Posts Tagged ‘eufemismo’

SANSA, TEMPURA; Eufemismo; Tommaso

marzo 15, 2012

Sànsa
Latino sansa(m), di etimologia incerta.
Sostantivo femminile.
Residuo della spremitura dell’olio dalle olive, costituito da detriti di buccia, polpa e nocciolo; sottoposto a nuova spremitura e a trattamento con un solvente, fornisce olio di qualità inferiore (olio di sansa).

Una (parola) giapponese da Perilli

Tempura [tem'pura]
Voce giapponese, dal latino tempora, plurale di tempus -oris ‘tempo, stagione’.
Sostantivo maschile invariabile.
(gastronomia) Piatti di molluschi, gamberetti, melanzane e altri vegetali fritti, tipico della cucina giapponese, dove fu introdotto nel secolo XVI dai Gesuiti come piatto di magro.

L’eufemismo

Donna di piccola virtù è un eufemismo ottocentesco.
Escort è un eufemismo moderno.
Entrambe sono prostitute.
Entrambi sono eufemismi proposti da Roberto Vittorioso.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Quarto indizio
No, non si tratta di racconti. O meglio, non esattamente;  sono più delle descrizioni, magari anche con la cura. E sono storie vere.

FRODE, CADENETTE; Uomini; Paesi; Eufemismo; Tommaso

febbraio 24, 2012

Fròde
Latino fraude(m).
Anche, antico, fràude, fròda.
Sostantivo femminile.
(specialmente letterario) Inganno, raggiro messo in atto sfruttando la buona fede di qualcuno: la frode, ond’ogne coscienza è morsa, / può l’omo usare in colui che ‘n lui fida / e in quel che fidanza non imborsa (Dante). Sinonimi: imbroglio, truffa.
(diritto) Attività lesiva del diritto altrui svolta in mala fede.
Frode alimentare: alterazione di un prodotto alimentare con ingredienti non conformi alla legge o alle indicazioni dell’etichetta.
Frode fiscale: falsificazione di documenti fiscalmente rilevanti compiuta al fine di evadere le imposte.
Frode informatica: compiuta con l’alterazione di sistemi o supporti informatici.

Frodàre
Latino fraudare, derivato di fraus fraudis ‘frode’.
Verbo transitivo [io fròdo ecc.].
1. Privare qualcuno, con la frode, di qualcosa che gli spetta: frodare lo stato, un cliente.
2. Sottrarre qualcosa con l’inganno, con la frode: frodare una somma a qualcuno; frauda gli uomini di quello che debbe loro (Guicciardini).
3. (antico) Nascondere, falsare: la verità nulla menzogna frodi (Dante).

Fròdo
Derivato di frodare.
Sostantivo maschile (solo singolare).
1. Il sottrarsi con l’inganno al dovere di pagare tasse, imposte, dazi.
Cacciatore, pescatore di frodo: chi caccia, pesca senza licenza, in tempi, luoghi o con mezzi proibiti.
Merce di frodo: di contrabbando.
2. (letterario) Inganno, frode.

Una (parola) giapponese a Roma e Uomini e parole

Cadenette [ kade'net]
Voce francese, da Cadenet, nome del nobile francese H. d’Albert de Cadenet, che introdusse tale moda.
Sostantivo femminile.
(storia) Treccia di capelli che scendeva lungo le guance, in voga nel secolo XVIII presso alcuni corpi militari francesi, specialmente gli ussari.

Paesi da persone

Vixi Coloniali in Messico.

— Il nome ufficiale di Acapulco è Acapulco de Juárez. La parte finale fu aggiunta nel 1873 in onore dell’ex presidente messicano Benito Juárez morto l’anno precedente.
Sempre allo stesso eroe deve il nome Ciudad Juárez, capitale dello Stato di Chihuahua. È chiamata così perché vi si rifugiò Benito Juárez durante l’intervento francese in Messico. —

L’eufemismo

Qualche eufemismo legato agli alpini.
Quando uno di loro muore si dice che "è andato avanti".
Gli alpini caduti in battaglia sono detti le "penne mozze".
Gli alpini anziani sono invece le "penne bianche".

Il primo eufemismo è proposto da Luciano Guareschi, gli altri due sono di Mauro.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Quinto indizio
Dovete indovinare un libro molto letto dagli studenti, anche se non altrettanto capito.

AGGHINDARE, CAKEWALK; Lettori; Eufemismo; Tommaso

febbraio 13, 2012

Parole a confronto

Ghindàre
Dallo spagnolo guindar, che è dal francese guinder, dall’antico nordico vinda ‘svolgere’ e ‘alzare’.
Verbo transitivo.
(marina) Innalzare, con un cavo, un albero di gabbia o un alberetto facendolo scorrere lungo i tronchi già a posto per collocarlo in sede.
Drizzare, issare: ghindare una vela, la bandiera.

