Archive for 1 luglio 2010

PIAGGERIA, PIAGGIA, PLAGIO, DUSACK; Polirematiche; Raf

luglio 1, 2010

Parole a confronto

Piaggerìa
Da piaggiare.
Sostantivo femminile.
(letterario) Il piaggiare; blandizia, lusinga, adulazione palese, smaccata: fare, dire qualcosa per piaggeria.

Piaggiàre
Etimo incerto. Forse dal latino tardo plagiare ‘rubare’, da plagium. Oppure da piaggia ‘spiaggia’, per cui dal significato di ‘seguire la spiaggia’ si arriverebbe a quello di ‘secondare’, quindi ‘lusingare’.
Verbo transitivo [io piàggio ecc.].
(letterario) Lusingare, lodare qualcuno con modi insinceri per esserne favorito e avvantaggiato: piaggiare i potenti.

Verbo intransitivo [ausiliare avere].
1. (antico) Navigare tenendosi vicino alla costa.
2. (figurato, antico) Destreggiarsi tra due parti avverse: con la forza di tal che testé piaggia (Dante).
3. (disusato) Lusingare: piaggiare a qualcuno.

Piàggia
Latino medievale plagia(m) ‘pendio’, nato probabilmente dall’incrocio del latino plaga ‘regione’ col greco plághios ‘obliquo, laterale’ o plághia ‘fianchi’.
Sostantivo femminile [plurale piagge].
1. (antico, letterario) Terreno in pendio; declivio che scende verso il mare o un corso d’acqua: folta nebbia / occupando le piagge imbruna i colli (Marino).
2. (poetico) Luogo, paese: Cesare taccio, che per ogni piaggia / fece l’erbe sanguigne (Petrarca).

Plàgio
Dal latino tardo plagiu(m) ‘furto di schiavi e bestiame altrui’, prestito del greco plághion ‘sotterfugio’, neutro sostantivo di plághios ‘obliquo, ingannevole’.
Sostantivo maschile.
1. Appropriazione illecita, totale o parziale, di lavoro altrui, letterario, artistico e simili, che si voglia divulgare sotto proprio nome.
(estensione) Ciò che viene spacciato per proprio: questo libro è un plagio.
2. (diritto) Nel diritto romano, comportamento criminoso di chi si impossessa dolosamente o fa commercio di un uomo libero o di uno schiavo altrui.
(diritto) Nell’ordinamento penale italiano fino al 1981, il reato consistente nell’assoggettare una persona al proprio volere in modo da annullarne l’autonomia e la personalità.

Una (parola) giapponese a Roma

Dusack [‘duzak]
Voce tedesca, dal ceco tesák.
Sostantivo maschile invariabile.
Antica sciabola boema, priva di manico, che veniva impugnata con la mano ricoperta da un guanto di ferro o di pelle.

Polirematiche per la pelle

Andare per
Essere vicino al compimento di una data età.

Marco Marcon e i suoi verbi frasali in italiano.

Chiamatemi Raffaele

Quarto indizio
La trama del libro? Ora sì. È la storia di un uomo, appassionato di letteratura, di filosofia, di medicina e di alchimia. L’uomo rasenta più volte, nel corso della prima parte della sua vita, quella più caotica, più movimentata, l’accusa di eresia.
Nella seconda parte della vita si placa, si ferma in un posto e, nella calma, sotto falsa identità si accorge di essere arrivato al punto di potere fare il salto di qualità del titolo. Fino alla catastrofe: viene ingiustamente coinvolto in uno scandalo, scoperta la sua verà identità e condannato a morte per la vita che aveva condotto in passato e per l’ultimo fatto avvenuto. Non verrà ucciso sul rogo, perché riuscirà a suicidarsi e, forse, a concludere il suo cammino verso la purezza.

Annunci