MILIZIA, SCIUMBASCI, IUSBASCI, Fuori luogo

marzo 20, 2013

Milìzia
Dal latino militia(m) derivato di miles -itis ‘soldato’.
Sostantivo femminile.
1. L’esercizio del mestiere di soldato.
La vita militare: inabile alla milizia; darsi alla milizia.
2. (figurato) Attività svolta con disciplina e rigore al servizio di un ideale, di una nobile causa: una lunga milizia nelle lettere, in politica.
Nella concezione cristiana, l’esercizio della virtù e la lotta contro il peccato: la vita è una milizia.
3. (specialmente plurale) Corpo armato e istruito al combattimento (per lo più con riferimento a epoche passate): milizie mercenarie; milizie cittadine, rivoluzionarie; milizie della Serenissima.
Milizie irregolari: corpi di volontari non appartenenti all’esercito.
4. Nome di speciali corpi armat addestrati per fini particolari.
Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale: organizzazione paramilitare fascista creata nel 1923 e sciolta nel 1943, facente parte delle Forze Armate con compiti di mantenimento dell’ordine pubblico e di addestramento militare dei giovani..
5. (estensione) Schiera.
La comunità cristiana, l’insieme dei credenti.
Le schiere degli angeli e dei beati: la milizia celeste, angelica.
5. (antico) Grado, dignità di cavaliere: el mi cinse della sua milizia (Dante).

Miliziàno
Derivato di milizia.
Sostantivo maschile.
Appartenente a milizie speciali, o volontarie.
In particolare, combattente repubblicano appartenente alle brigate internazionali nella guerra civile spagnola (1936-1939).

Una (parola) giapponese a Roma

Sciumbàsci
Voce tigrina, composto di sum ‘capo’ e del turco yuzbasi ‘capitano di cento’.
Sostantivo maschile invariabile.
(storia) In Eritrea e in Etiopia durante la dominazione italiana, graduato delle truppe indigene che rivestiva il grado più alto e aveva incarichi di comando.

Iusbàsci
Dal turco yuzbasi ‘capitano di cento’.
Sostantivo maschile invariabile.
(storia) Nelle truppe coloniali eritree, grado, non più in uso, che corrispondeva a quello di maresciallo.

Luoghi fuori luogo

Montesardo si trova in provincia di Lecce. Si chiama così perché è situato su un colle, anticamente chiamato Mons Arduus perché pietroso e aspro, quindi il monte sarebbe arduo, e non sardo.

Lo sappiamo per merito di Pino De Noia.

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