Posts Tagged ‘schiele’

PLETTRO, TORTILLA; Idiota; Schiele; Tommaso

aprile 18, 2012

Plèttro
Dal latino plìctru(m), dal greco plêktron, derivato di pléssein ‘percuotere’.
Sostantivo maschile.
Piccola lamina di osso, di avorio o di altro materiale, a forma di mandorla, con cui si fanno vibrare le corde di certi strumenti (nel mondo greco-romano, la lira; oggi, la chitarra, il mandolino ecc.): strumento a plettro.

Una (parola) giapponese da Perilli

Tortilla [tor'tiLa]
Voce spagnola, propriamente diminutivo di torta ‘torta’.
Sostantivo femminile invariabile.
1. Frittata, specialmente con patate e cipolle, tipica della Spagna.
2. Sottile focaccia di farina di mais, cotta sotto la cenere, che si consuma generalmente farcita con pezzi di carne o con varie verdure, tipica del Messico e dell’America Latina.

L’idiota

Èbete
Voce dotta, latino hebete(m), da hebere ‘essere smussato’,
contrapposto ad acutus ‘acuto’ tanto in senso fisico quanto in
senso morale.
Aggettivo e sostantivo.
Che, chi mostra ottusità o deficienza di mente: sguardo ebete;
comportamento da ebete.

Come si dice Schiele?

Castore e Polluce, i due figli di Zeus o di Giove anche noti come Diòscuri e Càstori, si pronunciano Càstore e Pollùce.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Terzo indizio
Tutto il giorno, che magari passa senza che entri nessuno e poi la sera, finalmente, entra un cliente e ti chiede Michael Bolton. Dico, Michael Bolton! Dovrei fare un’assicurazione che mi desse dei soldi ogni volta che qualcuno mi chiede un disco di Michael Bolton!

TRIBÙ, TOMAHAWK; Lettori; Schiele; Tommaso

aprile 10, 2012

Tribù
Dal latino tribu(m), forse derivato di tres ‘tre’; la pronuncia tronca è per influenza del francese tribu.
Anche, antico, trìbo.
Sostantivo femminile.
1. (antropologia) Raggruppamento sociale in possesso di una relativa omogeneità culturale e linguistica, la cui coesione viene garantita, oltre che da un capo e da ordinamenti comuni, dalla credenza in un antenato fondatore: le antiche tribù germaniche.
2. Ciascuno dei 12 gruppi in cui era diviso l’antico popolo ebraico, in linea di discendenza dai 12 figli di Giacobbe.
3. Nel mondo greco-romano, raggruppamento di cittadini in base all’appartenenza a gruppi gentilizi.
4. (figurato, scherzoso) Gran numero, moltitudine di persone; in partic., famiglia molto numerosa: è venuto lo zio con tutta la tribù.
5. Nella sistematica zoologica, gruppo di rango inferiore all’ordine (talora alla famiglia o al genere); in quella botanica, suddivisione della sottofamiglia.

Una (parola) giapponese a Roma

Tomahawk ['tom@Ok]
Voce inglese, dall’algonchino tamahacan.
Sostantivo maschile invariabile.
Arma tribale degli indiani d’America costituita da un’ascia con lama di pietra o di ferro, spesso ornata di piume.

I lettori ci scrivono

Luciano Guareschi corregge l’Abita come mangi di venerdì.

— È vero che Oderzo ha avuto in passato diversi nomi, fra cui forse anche Epitertius. Ma opitergino deriva più precisamente da Opitergium. —

Come si dice Schiele?

Esopo, scrittore greco antico, si dice Esòpo.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Era il sessantacinquesimo libro che è stato indovinato da: al secondo indizio LucaBoh (5+4) e PP (4+4); al quarto indizio Omero Mazzesi (3+2); al quinto Marcella Rosignoli (2+1), Shazzer (1+1) e Marco Marcon (1). Tre le risposte errate.

Il ibro era Il buon soldato Sc’vèik di Jaroslav Hašek.

Settimana corta, la corrente, quindi si giocherà con i libri monoindizio. Ricordiamo ai nuovi arrivati al concorso che i libri avranno un unico indizio che verterà unicamente sul titolo del libro, e non sarà relativo alla trama. Potrete dare una risposta per ogni libro, e quindi per ogni indizio. Le risposte dovranno essere inviate entro la mezzanotte del giorno della pubblicazione dell’indizio.

