Posts Tagged ‘abita’

LOGORREA, DRILLING; Abita; Religiose; Tommaso

aprile 6, 2012

Logorrèa
Composto di logo- ‘discorso, parola’ e -rea ‘scorrere, fluire’, entrambe dal greco.
Sostantivo femminile.
1. (medicina) Flusso precipitoso di parole, proprio di certe malattie mentali.
2. (estensione) Loquacità eccessiva, verbosità irrefrenabile.

Una (parola) giapponese a Roma

Drilling ['drilling]
Voce inglese, derivato di (to) drill ‘perforare’.
Sostantivo maschile invariabile.
Particolare tipo di fucile da caccia di piccolo calibro, a palla, con tre canne.

Abita come mangi

Gli abitanti di Oderzo, in provincia di Treviso, si chiamano opitergini, perché tra i tanti nomi che la città ha avuto in passato c’è stato anche Epitertius.

Antonomasie religiose

L’eccelso, per antonomasia, è Dio.

Eccèlso
Dall’aggettivo latino excelsu(m), participio passato di excellere ‘eccellere’.
Aggettivo.
1. Altissimo: cime eccelse.
Pur avendo valore superlativo, consente la comparazione: le più eccelse cime.
2. (figurato) Superiore per qualità e meriti; insigne, sommo: ingegno eccelso.
3. (disusato) Titolo onorifico attribuito a personaggi di alta autorità.

Sostantivo maschile.
1. l’Eccelso: Dio: Vedi l’Eccelso omai e la larghezza / de l’etterno valor (Dante).
2. (non comune) Il Paradiso, il cielo: cantano Osanna! Osanna! negli eccelsi (Pascoli).

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Quinto indizio
Già, è un’idiozia, ma proprio questo è l’argomento del romanzo: l’idiozia dell’esercito, della guerra, del periodo in cui ha vissuto. Tra un’avventura e l’altra il nostro eroe arriva al fronte russo, e chissà quante altre dabbenaggini avrebbe combinato, se solo l’autore non fosse morto.

PLACCARE, PLACCA; Giuoco; Fuoriluogo; Abita; Eufe; Tom

febbraio 3, 2012

Placcàre
Dal francese plaquer ‘rivestire’, che è dal medio olandese placken ‘rattoppare, incollare’, da plak ‘toppa, colpo’, di origine espressiva. Per il terzo significato vedi placcaggio.
Verbo transitivo [io placco, tu placchi ecc.].
1. Applicare uno strato di metallo o di legno pregiato su un altro materiale più comune (metallo, legno, vetro, ceramica) a scopo di abbellimento o protezione: placcare di (o con) oro una cornice di legno, d’ottone; placcare con rame un serbatoio d’acciaio.
Placcare di noce un mobile d’abete: impiallacciarlo.
2. Stirare a caldo, con una piastra di acciaio cromato, una pelle conciata per spianarla e renderla brillante.
3. Nel rugby, bloccare un avversario tramite placcaggio.

Plàcca
Dal francese plaque, derivato di plaquer ‘rivestire’.
Sostantivo femminile.
1. Lamina di metallo o di altro materiale usata per lo più come rivestimento: rivestire una superficie con placche d’acciaio.
2. Sorta di distintivo che si porta sul vestito o sul berretto per rendere riconoscibile la propria appartenenza a una determinata categoria.
Targhetta accanto o sopra una porta d’ingresso con l’indicazione del nome e di altre informazioni relative a chi vi abita.
3. In alpinismo, tratto di parete di roccia compatto e privo di appigli.
4. (medicina) Nome generico di alcune strutture anatomiche o patologiche appiattite, spesso tondeggianti, e di formazioni di vario genere che possono prodursi in leggero rilievo sulla cute, sulle mucose o su altri tessuti.
Placca ateromasica: ateroma.
Placche di Peyer: formazioni rotondeggianti linfatiche della mucosa intestinale.
Placca motrice: zona rotondeggiante in cui le terminazioni nervose motrici si uniscono alle fibre muscolari.
Placca (batterica): accumulo di batteri, di sostanze chimiche di origine alimentare ecc. che aderisce allo smalto dentario e favorisce l’insorgere della carie.
Nel linguaggio corrente, piccole formazioni biancastre e purulente che si producono sulle tonsille in alcune malattie infiammatorie.
5. (geologia) Zolla continentale.
6. (fisica) Elettrodo positivo (anodo) di un tubo elettronico.
7. Piastra di un accumulatore.
8. (regionale) Teglia rettangolare: una placca di lasagne al forno.

