TANGENTOPOLI; Arte: PIPELET; Schiele; Mode

febbraio 6, 2014

Tangentòpoli
Composto di tangente e -poli, dal greco polis ‘città’.
Sostantivo femminile invariabile.
Nel linguaggio giornalistico e politico, il sistema economico e di potere, instauratosi in Italia soprattutto nel corso degli anni ’80 del Novecento, fondato sul pagamento di tangenti dalle imprese ai partiti politici in cambio di favori o di commesse e appalti.
Lo scandalo che ne derivò agli inizi degli anni ’90 e ogni scandalo analogo in diversi tempi e luoghi.

Parole d’arte

Pipelet [pi’ple]
Voce francese, dal nome di un personaggio del romanzo ‘Mystères de Paris’ di E. Sue.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Portinaio.
2. (non comune, scherzoso) Portiere di una squadra di calcio.

Come si dice Schiele?

Eugène Sue, scrittore francese dell’800, si pronuncia [‘2Zen su].

Mode di dire

Sanitopoli, calciopoli, bancopoli, affittopoli… sono alcune parole coniate in modo scriteriato, poiché a partire da Tangentopoli, col significato di città delle tangenti, cioè Milano, dove era scoppiato lo scandalo grazie all’inchiesta di Mani Pulite nel 1992, è stato ingiustificatamente associato al suffisso “poli” il significato di “scandalo”.

È Vizi Coloniali che ci ricorda che non avevamo ancora inserito il -poli tra le mode di dire, e intanto si chiede:

— Ma Paperopoli che cos’è? Lo scandalo dei paperi? —

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