Via con il sessantaseiesimo libro monoindizio. Per conoscere i risultati dei libri monoindizio dovrete attendere lunedì 16.

Monoindizio
Noto calciatore colleziona prodotti Kingston.

ELUCUBRARE, CRAG; Schiele; Burosauri; Tommaso

gennaio 30, 2012

Elucubràre
Dal latino elucubrare, composto di ex-, con valore intensivo, e lucubrare ‘lavorare a lume di lucerna’, derivato di lucubru(m) ‘lucerna’.
Anche, antico o letterario, lucubràre.
Verbo transitivo [io elùcubro ecc.].
Pensare intensamente; lavorare assiduamente a un’opera d’ingegno (specialmente ironico): che cosa diavolo starà elucubrando?

Una (parola) giapponese a Roma

Crag [kreg]
Voce inglese, propriamente ‘roccia, dirupo’, di originie celtica.
Sostantivo maschile invariabile.
(geologia)
Deposito stratificato di sabbia dell’Inghilterra orientale, contenente molluschi fossili e selci lavorate.

Come si dice Schiele?

Ci scrive Luciano Guareschi per partecipare alla discussione innescata dall’accento da usare per la fabbrica di gelati Sanson.

—- A proposito di quanto sostenuto da Alex Merseburger:
1- è vero che in veronese i giorni hanno accenti un po’ stravaganti: luni, marti, mèrcoli, giòvedi, vénardi, sabo, domìnica;
2- è vero che a Verona si dice Bórsari (i Portoni Bórsari sono uno degli accessi al centro storico); ho parenti in questa città che si chiamano appunto Bórsaro (anch’io sono di origine veronese, pur avendo un cognome tipicamente emiliano);
3- credo che in origine il cognome fosse Sansón, storpiato poi in Sànson, come già accaduto a Coìn che in tutta Italia viene pronunciato Còin;
4- un particolare quasi sconosciuto: le finali "on" sia nei nomi di persona che di cosa, vanno SEMPRE pronunciate chiuse, quindi scritte con l’accento acuto: Buffón, molón, tacón, Benettón, eccetera. —

I burosauri

Prèvio
Dal latino praeviu(m) ‘che precorre’, composto di prae- ‘pre-’ e un derivato di via ‘via’.
Aggettivo.
1. (burocratico) Precedente: l’esame previo del documento non ha dato l’esito atteso.
(assoluto) Fatto, preso, dato in precedenza: previo riconoscimento; si delibererà previo esame approfondito della documentazione.
2. (medicina) Placenta previa: collocata in posizione anormale, in modo da ostruire l’orifizio cervicale provocando complicazioni nel parto.

Ritorna la rubrica delle parole burocratiche inutili. Al posto di "previo" si potrebbe semplicemente costruire la frase usando un "dopo".

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Finisce il cinquantacinquesimo libro, che viene indovinato da: al secondo indizio Patrizia Franceschini (5+4); al terzo Liana Sassoli (4+3) e Cristina (3+3); al quarto Michele (2+2); al quinto Vizi Coloniali (1+1), Mario Cacciari, Piero Fabbri, Omero Mazzesi e Paola Zucchi (1). Una risposta sbagliata.
Era Guerra e pace, di Lev Tolstoj.

Iniziamo ora a giocare con il cinquantaseiesimo libro

Primo indizio

Il magro e il grasso, quelli famosi. Il grasso è un poco amorale, mentre il magro è buono e malinconico. C’entrano qualcosa con la storia? Il grasso poco, il magro un po’ di più, ma c’entrano.

