Archive for novembre, 2012

BALUGINARE, TOPINAMBUR; Lettori; Burosauro: IVI

novembre 23, 2012

Baluginàre
Etimo incerto forse composto di ba, col significato di bis, e del latino parlato lucinare ‘splendere’.
Verbo intransitivo [io balùgino ecc.; ausiliare essere].
1. Apparire e sparire d’un tratto, come un baleno; apparire in modo incerto, appena percepibile: il baluginare di un raggio di sole.
2. (figurato) Affacciarsi alla mente in modo repentino e indistinto: il baluginare di un’idea, di un presentimento. Sinonimo: balenare.

Baluginìo
Sostantivo maschile.
Chiarore tenue e intermittente.

Una (parola) giapponese da Perilli

Topinambùr
Dal francese topinambour, dal Tupinambás, nome di una tribù indiana dell’America settentrionale.
Sostantivo maschile invariabile.
Pianta erbacea perenne, originaria dell’America settentrionale, i cui tuberi, di sapore simile a quello del carciofo, sono usati nell’alimentazione umana e del bestiame e nella preparazione di alcol e sciroppi; è detta anche tartufo di canna (famiglia Composite).
I tuberi della pianta.

I lettori ci scrivono

Ci aveva scritto Paola Bernardi, dopo che la Parolata aveva pubblicato il significato di "massa".

— Nel dialetto modenese la massa è anche il cumulo di letame che si trova dietro la casa del contadino. —

I burosauri

Ìvi
Latino ibi.
Avverbio.
1. (letterario) In quel luogo, lì: Ivi posò Erittonio, e dorme il giusto / cenere d’Ilo; ivi l’iliache donne / sciogliean le chiome (Foscolo).
Si usa spesso nelle citazioni bibliografiche per rinviare a un luogo già citato.
2. (letterario, non comune) Allora: Di penter sì mi punse ivi l’ortica (Dante).

Il sottoscritto, nato a Torino e ivi residente, ecc.
Se i burocrati dicessero "lì" invece di "ivi" sarebbero meno burocrati.

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RIPA, RIPARELLA, SALCERELLA, RATTAN; Lettori

novembre 22, 2012

Parole a confronto

Riparèlla
Diminutiva di ripa, perché cresce sulle rive.
Sostantivo femminile.
Pianta che alligna lungo le rive dei corsi d’acqua; salcerella.

Rìpa
Latino ripa(m).
Sostantivo femminile.
1. (letterario) Riva, sponda erta che fiancheggia un corso d’acqua o cinge un lago: una pegola spessa, / che ‘nviscava la ripa d’ogne parte (Dante(
Uccelli di ripa: nel linguaggio venatorio, i palmipedi che stazionano lungo la riva del mare o di laghi, di stagni, di fiumi.
2. (letterario) Pendio, dirupo: In su l’estremità d’un’alta ripa / che facevan gran pietre rotte in cerchio (Dante).
3. (disusato) Riva, spiaggia di mare.

Riparèlla
Derivato di riparare.
Anche raperèlla.
Sostantivo femminile.
1. Tassello di pietra con cui si otturano fori nelle pietre lavorate.
2. (regionale) Dischetto forato di metallo, per guarnizione di bullone o perno, rondella.

Salcerèlla
Derivato di salce ‘salice’.
Sostantivo femminile.
Pianta erbacea perenne con foglie lanceolate e fiori color rosso vivo raccolti in pannocchie, comune nei luoghi paludosi.

Una (parola) giapponese a Roma

Rattan [rat’tan, ‘rattan]
Voce inglese, dal malese rotang.
Anche rotang [‘rotang].
Sostantivo maschile invariabile.
1. (botanica) nome di alcune palme rampicanti del genere Calamo e specialmente del Calamus rotang, dal fusto alto e sottile, fornito di uncini con cui si attaca agli alberi.
2. Legno di tali piante, usato per produrre mobili, bastoni e paglia di Vienna.

I lettori ci scrivono

Mauro ci scrive relativamente alla "cosca".

