Neup- Annibale: Elefanti; Animali: PACHIDERMA; Lecter

luglio 14, 2014

Non è una passeggiata, a cura di PassoBarbasso

In occasione dell’escursione "Sulle tracce di Annibale" prevista per domenica 27 luglio PassoBarbasso e Parolata dedicano alcuni numeri monografici al grande generale cartaginese.

Annibale Barca (Cartagine, 247 a.C. – Libyssa, 183 a.C.) fu un condottiero e politico cartaginese, famoso per le sue vittorie in Italia contro i Romani.
Dal 218 al 204 a.C. Annibale condusse una brillante campagna militare in Italia, dove penetrò attraverso le Alpi e sconfisse ripetutamente le legioni romane nelle battaglie del Ticino, del Trebbia, del Trasimeno e di Canne. Dovette infine tornare in Africa per fronteggiare l’attacco portato a Cartagine da Scipione l’Africano. Sconfitto nella battaglia di Zama, guidò Cartagine per parecchi anni, quindi dovette riparare dapprima in Siria, quindi in Bitinia, dove infine si suicidò per non consegnarsi ai romani.
Annibale è considerato uno dei più grandi generali della storia. Polibio, suo contemporaneo, lo paragonava a Publio Cornelio Scipione Africano; altri lo hanno accostato ad Alessandro Magno, Giulio Cesare e Napoleone.

Elefanti da guerra

La figura di Annibale è sicuramente legata agli elefanti da guerra presenti nel suo esercito. Annibale non fu sicuramente il primo ad usare gli elefanti per scopi militari, questi erano già utilizzati da lungo tempo in Asia e i Romani stessi li avevano visti in azione nelle file dell’esercito di Pirro. Tuttavia Annibale fu il primo a far loro valicare le Alpi (218 a.C.), seguito dieci anni dopo da suo fratello Asdrubale e recentemente da numerosi emuli, che portano svogliati elefanti in giro per i passi alpini per cercare di stabilire dove il generale cartaginese sia effettivamente passato.
Annibale arriva in Italia con 37 elefanti, che superano indenni i rigori delle Alpi, ma muoiono tutti tranne uno pochi mesi dopo, non resistendo alle temperature dell’inverno padano. Rimane Surus, l’elefante personale di Annibale, che muore anch’esso l’anno dopo di malaria in Etruria.

Se la parola pachiderma suggerisce lentezza e pigrizia, gli elefanti di Annibale erano delle vere macchine da guerra. Per prepararli al combattimento si dava loro da bere vino (l’elefante non ha la ciucca triste), quindi gli si scorticavano i calcagni per favorire uno stato di irritazione. L’elefante è ora pronto ad essere lanciato tra le fila nemiche (un elefante in corsa raggiunge i trenta chilometri orari), dove semina scompiglio tra i fanti e rompe le righe della cavalleria, poiché i cavalli scappano infastiditi dall’odore. Succede a volte che l’elefante "perda il senno" e carichi l’esercito amico. Per questo il conduttore viene dotato di un apposito piccone, che conficca alla bisogna nella scatola cranica dell’elefante, causandone così la morte immediata.
L’utilizzo degli elefanti da guerra dura per tutto il medioevo e termina quando la polvere pirica rende i campi di battaglia luoghi molto rumorosi.

Animali di parole

Pachidèrma
Dal greco pachýdermos, composto di pachýs ‘grosso’ e dérma ‘pelle’; propriamente ‘che ha la pelle spessa’.
Sostantivo maschile e femminile.
1. (zoologia) Nome generico di mammiferi erbivori non ruminanti, con pelle di notevole spessore: l’elefante è un pachiderma.
2. Persona grossa e lenta nei movimenti: muoversi come un pachiderma.
Persona priva di tatto e sensibilità.

Hannibal Lecter

Il dottor Hannibal Lecter (o Hannibal Lecktor) è un personaggio immaginario creato dallo scrittore Thomas Harris. Hannibal Lecter è un serial killer ossessionato dall’antropofagia; per questo motivo è conosciuto col soprannome Hannibal il cannibale (Hannibal the cannibal, in inglese). Il personaggio di Hannibal Lecter interpretato da Anthony Hopkinks ne "l silenzio degli innocenti" è al primo posto nella classifica "I 100 più grandi cattivi cinematografici" stilata dall’American Film Institute.

Viene naturale domandarsi se Thomas Harris si sia in qualche modo ispirato alla figura di Annibale Barca. Probabilmente l’assonanza "Hannibal the cannibal" ha giocato un ruolo decisivo, tuttavia è bene ricordare che nell’esercito cartaginese durante la campagna in Italia era presente un personaggio sinistro, tale Annibale Monomaco (colui che combatte da solo). Scrive Polibio che, discutendo circa le difficoltà logistiche della spedizione, egli "espresse il parere secondo cui si presentava una sola via che consentisse di arrivare in Italia. Quando Annibale lo invitò a parlare, disse che bisognava addestrare le truppe a mangiare carne umana."

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