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Neup- Sherpa, Facchino; Battuta; Conchiglie

dicembre 5, 2014

Non è una passeggiata, a cura di PassoBarbasso

Sherpa
Voce inglese, dal tibetano Shar-pa, propriamente ‘uomo dell’est’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Nome degli indigeni appartenenti a uno dei tanti gruppi etnici della popolazione nepalese, stanziato alle pendici dell’Everest, la cui occupazione principale, una volta limitata alla pastorizia e all’agricoltura, è diventata, in seguito alle sempre più frequenti spedizioni alpinistiche nel territorio himalaiano, quella di portatori, di guide, e talvolta anche di organizzatori dell’accampamento.
(estensione) Portatori o guide in zone asiatiche d’alta montagna.
2. Nel gergo politico e giornalistico, funzionario cui sono affidati compiti organizzativi: gli sherpa della diplomazia internazionale. In usi scherzosi, chi svolge compiti pesanti e per lo più ingrati: per i tuoi bagagli servirebbe uno sherpa.

Sebbene non direttamente collegato alle attività escursionistiche o alpinistiche, vogliamo riportare la definizione di facchino, perché è singolare l’origine e l’evoluzione del significato di questa parola.

Facchìno
Dal latino medievale alfachinus, fachinus, derivato dell’arabo faqīh, in origine ‘giureconsulto, teologo, dottore, sacerdote musulmano’, spesso con la funzione di ‘sovrintendente, controllore, ufficiale’, associato nei documenti ad altre cariche relative alla dogana; successivamente scaduto al significato di ‘scrivano’ e passato poi a quello di ‘piccolo mercante di stoffe, rivenditore ambulante’, da cui il significato di ‘uomo di fatica, portatore di pesi’.
Sostantivo maschile.
1. Chi per mestiere porta pesi nelle stazioni o nei porti. Sinonimo: portabagagli.
(figurato) Fare il facchino: essere addetto a lavori grossolani e faticosi, sgobbare. In qualche caso indica persona di modi rozzi, volgari.
2. Granchio della famiglia dei dromidi (Dromia vulgaris), così chiamato per l’abitudine di portare sul dorso, tenendole ferme con le due paia di zampe posteriori, ascidie, spugne e altro per nascondersi.

Battuta obbligatoria

La devozione religiosa ha disseminato le nostre montagne di croci, cappelle, santuari e vie crucis. Capita quindi percorrendo i sentieri di imbattersi in immagini mariane, in forma di affresco, statua o altro. L’escursionista spiritoso può a questo punto esibirsi in un classico della battuta obbligatoria. Egli siederà accanto all’altare e simulando un’aria stravolta, così dirà ai compagni di gita rimasti indietro nel sentiero: Ragazzi, sentiero durissimo, ho visto la Madonna!

Per un pugno di conchiglie

Settimo libro, quinto indizio

Dicevamo dei cattivi: sono finiti proprio male. E anche la ragazza che faceva parte dei cattivi ma in realtà era riuscita a diventare buona è finita proprio male. E i buoni: in realtà erano tutti più o meno imparentati tra loro, anche se non lo sapevano. Il romanzo finisce, e siamo tutti contenti perché il mondo è brutto e cattivo spesso, ma è anche giusto, e ognuno avrà ciò che si merita.

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