Posts Tagged ‘animalididire’

Avviso; MULTIVOLO, MODER; Animali; Tommaso

aprile 3, 2012

Avviso

Anche il bulgaro ha ora il suo biglietto di descrizione della celiachia, e ce l’ha grazie alla gentilezza di Evelina Yoncheva.

Parola

Multìvolo
Dal latino multivolu(m), composto di multi- ‘multi-’ e volo ‘io voglio’.
Aggettivo.
(letterario) Che vuole molte cose: quel personaggio di Molière che ammonisce la moglie multivola (Carducci).

Una (parola) giapponese a Roma

Moder ['moder]
Voce tedesca, propriamente ‘marciume’.
Sostantivo maschile invariabile.
(agricoltura) Tipo di terriccio organico caratteristico delle aree forestali all’inizio del processo di degradazione.

Animali di dire

Prendere a pesci in faccia
Significa trattare malamente, senza rispetto.
Sembra che derivi dall’antica usanza vichinga di schiaffeggiare pubblicamente i traditori e le persone indegne, ma di ciò non siamo sicuri.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Secondo indizio
Il protagonista, appunto, è ufficialmente un idiota anzianotto e che vive di truffe, la cui vita viene travolta da un avvenimento storico che avviene molti chilometri lontano da lui.

LOCANDA, SUNNA; Giuoco, Animali; Antonomasia; Tom

marzo 23, 2012

Locànda
Dalla locuzione latina (est) locanda ‘(è) da affittare’ (gerundio femminile di locare ‘affittare’), scritta un tempo sui muri delle case da affittare.
Sostantivo femminile.
Trattoria con alloggio.
Albergo economico, di modesto livello.
Specialmente in passato, albergo, anche di lusso.

Aggettivo solo femminile.
(disusato) Da affittare, specialmente nelle locuzioni casa locanda, camera locanda.

Locandìna
Propriamente diminutivo del latino locanda, cioè ‘piccolo manifesto con l’iscrizione locanda’.
Sostantivo femminile.
Piccolo avviso pubblicitario di forma rettangolare esposto in luoghi pubblici; in particolare, quello contenente il programma di uno spettacolo: locandina teatrale.

Una (parola) giapponese a Roma

Sunna ['sunna]
Dall’arabo sunnah ‘norma, regola’.
Sostantivo femminile.
L’insieme delle norme e delle credenze islamiche che si fanno derivare non dal Corano ma dalle tradizioni canoniche relative alla condotta personale di Maometto ritenuta esemplare e normativa.

Frasi per giuoco e Animali di dire

Darsi all’ippica
È un’esortazione che si rivolge a chi non è adeguato al compito che deve affrontare, consigliandogli in questo modo di cambiare attività.
Sembra che sia nata in epoca fascista, quando Achille Starace, gerarca fascista, arrivando tardi a un convegno di medicina spiegò che ciò era dovuto alla sua cavalcata quotidiana. Il gerarca apostrofò i medici irritati esortandoli a fare una vita meno di studio e più di attività fisica con la frase: "Fate ginnastica e non medicina. Abbandonate i libri e datevi all’ippica".

L’antonomasia e il soprannome

Continua il contributo di Vizi Coloniali iniziato venerdì scorso.

— L’uso è diffuso anche quando si parla di organi politici stranieri: per cui la Presidenza della Repubblica francese è anche "Eliseo" (sede è il Palais de l’Élysée e anche in francese si usa Élysée per indicare la presidenza della Repubblica), quella degli Stati Uniti è la "Casa bianca" (White House è la sede e anche in inglese indica sia il palazzo che la Presidenza).
E, continuando, "Buckingham Palace" è il sovrano britannico e "Downing Street" è il Primo ministro (la cui sede è appunto al numero 10 di Downing Street. Gli inglesi usano anche "Number 10" per indicarlo).
Comunque a questo punto non c’è da stupirsi se "Palazzo" è diventato sinonimo di potere politico. E "Piazza" per opinione pubblica, almeno quella che rivendica direttamente qualcosa "scendendo in piazza". E questo linguaggio mi pare sia appropriato oggi per indicare il distacco tra chi esercita il potere (nel palazzo) e chi (in piazza) lo subisce senza che da quel potere si senta rappresentato (come invece dovrebbe essere). —

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Quinto indizio
E poi c’è il marito tradito, entrato tardivamente nel romanzo, che coltiva la sua vendetta fino, forse, a raggiungerla. 