ESAURIRE, KOBZA; Schiele; Perle; Tommaso

gennaio 27, 2012

Parole a confronto

Esaurìre
Dal latino exhaurire, composto di ex-, che indica compimento, e haurire ‘attingere, vuotare’; propriamente ‘svuotare’.
Verbo transitivo [io eSaurisco, tu eSaurisci ecc.].
1. Vuotare completamente: esaurire un pozzo petrolifero.
Consumare sino all’ultimo, finire (anche figurato): esaurire le provviste, una sorgente; esaurire la propria pazienza.
2. Debilitare, spossare, fiaccare: una fatica prolungata esaurisce chiunque.
3. Portare a termine, svolgere interamente: esaurire un compito, un incarico; esaurire le indagini.
Trattare a fondo, in ogni particolare: esaurire un argomento.
4. (marina) Far uscire l’acqua dai locali interni di una nave.
5. (chimica) Estrarre totalmente da una data sostanza, con opportuni procedimenti, i principi attivi o ciò che interessa.
6. (disusato) attingere.

Esaurìrsi
Verbo riflessivo o intransitivo pronominale.
1. Restare totalmente privo del proprio contenuto: la miniera si è esaurita; l’accumulatore si è esaurito, non è più in grado di fornire l’energia elettrica.
Consumarsi del tutto (anche figurato): la prima edizione si è già esaurita; la sua inventiva si va esaurendo.
2. Detto di persona, perdere la propria forza creativa: è uno scrittore che ormai si è esaurito.
Logorare le proprie energie fisiche e mentali; ammalarsi di esaurimento nervoso o fisico: lavora troppo, finirà con l’esaurirsi.

Esauriènte
Dal latino exhauriente(m), participio presente di exhaurire.
Participio presente di esaurire.
Aggettivo.
1. Che tratta in modo compiuto un argomento: una trattazioneesauriente. Sinonimi: approfondito, completo.
2. Convincente, decisivo: una prova esauriente.

Esaudìre
Dal latino exaudire, composto di ex-, che indica compimento, e audire ‘udire, prestare ascolto’.
Verbo transitivo [io eSaudisco, tu eSaudisci ecc.].
1. Accogliere, soddisfare: esaudire un desiderio, un voto, una preghiera; se tu già m’esaudisti peccatore, / perch’or non m’esaudisci penitente? (Campanella).
2. (disusato) Ubbidire.

Una (parola) giapponese a Roma

Kobza ['kobza]
Voce russa di origine tartara.
Sostantivo femminile invariabile.
(musica) Antico strumento popolare, simile al liuto, dapprima con due corde poi aumentate fino a diventare otto.

Come si dice Schiele?

Si dice Alcìde, e non Àlcide.

Perle dai porci

"Cosa pensare di esaudiente, come spesso mi scrivono gli aficionados del mio sito quando gli mando una risposta che esaudisce i loro dubbi?"

Era Mario Cacciari. Ve l’ho mai detto che ha un sito di giardinaggio? www.nelgiardino.it. Scrivetegli, e verrete esauriti.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Quinto indizio
Già, perché in questo caso potremmo parlare di un periodo turbolento, dove c’era chi riteneva che fosse suo compito riunire le tere dell’Europa sotto il suo impero. E che si lanciò perciò in una invasione spericolata e senza speranze di successo.
La catastrofe era perciò ampiamente annunciata, ma non di meno fu terribile. E con essa anche il ridimensionamento delle presunte capacità strategiche del condottiero su enorme, fino a fargli commettere errori marchiani, come un qualsiasi generalucolo senza qualità.

DIETA, SEJM; Schiele; Verbo; Tommaso

gennaio 25, 2012

Parole a confronto

Dièta
Dal latino diaeta(m), che è dal greco díaita ‘tenore di vita’, forse originariamente ‘decisione, ripartizione (della vita)’.
Sostantivo femminile.
1. Regime alimentare che prevede l’assunzione di determinate quantità e qualità di cibi, adottato per fini igienici o terapeutici: dieta lattea, iposodica, ipercalorica.
Dieta dimagrante: povera di grassi e di carboidrati e quindi ipocalorica.
Dieta mediterranea: a base dei prodotti tipici dell’area mediterranea (farinacei, legumi, olio d’oliva ecc).
Dieta dissociata: quella secondo la quale non vanno mangiati nello stesso pasto proteine e carboidrati.
Dieta bilanciata: in cui l’apporto energetico è ripartito in modo equilibrato tra proteine, lipidi e glucidi.
(estensione) Astinenza temporanea dal cibo o da certi cibi: stare, mettersi a dieta; seguire, osservare una dieta.
2. (letterario, scherzoso) Privazione, astinenza sessuale: la moglie,… per la santità del marito e forse per la vecchiezza, faceva molto spesso troppo più lunghe diete che voluto non avrebbe (Boccaccio).

