per consuetudine spettano al vero e proprio canto: declamato wagneriano.

La chattata, ovvero la Parolata e internet

Modding [‘modding]
Voce inglese, derivato di mod ‘alla moda’.
Anche case modding [‘keis ‘modding].
Sostantivo maschile invariabile.
(informatica) Pratica di modificare un computer, in particolare l’involucro esterno (case), allo scopo di migliorarne e personalizzarne l’aspetto e, a volte, di migliorarne le prestazioni.

La parola rovinata

Equidistante
Esattamente a metà strada tra due cavalli.

Per un pugno di conchiglie

Dodicesimo libro, terzo indizio

La storia, poi ha un posto d’onore nell’opera, in quanto sono esposte le vicende di un intero secolo, ma non si disdegna l’analisi di avvenimenti anteriori, se ciò serve a fare capire meglio la situazione che si desidera trattare. Personaggi, avvenimenti, flussi economici: tutto è accuratamente riportato.

Condire, Condito; Keikogi; Conchiglie

dicembre 16, 2014

Condìre
Dal latino condire, di etimo ignoto.
Verbo transitivo (io condisco, tu condisci ecc.).
1. Rendere più saporito e più sostanzioso un cibo con l’aggiunta di sostanze adatte (dette appunto condimenti): condire i maccheroni col sugo; condire l’insalata (con sale, olio, aceto, ecc.).
2. (figurato) Abbellire, rendere più gradevole o meno spiacevole: ha condito il suo discorso con molte figure retoriche; Sai che […] ’l vero condito in molli versi I più schivi allettando ha persuaso (Tasso).
Anche ironico: condire le lodi con qualche stoccatina.
Con valore più generico: queste ultime parole io le condii d’un discreto sapore d’ironia (Nievo).
(figurato, antico) Conciare, ridurre in cattivo stato: l’ha condito come meritava.

Condìto
Participio passato di condire.
Aggettivo.
Che è stato condito, che ha condimento: insalata condita con olio e aceto; gli spaghetti mi piacciono ben conditi.

Sostantivo maschile.
Condimento: la pasta è troppo cotta, ma il condito è ottimo.

Una (parola) giapponese a Roma

Keikogi [kej’kogi]
Voce giapponese, propriamente ‘abito da addestramento’, composto di keiko ‘pratica’ e gi ‘vestito’.
Sostantivo maschile invariabile.
Tipico abbigliamento di cotone bianco molto resistente, utilizzato per praticare le arti marziali giapponesi. Ogni arte marziale ha poi il proprio tipo di keikogi, ottenuto sostituendo il nome dell’arte a keiko, ad esempio nel kendo si usa il kendogi e nel judo si usa il judogi.

Per un pugno di conchiglie

Dodicesimo libro, secondo indizio

La geografia? Ma certo, come potrebbe non essere trattata. Particolarmente ci si concentra su una porzione di territorio: le città, i paesi, i laghi, i monti, i fiumi, financo i castelli: tutto è descritto e localizzato.