LANCIA, SPIT; Uomini; Animalididire; Tommaso

marzo 29, 2011

Lància
Da lancia, con riferimento alla forma affilata e alla velocità dell’imbarcazione.
Sostantivo femminile [plurale lance].
(marina) Sottile imbarcazione a remi, a vela o a motore, a poppa quadra, leggera e veloce, adibita a vari usi.
Lancia di salvataggio: quella in dotazione alle navi per il salvataggio delle persone in caso di naufragio, è munita di casse d; aria per renderne impossibile l’affondamento.
Lancia di bordo: imbarcazione ausiliaria di una nave, adibita al trasporto di persone fra queste e la riva.

Una (parola) giapponese a Roma

Spit [spit]
Voce inglese, propriamente ‘spiedo’.
Sostantivo maschile invariabile.
(sport) Nel linguaggio degli alpinisti, chiodo di sicurezza costituito da una placchetta con il foro per il moschettone e da un tassello a espansione, che viene infisso in un foro praticato nella roccia con il trapano. Voce derivata: spittare.

Uomini e parole

Récamier [reka'mje]
Dal nome di Juliette Récamier, animatrice di un famoso salotto letterario parigino dell’800, ritratta su tale divano in un dipinto di J.-L. David.
Sostantivo maschile invariabile.
(arredamento) Divano privo di schienale, con due braccioli posti alle due estremità e rivolti all’esterno.

Animali di dire

Ci scrive il sempre ottimo Frustalampi.

— Mia nonna Maria (vintage 1871) mi diceva: "Sei più scemo della capra dei pompieri", che andava a brucare l’erba in Piazza Signoria (a Firenze). —

Si tratta di un modo fiorentino per dare dello scemo a qualcuno. Sul sito dei pompieri di Firenze si riporta la storia, che riassumiamo. Una squadra di pompieri aveva adottato una capra, che manteneva nella vecchia sede fiorentina di Palagio di Parte Guelfa.
La sede era vicino a piazza del Duomo, la capra quindi si aggirava per le vie limitrofe e, specialmente, brucava l’erba nelle piazze del centro e infastidiva le persone della zona. Per questi ultimi due motivi si era fatta la fama di "grulla".

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Secondo indizio
– Io vorrei sapere se si sta parlando di un romanzo che ha avuto successo.
– Sicuramente è una storia di successo, da tutti i punti di vista. Sia perché il romanzo è strepitoso e ha riscosso un enorme successo alla sua pubblicazione, portando altra fama e altra ricchezza all’autore, che peraltro era già abbastanza famoso e ricco al tempo. E poi perché la storia narra del successo personale del protagonista.

SILLABA, MIDINETTE; Animali; Dizionario; Tommaso

marzo 25, 2011

Parole a confronto

Sìllaba
Dal latino syllaba(m), che è dal greco syllabé, derivato di syllambánein ‘raccogliere insieme’, composto di syn ‘con, insieme’ e lambánein ‘prendere’.
Sostantivo femminile.
(linguistica) Unità fonetica fondamentale costituita da uno o più suoni che si pronunciano con la stessa emissione di voce; può essere formata da una vocale o da un dittongo, soli o accompagnati da una o più consonanti.
Sillaba aperta: quando la vocale è alla fine della sillaba (per esempio ca- di casa).
Sillaba chiusa: quando il confine sillabico coincide con una consonante (per esempio car- di carne).
Parola di una sillaba, monosillabo; parola di due, tre, quattro sillabe, bisillabo, trisillabo, quadrisillabo.
Sillaba breve, lunga: nella prosodia classica, sillaba che contiene una vocale breve o lunga.
Non dire, non proferire sillaba: (figurato) rimanere in silenzio.
Non capire una (sola) sillaba: (figurato) non capire nulla.
Non cambiare una sillaba: (figurato) non cambiare una parola di ciò che è stato detto o scritto da altri.

Sìllabo
Dal latino tardo syllabu(m) ‘collezione’, derivato del greco syllambánein ‘raccogliere’.
Sostantivo maschile.
1. (non comune) Catalogo, indice.
Sillabo universitario: ruolo dei professori universitari e dei corsi che essi trattano.
2. Elenco, pubblicato nel 1864, di ottanta proposizioni estratte da documenti del papa Pio IX, con cui questi condannava le tesi filosofiche, ideologiche e politiche di ispirazione liberale considerate come errori all’epoca.
3. Programma di insegnamento delle lingue, specialmente straniere.

