Archive for 2 dicembre 2014

Miniare, Miniatura, Mini-; Paesi: Mazurka; Conchiglie

dicembre 2, 2014

Parole a confronto

Miniàre
Dal latino miniare ‘tingere col minio’.
Verbo transitivo (io mìnio ecc.).
1. Decorare o illustrare con la tecnica della miniatura: miniare una pergamena, un messale.
(assoluto) L’arte di miniare. In origine, scrivere, decorare col minio, in quanto il minio era adoperato largamente nei codici più antichi per dare risalto col rosso alle iniziali dei capitoli e per la decorazione dei margini.
(figurato) Disegnare, dipingere, scrivere con molta finezza ed esattezza di particolari: è un pittore che minia le sue tele.
2. (non comune) Coprire di minio (cioè di rossetto), imbellettare, truccare: miniarsi il volto.

Participio passato: miniato, anche come aggettivo.
In senso proprio e figurato: codice, messale miniato; figure, iniziali miniate; una descrizione miniata o che pare miniata.

Miniatùra
Derivato di miniare.
Sostantivo femminile.
1. Decorazione di codici utilizzando il minio, minerale (ossido di carbonio) di colore rosso impiegato anticamente per la preparazione di smalti.
Lavoro d’arte eseguito con la tecnica della miniatura; le miniature della Bibbia di Borso d’Este.
(figurato) Essere o parere una miniatura: di dipinto o altro lavoro, di una pagina o di un’intera opera letteraria, eseguiti con minuziosa e delicata cura dei particolari; anche, di volto femminile o infantile che presenti lineamenti soavi e aggraziati.
(estensione) L’arte di dipingere in piccole proporzioni, con colori e oro, su pergamena, carta, rame, avorio ecc.
2. (estensione) In cinematografia, modellino appositamente costruito per l’esecuzione di un particolare trucco cinematografico mediante il quale una scena, che sullo schermo apparirà di proporzioni normali e nella quale si vedranno personaggi in azione, è in pratica costituita da due parti distinte, una di dimensioni naturali e l’altra in scala ridotta.
3. (locuzione avverbiale e aggettivale) In miniatura: in dimensioni molto ridotte rispetto alla realtà o alla normalità, con riferimento o a riproduzioni in formato ridottissimo ma fedeli di strutture reali (un gesso del duomo di Milano in miniatura), o a oggetti e strutture imitati o ispirati dalla realtà, con adattamenti di fantasia, e sempre in dimensioni molto più piccole di quelle naturali (un minigolf con ponti, castelli, mulini in miniatura).
Anche riferito, per iperbole, a persone: un ometto, una signorina in miniatura, di bambini che abbiano l’atteggiamento e i modi di persone adulte.
(non comune) Un commerciante, un industriale in miniatura: che esercitano un’attività commerciale o industriale su scala ridotta.
4. In elettronica, condensatori, tubi miniatura, di dimensioni ridotte rispetto a quelli normali.

Pensavate che ‘miniatura’ derivasse da minimo? La Parolata vi dice che non è così. Allora mini- che origine ha?

Mini-
Dal latino minĭmus ‘minimo’ sull’esempio dell’inglese mini-, a sua volta forse come riduzione di miniature ‘miniatura’.
Primo elemento di composti formati modernamente, col significato di dimensione ridotta o di scarsa entità, inizialmente minigolf e minigonna, e poi per altre composizioni, proprie soprattutto del linguaggio della pubblicità e della moda (ma anche dell’uso comune e letterario), come miniabito, miniappartamento, minischermo, più altre formazioni scherzose e per lo più occasionali, come miniassegno, miniriforma, ministipendio ecc.

Almeno lui sembra che derivi da ‘minimo’, e non da ‘miniatura’, non direttamente, almeno.

Una (parola) giapponese a Roma e Nomi di paesi, la parola

Mazùrka
Voce polacca, propriamente ‘della Masovia’, regione storica della Polonia.
Anche mazùrca.
(musica) Danza nazionale polacca, a ritmo ternario e con movimento più lento di quello del valzer, originariamente formata da due o quattro periodi di otto battute, ognuno dei quali veniva ripetuto.
Musica che accompagna tale danza: le mazurke di Chopin.

Per un pugno di conchiglie

Settimo libro, secondo indizio

Poi ci sono i buoni, quasi angelici, ma non sono tanti, e questo permette di cesellare le storie senza temere una fine troppo rapida: un cattivo-cattivo che riapra la situazione e realizzi un colpo di scena in negativo lo si trova sempre. Sono pochi, dicevamo, ma sono incrollabili: anche nonostante le apparenze non cambiano opinione sulle persone, e in particolare sul protagonista.

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