Agghindàre
Dal francese antico guinder.
Verbo transitivo.
Vestire, adornare con eleganza ricercata: agghindare una fanciulla.
(figurato, raro) Abbellire.

Agghindàrsi
Verbo riflessivo.
Ornarsi, farsi bello, specialmente con leziosità e affettazione.

Una (parola) giapponese a Roma

Cakewalk ['keikwolk]
Voce inglese, composto di cake ‘torta, focaccia’ e walk ‘camminata’.
Sostantivo maschile invariabile.
Danza afroamericana di ritmo sincopato nata nel sud degli Stati uniti verso la dine del secolo scorso.

I lettori ci scrivono

Parlavamo venerdì di "acchittato", ci hanno scritto a riguardo due amici. Prima Vizi Coloniali.
— Francamente non mi convince l’ipotesi che venga dalla parola acchitare (con una sola t) che è riferito al gioco del biliardo (ma, almeno secondo Tommaseo, non necessariamente all’inizio, alla preparazione del gioco). Mi pare spiegazione forzata.
Sarà invece una spiegazione semplicistica, ma acchittato (con due t) – vale a dire vestito elegantemente – secondo me viene in modo ben più ovvio e immediato da una storpiatura di agghindato.
Comunque, può essere interessante questo link:
http://forum.corriere.it/scioglilingua/20-05-2011/per-tina-acchitarsi-acchittasse-pe-li-romani-nsomma-1796672.html

Poi Igal Ferryboat.
— Nel dialetto siciliano c’è una parola simile al termine acchittato di origine romanesco. In Sicilia si dice allichittatu, che si può tradurre in italiano in ‘azzimato’. In siciliano, la persona elegantemente vestita (anche in modo un po’ pacchiano o appariscente) viene definita ‘allicchittata’. Si nota l’assonanza tra lo ‘acchittato’ romanesco e lo ‘allichittato’ del dialetto siculo. —

L’eufemismo

Alex Merseburger si segnala che un modo un po’ involuto per evitare di dire "sedere" è la locuzione: là dove non batte mai il sole.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Rispondono correttamente al terzo indizio drmutt (5+3), Mauro (4+3), Michele (3+3), Roberto Vittorioso (2+3), Cristina (1+3) ed Emy (3); al quinto indizio Massimo Chiappone e Pino De Noia (1). Due risposte sbagliate.

La soluzione era 1984, di George Orwell. Passiamo al cinquantottesimo libro.

Primo indizio
Innanzitutto una premessa: stiamo parlando solo del primo, non degli altri.

VELETTA, SCOLTA, COUTIL; Eufemismo; Battuta; Tommaso

febbraio 6, 2012

Parole a confronto

Velétta
Portoghese veleta, diminutivo di vela ‘sentinella’, dallo spagnolo vela ‘veglia, scolta’, da velar ‘vegliare’.
Sostantivo femminile.
(letterario) Vedetta: Era Miseno in alto / a la veletta asceso (Caro).
Stare alla veletta (o alle velette): stare di vedetta, in osservazione.

Velétta
Propriamente diminutivo di velo, nel primo significato sul modello del francese voilette.
Sostantivo femminile.
1. Piccolo velo o trina trasparente spesso con applicazione di pallini di ciniglia che, in acconciature femminili del passato, si portava appuntato sul cappello e talvolta calato a coprire il viso.
2. (edilizia) Pannello di laterizio o di cemento retinato che chiude all’esterno il vano soprastante una finestra, dove è racchiuso il rullo della persiana avvolgibile.

Scólta
Dal gotico skulka ‘spia’, con sovrapposizione di ascoltare.
Anche, antico, ascólta.
Sostantivo femminile.
1. (storia, letterario) Vedetta, sentinella: essere di scolta; fare la scolta, fare la guardia.
2. Nello scautismo, giovane esploratrice di età superiore ai 17 anni. Sinonimo: rover.

Una (parola) giapponese a Roma

Coutil [ku'ti]
Voce francese; da coute, forma antica di couette ‘letto di piume’.
Sostantivo maschile invariabile.
Tessuto fitto e robusto, di lino o di cotone, usato per la confezione di busti.

L’eufemismo

Sempre in luogo di morire, Vizi Coloniali ci propone: è volato in cielo.