Una (parola) giapponese a Roma

Midinette [midi'nEt]
Voce francese; composto di mi(di) ‘mezzogiorno’ e dinette ‘piccolo pasto’; propriamente ‘che fa un piccolo pasto a mezzogiorno’, per la frugalità delle abitudini.
Sostantivo femminile invariabile.
(gergale, scherzoso) Lavorante di sartoria parigina.

Animali di dire

Non c’è trippa per gatti

Significa che non c’è alcuna possibilità di ottenere ciò che si chiede. La spiegazione del detto è così riportata da Wikipedia.

— Un aneddoto ormai famoso narra che, neoeletto sindaco [di Roma], a [Ernesto] Nathan venne sottoposto il bilancio del comune per la firma. Nathan lo esaminò attentamente e, quando lesse la voce "frattaglie per gatti", chiese spiegazioni al funzionario che gli aveva portato il documento. Egli rispose che si trattava di fondi per il mantenimento di una nutrita colonia felina che serviva a difendere dai topi i documenti custoditi negli uffici e negli archivi capitolini.
Nathan prese la penna e cancellò la voce dal bilancio, spiegando al suo esterrefatto interlocutore che d’allora in avanti i gatti del Campidoglio avrebbero dovuto sfamarsi con i roditori che avevano lo scopo di catturare e, che nel caso di topi non dovessero trovarne, sarebbe venuto a cessare anche lo scopo della loro presenza. Da questo episodio deriverebbe il detto romanesco Nun c’è trippa pe’ gatti. —

Dizionario gastronomico italiano-regionale

Massimiliano Rosso ci segnala che la trippa a Milano, e anche un po’ in giro per il nord Italia, si chiama busecca.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Il dodicesimo libro monoindizio era Il visconte dimezzato, di Italo Calvino.

Tredicesimo libro monoindizio
Dakota, due ore dopo mezzanotte.

OPTARE, OPZIONE, HANSA; Animali di dire

dicembre 10, 2010

Parole a confronto

Optàre
Dal latino optare ‘scegliere; desiderare’.
Anche, antico, ottàre.
Verbo intransitivo [io òpto ecc.; ausiliare avere].
1. Scegliere tra due o più possibili soluzioni: optai per il liceo visto che ero debole in matematica.
2. (borsa) Acquistare con un’opzione.
3. (antico) Desiderare.

Opzióne
Dal latino optione(m).
Sostantivo femminile.
1. Atto, effetto dell’optare.
2. Libera scelta fra due o più possibilità incompatibili: fare, operare un’opzione; riservarsi facoltà d’opzione.
(diritto) Patto di opzione: patto in base al quale una parte di un contratto rimane vincolata alla propria proposta mentre l’altra è libera di accettarla o meno.
3. Diritto di preferenza: avere, cedere l’opzione su un acquisto.
Diritto di opzione: facoltà riconosciuta ai soci di una società per azioni di sottoscrivere nuove azioni emesse a pagamento in proporzione a quelle già possedute.
(finanza) Contratto che prevede il diritto di comprare o di vendere a una certa data o entro una certa data un determinato strumento finanziario (titoli, valuta ecc.) a un prezzo prefissato.
Opzione call: quella che conferisce la facoltà di effettuare un acquisto.
Opzione put: quella che conferisce la facoltà di effettuare una vendita.
Opzione europea: quella che consente la decisione solo alla data di scadenza.
Opzione americana: quella che consente la decisione in un qualsiasi momento entro la scadenza.
Opzione Bermuda: quella che consente la decisione in alcune date fisse entro la scadenza.
4. Nel diritto internazionale, facoltà riconosciuta a chi abita in un territorio ceduto a un altro stato di prendere la cittadinanza del nuovo stato o mantenere quella del precedente.

Una (parola) giapponese a Roma

Hansa ['ansa]
Voce tedesca antica, propriamente ‘raggruppamento’.
Sostantivo femminile invariabile.
(storia) Nel secolo XII, associazione di mercanti tedeschi.
Lega di città mercantili della Germania settentrionale, nata nel secolo XIII tra le citta di Amburgo e Lubecca, poi estesa a molte altre città europee.

Animali di dire

Orbo come un finch
È un’espressione dialettale trentina. Fink significa fringuello in tedesco (trattasi di eredità linguistica della dominazione austro-ungarica).
Questi poveri uccellini venivano crudelmente accecati per migliorare la loro attività canora.

È Alex Merseburger che ci informa.

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