CAPARRA, CAPANNA, BARCANA; Lettori; Commedie

giugno 22, 2012

Parole a confronto

Capàrra
Probabilmente composto di capo- e arra, propriamente ‘inizio di garanzia’.
Sostantivo femminile.
1. Somma di denaro o altro bene fungibile che una parte contraente versa all’altra quando viene stipulato un contratto, specie preliminare, a garanzia dell’adempimento (caparra confirmatoria) o come penale in caso di recesso ingiustificato (caparra penitenziale).
(comunemente) Anticipo, acconto.
2. (figurato, letterario) Pegno, garanzia: senza avere una minima caparra, dargli in mano un povero curato! (Manzoni).

Capànna
Latino tardo capanna(m).
Sostantivo femminile.
1. Costruzione con pareti e tetto fatti di frasche, graticci di canne e simili, utilizzata come dimora o rifugio temporaneo di persone o animali, oppure come deposito di fieno o di attrezzi.
(estensione) Casa molto povera, tugurio: vivere in una capanna.
Due cuori e una capanna: si dice per indicare che le ricchezze non sono indispensabili alla felicità di due innamorati.
Pancia mia fatti capanna: (scherzoso) espressione di ingordigia prima di iniziare un lauto pranzo.
A capanna: a due spioventi, a falde: tetto, facciata a capanna.
2. Rifugio alpino d’alta quota: la capanna del CAI.

Una (parola) giapponese a Roma

Barcana [bar'kana]
Dalla voce russa barxan, ‘collina di sabbia’, dal kazako.
Sostantivo femminile invariabile.
Duna a forma di mezzaluna, concava dalla parte opposta a quella da cui spira il vento, tipica dei deserti asiatici.

I lettori ci scrivono

Riccardo ci scrive relativamente al detto "pancia mia fatti capanna".

— A mio vedere non ha alcun senso. Sento dentro di me, nel profondo, che il modo di dire corretto sia "Pancia mia fatti caparra". Chi può verificare? —

Alla Parolata sembra che "caparra" c’entri ancora meno che capanna, ma a parte il significato di "pancia mia, fatti grossa come una capanna" non ha trovato spiegazioni del detto. Chissà se qualche lettore saprà dare una motivazione più convincente al nostro Riccardo.

Commedie e tragedie

Durante una visita al piccolo museo della caserma Cernaia, a Torino, si entra in una piccola sala dove sono esposti 30 fucili. La guida spiega: Qui ci sono tutti i fucili da tutti i Paesi del mondo. La metà sono italiani.

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