Archive for 17 gennaio 2011

Avviso; ARENGO, NOA; Personedapaesi; Lettori

gennaio 17, 2011

Avviso

Finalmente la Parolata termina il periodo di riposo natalizio e riprende la pubblicazione delle newsletter nuove. E riprende proponendovi una domanda:
chi è Tommaso Feleri?

Parole

Aréngo
Derivato del gotico hrings ‘circolo, riunione’.
Anche arèngo, arrìngo.
Sostantivo maschile [plurale arénghi].
Nel comune medievale, l’assemblea della popolazione cittadina.
(estensione) Il luogo in cui essa si riuniva.

Arengàrio
Derivato di arengo.
Sostantivo maschile.
Palazzo municipale di antichi comuni specialmente dell’Italia settentrionale, caratterizzato da un balcone esterno da cui si arringava il popolo.
Denominazione di edifici con la medesima funzione durante l’epoca fascista.

Una (parola) giapponese a Roma

Noa [‘noa]
Da una voce polinesiana.
Sostantivo maschile invariabile.
(etnologia) Persona o cosa che non è tabù, non è sacro.

Persone da paesi

Josep de Ribera (conosciuto anche come José de Ribera) è un pittore spagnolo ed è detto lo Spagnoletto per la bassa statura.

I lettori ci scrivono

Avevamo pubblicato a dicembre la seguente definizione della parola "crack".

Crack
Voce dell’inglese d’America; propriamente ‘crepitio’, forse per lo scoppiettare che fanno i cristalli di cocaina quando vengono bruciati.
Sostantivo maschile invariabile.
Droga di basso costo ottenuta mischiando estratti di cocaina con bicarbonato di sodio; si assume per lo più sotto forma di fumo e produce effetti devastanti.

Ci ha scritto Massimo Vaj per correggerci. Grazie Massimo.

— Il crack è ottenuto dalla cocaina fatta sciogliere nell’ammoniaca che poi, attraverso il riscaldamento, viene fatta evaporare. Il processo lascia cristalli più puri di coca perché l’ammoniaca scioglie il taglio aggiunto e lo elimina inglobandolo nell’evaporazione. Dunque il crack non è una cosa di bassa qualità come tu erroneamente informi, anche se, occorre dire, che gli effetti devastanti ci sono comunque perché il suo utilizzo, allo stesso modo della cocaina, demolisce le sacche dendritiche neuronali liberando dopamina noradrenalina, serotonina e altre catecolamine neuro trasmettitrici. La conseguenza sono danni permanenti cerebrali.
Te lo dico per farti correggere l’informazione che hai dato sul crack e che è, risulta con esagerata evidenza, in contrasto con il senso specifico del termine "crack" che indicherebbe cosa pregiata e non di basso costo. —

Annunci