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R- ELEGIA, PRAJNA; Commedieetragedie

maggio 15, 2012

Elegìa
Dal latino elegia(m), che è dal greco eleghéia, derivato di élegos ‘canto di dolore con accompagnamento di flauto’.
Sostantivo femminile.
1. Nelle letterature classiche, componimento poetico in distici elegiaci; di vario tono e contenuto presso i greci, assunse con i latini carattere autobiografico, nostalgico e malinconico, e talora anche funebre, e con questi specifici caratteri è presente nelle letterature moderne: le elegie di Tibullo, di Holderlin.
Distico elegiaco: coppia di versi formata da un esametro e da un pentametro.
2. Componimento vocale-strumentale di tono malinconico sul testo di un’elegia, o anche solo strumentale di ispirazione elegiaca.
3. Componimento letterario medievale in prosa o in versi, dedicato a vicende personali e quotidiane, trattate con stile categoricamente dimesso.

Una (parola) giapponese a Roma

Prajna
Parola sanscrita, propriamente ‘saggezza’.
Nella filosofia indiana, la conoscenza assoluta, cioè il processo in cui l’Io umano realizza il superamento dei limiti soggettivi e la comunione con il significato delle cose. Si tratta di una conoscenza intuitiva poiché non subordinata all’oscillazione dei sensi, ma si fonda su un atto di intelligenza volitiva, sostenuto da tecniche psichiche e spirituali.

Commedie e tragedie

Una mail da una persona al suo capo:
— Ciao xxxx,
se non ci sono problemi legati alla gravidanza di yyyy avrei intenzione
di prendere un periodo di ferie da lunedi 12 febbraio a mercoledi 28
febbraio.
Sto predisponendo le situazioni in modo tale che le cose possano procedere anche in mia assenza.
Per l’emissione di nuove RdA potete fare riferimento a zzzz, col quale ho gia’ parlato al riguardo.
Per la parte CR / JO si tratta di aggiornare (come stabilito in staff
meeting) il CR tracking ma, per quel periodo, non sono previste richieste
particolari per Piano di Produzione / Masterplan.
Per cortesia fammi sapere se non ci sono problemi perche’ devo confermare i biglietti aerei.
Grazie. —

Risposta del capo.
— Per me va bene. Fammi sapere come andranno avanti le cose in tua assenza.
Ciao e grazie. —

Avviso; POSTICCIO; SAISIN: Commedie

maggio 9, 2012

Avviso

Da domani, e fino al 28 maggio, la Parolata uscirà in versione ristampata per onorare il Salone del Libro di Torino. Se qualcuno di voi parteciperà al salone e avesse piacere di incontrare il curatore della Parolata, può contattarlo tramite mail.

Parola

Postìccio
Per aferesi dell’antico apposticcio, che è dal latino tardo appositiciu(m), derivato di apponere ‘porre accanto, apporre’; come sostantivo, nel primo significato, dal francese postiche.
Aggettivo [plurale femminile posticce].
1. Si dice di ciò che viene aggiunto o che sostituisce qualcosa che manca (spesso ha una connotazione negativa); artificiale, finto: dente posticcio; baffi, capelli posticci.
Un finale posticcio: in un testo, in uno spettacolo ecc., finale che sembra aggiunto, che non si fonde bene con quanto precede.
2. (non comune) Provvisorio: una tettoia, una costruzione posticcia.

Sostantivo maschile.
1. Ciuffo di capelli che si applica a una acconciatura femminile per arricchirla. Sinonimo: postiche, pronuncia [pos'tiS].
2. Terreno in cui si tengono le piantine in attesa di trapianto.
3. (marina) Aggiunto, sostituto: remo posticcio, ufficiale posticcio.
(marina) L’insieme delle lunghe assi di legno che, nelle galee, correvano su ciascun bordo da prora a poppa e sopra le quali si posavano i remi.

Una (parola) giapponese a Roma

Saisin [se'zin]
Voce francese, derivato di saisir ‘prendere possesso’.
Sostantivo femminile invariabile.
Nell’antico diritto franco, estensione del possesso dei beni dal defunto all’erede, per una sorte di investitura.

Commedie e tragedie

Un gruppo di visitatori visita la caserma Cernaia, scuola degli allievi carabinieri.
Un anziano signore del gruppo chiede alla ragazza che li accompagna:
- Lei lo sa perché i carabinieri vanno sempre in coppia?

GORGO, HEAP; Lettori; Commedie; Tommaso

aprile 4, 2012

Górgo
Latino volgare gurgu(m) ‘gola, voragine’, per il classico gurges -gitis.
Sostantivo maschile [plurale gorghi].
1. Il punto in cui il letto di un corso d’acqua si abbassa improvvisamente, formando cavità di piccole dimensioni.
(estensione) Il vortice, il mulinello che l’acqua forma in quel punto.
(disusato) I gorghi del cuore: i ventricoli.
2. (figurato) Vortice, abisso morale che travolge: non buttiamo già in un gorgo senza fondo / le nostre vite randage (Montale).
(figurato, letterario) Gettarsi nel gorgo dei vizi: abbandonarsi a una vita dissoluta.
3. (poetico) Fiume: e tu, corrente e chiaro gorgo (Petrarca).

Una (parola) giapponese a Roma

Heap [hip]
Voce inglese, propriamente ‘mucchio, cumulo’.
Sostantivo maschile invariabile.
(informatica) Parte della memoria in cui un programma memorizza temporaneamente dati le cui dimensioni non possono essere valutate fino a quando l’applicazione non è eseguita.

I lettori ci scrivono

Tempo fa ci scrisse Ilperozzi a riguardo di un modo di dire che aveva trovato sulla Parolata.