— A Torino era uso chiamare "coche" le conventicole di balordi di periferia, della più nota scrisse il Pietracqua nel suo romanzo "La coca del Gamber".
Il temine "coca" l’ho sentito usare ancora negli anni ’70, assieme ad altri termini gergali come "la lima" per la cravatta, "le fangose" per le scarpe e molti che ora mi sfuggono, ma credo attualmente sia andato totalmente in disuso. —

LITOGRAFIA, OFFSET; Propone; Fabbri; Luoghicomuni

novembre 21, 2012

Litografìa
Composto di lito- e -grafia.
Sostantivo femminile.
1. Procedimento di stampa ottenuto in origine da una matrice di pietra calcarea finissima e poi anche da lastre di metalli porosi, soprattutto di zinco, sulle quali scritti e disegni vengono tracciati o trasportati con materiale grasso (matite, gessetti, inchiostri speciali).
La stampa così ottenuta.
2. (estensione) Il moderno sistema di stampa in offset, basato sugli stessi principi della litografia.
3. Stabilimento o reparto in cui si eseguono stampe in litografia o in offset.

Una (parola) giapponese a Roma

Offset [‘Ofset]
Voce inglese, composto dell’avverbio off, che indica allontanamento, e to set ‘portare, posare’; propriamente ‘riportato, trasferito’.
Aggettivo e sostantivo maschile invariabile.
Si dice di procedimento di stampa litografica indiretta, in cui l’immagine viene trasportata dalla matrice su un cilindro di gomma e da questo impressa sulla carta; anche, della macchina che realizza questo procedimento e dello stabilimento o del reparto dove la lavorazione avviene.

La Parolata propone e Il Fabbri citante

Piero Fabbri sul "sé stesso".

— Confesso che la proposta della Parolata mi trova totalmente d’accordo, al punto che l’ho messa in atto da prima ancora di conoscerla.
Confesso anche di non ricordare d’aver mai avuto maestre che mi imponessero l’uso del "se stesso" non accentato: o sono stato fortunato, o sono stato assente ad una lezione cruciale di grammatica.
Quando sono uscito dalla rosea età scolare, mi è capitato di chiedermi quale potesse essere la regola, visto che il "se stesso"è decisamente maggioritario, nei testi, rispetto a "sé stesso". E ho pensato che forse c’era una licenza di omettere l’accento perché, come dice Serianni e La Parolata, la possibilità di confusione con il "se" ipotetico era disinnescata appunto dal seguente "stesso".
Però, diamine, ho sempre pensato fosse appunto una licenza ad omettere, non un obbligo, e ho sempre scritto "sé stesso", anche perché, scrivendo su tastiera e non con inchiostro, la fatica è la stessa.
Mi ero perfino interrogato se la licenza potesse valere al plurale ("Gli uomini pensano solo a se stessi"), perché mi pare di ricordare che il "sé" pronome al posto di "loro" sia comunque lecito. E di aver concluso che non poteva valere, perché in quel caso la confusione, per quanto resa improbabile dal contesto, è possibile a causa dell’ambivalenza di significato di "stessi", visto che oltre al plurale di "stesso" potrebbe valere come voce verbale di "stare": ("Se stessi sbagliando, vi prego di farmelo notare").
E avevo concluso che una "licenza ad omettere l’accento" che vale solo per il singolare e non per il plurale non poteva essere altro che una boiata, quindi ho sempre scritto "sé stesso".
Adesso, se le maestre che impongono di omettere l’accento in "sé stesso" avessero ragione, se davvero si trattasse di regola impositiva e non di licenza all’omissione, scopro di aver seminato in giro svariate centinaia di errori. —

Luoghi (comuni) del mondo

Per la nostra raccolta di frasi fatte in giro per il mondo, ci scrive Mauro.

— Ripensando a "volente o nolente" mi è tornata alla mente un’espressione udita in Argentina un mezzo secolo fa: "tengo que bailar con la linda y con la fea", devo ballare con la bella e con la brutta. —

FINANZA, PLUG; Propone; Yokopoko; Commedie

novembre 20, 2012

Finànza
Dal francese finance, derivato dell’antico finer ‘finire, portare a termine un pagamento’.
Sostantivo femminile.
1. (diritto) Il complesso delle entrate e delle spese dello Stato o di altro ente pubblico: finanza pubblica, statale.
La gestione di tali spostamenti patrimoniali.
Finanza locale: il complesso delle entrate e delle uscite degli enti locali.
Scienza delle finanze: disciplina che studia i problemi della finanza pubblica.
Ministero delle finanze: ramo dell’amministrazione dello stato preposto alla riscossione delle tasse e delle imposte.
Guardia di finanza: corpo militare dello stato (detto anche semplicemente finanza) che svolge prevalentemente compiti di polizia tributaria, vigilando sulle dogane e sui monopoli; anche, agente che appartiene a questo corpo, finanziere
2. (diritto, specialmente al plurale) Insieme di mezzi di cui dispone lo Stato o altri enti pubblici per il raggiungimento dei propri fini: finanze insufficienti, dissestate.
(estensione) Risorse, disponibilità economiche individuali, di una famiglia, di un’organizzazione: le mie finanze non mi permettono grandi spese.
3. (economia) L’attività di negoziazione di titoli di credito a breve e a lunga scadenza a fini di investimento o di speculazione; l’insieme degli imprenditori che operano in questo settore: l’alta finanza; il mondo della finanza

