REDUCE, SHOFAR; Lettori; Conchiglie

novembre 5, 2014

Rèduce
Dal latino redux -ŭcis, composto di re- e ducĕre ‘guidare’.
Aggettivo e sostantivo maschile e femminile.
Che ritorna, che è appena ritornato dopo una lunga assenza, dovuta a imprese e avventure rischiose, all’esilio, alla guerra: gli alpinisti reduci dalla conquista del K2; i soldati reduci dalla prigionia, dai campi di concentramento.
(assoluto) Combattente che al termine di una campagna di guerra ritorna in patria: associazione combattenti e reduci.
(letterario) Ritornato: Grata agli dei del reduce marito (Foscolo): per il ritorno del marito.
(poetico, figurato) Che di nuovo ritorna: il sol che, reduce, L’erta infocata ascende (Manzoni).
(comune) Enfaticamente, di ritorno, anche dopo un’assenza non molto prolungata: essere reduce da una tournée, una gran folla di tifosi attendeva all’aeroporto i calciatori della Nazionale, reduci dai campionati mondiali.

Una (parola) giapponese a Roma

Shofar [So’far]
Voce ebraica.
Sostantivo maschile invariabile.
(musica) Strumento musicale di origine antichissima realizzato con un corno di montone, oggi ancora usato nel giorno del kippur al termine del servizio religioso.

I lettori ci scrivono

Pubblicammo qualche tempo fa la parola lap dance, fornendo come etimologia: da to lap ‘muoversi intorno, lambire’ e dance ‘danza’, propriamente ‘danza che si muove intorno’. Ci ha scritto a riguardo Mario Cacciari, che non convinto della nostra proposta ha approfondito l’argomento.

— Mi permetto di porre qualche dubbio (no certezze, per carità, mai quelle!) sull’interpretazione fornitaci.
Son adunque partito dall’accertare il perché e il percome i computer personali siano comunemente distinti in due tipi: desk-top e lap-top. Il primo è facile, poi che si sa che desk è la scrivania. Quindi: oggetto che si usa appoggiato su un tavolo, o uno scrittoio. Ma il secondo? Mica sarà per il fatto che la tastiera si lambisce coi polpastrelli? o che lo si usa girando attorno qua e là, vero? Noooo…
Anche se gli onorevoli signori Sabatini e Coletti riferiscono:

Lappàre
Verbo intransitivo.
Detto perlopiù di animali, bere rumorosamente succhiando il liquido con la lingua.

Dunque parola italianissima e conservata nella crusca da un abbondante mezzo millennio, pure non mi sono convinto ed ho compulsato un novissim’istrumento che la californiana ditta ‘Mela’ cortesemente mette a disposizione di noi fedeli utilizzatori dei suoi qualificati prodotti. E questo ho trovato (e mi si perdoni -relata refero- l’idioma foresto, e il selvaggio saccheggio che ne fo).

Lap 1
Noun.
1. (usually one’s lap) the flat area between the waist and knees of a seated person: come and sit on my lap.
The part of an item of clothing, especially a skirt, covering the lap.
2. […] PHRASE: Fall (or drop) into someone’s lap: (of something unexpected) come someone’s way without any effort having been made: not many reporters are lucky enough to have stories fall into their laps.
[…] ORIGIN: Old English læppa, of Germanic origin; related to Dutch lap, German Lappen ‘piece of cloth’. The word originally denoted a fold or flap of a garment […] that could be used as a pocket or pouch, or the front of a skirt when held up to catch or carry something (Middle English), hence the area between the waist and knees as a place where a child could be nursed or an object held.

Lap 2
Noun.
1. One circuit of a track or racetrack.[…]
2. An overlapping or projecting part. […]
3. A single turn of rope, thread, or cable around a drum or reel.[…]
4. (in a lapping machine) A rotating disk with a coating of fine abrasive for polishing.[…]

[…]
Lap 4
Verb (lapped, lapping).
1. (of an animal) Take up (liquid) with the tongue in order to drink: the cat was lapping up a saucer of milk.
(lap something up) Accept something eagerly and with obvious pleasure: she’s lapping up the attention.
2. (of water) Wash against (something) with a gentle rippling sound: the waves lapped the shore. […]

A questo punto (per non annoiare il colto e l’inclita con i miei scarni elucubramenti) tirerei rapidamente alcune somme affermando che, secondo me (lo ripeto: è un dubbio, non una certezza) l’attrezzo elettronico di tipo lap-top, di cui più sopra si faceva menzione, si chiama così perché lo si usa tenendolo in grembo.
Nell’istessa maniera la definita lap dance non è altro che una forma di ballo in cui il protagonista (solitamehte maschio, senza nulla togliere ai diritti dei diversamente sessualizzati) sta abbastanza fermo (per quanto i sensi eccitati possano permetterglielo) mentre il/la partenaire (massì, concediamo qualcosa anche al gallico idioma… come l’abate Antonio diceva) voluttuosamente lambisce (laps) con un parte del proprio corpo il grembo (lap – o panza, o ventre, vel similia…) del compare. —

Grazie a Mario per lo studio, che convince la redazione completa della Parolata. E, per favore, risparmiateci la traduzione dall’inglese e fidatevi: lap significa sia grembo che, come dicevamo inizialmente, sorbire, lambire.

Per un pugno di conchiglie

Terzo libro, terzo indizio

No, non ci sono vampiri, non ci sono maghetti, sono ragazzi normali, insomma, normali, però se la devono vedere con altri ragazzi normali, o con gli organizzatori: niente di soprannaturale. Però tante botte, tante armi, pericoli come se piovesse, cattivi cattivissimi e colpi di scena da tutte le parti.

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