Battuta obbligatoria

Quando un uomo riceve un colpo, una pallonata o simili al basso ventre deve sbracciarsi giulivo e urlare in falsetto: – Non mi sono fatto niente, non mi sono fatto niente.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Risposte esatte al cinquantaseiesimo libro: al primo indizio Piero Fabbri (5+5), Vizi Coloniali (5+4), Mario Cacciari (5+3) e PP (5+2); al quinto indizio Cristina (1+1). E una risposta sbagliata.
Il libro era Triste, solitario y final, di Osvaldo Soriano.

Diamo il via agli indizi del cinquantasettesimo libro.

Primo indizio
Sono in tre, una contro l’altra. E ce n’è anche una quarta, ma ha meno importanza. Invece le prime tre sono attive, oh, se sono attive.

PLACCARE, PLACCA; Giuoco; Fuoriluogo; Abita; Eufe; Tom

febbraio 3, 2012

Placcàre
Dal francese plaquer ‘rivestire’, che è dal medio olandese placken ‘rattoppare, incollare’, da plak ‘toppa, colpo’, di origine espressiva. Per il terzo significato vedi placcaggio.
Verbo transitivo [io placco, tu placchi ecc.].
1. Applicare uno strato di metallo o di legno pregiato su un altro materiale più comune (metallo, legno, vetro, ceramica) a scopo di abbellimento o protezione: placcare di (o con) oro una cornice di legno, d’ottone; placcare con rame un serbatoio d’acciaio.
Placcare di noce un mobile d’abete: impiallacciarlo.
2. Stirare a caldo, con una piastra di acciaio cromato, una pelle conciata per spianarla e renderla brillante.
3. Nel rugby, bloccare un avversario tramite placcaggio.

Plàcca
Dal francese plaque, derivato di plaquer ‘rivestire’.
Sostantivo femminile.
1. Lamina di metallo o di altro materiale usata per lo più come rivestimento: rivestire una superficie con placche d’acciaio.
2. Sorta di distintivo che si porta sul vestito o sul berretto per rendere riconoscibile la propria appartenenza a una determinata categoria.
Targhetta accanto o sopra una porta d’ingresso con l’indicazione del nome e di altre informazioni relative a chi vi abita.
3. In alpinismo, tratto di parete di roccia compatto e privo di appigli.
4. (medicina) Nome generico di alcune strutture anatomiche o patologiche appiattite, spesso tondeggianti, e di formazioni di vario genere che possono prodursi in leggero rilievo sulla cute, sulle mucose o su altri tessuti.
Placca ateromasica: ateroma.
Placche di Peyer: formazioni rotondeggianti linfatiche della mucosa intestinale.
Placca motrice: zona rotondeggiante in cui le terminazioni nervose motrici si uniscono alle fibre muscolari.
Placca (batterica): accumulo di batteri, di sostanze chimiche di origine alimentare ecc. che aderisce allo smalto dentario e favorisce l’insorgere della carie.
Nel linguaggio corrente, piccole formazioni biancastre e purulente che si producono sulle tonsille in alcune malattie infiammatorie.
5. (geologia) Zolla continentale.
6. (fisica) Elettrodo positivo (anodo) di un tubo elettronico.
7. Piastra di un accumulatore.
8. (regionale) Teglia rettangolare: una placca di lasagne al forno.

Frasi per giuoco

Placcàggio
Dal francese placage, derivato di plaquer nel significato di ‘far aderire, premere con forza’.
Sostantivo maschile.
Nel rugby, l’azione di arrestare un avversario in corsa e in possesso della palla afferrandolo alle gambe o alla vita.

Placcaggio e placcare sono parole del linguaggio sportivo che vengono normalmente usate anche nel linguaggio normale.

Luoghi fuori luogo

Ci scrive Vizi Coloniali.

— Macerata Feltria è sì nelle Marche, ma in provincia di Pesaro e Urbino (che neppure confina con quella di Macerata). —

Abita come mangi

Gli abitanti di Macerata Feltria (PU) si chiamano maceratini, per distinguerli dagli abitanti di Macerata, che si chiamano maceratesi.

L’eufemismo

Sucidarsi si pùo anche dire, meno cruentemente, togliersi la vita. Ce lo ricorda Alex Merseburger.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Quinto indizio
Succede qualcosa nel libro? Sì, succede moltissimo. Si arriva a qualche conclusione? No, finisce il libro, ma null’altro. E il detective, lo risolve il caso? Forse sì, forse no, forse non c’era nemmeno un caso da risolvere. E poi? Cazzotti, donne fatali, alcool e fumo, come deve essere in un libro di questo tipo. E gente famosa, molto famosa, sparsa qua e là. 

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