Una (parola) giapponese a Roma

Plug [plag]
Voce inglese, propriamente ‘tappo’, di origine germanica.
Anche plùgo.
Sostantivo maschile invariabile.
(pesca) Esca artificiale, specialmente a forma di piccolo pesce, usata nella pesca di acqua dolce.

La Parolata propone

Maurizio Codogno e la proposta di accentare il "sé stesso".

— Vorrei portare all’attenzione dell’inclito parco lettori della Parolata che, quando nel 2008 tradussi insieme a Francesco Bianchini e Paola Turina il libro di Douglas Hofstadter "Anelli nell’io", lottai (e vinsi) perché nel testo le occorrenze di sé stesso / sé stessa fossero tutte accentate. Fatti, non accenti. —

Bravo Maurizio, precursore della Parolata.

Yokopoko Mayoko

Giuseppe Orfanelli è uno dei maggiori esperti di psicologia infantile.

Ce lo dice Vizi Coloniali.

Commedie e tragedie

– Fabrizio, tu vivi fuori dalla realtà.
– Sul mio pianeta non la pensano così.

Fabrizio Venerandi

SPECIE, HANDOUT; Lettori; Perle

novembre 19, 2012

Spècie
Dal latino specie(m), propriamente ‘aspetto esteriore’, derivato di specere ‘guardare, osservare’.
Antico spèzie.
Sostantivo femminile.
1. (letterario) Immagine, apparenza, aspetto: apparve in cpecie di angelo.
Mutare specie: mutare aspetto.
Sotto specie di: sotto forma, in aspetto di; (estensione) col pretesto di: sotto specie di volermi aiutare, mi ingannò.
2. Insieme di individui con caratteri simili che li distinguono dagli altri individui dello stesso genere;
L’umana specie, gli uomini nel loro insieme.
3. (biologia) Raggruppamento di organismi simili che, incrociandosi fra loro, generano una discendenza feconda: una specie di animali, di piante.
4. (mineralogia L’insieme di tutti i minerali che, avendo composizione chimica analoga e stessa struttura, presentano caratteristiche fisiche e chimiche simili.
5. Caso particolare in cui si realizza un’entità più generale: osservate questa specie particolare di esistenza.
Nella specie: nel caso particolare.
6. (estensione) Sorta, qualità, tipo: gente di ogni specie, di tutte le specie; che specie di libro vuoi?
7. Impressione, meraviglia, stupore, nella locuzione fare specie: la sua assenza mi fa specie.
8. Nella locuzione una specie di, di cosa che ha vaga somiglianza con altra analoga (anche spregiativa): indossava una specie di mantello.
9. Nella locuzione avverbiale in specie, soprattutto, in modo particolare: ringrazio tutti, ma in specie il mio allenatore.

Una (parola) giapponese a Roma

Handout [‘hEndaut]
Voce inglese; dal verbo to hand out ‘far circolare, distribuire’.
Anche hand-out.
Sostantivo maschile invariabile.
Testo provvisorio o brevi annotazioni di un intervento in un convegno, di una conferenza stampa e simili, distribuito ai presenti per favorire la migliore comprensione.

I lettori ci scrivono

Sul discorso degli articoli omessi prima di "settimana", e allargando il discorso, ci scrive
Michelle M. Kling Hannover.

— Osservo che parecchi stranieri che tentano di parlare in italiano senza aver studiato la lingua di Dante non sono attenti a usare l’articolo in modo corretto perché, siccome nella loro lingua non esiste, è troppo complicato ragionare sull’opportunità di usarlo o non usarlo. Penso a parecchie lingue slave, scandinave e germaniche. —

Perle dai porci

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Mauro ci fa notare che, se bisogna essere utenti esperti, forse non è così facile l’utilizzo dello strumento.