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TALACIMANNO, TABU; Antonomasia

aprile 3, 2009

Talacimànno
Dal persiano danishmand ‘dotto, saggio’, derivato di danish ‘scienza, dottrina’.
Sostantivo maschile.
Nome che, un tempo, gli occidentali davano al muezzin: un muover d’arme, un correr di persone, / e di talacimanni un gridar alto (ariosto)..

Una (parola) giapponese a Roma

Tabù
Dalla voce polinesiana tapu ‘sacro, santo, proibito’, propriamente ‘segnato (ta) straordinariamente (pu)’, attraverso il francese tabou e l’inglese taboo.
Anche, in etnologia, tàbu.
Sostantivo maschile.
1. Presso i polinesiani e altri popoli di religione animistica, interdizione di carattere magico-religioso verso tutto ciò che è considerato sacro.
(estensione) Situazione, oggetto, tempo, luogo, persona carichi di presenza religiosa o di cautela cerimoniale.
2. (estensione) Ogni cosa su cui, per paura o per pudore, si preferisce tacere: tabù sessuale; per molti la morte è un tabù.
Tabù linguistico: parola o espressione che viene evitata per ragioni morali, religiose, di convenienza sociale.
(familiare) Ciò che è oggetto di un divieto immotivato.
(scherzoso) Cosa non nominabile, argomento, tesi che non si possono criticare o persona che non si deve o non si può avvicinare.
(scherzoso) Persona o cosa intoccabile, irraggiungibile: viaggiare in aereo per me è un tabù.

Aggettivo.
Che costituisce, rappresenta un tabù: oggetto, parola, persona tabù.

L’antonomasia e il soprannome

Il Divin marchese, per antonomasia, è Donatien-Alphonse-François, marchese de Sade. Perché fosse divino, invece non mi è chiaro.

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