Dièta
Dal latino medievale dieta(m), derivato di dies ‘giorno’, passato dal significato originario di ‘giorno stabilito (per l’adunanza)’ a l”adunanza’ stessa, sull’esempio del tedesco Tag ‘giorno’ e ‘assemblea’.
Sostantivo femminile.
1. Assemblea del Sacro Romano Impero.
2. Assemblea politica o parlamentare di alcuni stati, specialmente federativi.
3. (estensione, letterario) Adunanza, conferenza, consulta.
4. (antico) Spazio di un giorno.
5. (antico) Paga giornaliera, diaria.

Una (parola) giapponese a Roma

Sejm [sejm]
Voce polacca, propriamente ‘dieta’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. (storia) In Polonia, nel periodo precedente le spartizioni del Seicento, assemblea ei deputati della nobiltà.
2. (storia) In Polonia, nel periodo compreso tra le due guerre mondiali, Cemera dei deputati.
3. (politica) Nell’odierna Repubblica Polacca, parlamento unicamerale.

Come si dice Schiele?

La Parolata ha chiesto ad Alex Merseburger se, sulla falsariga di Benetton, Stefanel e Coin, il nome della fabbrica veneta di gelati Sanson dovesse essere pronunciato Sansòn.

— C’è Veneto e Veneto…
Benetton, Stefanel e Coin sono "veneti orientali" (Treviso, Mestre e Venezia).
Sanson dei gelati invece è veronese.
Qui (son veronese d’adozione dal 1987) con gli accenti sono un po’ particolari e tendono ad anticiparli.
Ad esempio il giovedì è pronunciato giòvedi (dopo 25 anni ancora facciamo fatica a sentirlo, mia moglie e io).
Oppure il cognome Borsari, che a Bologna è Borsàri, a Verona si dice Bòrsari.
Ciò premesso, credo che la pronuncia normale e accettata come corretta sia Sànson. —

Quindi, fino a che non arrivi una dimostrazione contraria, si dice Sànson, e non Sansòn.

Strano ma verbo

Ci scrive Mario Cacciari.

— L’abbiamo [sulla Parolata] una rubrica dedicata alle parole impossibili?
Una di queste è senz’altro il verbo riempire.
Gli/le speaker dei vari TG nazionali e della 7 si stanno in questi dì profondendo in decine di riempe, e proclamano che "l’agenda dell’onorevole si sta riempendo." —

No, Mario, le parole impossibili ancora non le abbiamo, quindi utilizziamo la rubrica Strano ma verbo per parlarne. Ricordiamo quindi che riempire è un verbo irregolare, e la sua coniugazione è la seguente.

Presente: riempio, riempi, riempie, riempiamo, riempite (o riempiete), riempiono.
Imperfetto: riempivo, riempivi, riempiva, riempivamo, riempivate, riempivano.
Passato remoto: riempii (o riempiei), riempisti (o riempiesti), riempì (o riempié), riempimmo (o riempiemmo), riempiste (o riempieste), riempirono (o riempierono).
Futuro: riempirò, riempirai, riempirà, riempiremo, riempirete, riempiranno.
Congiuntivo presente: riempia, riempia, riempia, riempiamo, riempiate, riempiano.
Congiuntivo imperfetto: riempissi, riempissi, riempisse, riempissimo, riempiste, riempissero.
Condizionale presente: riempirei, riempiresti, riempirebbe, riempiremmo, riempireste, riempirebbero.
Gerundio: riempiendo.
Participio passato: riempito (o riempiuto).
Participio presente: riempiente.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Terzo indizio
Potremmo anche raccontare del giovane snobbato dalle donne e dalla società, che nel momento in cui viene riconosciuto dal padre legittimo, nobile e ricchissimo, diventa il più richiesto dai salotti e dalle dame, fino a sposarsi con la più affascinante e intraprendente donna del luogo.
Matrimonio non felice, peraltro. Oppure della riunione dei due promessi sposi mancati del secondo indizio, ancora innamorati l’uno dell’altra, con l’addio straziante per la morte di lui.

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