Frasi per giuoco

Placcàggio
Dal francese placage, derivato di plaquer nel significato di ‘far aderire, premere con forza’.
Sostantivo maschile.
Nel rugby, l’azione di arrestare un avversario in corsa e in possesso della palla afferrandolo alle gambe o alla vita.

Placcaggio e placcare sono parole del linguaggio sportivo che vengono normalmente usate anche nel linguaggio normale.

Luoghi fuori luogo

Ci scrive Vizi Coloniali.

— Macerata Feltria è sì nelle Marche, ma in provincia di Pesaro e Urbino (che neppure confina con quella di Macerata). —

Abita come mangi

Gli abitanti di Macerata Feltria (PU) si chiamano maceratini, per distinguerli dagli abitanti di Macerata, che si chiamano maceratesi.

L’eufemismo

Sucidarsi si pùo anche dire, meno cruentemente, togliersi la vita. Ce lo ricorda Alex Merseburger.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Quinto indizio
Succede qualcosa nel libro? Sì, succede moltissimo. Si arriva a qualche conclusione? No, finisce il libro, ma null’altro. E il detective, lo risolve il caso? Forse sì, forse no, forse non c’era nemmeno un caso da risolvere. E poi? Cazzotti, donne fatali, alcool e fumo, come deve essere in un libro di questo tipo. E gente famosa, molto famosa, sparsa qua e là. 

ASTRAGALO, MOGARSA; Abita; Frasi; Tommaso

gennaio 20, 2012

Astràgalo
Dal latino astragalu(m), dal greco astrágalos.
Sostantivo maschile.
1. (anatomia) L’osso più elevato del tarso, che si articola con la tibia e il perone in alto, il calcagno in basso e lo scafoide in avanti.
2. Dado da gioco usato nell’antichità, fatto con l’osso del tarso di della capra o del montone o anche in pietra, in avorio ecc., a quattro facce numerate dall’uno al quattro.
Gioco degli astragali: simile a quello dei dadi.
3. (architettura) Modanatura che separa il fusto della colonna dal capitello o dalla base. Sinonimo: tondino.
4. (botanica) Genere di piante erbacee con foglie pennate, fiori in grappolo e semi reniformi (usati talvolta come surrogato del caffè); normalmente sono utilizzate come foraggio o per il sovescio.

Una (parola) giapponese a Roma

Mogarsa [mo'garsa]
Voce araba, darivato di garasa ‘piantre, coltivare’.
Sostantivo femminile.
Nel diritto islamico, forma di contratto tra un proprietario di terreni incolti e un colono che si impegna a coltivarli divenendo, a lavoro ultimato, proprietario di una parte di terra.

Abita come mangi

Alex Merseburger ha adottato questa rubrica e la sta completando con grande impegno e ottimi risultati.

— Mia moglie mi dice che gli abitanti di Ancona, o anconetani, si chiamano anche dorici perchè fu fondata nel 387 a.C. da siracusani, i quali a loro volta erano coloni greci di origine dorica. —

Frasi, non futilità

Capisco il bacio al lebbroso ma non la stretta di mano al cretino.
Pitigrilli

Proposta da Mario Cacciari.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Quinto indizio
Sono belle le battute di caccia, ma è anche bello tornare nel proprio paese a godersi i meritati onori per le proprie coraggiose azioni. Sì, quella che vedete è la pelle del leone che ho ucciso a mani nude, e quella la sua testa. Che storia.
Ma vorrei raccontarvi, invece di quella banda di beduini che aveva catturato una donna, e chissà cosa sarebbe successo alla poverina se non li avessi scoperti io, il vostro amato compaesano. Allora, loro erano cinquanta, e io ero solo, così decisi di giocare d’astuzia. Aspettai il calare del buio e…

LINEAMENTO, QUBBA; Idiota; Abita; Frasi; Tommaso

gennaio 18, 2012

Lineaménto
Dal latino lineamentu(m) ‘linea’, al plurale ‘lineamenti, fattezze’, derivato di linea ‘linea’.
Sostantivo maschile.
1. (antico) Linea; insieme di linee, ghirigoro.
2. (al plurale) Fattezze del volto umano: lineamenti regolari, delicati. Sinonimo: fisionomia.
3. (al plurale, figurato) Elementi fondamentali di una dottrina, di una disciplina e simili: lineamenti di storia romana.

