MANCO, ENFANT PRODIGE; Monouso: MANCA; Lettori

febbraio 26, 2013

Parole a confronto

Mànco
Latino mancu(m) ‘manco, mutilo’, quindi ‘difettoso, manchevole’.
Aggettivo [plurale maschile manchi].
1. (letterario) Sinistro, mancino: per quelle, che nel manco / lato mi bagna (Petrarca).
2. (antico, figurato) Avverso, tristo, di cattivo augurio.
3. (antico, letterario) Manchevole, imperfetto, insufficiente: là dove mio ingegno parea manco (Dante).

Mànco
Dalla voce precedente.
Avverbio.
1. (antico, letterario) Meno: il manco nobile di tutti (Leopardi).
Far di manco: fare a meno, fare senza.
Venir manco: (poetico) venir meno, venir a mancare, morire: che vede il caro padre venir manco (Petrarca).
Manco male!: (popolare) meno male!
2. (familiare) Nemmeno, neanche: non aveva manco cento lire; manco per sogno!.

Mànco
Uso sostantivale di manco aggettivo.
Sostantivo maschile [plurale manchi].
(letterario) Mancanza, difetto; inadempienza: qui rilegate per manco di voto (Dante).
(disusato) Senza manco: senza fallo o mancanza.

Una (parola) giapponese a Roma

Enfant prodige [an’fan pro’diZ]
Locuzione francese; propriamente ‘bambino (enfant) prodigio (prodige)’.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
1. Bambino eccezionalmente precoce: Mozart fu un enfant prodige.
2. (estensione) Chi, nonostante l’età ancora relativamente giovane, si sia già distinto in un dato campo o abbia già conquistato una posizione influente: è l’enfant prodige dei concertisti italiani.

Parole monouso

Mànca
Femminile sostantivato di manco aggettivo.
Sostantivo femminile.
1. La mano sinistra.
2. La parte sinistra: usare la manca; a man manca, a sinistra.
A destra (o a dritta) e a manca: dappertutto, per ogni verso.

Proprio qui volevamo arrivare: la parola "manca" si usa solo nella locuzione a destra e a manca.

I lettori ci scrivono

Parlavamo qualche giorno fa dello shaddock, il missile da crociera sovietico, e a riguardo ci scrive Michelle M. Kling Hannover.

— Vorrei far notare che gli shadock sono personaggi dei cartoni animati che ha creato Jacques Rouxel nel 1968 circa dall’aspetto uccelli un po’ strani, stupidi, che compiono azioni illogiche in un mondo bidimensionale .
È stato un vero fenomeno socio culturale tant’è vero che figurano in parecchie espressioni per esprimere stupidita e lentezza. —

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