REFEZIONE, REFETTORIO; Animali: EDREDON; Frasi

maggio 24, 2013

Refezióne
Dal latino refectione(m) ‘ristoro’, derivato di refectus, participio passato di reficere ‘ristorare, rifare’, composto di re-, con valore iterativo, e facere ‘fare’.
Anche, anticamente, rifezióne.
Sostantivo femminile.
1. Ristoro dato dal cibo.
(estensione, raro) Pasto ristoratore.
2. Colazione del mezzogiorno, specialmente il pasto fornito agli alunni nei collegi e in varie scuole quando l’attività continua nel pomeriggio: la refezione è a spese del Comune.

Refettòrio
Dal lat. tardo refectoriu(m), neutro sostantivale del latino tardo refectorius ‘che serve a ristorare’, derivato di reficere ‘ristorare’.
Sostantivo maschile.
1. Sala molto vasta di collegi, conventi e simili, dove si consumano i pasti in comune.
2. (antico) Qualsiasi luogo in cui si mangia.

Refètto
Voce dotta, latino refectu(m), participio passato di reficere.
Aggettivo.
(antico) Ristorato, riposato.

Sostantivo maschile.
(antico) Ristoro.

Animali di parole

Édredon [edre'don]
Voce francese, dal danese ederduun, dall’islandese aedardunn, composto di aedar ‘edredone’ e dunn ‘piuma’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. Piuma di edredone.
2. Cuscino copripiedi di piume.

Per facilitare la comprensione della parola vi diremo anche:

Edredóne
Dal francese édredon, tratto dall’islandese aethardun ‘piuma dell’uccello chiamato aethr’.
Sostantivo maschile.
Grossa anatra marina delle zone nordiche dal bellissimo e morbidissimo piumaggio bianco superiormente e nero inferiormente.

Frasi, non futilità

La letteratura non nasce quando un ragazzo esce dalla caverna, vede il lupo e grida: Aiuto, il lupo.
La letteratura nasce quando il ragazzo esce dalla caverna, non c’è nessun lupo e grida: Aiuto, il lupo.
Anzi, nasce quando il ragazzo non esce neanche dalla caverna e grida: Aiuto, il lupo.
Antonio Scurati


MITENA, ESKER; Lettori; Perle

maggio 23, 2013

Mitèna
Dal francese mitaine, di etimologia incerta.
Anche mittèna.
Sostantivo femminile.
1. Guanto d’acciaio che faceva parte delle armature medievali.
2. Guanto femminile senza dita, generalmente di pizzo e seta e per lo più lungo fino al gomito, usato nell’Ottocento.

Una (parola) giapponese a Roma

Esker ['esker]
Voce inglese, dall’irlandese eiscir ‘cresta’.
Sostantivo maschile invariabile.
(geologia) Accumulo a forma di dorsale allungata e stretta, trasversale rispetto alle morene e antistante le fronti glaciali, costituito da detriti lasciati dai fiumi o dai ghiacciai.

I lettori ci scrivono

Anche Cristina Marsi ha qualcosa da dirci sul "tarmare" col significato di infastidire.

— Confermo che il sostantivo "tarma" ed il verbo "tarmare", o meglio "tarmar", vengono usati con lo stesso significato anche a Trieste.
E per restare sull’argomento parassiti, mi viene in mente un bel modo di dire che riguarda non la tarma ma "el pulise" (cioè la pulce).
A Trieste si dice "anca el pulise ga la tose" (anche la pulce ha la tosse) quando ci si riferisce a una ragazzina ancora acerba che però vuole assumere atteggiamenti da donna. —

Perle dai porci

"La diffusione dell’informazione supera esponenzialmente quella del passato."
Sergio Romano, al Salone del Libro.


SCIBILE, SCIENTE, DRAG; Yokopoko; Frasi

maggio 22, 2013

Scìbile
Dal latino tardo scibile(m), derivato del classico scire ‘sapere’.
Sostantivo maschile.
Tutto ciò che si può conoscere, sapere, apprendere: l’immensità dello scibile; i vari rami dello scibile; lo scibile umano.

Aggettivo.
(antico) Che si può comprendere, conoscere, sapere: il pensiero dell’autore… mi si rappresenta più scibile (Galileo).

Scìre
Voce dotta, dal latino scire.
Verbo transitivo (difettivo usato solo all’infinito e al participio presente sciente).
(raro, antico) Sapere.

Sciènte
Dal latino sciente(m), participio presente di scire ‘sapere’.
Aggattivo.
1. (letterario, raro) Che sa, conscio.
2. (antico) Esperto: essere sciente in qualcosa.

Scienteménte
Avverbio.
Consapevolmente, di proposito, con piena cognizione.

Una (parola) giapponese a Roma

Drag [drag]
Voce inglese, derivato di (to) drag ‘tirare’.
Sostantivo maschile invariabile.
1. (storia) Elegante carrozza con tiro a quattro.
2. Tipo di caccia alla lepre o alla volpe.