Lineatùra
Sostantivo femminile.
1. (antico) Linea, striscia.
2. (disusato)Linea genealogica.
3. (disusato, al plurale) Concorso di linee.
(estansione) Lineamenti, fisionomia: Chi è che non ravvisi… in questa nobilissima figura la lineatura di Dio? (Marino).
4. (non comune) Il tracciare linee (soprattutto su carta); l’insieme delle linee tracciate, rigatura.

Una (parola) giapponese a Roma

Qubba ['kubba]
Voce araba, propriamente ‘cupola’.
Sostantivo femminile invariabile.
(architettura) Nell’architettura religiosa dell’Africa settentrionale, tomba a cupola dei santoni musulmani.

L’idiota

Castróne
Derivato di castrare.
Sostantivo maschile.
1. Il maschio castrato degli animali, specialmente agnello o puledro.
2. Cavallo evirato per adattarlo meglio a certi tipi di corse, specialmente allo steeple-chase.
3. (figurato, popolare) Uomo stupido o di grossolana ignoranza.

Abita come mangi

Alex Merseburger ci dice che gli abitanti di Padova, oltre che padovani, sono anche patavini, dal nome latino Patavium.

Frasi, non futilità

Non riusciamo a cambiare le cose secondo il nostro desiderio, ma gradualmente il nostro desiderio cambia.
Marcel Proust

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Terzo indizio
Cosa dite, è tanto tempo che non faccio una bella battuta? Davvero pensate questo? Dovrei ripetere qualcuna delle mie mitiche gesta?

RAMPARO, CRAVACHE; Lettori; Abita; Yokopoko; Tommaso

gennaio 13, 2012

Rampàro
Dal francese rempart, derivato di remparer ‘fortificare’.
Sostantivo maschile.
Massa di terra addossata alle mura di una fortificazione per proteggerla dal tiro d’artiglieria.

Una (parola) giapponese a Roma

Cravache [kra'vaS]
Voce francese, dal tedesco Karbatsche, dal polacco karabacz, dal turco kirbaç.
Sostantivo femminile invariabile.
Frustino di cuoio da cavallerizzo.
(estensione) Cavallerizzo, fantino.

I lettori ci scrivono

Ci scrive il nostro amico Tommaso Mazzoni, relativamente a lugliatica.

— Oltre che "lugliatica", ho trovato pure attestato "lùgliola"; sicuramente a Trieste e in Toscana.
Amerei citare, però, una lettera di Suor Maria Celeste, al secolo Virginia Galilei (1600-1634) suora di clausura, scritta da Siena al proprio padre (Galileo Galilei) nell’anno 1623. In tale documento nomina giusto questo tipo d’uva usando i seguenti precisi termini: "Amatissimo Signor Padre [...] La mostra dell’uva dell’orto era assai scarsa, e due furie di gragnuola che l’ha percossa hanno finito di rovinarla. Se n’è colta un poco di quella lugliola avanti che ci arrivino i malandrini, quali, non avendo trovato altro da dissipare, hanno colte alcune mele [...] (Poi, sempre rivolgendosi a suo padre): Il Signore Iddio la conservi. (Poco sotto, con l’iniziale in minuscolo) figliuola affezionatissima S.M. Celeste."
Anche in un racconto di Roberto Cecchi sulla guerra del 1944 a Fucecchio, si può lèggere "[...] Avevamo mangiato una bella fetta di pane bianco – ce lo aveva portato zio Gagliano – mezzo popone, una pesca e una bella ciocca di uva lugliola trafugata dalla vigna di Salacca [...]".
Insomma, fra l’arrivo dei malandrini che non avevano trovato l’uva lugliola, e quella trafugata dalla vigna di Salacca, sembrerebbe che l’uva lugliatica dovesse piacere anche parecchio… —

Abita come mangi

È sempre Alex Merseburger che ci ricorda che i milanesi sono anche detti meneghini. Ciò perché una maschera della commedia dell’arte Domenegh, o Menegh, cioè Domenico, viene identificata con la città.

Yokopoko Mayoko

Roberto Vittorioso ci segnala l’esistenza del medico ortopedico Claudio La Medica.

Tommaso Feleri! Chi era costui?

Quinto indizio
Lui viene inviato in galera, lontano, e lei abbandona tutto ciò che ha per seguirlo e amarlo.

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.