— "Il verbo solere si usa praticamente solo più nella locuzione "come si suol dire"."
Ma che significa "si usa praticamente solo più"? Forse si intende "usa ormai solo"? —

Il nostro lettore ha ragione, la locuzione "solo più" è un regionalismo piemontese che deriva direttamente dal dialetto, non è corretto in italiano e il significato è "ancora soltanto" oppure, appunto, "ormai solo".

Commedie e tragedie

Compro a una bancarella alcuni bigliettini di auguri natalizi prodotti in una comunitaà di ex tossicodipendenti. All’interno di ognuno una frase simbolica del Vangelo.
In uno la frase era: "Dio si è fatto come noi".

Di Berilio Luzcech.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Terzo indizio
In conseguenza di questo avvenimento infausto viene arrestato, a causa della sua ingenuità, e viene richiuso in un manicomio. Ma esagera un po’ a vantarsi della sua idiozia, e questo lo porta ad essere rilasciato.

VATE, POSADA; Lettori; Antonomasia; Commedie; Tommaso

febbraio 15, 2012

Vate
Dal latino vate(m) ‘indovino’ e, poiché i responsi erano generalmente in versi, ‘poeta, cantore’.
Sostantivo maschile.
1. (letterario) Profeta.
2. (letterario) Poeta di alta ispirazione; poeta animato da impegno civile: Il sacro vate, / placando quelle afflitte alme col canto, / i prenci argivi eternerà (Foscolo).

Una (parola) giapponese a Roma

Posada [po'sada]
Voce spagnola, propriamente ‘riposata’.
sostantivo femminile invariabile.
Pensione, albergo economico.

I lettori ci scrivono

Vi avevamo promesso altre tre frasi individuate da Luciano Guareschi all’interno di I promessi sposi dove si vede un uso perlomeno dubbio dei verbi, almeno con le regoli grammaticali in uso attualmente. In particolare Luciano evidenzia la differenza dei tempi nel terzo brano

[...]Finalmente richiese, impose come una condizione, che l’uccisor di suo fratello partirebbe subito da quella città. Il guardiano, che aveva già deliberato che questo fosse fatto, disse che si farebbe, lasciando che l’altro credesse, se gli piaceva, esser questo un atto d’ubbidienza.

[...]Il sospetto che la sua risoluzione fosse attribuita alla paura, l’afflisse un momento; ma si consolò subito, col pensiero che anche quell’ingiusto giudizio sarebbe un gastigo per lui, e un mezzo d’espiazione.

[...]Appena compita la cerimonia della vestizione, il guardiano gl’intimò che sarebbe andato a fare il suo noviziato a ***, sessanta miglia lontano, e che partirebbe all’indomani.

Altri commenti a riguardo di questo uso dei tempi verbali sranno ben accolti e pubblicati. La Parolata, dal canto suo, seguirà il consiglio del saggio Piero Fabbri e non si lascerà coinvolgere nel tentativo di risolvere la questione.

L’antonomasia e il soprannome

il Vate è Gabriele D’Annunzio.

Commedie e tragedie

In una mega-libreria
– Buongiorno, cercavo gli Esercizi di Stile di Raymond Queneau…
– Scaffale letteratura, sotto la Q. Q di quadro.
Umberto Trinchero

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Terzo indizio
Ah, volevo solo dirvi che in realtà i libri sarebbero dovuti essere molto di più, ma qualcosa è andato storto.

TIRETTO, POT-AU-FEU; Animali; Commedie; Tommaso

febbraio 8, 2012

Tirétto
Derivato di tirare.
Sostantivo maschile.
1. (regionale, settentrionale) Cassetto.
2. (meccanica) Levetta dell’orologio che si aziona tirando in fuori il bottone di carica e che a sua volta mette in funzione il meccanismo di messa all’ora.

Una (parola) giapponese da Perilli

Pot-au-feu [pOto'fø]
Locuzione francese; propriamente ‘pentola (pot) al fuoco (au feu)’.
Locuzione sostantivale maschile invariabile.
Piatto francese consistente in un bollito di manzo cotto con alcune verdure in una pentola che impedisce la dispersione degli aromi.

Parole di animali

Bombìre
Dal latino bombire, che è dal greco bombêin, di origine onomatopeica.
Verbo intransitivo [io bombisco, tu bombisci ecc.; ausiliare avere].
(antico, letterario) Rimbombare, rumoreggiare.
Ronzare.

Ronzàre
Voce onomatopeica.
Verbo intransitivo [io rónZo ecc.; ausiliare avere].
1. Detto di insetti come api, mosche, vespe, zanzare ecc., emettere un rumore vibrante, sordo e prolungato, in conseguenza del loro volare.
(estensione) Volare, detto di insetti: non ronzava una mosca.
(estensione) Si dice di tutto ciò che produce un rumore sordo e vibrante: il ronzare di un motore; un aereo ronzava nel cielo; sentirsi ronzare le orecchie.
2. (figurato) Girare intorno a un luogo o a una persona.
Ronzare intorno a una donna: corteggiarla.
3. (figurato) Mulinare, affollarsi: mille pensieri mi ronzavano nella testa; tutti questi pensieri ronzavano nel capo [...] di don Abbondio (Manzoni). Sinonimo: frullare.

Commedie e tragedie

Appena l’ha vista è stramazzato al suolo.
Si è infartuato di lei.
Umberto Trinchero

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Terzo indizio
La struttura burocratica è forte e apparentemente intoccabile: ognuno sa quello che deve fare, e lo fa di propria spontanea volontà. Non sono molti i casi in cui si possa dire che qualcuno si è ribellato.

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