Yokopoko Mayoko

Pio Fedele è stato un professore di diritto ecclesiastico e di diritto canonico.

E Vizi Coloniali invece è colui che ci segnala questo yokopoko totale.

Frasi, non futilità

Non è affatto ovvio che l’uomo possa esistere.
Hans Blumenberg


TURBA, TURBARE, DHIMMI; Battuta

maggio 21, 2013

Parole a confronto

Tùrba
Dal latino turba(m), forse di origine greca.
Sostantivo femminile.
1. Insieme di molte persone accozzate insieme nello stesso luogo (anche spregiativo): una turba di scalmanati, di postulanti, di straccioni.
(estensione) Volgo, marmaglia: confondersi nella turba, la turba delgi ignoranti.
(poetico) Moltitudine: turba d’aure vezzosa e lusinghiera / ti corteggia d’intorno e ti seconda (Marino).
2. (specialmente al plurale) Folla: la predicazione di Gesù alle turbe.

Turbàre
Dal latino turbare, derivato di turba ‘accozzaglia, trambusto’.
Verbo transitivo.
1. (letterario) Alterare il normale equilibrio, la serenità di qualcuno; mettere in agitazione (anche assoluto): l’eredità ha turbato l’armonia della famiglia; un avvenimento che turba.
2. Recare danno, molestia a uno stato di tranquillità, di ordine; disturbare lo svolgimento regolare di qualcosa: turbare la pace domestica, la disciplina; gli incubi turbavano i suoi sonni; i rumori turbano la quiete.
Turbare il possesso: (diritto) impedire al possessore di un bene di goderne pienamente.
3. Agitare, per lo più intorbidando: la tempesta turbò le acque del lago; Quel boreal pelago… / che turban sempre iniqui venti e rei (Ariosto).

Turbàrsi
Verbo intransitivo pronominale.
1. Alterarsi nella mente e nell’animo; mettersi in agitazione: alla notizia si turbò profondamente; l’animo mio si turba per la perdita de’ tanti amici (Castiglione).
Esprimere nell’aspetto tale condizione: turbarsi in volto.
2. Minacciar tempesta, rannuvolarsi: il cielo si è turbato di colpo.
3. (letterario) Rimanere confuso, stupito, ammirato e simili.
4. (antico) Adirarsi, inquietarsi.

Tùrba
Derivato di turbare, sul modello del francese trouble.
Sostantivo femminile.
(medicina) Disturbo, alterazione di una funzione fisiologica: turbe digestive, nervose, psichiche.

Una (parola) giapponese a Roma

Dhimmi ['dimmi]
Voce araba, propriamente ‘protetto’.
Sostantivo maschile invariabile.
(storia) Negli stati islamici, il suddito al quale è concessa la libertà di culto.

Battuta obbligatoria

Quando il venerdì viene assegnato a qualcuno un lavoro per il lunedì si sdrammatizza dicendo – Ma c’è tutto il fine settimana!


MITE, MITIGARE, HALLENKIRCHE; Battuta

maggio 20, 2013

Mìte
Dal latino mite(m).
Aggettivo.
1. Incline alla benevolenza, alla pazienza e all’indulgenza: una persona mite.
Che rivela dolcezza, moderazione: carattere mite; parole, pretese miti.
Venire a miti consigli: diventare ragionevole, moderare le proprie richieste o proteste.
2. Detto di animale, docile, mansueto: il mite agnello.
Detto di clima, dolce, temperato: un inverno mite.
3. (figurato) Contenuto, accessibile: prezzo mite.
Non gravoso: condanna mite.

Sostantivo maschile e femminile.
Persona mite: beati i miti perché erediteranno la terra, terza beatitudine espressa da Gesù nel discorso della montagna, secondo il Vangelo di Matteo.

Mitigàre
Dal latino mitigare, derivato di mitis ‘mite’.
Anche, antico, miticàre.
Verbo transitivo [io mìtigo, tu mìtighi ecc.].
1. Rendere più mite, meno intenso, meno acerbo e aspro; temperare, attenuare: mitigare il dolore, l’ira; lo scirocco mitiga il freddo.
2. Attenuare, diminuire: mitigare il freddo, i prezzi.
Mitigare una pena: ridurne la durata.
3. (antico) Intenerire, blandire.

Mitigàrsi
Verbo intransitivo pronominale.
Diventare più mite; moderarsi, attenuarsi: la sua ira si mitiga presto.

Una (parola) giapponese a Roma

Hallenkirche ['allenkirke]
Voce tedesca, composto di Halle ‘atrio’ e Kirche ‘chiesa’.
Sostantivo femminile invariabile.
(architettura) Tipo di chiesa gotica con navate laterali della stessa ampiezza della navata centrale.

Battuta obbligatoria

Quando si esce per andare in piscina e fuori piove qualcuno dirà facezie del tipo – Invece di fare il bagno potresti fare la doccia – o – Fai bene ad andare oggi, così non devi fare la doccia prima di entrare in vasca – o simili.


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